17.4.14

City 2-2 Sunderland


City: Hart, Zabaleta, Kompany, Demichelis, Kolarov, Javi Garcia, Fernandinho (Rodwell 86), Nasri, Milner, Negredo (Dzeko 67), Aguero (Jovetic 55). 
Sunderland: Mannone, Vergini, Alonso, Brown, O'Shea, Cattermole, Colback, Larsson (Giaccherini 67), Johnson, Borini (Scocco 67), Wickham.
Reti: Fernandinho 2, Wickham 72, 83 Nasri 88.
Arbitro: M Atkinson
Stadio: The Etihad
Spettatori: 47046

Un City stanco, svuotato e giù di giri pareggia contro il Sunderland (2-2) e dice addio, con ogni probabilità, alle speranze di vincere la Premier League. Non è bastato il goal fulmine di Fernandinho per indirizzare la gara visto che il Sunderland ha giocato meglio per lunghi tratti dell'incontro e si è trovato addirittura in vantaggio a pochi minuti dalla fine grazie alla doppietta di Wickham. Un sussulto, tipico della nostra squadra, nelle fasi finali del match ha portato in dote il pareggio di Samir Nasri ed una colossale occasione sempre per il marsigliese ma il Piccolo Principe ha sparato alto il pallone della vittoria. Nota di merito per Pablo Zabaleta, capace di restare in campo dopo un contrasto mostruoso con Alonso alla fine del primo tempo. Lunedì riceviamo il West Brom e spero che i ragazzi trovino il modo di non buttare all'aria il buon lavoro fatto fino ad oggi, onorando le ultime cinque gare e, più importante, la nostra adorata maglia.


16.4.14

The Citizens versus The Black Cats



Manchester City v Sunderland
Data: 16 aprile 2014
Ora italiana: 20.45
Stadio: Etihad
Arbitro: Martin Atkinson

Stasera recupero di Premier League contro il Sunderland ultimo in classifica. Noi dobbiamo ancora smaltire la delusione di domenica, i Black Cats sbarcheranno a Manchester con il coltello tra i denti, visto che, conti alla mano, la retrocessione non è ancora matematica. Intanto Pellegrini ha dichiarato che il problema muscolare che ha costretto Yaya ad abbandonare il campo contro i Reds lo terrà fuori per almeno un paio di settimane. 
 
Queste le probabili di stasera: 
Manchester City: Hart; Kolarov, Lescott, Demichelis, Zabaleta; Garcia, Fernandinho; Milner, Silva, Nasri; Aguero.
Sunderland: Mannone; Bardsley, Brown, O'Shea, Alonso; Cattermole, Ki, Bridcutt; Johnson, Wickham, Borini
 
Aspettiamo i pronostici!




14.4.14

Domani è un altro giorno...

Lo stato d'animo ha un colore...

La sconfitta di ieri ad Anfield mi ha provocato un senso di tristezza e di sconforto che non provavo da moltissimo tempo. Ho provato a ripercorrere con la mente le sconfitte più dolorose degli ultimi anni e sono ancora alla ricerca di qualcosa di simile. Ho personalmente assistito - allo stadio - all'ultimo derby perso, 2-3 all'ultimo tiro e su autogoal ma quel giorno la mia delusione non raggiunse i livelli di ieri.
Se da un lato questo stato d'animo mi ha ben riportato al vero dna di ogni tifoso del City - non che ce ne fosse bisogno - cerco ora di guardare con razionalità a ciò che è accaduto a Liverpool.

La partita. Stupenda, bellissima, giocata da due squadre degne di questo nome. Pazza come solo una gara di Premier League sa essere. Una partita che non decide il titolo ma qualcosa che gli somiglia molto. Mi aspettavo di soffrire, mi aspettavo una disfida equilibrata, sin dal primo secondo. La mia previsione si è rivelata sbagliata: i reds hanno mirato alla giugulare ed hanno letteralmente sbranato il match, azzannandoci ad un ritmo fuori dal mondo, con una grinta fuori dal normale e con una qualità incredibile. Due reti di vantaggio si sono rivelate un magro bottino per la schiacciante superiorità dimostrata dalla meravigliosa squadra di Brendan Rodgers nei primi 25 minuti. Noi siamo andati in bombola, incapaci anche solo ad immaginare una reazione. Dopo pochi minuti, nel bel mezzo della mattanza, abbiamo perso Yaya per un infortunio che probabilmente lo terrà fuori dai giochi fino al termine della stagione. La difesa è sembrata stordita, ubriacata, soverchiata dal turbinio di maglie rosse, spinte quest'ultime da un continuo boato proveniente dagli spalti. Mi correggo, non la difesa: tutta la fase difensiva della squadra. Non ci siamo mai riusciti a ripartire, ad innescare Jesùs Navas o a lanciare Edin Dzeko. Un incubo. Era prevedibile che il Liverpool non tenesse quel ritmo ma è anche vero che se avesse segnato un numero di goal proporzionale al dominio, la gara sarebbe finita lì. 
Dopo la prima mezz'ora, i ragazzi hanno reagito, si sono aggiustati, hanno provato a mettersi di mezzo, creando un paio di occasioni (e mezza) nella parte finale del primo tempo. Un salvataggio sulla linea ed un quasi miracolo di Mignolet su colpo a botta sicura di Fernandinho ci hanno negato il goal della sopravvivenza e poco prima del fischio di metà partita Sahko ha atterrato Edin in piena area facendo urlare al rigore i blues assiepati a pochi metri di distanza. Io non darei mai un rigore così ma giova sottolineare che in telecronaca Gary Neville e Jamie Carragher - non esattamente due supporter blue - hanno parlato di rigore netto per danno procurato dallo scomposto intervento.
La ripresa dei ragazzi è stata bellissima. Guidata da un David Silva sublime, la squadra ha dominato la contesa, segnando due reti proprio con Merlino, mettendo le tende nella metà campo dei reds, non concedendo nulla alla squadra avversaria, mostrando con gli interessi quella personalità non pervenuta nel primo tempo. Le partite tra grandi squadre sono spesso così: chi non ricorda Istanbul 2005? Il City ha imposto il suo ritmo, la sua classe, la sua organizzazione di gioco, anche grazie alla scelta di Manuel di sostituire Navas con James Milner, uno dei giocatori più sottovalutati del campionato. Il resto è già storia: El Kun appoggia a Merlino che arriva in ritardo di un millimetro, Vincent Kompany svirgola il pallone del secolo e consegna la vittoria - e forse qualcosa di più - a Coutinho e ad Anfield.

I singoli. Nessuna squadra può concedere i suoi migliori uomini nel pieno della bagarre. Nemmeno noi. El Kun ha fatto da comparsa negli ultimi mesi, ieri Yaya si è chiamato fuori nella partita della stagione, abbiamo rinunciato a moltissime "alternative" ai titolari e ieri si è inabissato anche Vincent Kompany. Quando ho visto il suo errore, giuro, lo avrei preso a schiaffi. Anche in virtù del fatto che non è nuovo a queste follie. Poi, a freddo, ci ragiono e mi chiedo: era in condizioni di giocare? Nel primo goal si è fatto ubriacare da Sterling (a proposito, Hart cosa esce a fare???), nel secondo goal si è perso Skrtel e nel terzo…Le prove di Martin Demichelis, Javi Garcia e Pablito sono state positive mentre James Milner è stato superlativo. Sono felice per David Silva che ieri ha dimostrato di essere un leader di questa squadra, prendendola per mano e guidandola ad un soffio dal colpaccio. 

Il manager. Due parole su Manuel Pellegrini. L'approccio dei ragazzi è stato agghiacciante ma altrettanto stupefacente è stata la reazione. Stupido lui nei primi 25 minuti e Rodgers geniale? O geniale il nostro Ingeniero per oltre 60 minuti e stolto il nord irlandese? Evidentemente, nessuna delle due. Se due squadre giocano così, il merito è dei loro allenatori. Devo aggiungere un'altra cosa: spesso leggo commenti idioti sul nostro club e sull'impossibilità di comprare il cuore o la classe. Come ha ben scritto Noodles in uno dei commenti, ieri il nostro manager al termine di una dolorosissima sconfitta ha atteso l'uscita dal campo dei giocatori avversari per stringere loro la mano, dopo averne "gustato" i festeggiamenti al centro del campo. Sempre ieri, il nostro board ha acquistato una pagina del Match Programme del Liverpool per manifestare il proprio rispetto per le vittime di Hillsborough. Noi non abbiamo bisogno di comprare il cuore e la classe: fanno parte di noi, da sempre e per sempre. Manuel Pellegrini è un perfetto Ambasciatore per il nostro stile, in campo e fuori. 

The Ref. La nostra classe si estende anche ai commenti post partita: provate solo ad immaginare un qualsiasi altro allenatore - qualsiasi - al termine del match. La partita non è stata decisa da Clattenburg ma mi chiedo se una mancata solare espulsione di Suarez (con conseguente squalifica per la partita dopo per il Tuffo del Secolo) ed un altrettanto solare calcio di rigore per schiacciata pallavolistica di Skrtel non siano sufficienti per alterare leggermente il proprio stato d'animo. Anche il mite Brendan Rodgers si lasciò scappare la dentiera all'andata per il folle fuorigioco fischiato ai loro danni, gridando e strepitando senza remore per l'errore arbitrale. Così, giusto per la cronaca.

Scenari. L'Inghilterra è innamorata della sola idea del titolo a Liverpool. Tutti tifano per il Liverpool. Non è finita ma siamo vicini. La partita di ieri rischia seriamente di rappresentare una pietra miliare di questa fantastica Premier. Ai reds, in stato di grazia, "basterà" vincere le prossime quattro partite. Non sarà facile ma nemmeno per noi sarà uno scherzo fare un filotto di sei vittorie. Pur nella sofferenza, è stato toccante vedere un Idolo come Steven Gerrard piangere ieri. Spero solo che, in caso di trionfo dei reds, la loro gioia abbia la faccia bella e pulita del Capitano e non quella sporca e disonesta del loro attaccante uruguaiano. E nemmeno di quei simpatici tifosi dei reds che hanno preso a pietrate un pullman di citizen fuori da Anfield. Noi non molleremo, questo è chiaro. La nostra storia recente (e non) ci consiglia di rimanere sintonizzati e belli svegli. Non è detto che la luna di miele tra il Liverpool e l'intera nazione si consumi. Non è detto proprio per niente.



13.4.14

Liverpool 3-2 City




Liverpool: Mignolet, Johnson, Flanagan, Sakho, Skrtel, Gerrard (C), Henderson, Coutinho (Moses 89), Sterling (Lucas 90+4), Suarez, Sturridge (Allen 64)
Manchester City: Hart, Zabaleta, Kompany (C), Demichelis, Clichy, Toure (Garcia 18), Fernandinho, Navas (Milner 49), Nasri, Silva, Dzeko (Aguero 67)
Marcatori: Sterling 6, Skrtel 26, Silva 57, Johnson (OG) 64, Coutinho 77
Ammoniti: Suarez 5, Garcia 20, Fernandinho 45, Zabaleta 77
Espulsi: Henderson 90+3
Stadio: Anfield
Spettatori: 44.601
Arbitro: Mark Clattenburg
 
 
 

12.4.14

Con immenso rispetto


Non sarà una partita come le altre, quella di domani pomeriggio ad Anfield. La posta in palio sarà altissima e per la prima volta da almeno 18 anni il Liverpool ha realmente una chance per avvicinarsi ad un titolo che manca dal 1990. Possiamo solo immaginare l'atmosfera che ci attende, l'elettricità che già pervade le strade intorno al tempio dei reds. Uno stadio unico che ho avuto la fortuna di visitare un paio di volte e che trasuda Storia da ogni centimetro quadrato. 

Non ho mai avuto simpatia per gli "squadroni" ma devo ammettere che il Liverpool è un caso a parte: sarà per i manager (Shankly, Paisley), la Boot Room, Anfield, la leggenda degli anni 70-80, una serie impressionante di grandi giocatori, le finali di FA Cup a Wembley contro i cugini dell'Everton, le finali europee, una tifoseria sterminata ed appassionata, una maglia stupenda. Sono certo che molti tifosi rispettino davvero il Liverpool, a differenza di una certa squadra ubicata a Stretford.

Non sarà una partita come le altre, dicevo, perché al significato già importantissimo della gara si aggiunge il 25° anniversario della strage di Hillsborough, il più grande disastro della storia dello sport inglese. Il 15 aprile 1989 ben 96 tifosi del Liverpool persero la loro vita nel Leppings Lane stand poco prima del calcio d'inizio della semifinale della FA Cup contro il Nottingham Forest.


Fu facile allora dare la colpa della strage alla furia degli hooligans ed alla violenza dei tifosi del Liverpool. A meno di quattro anni dall'Heysel, fu un gioco da ragazzi per la stampa britannica scaricare l'orrore delle responsabilità ai ragazzi della Kop, non risparmiando nemmeno coloro che erano morti.
In particolare il Sun condusse una campagna velenosa contro i liverpudlians. Eppure il Taylor Report definì in modo ben preciso, da subito, le responsabilità della polizia locale nella gestione della partita.


Nel settembre del 2012, grazie ad un'inchiesta voluta e condotta dall'Hillsborough Independent Panel, la verità venne fuori ed il governo inglese, presieduto da David Cameron, riconobbe ufficilamente le colpe della polizia del South Yorkshire, scagionando la tifoseria del Liverpool e chiedendo - per quel che conta - scusa ai tifosi ed ai loro familiari "per la doppia ingiustizia: l'incapacità di proteggere le vite dei loro cari e l'imperdonabile attesa per arrivare alla verità".

I media vicini ai Tories cercarono negli anni di sostenere la causa anti-hooligans, sposando la tesi che additava i tifosi come i colpevoli unici del disastro. I politici del Partito Conservatore che sostenevano allora il governo di Margaret Thatcher coprirono ed insabbiarono vergognosamente le responsabilità della polizia, oltre le ragioni della verità. La "signora" odiava profondamente il calcio, i suoi tifosi e, mi permetto di aggiungere, una qualsiasi idea di giustizia sociale. Anfield non mancò di far sapere il proprio pensiero nel giorno della morte della Iron Lady.


Sarà un onore per noi giocare domani ad Anfield ed essere testimoni di una giornata speciale, pur nella sua tristezza. Come ha ben scritto Kuspide nella preview, la partita avrà inizio alle 14,37. Saranno grandi emozioni e sono certo che i nostri ragazzi - giocatori e tifosi - sapranno rendere omaggio nel modo giusto ai 96 angeli che sono saliti in cielo venticinque anni fa. Un abbraccio ai tifosi del Liverpool. Con immenso rispetto.