8.7.08

WAITING FOR A BLUE REVOLUTION.....


La vicenda Ronaldinho ha rafforzato alcune mie convinzioni sul mondo del calcio. Cerchiamo di essere pratici: cosa è successo? E’ successo che il facoltoso patron di un club che potremmo definire “alternativo” mette mano al suo capiente portafoglio per portare uno dei migliori giocatori del pianeta a giocare nella sua squadra. Il tentativo evidente è quello di accrescere, oltre le potenzialità tecniche del team, anche e soprattutto la popolarità del club a livello mondiale, con evidenti ritorni a livello economico e di immagine. Dal canto suo invece, il calciatore rifiuta la faraonica offerta di quasi 200.000 sterline a settimana perché non considera il club abbastanza prestigioso per i suoi gusti e non abbastanza competitivo per il suo talento. Ora, ammesso ed assolutamente non concesso che il brasiliano possa davvero ancora raggiungere i clamorosi livelli di rendimento di qualche stagione fa, la questione per me è un’altra: ci rendiamo conto di quanto sia “conservatore” il mondo del calcio? Ci rendiamo conto che proprietari ricchi come Frank, come Abramovic, come Tapie nei primi anni 90 all’Olympique Marsiglia, come Cragnotti alla Lazio, come Tanzi al Parma, sono visti come fumo degli occhi da parte di un sistema che vuole continuare a spartirsi titoli, coppe, fama, sponsor, denaro? Se un riccone vuole ‘far grande’ un club che non fa parte del Gotha, il Sistema si oppone in tutte le maniere! Clamorosamente, di questo sistema, fanno parte anche i calciatori! Certo, si potrà obiettare che Tapie, Cragnotti, Tanzi e compagnia non siano uno specchio di virtù etica ma la domanda è: forse Moratti, Berlusconi, il vecchio Agnelli, i proprietari dell’Ajax, gli americani del Liverpool e dello United, i soci 'forti' del Barcelona e del Real Madrid, del Bayern e di tutta la cosiddetta nobiltà del calcio europeo possono considerarsi imprenditori eticamente ineccepibili? Credo di no. Ma allora ragiono e mi dico: ci può stare che il G14 (o come diavolo si chiama) spinga per mantenere questo stato di cose ma che alla fine dei conti i calciatori stessi spingano per cristallizzare i rapporti di forza nel calcio mi pare francamente incredibile!!!! Il portoghese Deco che un giorno si sveglia e dichiara alla BBC che Ronaldinho è troppo forte per venire al City voi come lo giudicate? Vi sembra un fatto normale? Quanti esempi potremmo fare! Ho tifato disperatamente per il Chelsea in finale di Champions League: ovviamente per dar contro allo United ma anche e soprattutto per veder trionfare un club NUOVO, per vedere scardinate le solite alleanze. Certo Roman il Russo non è nelle mie simpatie ma né più né meno che gli altri magnati proprietari o gestori di club!
Alla fine trovo giusto e significativo che il vero e definitivo annuncio del rifiuto di Ronaldinho al City lo abbia dato nientepopodimenoche Adriano Galliani, l’uomo che portò via la squadra dal Velodrome di Marsiglia qualche anno fa e che propose di assegnare una ‘wild card’ per far giocare sempre in Champions tutti i club che avessero conquistato il trofeo almeno 6 volte! Inutile dire che ai tempi della proposta il suo club ne aveva vinte proprio 6…..la prossima proposta sarà quella di assegnare direttamente il trofeo a tutte le squadre di Milano con i colori rossoneri…..Ognuno ha i dirigenti che si merita e credo che Frank NON sia peggio di certa gente…..oggi comincia il processo per presunte tangenti pagate da Dr. T e sua moglie nell'ambito di alcune questioni immobiliari...vedremo come andrà a finire.

Un mio caro amico dichiarò all'arrivo di Frank: "sono molto felice di lasciare la mia coscienza da parte quando si tratta del City!". Ora, la battuta è bellissima ma vuole sottolineare secondo me un altro fatto: per caso qualche club del G-14 ha San Francesco d'Assisi come proprietario? Qualcuno può dirsi senza peccato? Meglio ridere....
PS. E’ ovvio che questo blog seguirà molto da vicino le vicende di Deco e di Ronaldinho…….

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