29.9.08

EPL 6 - WIGAN 2-1 CITY

Una febbre di crescita. Questo match conferma per l’ennesima volta che per diventare grandi occorre “crescere”, anche attraverso sconfitte contro squadre oggettivamente più deboli. Abbiamo visto nelle ultime stagioni decine di debacle come quella di ieri al JJB Stadium di Wigan ma eviterei di seguire il nostro classico atteggiamento che ci porta ad esaltarci al primo trionfo e a deprimerci alla prima sconfitta. Abbiamo girato pagina, dal 1 settembre 2008 e dunque noi tifosi dobbiamo fermarci a ragionare anche dopo prestazioni negative come quella di ieri e guardare al futuro. La strada verso la gloria è lunga, molto lunga e piena di ostacoli. La differenza tra un’ottima squadra ed una grande squadra è questa: una grande riesce ad essere continua sempre, nella testa e nella mentalità, nella determinazione e nella ferocia con la quale affronta gli impegni. Noi non siamo ancora una grande. Si può perdere, ci mancherebbe, anche giocando male ma a me il City di ieri è apparso un po’ pigro. Dopo il trionfo contro i Pompey di domenica scorsa ecco una settimana molto negativa con l’eliminazione a Brighton in Coppa di Lega (!!!) e la sconfitta di Wigan contro un Athletic determinato e compatto ma non certamente insuperabile. A noi è mancata la continuità mentale: non siamo riusciti ad esprimere quasi nulla delle nostre potenzialità perché probabilmente non siamo ancora pronti per quel tipo di rendimento. Si noti che Hughes ha schierato praticamente la squadra titolare: non si può dar colpa nemmeno al turn over ed alla mancanza di coesione.
Il primo tempo è volato via con il Wigan ad imporre un ritmo forsennato, tipico del suo manager Steve Bruce ed il City a gestire ciò che restava del possesso con un ritmo lentissimo; si poteva pensare alla volontà della grande squadra di gestire e poi colpire con la velocità e la sopraffina tecnica dei suoi attaccanti ma in realtà questa sensazione non l’ho mai avuta. Al minuto 16 un missile oggettivamente imprendibile, da fuori area, di Valencia ha portato il Wigan in vantaggio. Il City ha provato a reagire lasciando le chiavi del gioco ad Elano, spostato dietro rispetto all’anno scorso di una trentina di metri: non più dietro la punta ma regista a tutto campo per impostare le trame di gioco. Il brasiliano ha provato a muoversi (lentamente, però) ma non ha trovato i compagni con continuità perché questi non si sono distinti per movimento senza palla: Robinho e Jo abulici, SWP nella prima frazione un po’ nascosto ed Ireland impreciso. Se aggiungiamo che Zabaleta e Garrido si sono sì proposti ma con timidezza ed imprecisione possiamo avere un’idea della poca efficacia del nostro gioco: Elano ha giocato relativamente “basso” ma gli uomini in avanti (sia centrocampisti che attaccanti) non si sono proposti, non hanno accorciato, non sono saliti e dunque è ovvio che il playmaker ex Santos si è dovuto avventurare in lanci lunghi e necessariamente poco precisi che sono stati facile preda dei “tarantolati” centrocampisti di Bruce. Quando al minuto 22 Vincent Kompany ha trovato la rete del pareggio con un fortuito tocco di ginocchio sul cross di Elano ho pensato che sull’entusiasmo del pareggio il City avrebbe potuto costruire un match più vigoroso. Sono stato ingenuo: abbiamo continuato a giocare a ritmo ridotto ed abbiamo pagato. Al minuto 34 ecco il rigore molto discutibile per spinta di Garrido su Palacios che si è tuffato à la Phelps: trasformazione di Zaki e rete del 2-1. Al di là del probabile errore dell’arbitro il risultato mi è parso giusto.

Nella ripresa abbiamo tenuto il pallino del gioco in mano ma al di là di qualche situazione pericolosa con SWP ed Evans (nel frattempo subentrato all'evanescente Jo) non ho mai avuta la sensazione di riuscire a pareggiare, purtroppo. Al termine della gara Sparky si è lamentato dell’arbitro, contestando anche un solare rigore negato a Dunne nel primo tempo; a me queste cose non interessano perché preferisco riflettere sulla nostra prova piuttosto che tirare fuori l’arbitro come si fa normalmente qui in Italia. E’ probabile che sui due rigori (uno assegnato, l’altro no) Bennett abbia sbagliato ma è altrettanto probabile che si sia meritato di perdere ed è certo che si sia giocato maluccio. Pazienza, guardiamo avanti: giovedì ritorno di Uefa con l'Omonia Nicosia e domenica ad Eastlands arriva il capolista Liverpool.

Wigan: Kirkland, Melchiot, Bramble, Boyce, Figueroa, Valencia, Palacios, Cattermole (Brown 53), Kapo, Heskey, Zaki.
Subs Not Used: Pollitt, Scharner, Kilbane, De Ridder, Camara, Koumas.
Booked: Valencia, Brown, Melchiot.
Goals: Valencia 16, Zaki 34 pen.
Man City: Hart, Zabaleta, Richards, Dunne, Garrido, Kompany (Fernandes 90), Elano (Sturridge 84), Wright-Phillips, Ireland, Robinho, Jo (Evans 74).
Subs Not Used: Schmeichel, Michael Ball, Ben-Haim, Hamann.
Booked: Kompany, Robinho, Richards.
Goals: Kompany 22.
Att: 18,214
Ref: Steve Bennett (Kent).

4 commenti:

Arsenal Passion by ToscanArsenal(Francio) ha detto...

uniti nella simpatia e nel destino,6-0 devastante e 1-2 micidiale...nemmeno ad averla studiata a tavolino,,,maledizione!

Stupenda la foto del Maine Road,grandi

foggia73 ha detto...

Ieri ci sono rimasto abbastanza male. Dopo la vittoria squassante sui poveri Pompey mi sarei aspettato qualcosa di meglio. Ho visto una squadra abbastanza tra lo svogliato e lo stanco. Io non ho mai sopportato Richard Dunne, ho sempre sostenuto che lui è un fesso. Dopo la partita di ieri posso dire che la difesa ora ha tre fessi (Zabaleta e Garrido). I tre spesso in ritardo, errori ed entrate fuoritempo. Abbiamo veramente guadagnato qualcosa con la cessione di Corluka? Xchè cedere un giocatore che poteva coprire fantasticamente 3 ruoli in difesa e qualcosa pure a centrocampo? Vabbè i contrasti con Sparky, ma una grande squadra si dovrebbe mostrare tale anche in questi ed andare avanti casi....
Comunque, da ieri non mi sembra sia cambiato molto in panchina da Pearce. Poca tattica e il tutto impostato sul talento dei giocatori.....
Più che dar voce sul prossimo calciomercato (Aguero, Buffon, Benzema, ecc....) sarebbe meglio che si concentrassimo sul presente.
Poche chiacchiere, pochi pianti per questa sconfitta. Per noi che abbiamo visto perdere la nostra squadra in casa contro l'Huddersfield, la sconfitta di ieri è praticamente il nulla..... o mi sbaglio?
City till i die!
Foggia 73

Kuspide ha detto...

Difficile e pericoloso esprimere giudizi in questo momento, il comportamento altalenante della squadra mi ricorda un po' lo stile Zemaniano. Spero di dovermi ricredere al più presto.

CITY CLUB ITALIA ha detto...

Cerchiamo di avere pazienza, sono d'accordo. Il manager è nuovo e ha bisogno di tempo così come i giocatori. Su Dunne ho la stessa idea: impresentabile. Non su Zabaleta, però: credo sia molto bravo. Spero di non sbagliarmi.