19.9.08

JOE MERCER (OBE)

In questa sezione, alla quale si potrà accedere direttamente dal link nella colonna sinistra "Idoli di Manchester" passeremo in rassegna gli idoli leggendari della nostra pluricentenaria storia. Non è stato facile scegliere il primo perché i nomi in ballo erano tanti. Alla fine ho deciso di rendere onore al più grande manager di tutti i tempi in blue: JOE MERCER (OBE).

Il grande Joe (a destra) insieme a Malcolm Allison in the glory days

Molti tifosi sanno che Joe Mercer è stato il manager più vincente della nostra storia ma forse non ci si rende conto esattamente della sua popolarità a livello nazionale. All’Arsenal è considerato come uno dei capitani più importanti di tutti i tempi; all’Everton ed al Coventry è ricordato con grande affetto ed a livello inglese è stato celebrato negli anni 70 come il salvatore del calcio britannico. Inoltre il suo approccio molto umile e da uomo popolare gli è valso uno status da vera e propria icona televisiva negli anni 60 e 70. Joe venne amato ovunque.

Da giocatore vinse il campionato con l’Everton e due volte con l’Arsenal, ottenendo per i Gunners anche la fascia di capitano con la quale vinse la F.A Cup. Giocò la prima partita in nazionale poco prima della guerra mondiale ed arrivò ad esserne il capitano. Grande professionista, smise di giocare all’età di 39 anni a causa di un infortunio alla gamba.

Iniziò poco dopo la sua carriera di manager e parve uno sbocco naturale. Cominciò allo Sheffield United dove ereditò una squadra destinata alla retrocessione. Non riuscì a trasformare i Blades in una squadra da promozione ma riuscì nell’intento di dare un gioco piacevole alla squadra, rendendola un team difficile da affrontare, soprattutto in coppa. Si rese conto ben presto di non poter far crescere oltre il club di Bramall Lane e colse l’opportunità di diventare manager dell’Aston Villa. Quel Villa era in lotta per non retrocedere e Joe non riuscì a salvarlo ma ebbe carta bianca dalla dirigenza e grazie al suo lavoro, nel giro di due stagioni, vinse il campionato e la Coppa di Lega. Sia a Sheffield che a Villa Park venne riconosciuta la ‘mano’ di Joe: le sue squadre giocavano un calcio piacevole, offensivo ed eccitante e fu inevitabile che molti club di vertice si interessassero a lui. A metà degli anni 60 cominciò una vera e propria campagna popolare per farlo diventare allenatore della nazionale inglese. Joe non si sentiva pronto in quel frangente e declinò l’offerta. Negli anni 70 divenne caretaker manager ma dovette rinunciare all’impiego permanente per motivi di salute.

Joe arrivò al City nel 1965. Il medico personale gli sconsigliò vivamente di accettare l’incarico di manager ma come spiegò sua moglie Norah…”voglio che faccia il lavoro che ama piuttosto di vederlo seduto a casa e morire di crepacuore”. Non gli venne concesso di allenarsi con i giocatori durante la settimana e così decise di portare con sé un giovane coach, Mr. Malcolm Allison. Cominciò la partnership più importante della nostra storia. Joe disse allora: “L’occasione era incredibile. La gente mi aveva considerato fuori dai giochi. Avevo problemi di salute ma avevo grande fiducia nelle mie capacità. Allison fu splendido. Sapevamo di avere l’occasione della vita. Il Manchester City era in Seconda Divisione ma aveva grande tradizione ed un pubblico magnifico”.
La promozione nel 1966 – ed un bel percorso in F.A. Cup – fu seguita dalla vittoria nella massima divisione nell’Anno Domini 1968. Solo Wilf Wild era riuscito a portare il titolo inglese a Maine Road prima di Joe ma la sua squadra era stata sviluppata negli anni mentre quella di Mercer e Allison si trasformò nel giro di tre stagioni da squadra da metà classifica in Seconda Divisione in squadra Campione d’Inghilterra. Non basta: la stagione successiva, 1968-69, il City vinse anche la F.A. Cup (per la quarta volta) mentre l’anno dopo portò a casa sia la Coppa di Lega che la Coppa delle Coppe! Il City divenne una delle squadre più forti d’Inghilterra grazie al lavoro di uno dei manager più bravi della storia.
Purtroppo la partnership con Allison non durò: Malcolm desiderava sempre più prendere il comando mentre Joe – che intanto si era ripreso dai guai di salute – comprensibilmente voleva continuare il suo lavoro. In più la battaglia in atto per ottenere il controllo del club – che sarebbe poi finito a Peter Swales – vide i due accamparsi in fazioni avverse. Joe prese una parte che sfortunatamente per lui fu quella perdente. Le dimissioni arrivarono nel 1972.

Joe Mercer è andato in cielo il 9 agosto 1990: da vero fenomeno è riuscito ad andarsene proprio il giorno del suo (76°) compleanno.

2 commenti:

Arsenal passion by ToscanArsenal(Francio) ha detto...

Complimenti Dario,stai facendo un lavoro ottimo...massima espressione della tua passione.
A proosito di kits,quante ne hai in dote,di vecchie in particolare,visto che io sono un amante del retro!!

Arsenal Passion by ToscanArsenal(Francio) ha detto...

Lo stesso anno della Fa cup1950Mercer fu elletto Footballer of the Year,considerato il vero fautore delle vittorie dell'Arsenal di quei tempi,un giocatore che amava portare su la palla,partecipare alla manovra offensiva spingendosi in avanti dalle retrovie con una innata propensione al tackle,decantato come precisissimo ed assai efficace,insomma,un lottatore,uno di quellli che sarebbe sceso in campo anche con una costola rotta!
Ma nel 1954,in match contro i Reds,Mercer riportò la frattura scomposta della sua gamba in uno scontro con il suo compagno di squadra Joe Wade e stavolta il capitano dovette dire basta,lui che in anno in anno aveva adattato il suo gioco e le sue propensioni offensive alle primavere che ineserabilmente sil lasciava alle spalle.
é stato un idolo Joe