4.9.08

MA QUALE CRISI DI IDENTITA'!!!


Alla luce degli ultimi eventi, a proposito della nostra identità ho letto dal forum mancityfans.net questo topic e mi interessa postarlo qui e commentarlo:

Speriamo di non perderla. Speriamo di rimanere un club familiare, con prezzi giusti, una solida base di tifosi affezionati, nessun turista dalla Cina e dal Brasile. Spero anche che Hughes non prenda giocatori per il gusto di farlo. Certo, potremmo prendere Messi, Gerrard, Fabregas etc. ma non voglio diventare una multinazionale piena di stranieri come il Chelsea. O come i fottuti Harlem Globe Trotters. Voglio giocatori per i quali il City rappresenti qualcosa. Mi piacerebbe ancora prendere il meglio dei giocatori giovani britannici e dare loro l’opportunità di crescere. Al momento abbiamo un grande equilibrio: metà stranieri, metà britannici. Non voglio che acquistiamo giocatori di cui non abbiamo bisogno. Già giocatori come Benjani, Vassell, forse Bojinov, Onuoha sono virtualmente partiti (da gennaio almeno): non sarebbe una tragedia ma sento che stiamo perdendo qualcosa. Il nucleo giovane britannico della squadra deve restare: Hart, Richards, Johnson, Ireland (in realtà è irlandese ndr), SWP, Sturridge, Evans sono fondamentali per noi. Speriamo di continuare così. Chris

Leggendo in questi giorni praticamente qualsiasi riga venga scritta nel mondo sul nostro City, mi sono imbattuto anche e soprattutto nei forum di tifosi. L’opinione di noi tifosi mi interessa infinitamente di più di quella di giornalisti spesso invidiosi ed acidi (sull’argomento torneremo….). Questo messaggio rappresenta una parte di supporter un po’ storditi dall’arrivo degli sceicchi e che temono una perdita di identità del club, quasi una perdita di senso mi verrebbe da dire. Facciamo due considerazioni?
Il calcio “vecchia maniera”, il vecchio football non esiste più da tempo. Morto e sepolto. Il calcio con presidenti locali, con le maglie di lana numerate dall’1 all’11, con calciatori bandiera, con i tifosi allo stadio e solo allo stadio, il calcio senza TV, senza internet, senza you tube, senza niente, con le pubblicità degli artigiani sui pannelli dello stadio, tanto criticate da Garry Cook, non c’è più. Tutti d’accordo vero? Al di là dei gusti, è così per tutti se è vero che anche il tanto decantato Athletic Bilbao, ultimo baluardo di un calcio d’altri tempi, ha ceduto mettendo per due miseri milioni di euro annui lo sponsor sulla maglia! Ovviamente io preferivo il calcio anni 70/80 come molti di noi ma non è questo il punto. Le cose sono cambiate.
Che vogliamo fare? Abbiamo due possibilità: non seguire più il calcio oppure continuare a farlo. Non seguire più il City oppure continuare a farlo. Inutile dire quale sia la scelta di chi scrive ma anche di chi legge queste righe. Allora parliamone di questa sacra identità! Per me la nostra identità è rappresentata dal nostro fortissimo radicamento nella città di Manchester, dal nostro orgoglio di rappresentarla in giro per il mondo, dal nostro pubblico – fedele, testardo, cocciuto, inimitabile – dalla conoscenza delle nostre origini, dalla conoscenza della nostra storia, da Maine Road, da Blue Moon, dalla Moss Side, dai nostri idoli e dunque da Billy Meredith e Shaun Goater, da Roy Paul e Colin Bell, da Paul Dickov e Bert Trautmann, da Mike Doyle e Niall Quinn, da Joe Mercer e Malcolm Allison e quanti potrei ancora nominarne! Noi siamo Manchester, che piaccia o meno ai giornalisti di Sky. Lo United è un club pieno di trofei in bacheca ma davvero in città l’amore è pressoché a senso unico. Questo è. Potrà piacere o meno, potrà interessare o meno ma è così. Dice: ma ora i nuovi proprietari vogliono portare solo stranieri e pensare solo alla pubblicità ed al guadagno. Ma perché…i vecchi patron dell’era più recente come Francis Lee, David Bernstein e John Wardle erano così diversi, al di là dei risultati più o meno convincenti? Volevano forse rimetterci denaro per il gusto di farlo? Certo, portavano meno stranieri perché il calcio era diverso ma comunque sempre di più sono arrivati strangers, o no? Che differenza c’è tra acquistare Mikhail Kavelashvili o portare a casa Robinho? Tra prendere Kakhaber Tskhadadze o Martin Petrov? La differenza è che i primi sono dei mediocri mentre i secondi sono fenomenali! Ecco la differenza. Poi forse questi presidenti amavano il club più del Dr. Sulaiman Al-Fahim ma ahimé ciò non ha prodotto molto di buono. Dice: sì, ma ora arrivano i giapponesi allo stadio con le macchine fotografiche. E cinque anni fa non era così? Ora che la Premier League è un global brand è inevitabile. Dice: Sì, ma così si distrugge la Academy. Non sono d’accordo affatto: se un giocatore è bravo come Richards sarà titolare anche con gli sceicchi altrimenti lo presteremo in giro in attesa che diventi bravo ed alzi il livello qualitativo della nostra squadra! Sceglieremo i giocatori più funzionali al progetto che è quello – finalmente – di vincere.
Temo che il vero problema sia un altro: forse ci sono generazioni di citizens che considerano la sofferenza e la sconfitta come parti integranti della nostra identità? Ho paura che sia davvero così ed io mi ribello completamente! Abbiamo avuto problemi di tutti i generi negli ultimi fottuti 30 anni ma non è detto che dobbiamo prenderla in quel posto a vita, guardando gli altri gioire! Io voglio che il City vinca, altrimenti cosa tifo a fare?!?!?!? Ci siamo sempre stati e sempre ci saremo, indipendentemente dai risultati. Ma se vinciamo è meglio! Dopo anni di tragicomiche stagioni! Basta! Ora cambiamo la storia!!! Ce lo meritiamo!!! Tanto se poi dovesse capitare di fallire, non c’è problema: ci faremo inserire nella Blue Square Football Conference ed andremo a spulciare le cartine geografiche per sapere dove diavolo stia il Plainmoor, stadio del Torquay United, dove perderemo la prima di campionato senza dare un tiro in porta…..CITY TIL I DIE!

6 commenti:

Arsenal passion by ToscanArsenal(Francio) ha detto...

Ciao Dario,bellissimo post,sono completamente d'accordo con quello che dici,è giusto che sia così ed io stesso avevo sottolineato sul ToscanArsenal che avete tutto il diritto di comprare giocatori fortissimi e riempire la bacheca di trofei!

-''Temo che il vero problema sia un altro: forse ci sono generazioni di citizens che considerano la sofferenza e la sconfitta come parti integranti della nostra identità? Ho paura che sia davvero così ed io mi ribello completamente!''-

A questo rispondo che è vero,per anni se sentivi parlare di City questa era la prima cosa che saltava in mente,squadra sfortunata e sempre alla ricerca di una dimensione stabile,,,non sarà certo un'etichetta prestigiosa ma da questo nasce proprio la simpatia per i tifosi Sky Blues:gente che urla e sostiene la squadra anche quando viene tramortita dall'avversario o è costretta a retrocedere,attaccamento viscerale alla maglia,a quell'essere 100% city che dà emozioni sicuramente più forti di quelle provate da un tifoso dello UTD felice x il trionfo europeo.
Nonostante questo,come tutte le storie alla fine hanno un punto di svolta..e qualche giorno fa lo abbiamo avuto,adesso cavalcherete altri cieli ma se la passione l'adorazione di quei colori,lo spirito di incitamento si manterrà quello di una volta sarà un vero spasso cavalcare la cresta dell'onda;)

''R.Dunne'':nonostante il suo passato all'Everton lìho nominato perchè è cmq un giocatore che ripsecchia gli ideali e le sensazioni di un tifoso del city'old style'',R D.se non fosse stato aiutato avrebbe potuto finirla con il calcio e dedicare la sua vita alla bottiglia alla fine ne è venuto fuori e porta al braccio quella fascia da capitano con l'orgoglio e la stima dei tifosi che in lui molti si immedesimano

Blue ha detto...

CHE UOMO MERAVIGLIOSO!!!


Manchester City, ingaggiata la Anderson

Sulaiman Al-Fahim posa con la sexy bagnina


Lo sceicco milionario e la sexy bagnina. Potrebbe essere questo il sottotitolo della foto che ritrae il nuovo proprietario del Manchester City Sulaiman Al-Fahim e Pamela Anderson. L'ex Baywatch si è fatta immortalare con il nuovo proprietario della squadra e per l'occasione ha metaforicamente scambiato il suo famoso costumino rosso con un abitino azzurro.

Insomma, il numero uno dei Citizens sta davvero spopolando e non solo tra i tifosi, dopo la promessa di metter su una sorta di Dream team del calcio.

E tra i tifosi doc che hanno applaudito lo sceicco ci sono gli Oasis, galvanizzati dalle aspettative: in particolare Noel Gallagher, chitarrista e fondatore della band che si è subito messo a disposizione del nuovo proprietario: "Sono disponibile per qualunque concerto lui voglia organizzare se veramente è disposto a spendere tutti questi soldi".

Ma non solo: Al-Fahim, prima di essere il nuovo magnate del calcio, aveva frequentazioni di un certo livello. Basti vedere le foto che pubblica il Sun nel quale lo sceicco è fotografato insieme a star del calibro di Leonardo DiCaprio, Demi Moore e Ashton Kutcher. Chissà se per pubblicizzare il suo progetto e, nel caso ce ne fosse bisogno, per ingigantire la sua immagine, userà queste sue famose amicizie? Potrebbe essere un modo per cercare di esaudire i suoi desideri. Far arrivare nel City, tanto per fare alcuni nomi Cristiano Ronaldo, Kakà, Messi e Fabregas.

Domenico ha detto...

Ragazzi sono pienamente d'accordo con quanto scritto nel post. L'identità, l'affetto per la squadra sopravvivranno comunque. Magari la bacheca sarà un po' più piena ma non credo che questo sia un male dopo anni di sofferenze.

Ora io faccio un altro ragionamento: è vero che ci saranno sempre meno club legati a patron inglesi però con la possibilità economica dei nuovi patron (penso al Portsmouth per fare un esempio) non pensate che ci potrebbe essere sempre un maggior livellamento del campionato inglese con maggiori possibilità anche per le cosiddette "minori"?

Matteo ha detto...

Ryan Giggs è l'ultimo, in ordine cronologico, che si aggiunge alla lunga lista dei personaggi più o meno importanti (???....) a manifestare un certo tiraggio di sedere nel commentare il nuovo assetto societario del Manchester City Football Club. Il gallese ha dichiarato: " Il City non potrà comprare la storia" Ma che razza di corbelleria è questa? Ragazzi, datevi una calmata e serenamente prendete atto della nuova realtà. Nessuno al City vuol comprare la storia, ma giocatori forti si!!! Non Giggs però, lui ormai va in pensione.

CITY CLUB ITALIA ha detto...

Caro Domenico, mi pare ovvio che il cosiddetto G14 non apprezzi molto l'entrata in gioco di club non abbastanza aristocratici nel Gotha del calcio europeo. Adesso mi aspetto commenti acidi sui ricchi scemi, sui nuovi arricchiti e blah blah blah. Come provano le dichiarazioni di Giggs. A noi e soprattutto al Dr. Al Fahim queste cose non interessano. Ha ragione Matteo: che se ne facciano una ragione....PS. a proposito di gallesi, chi è questo Giggs? Io conosco solo Mark Hughes!

CITY CLUB ITALIA ha detto...

Per Blue: potresti evitare di fare commenti su Pamela Anderson in un contesto in cui si parla di IDENTITA' del Manchester City Football Club???!!!

;-))))))))