
Oggi, 30 maggio, è una data speciale. E' il nono anniversario del trionfo di Wembley. Per questo celebriamo l'evento e cominciamo, proprio con questa partita, una nuova rubrica del nostro blog...quella che riguarda le partite storiche, da leggenda, della nostra lunga storia.....al proposito viene inaugurata anche la cityclubitalia TV, cliccate a fianco...
Sono scesi a Londra con l’aspettativa di assistere ad un evento, ad una partita di calcio che la loro amata squadra non poteva proprio permettersi di perdere e così, loro, i paladini della blue half di Manchester (la parte sana, verrebbe da dire…) hanno trovato l’estasi proprio alla fine, come in ogni sogno che si rispetti.
Wembley, il caro vecchio Wembley, ha ospitato il 30 maggio 1999 la finale dei play off della Second Division della Football League, sponsorizzata Nationwide, tra il Manchester City F.C ed il Gillingham F.C.
Al termine della vergognosa stagione 1997/98, culminata nella prima retrocessione della storia nella terza divisione professionistica inglese, i citizens mancuniani si aspettavano di soffrire di meno nella stagione successiva, certi che la loro presenza ai margini dei quartieri alti del calcio sarebbe stata fugace. Invece nella migliore tradizione blue, il campionato 1998/99 si è rivelato più ostico del previsto, soprattutto nella prima parte dell’anno: tragicomiche sconfitte con il “temibile” (per quanto prestigioso storicamente…) Preston North End, Mansfield (in AW Shield!!!!), Lincoln City, Wycombe Wanderers e York City avevano relegato i Blues di Joe Royle a metà classifica senza neppure una flebile speranza di poter risalire la china. Da fine dicembre in poi invece la squadra si è mostrata degna della maglia ed è riuscita a raggiungere i play off-promozione; dopo l’eliminazione del Wigan Athletic F.C. in due partite (1-1 al J.J.B. Stadium, 1-0 a Maine Road) ha conquistato l’ambita finale a Wembley contro il Gillingham del manager Tony Pulis. Certo…il morale della blue army non era alle stelle…a qualche giorno dall’epico trionfo dei cugini dello United a Barcellona sul Bayern Monaco per la conquista della seconda Coppa dei Campioni della loro storia, vedersi tutti qui, a Wembley e soffrire come matti per un pomeriggio intero di fronte ai Gills solo per riconquistare il posto perduto in First Division, dev’essere stato un po’ frustrante. Stiamo però parlando di una delle tifoserie più innamorate, compatte e numerose di tutto il Regno Unito: l’enigma continua. Il vero blue sembra incarnare ognuno dei personaggi creati da Shakespeare, ma tutti nella stessa persona: sciocco, fedele, orgoglioso, ostinato, sentimentale, testa dura. Quando intona "Blue Moon…you saw me standing alone…", magnifica ballata ed autentico inno, egli è il marinaio che osserva il mare dalla nave pensando a ciò che sarà! Non deve quindi sorprendere la massiccia presenza sugli spalti del vecchio stadio imperiale dopo lunghe ed interminabili file ai botteghini di Maine Road per acquistare il prezioso tagliando.
Minuto 81. Carl Asaba. Goal. Gillingham 1-0.
Minuto 86. Robert Taylor. Goal. Gillingham 2-0.
Teste basse, alcuni pessimisti cominciano a scendere dai corridoi dello stadio. Due goal sotto, quattro minuti alla fine, tempo di tornare a casa. Il City non è certo la squadra delle rimonte, com’è noto: la magia e la squadra si sono separate tanto tempo fa, ormai. All’improvviso Kevin Horlock, minuto 89, trova la via della rete con un rasoterra di sinistro, a sfruttare una respinta di Carr in tackle su Goater. Ecco…anche la beffa del goal di consolazione, della bandiera…come si dice. Il tempo passa intanto, non ce n’è quasi più…..finché, ad un tratto, ecco scorgere dalle tribune ancora Horlock mandare avanti un pallone che, toccato anche da Gerard Wiekens e Shaun Goater, raggiunge Paul Braveheart Dickov, che trova all’ultimo minuto di recupero il modo di infilarlo nell’angolino alle spalle di Bartram, portiere dei Gills e testimone di nozze proprio dell’attaccante scozzese del City. Vatti a fidare degli amici! Incredibile, poetico, semplicemente blue. Il momento del pareggio di Dickov, che riportava in vita il City, rappresenta uno dei momenti più affascinanti della storia recente del calcio inglese. La tifoseria più fedele ed al tempo stesso stordita e continuamente umiliata dalle roboanti vittorie dello United si raccoglie in un boato mostruoso, un ruggito degno dei migliori Wembley roars mai sentiti da queste parti. Come abbiano fatto le fondamenta dello stadio imperiale a non crollare è ancora oggi mistero.
Arrivano i rigori ed il City può sentire dagli spalti la spinta del protagonista vero della propria stagione…la sua magnifica ed ineguagliabile tifoseria! Costretti dal sorteggio a tirare i propri rigori di fronte alla end in cui erano sistemati i tifosi dei blues, i giocatori del Gillingham affrontano un’enorme cacofonia di suoni e rumori, per non parlare di un giovane portiere in stato di grazia, Nicky Weaver, 21 anni, al termine vero e proprio eroe di Wembley. Nicky estrae dal cilindro alcune parate straordinarie e, dopo quella decisiva e risolutiva su Gary Butters che rimanda il City in First Division, si esibisce in una corsa sfrenata, inarrestabile, interminabile per il campo, tendendo una mano ai propri compagni sfidandoli ad afferrarlo come se fosse stata la più difficile delle sfide, in tutto il pomeriggio…
Pur con il massimo rispetto per i Gills provenienti dal Kent (che comunque si sarebbero rifatti l'anno dopo conquistando l'agognata promozione) è inevitabile pensare a questo giorno come ad uno di quelli in cui si compie un giusto destino nei confronti di una tifoseria sempre pronta a supportare il proprio club, indipendentemente dai risultati in campo della squadra. Se vogliamo è proprio questa l'essenza del football. O no?
CITY
Weaver, Crooks (Taylor, 86), Morrison (Vaughan 64), Wiekens, Edghill, Cooke, Brown (Bishop 64), Whittley, Horlock, Dickov, Goater.
GILLINGHAM
Bartram, Patterson (Hodge 106), Ashby, Pennock, Butters, Southall, Smith, Hessenthaler, Galloway (Saunders 57), Taylor, Asaba (Carr, 86)
Referee: M. Halsey








