30.9.08

AGGIORNAMENTO

Il post relativo alla STORIA è stato aggiornato con le date più significative fino al 1938.

29.9.08

EPL 6 - WIGAN 2-1 CITY

Una febbre di crescita. Questo match conferma per l’ennesima volta che per diventare grandi occorre “crescere”, anche attraverso sconfitte contro squadre oggettivamente più deboli. Abbiamo visto nelle ultime stagioni decine di debacle come quella di ieri al JJB Stadium di Wigan ma eviterei di seguire il nostro classico atteggiamento che ci porta ad esaltarci al primo trionfo e a deprimerci alla prima sconfitta. Abbiamo girato pagina, dal 1 settembre 2008 e dunque noi tifosi dobbiamo fermarci a ragionare anche dopo prestazioni negative come quella di ieri e guardare al futuro. La strada verso la gloria è lunga, molto lunga e piena di ostacoli. La differenza tra un’ottima squadra ed una grande squadra è questa: una grande riesce ad essere continua sempre, nella testa e nella mentalità, nella determinazione e nella ferocia con la quale affronta gli impegni. Noi non siamo ancora una grande. Si può perdere, ci mancherebbe, anche giocando male ma a me il City di ieri è apparso un po’ pigro. Dopo il trionfo contro i Pompey di domenica scorsa ecco una settimana molto negativa con l’eliminazione a Brighton in Coppa di Lega (!!!) e la sconfitta di Wigan contro un Athletic determinato e compatto ma non certamente insuperabile. A noi è mancata la continuità mentale: non siamo riusciti ad esprimere quasi nulla delle nostre potenzialità perché probabilmente non siamo ancora pronti per quel tipo di rendimento. Si noti che Hughes ha schierato praticamente la squadra titolare: non si può dar colpa nemmeno al turn over ed alla mancanza di coesione.
Il primo tempo è volato via con il Wigan ad imporre un ritmo forsennato, tipico del suo manager Steve Bruce ed il City a gestire ciò che restava del possesso con un ritmo lentissimo; si poteva pensare alla volontà della grande squadra di gestire e poi colpire con la velocità e la sopraffina tecnica dei suoi attaccanti ma in realtà questa sensazione non l’ho mai avuta. Al minuto 16 un missile oggettivamente imprendibile, da fuori area, di Valencia ha portato il Wigan in vantaggio. Il City ha provato a reagire lasciando le chiavi del gioco ad Elano, spostato dietro rispetto all’anno scorso di una trentina di metri: non più dietro la punta ma regista a tutto campo per impostare le trame di gioco. Il brasiliano ha provato a muoversi (lentamente, però) ma non ha trovato i compagni con continuità perché questi non si sono distinti per movimento senza palla: Robinho e Jo abulici, SWP nella prima frazione un po’ nascosto ed Ireland impreciso. Se aggiungiamo che Zabaleta e Garrido si sono sì proposti ma con timidezza ed imprecisione possiamo avere un’idea della poca efficacia del nostro gioco: Elano ha giocato relativamente “basso” ma gli uomini in avanti (sia centrocampisti che attaccanti) non si sono proposti, non hanno accorciato, non sono saliti e dunque è ovvio che il playmaker ex Santos si è dovuto avventurare in lanci lunghi e necessariamente poco precisi che sono stati facile preda dei “tarantolati” centrocampisti di Bruce. Quando al minuto 22 Vincent Kompany ha trovato la rete del pareggio con un fortuito tocco di ginocchio sul cross di Elano ho pensato che sull’entusiasmo del pareggio il City avrebbe potuto costruire un match più vigoroso. Sono stato ingenuo: abbiamo continuato a giocare a ritmo ridotto ed abbiamo pagato. Al minuto 34 ecco il rigore molto discutibile per spinta di Garrido su Palacios che si è tuffato à la Phelps: trasformazione di Zaki e rete del 2-1. Al di là del probabile errore dell’arbitro il risultato mi è parso giusto.

Nella ripresa abbiamo tenuto il pallino del gioco in mano ma al di là di qualche situazione pericolosa con SWP ed Evans (nel frattempo subentrato all'evanescente Jo) non ho mai avuta la sensazione di riuscire a pareggiare, purtroppo. Al termine della gara Sparky si è lamentato dell’arbitro, contestando anche un solare rigore negato a Dunne nel primo tempo; a me queste cose non interessano perché preferisco riflettere sulla nostra prova piuttosto che tirare fuori l’arbitro come si fa normalmente qui in Italia. E’ probabile che sui due rigori (uno assegnato, l’altro no) Bennett abbia sbagliato ma è altrettanto probabile che si sia meritato di perdere ed è certo che si sia giocato maluccio. Pazienza, guardiamo avanti: giovedì ritorno di Uefa con l'Omonia Nicosia e domenica ad Eastlands arriva il capolista Liverpool.

Wigan: Kirkland, Melchiot, Bramble, Boyce, Figueroa, Valencia, Palacios, Cattermole (Brown 53), Kapo, Heskey, Zaki.
Subs Not Used: Pollitt, Scharner, Kilbane, De Ridder, Camara, Koumas.
Booked: Valencia, Brown, Melchiot.
Goals: Valencia 16, Zaki 34 pen.
Man City: Hart, Zabaleta, Richards, Dunne, Garrido, Kompany (Fernandes 90), Elano (Sturridge 84), Wright-Phillips, Ireland, Robinho, Jo (Evans 74).
Subs Not Used: Schmeichel, Michael Ball, Ben-Haim, Hamann.
Booked: Kompany, Robinho, Richards.
Goals: Kompany 22.
Att: 18,214
Ref: Steve Bennett (Kent).

25.9.08

BRIGHTON 5-3 CITY

Stagione 2004/05 fuori con l'OLDHAM in F.A. Cup. Stagione 2005/06 fuori con il DONCASTER in Carling Cup. Stagione 2006/07 fuori con il CHESTERFIELD in Carling Cup. Stagione 2007/08 fuori con lo SHEFFIELD UNITED in F.A. Cup. Stagione 2008/09 fuori con il BRIGHTON in Carling Cup. E ti pareva....cambiano i tecnici, i giocatori, le proprietà e di conseguenza le potanzialità delle varie squadre ma questa "mentalità da piccola", che non riesce a fare a meno di snobbare avversari di categorie inferiori, non riusciamo proprio a modificarla. Dopo gli spaventi ingiustificati con danesi e ciprioti c'era da aspettarsi un'altra faticaccia, ma francamente uscire dopo essere passati pure in vantaggio.......Difficile esaminare queste continue figuracce, rese oggi ovviamente ancora più eclatatanti dalla nostra nuova realtà. La mentalità da grande squadra, il saper affrontare tutti con le stesse motivazioni....è qui che ancora siamo anni luce di distanza dalle grandi della Premier, tutte puntualmente e largamente qualificate al prossimo turno di una Carling Cup qualsiasi ma affrontata come se fosse una partita di Champions League. Personalmente ho sempre pensato, e le storie delle grandi squadre lo dimostrano, che l'abitudine a vincere la si costruisce dalle piccole vittorie, dalle piccole finali, perfino dalle piccole semifinali. Sapete quanti anni sono passati dall'ultima volta che il City è entrato in una semifinale di una qualsiasi competizione? 27 anni!!! Stagione 1980/81, finale di F.A. Cup e semifinale di League Cup. E se continuiamo con questo atteggiamento di anni ne passeranno ancora tanti. Nonostante i Robinho, i Jo, e tutti i fenomeni che certamente ancora arriveranno. Ma la svolta fondamentale, quella che davvero dovrà cambiare la nostra storia...... quella bisogna acquisirla, non acquistarla. E come tutti gli anni di questi giorni ci tocca dire....pazienza, nessun dramma, la stagione è lunga...andiamo avanti. Nel giochino del blog sugli obiettivi stagionali avevo messo la vittoria della Carling Cup, proprio per il ragionamento che facevo prima. Sono anni che la Carling Cup è un mio obiettivo, è la competizione meno complicata, più si va avanti e più le squadre forti obbligate a fare scelte fanno turn over proprio in questa competizione. Ma se si esce sempre al primo ostacolo che ce frega a noi del turn over degli altri??? Ad ogni modo, in conseguenza di questa striscia inquietante e disastrosa dichiaro ufficialmente che per il futuro non sono più minimamente interessato a vincere (o a passare un turno....) la Carling Cup.......

Matteo

Brighton: Kuipers, Whing (Cook 85), El-Abd, Thomson, Richards, Livermore, Murray, Loft (Anyinsah 68), Fraser (Cox 74), Virgo, Elphick. Subs Not Used: Sullivan, Hart, Robinson, Wills. Booked: Livermore, El-Abd. Goals: Murray 89, Anyinsah 95.
Man City: Schmeichel, Zabaleta, Dunne, Ben-Haim, Michael Ball, Kompany, Ireland, Johnson (Elano 102), Gelson, Sturridge (Evans 60), Jo (Caicedo 91). Subs Not Used: Hart, Garrido, Hamann, Logan.
Goals: Gelson 64, Ireland 108.
Att: 8,729
Ref: Andy D'Urso (Essex).

24.9.08

STASERA A BRIGHTON

Alle 19:45 ora inglese il City scende al sud per affrontare il Brighton & Hove Albion nel secondo turno della League Cup sponsorizzata Carling. E'ora di fare sul serio. Non ne posso più di essere buttato fuori da squadre improbabili da questa coppa. Non sarà la Champions ma abbiamo il dovere morale di provare ad andare sino in fondo. Dobbiamo vincerla anzi, per fare in modo che quei boriosi del Salford United tolgano dal loro stadio quel cartello (32) che indica gli anni senza nostre vittorie. Hughes lo sa ed ha avvertito la squadra: non sono ammesse distrazioni. Robinho è a casa per problemi familiari, probabilmente torna Michael Johnson mentre Martin Petrov è ancora fermo ai box. Forza ragazzi, niente scherzi.

23.9.08

UNO SFOGO DI PANCIA

Con grande gioia apriamo la rubrica BLUE Moon! Il nostro affezionato lettore Blue ha deciso di partecipare e noi siamo troppo felici di dargli spazio! Avanti Blue, dì la tua!

Adesso mi sono stancato di farmi fare la morale. Sono anni che seguo il Manchester City. Il mio interesse per questa squadra è nato molti anni fa, quando non ho potuto fare a meno di seguire un amico che mi raccontava il fascino di questo club. Il fascino di una squadra che non vinceva. Il fascino di vivere il derby perennemente come sfavorito. Il fascino dei suoi tifosi, caldissimi nonostante anni di frustrazioni. Forse così caldi proprio perchè hanno subito anni di frustrazioni. Questo è un club che ha portato 30.000 persone allo stadio in Second Division! Sono anni che aspetto di vincere. E adesso che potrebbe essere arrivato il mio momento arriva qualche benpensante a dire che non è morale. Vorrei rispondere a qualcuno di loro.

Arsene Wenger che si permette di dire: "Non si può arrivare e decidere che la settimana che arriva si possono spendere 170 milioni per prendersi Ronaldo, quando il giocatore ha un contratto con il Manchester United. Non è possibile, è inaccettabile. Il calcio non è un supermercato. La disponibilità di denaro va intesa in senso positivo. Dobbiamo salvaguardare la buona etica del gioco del calcio" Sì! Avete capito bene. Chi allena l'Arsenal si permette di dire "dobbiamo salvaguardare la buona etica del gioco del calcio". L'Arsenal è quella squadra in cui milita Cesc Fabregas. Le modalità che hanno portato all'acquisto del giovane centrocampista dal Barcellona sono state oggetto di aspre critiche da parte della dirigenza catalana. Cesc, come molti altri giovani talenti europei, è stato acquistato dal club inglese grazie alla mancanza di una rigida regolamentazione dei contratti giovanili. La legislazione inglese non riconosce infatti alcune tipologie di contratti non professionistici siglati in territorio extra-UK, permettendo ai suoi club di acquistare giovani promesse del calcio europeo pagando semplicemente una piccola penale. Il Barcellona ha denunciato l'Arsenal alla FIFA senza ottenere nulla. Il City sforna invece giovani britannici da anni senza rubarli a nessuno, caro signor Wenger!

Si è permesso di parlare anche Sir Alex Ferguson che ricordo, a causa delle difficoltà economiche del Parma, non ebbe difficoltà ad acquistare Giuseppe Rossi. Ma io mi chiedo: se il City è in grado di spendere 170 milioni di euro per un giocatore e lo United no, non è la stessa cosa? Se loro sono, rispetto a noi, in serie difficoltà economiche cosa ci possiamo fare? Caro Sir Alex Ferguson oggi siamo molto più ricchi di voi. Questo è il nostro momento. Fateci godere e state zitti!
A tale proposito suggerirei a Dario di cambiare la rubrica “Typical City” con la rubrica Typical United…

RIDICOLO


Nell'interminabile elenco di personaggi che si sono arrogati il diritto di esprimere il proprio parere - non richiesto - sull'acquisto del City da parte dello Sceicco Mansour, una particolare menzione merita il manager dell'Arsenal, il francese poliglotta Arsene Wenger. Dopo che Ferguson, Giggs, Fabregas, altri giocatori e centinaia di editorialisti in giro per il mondo hanno lanciato l'allarme contro i soldi che rovinano i veri valori dello sport, mancava la ciliegina sulla torta e devo ammettere che la vena comica del tecnico alsaziano è impareggiabile. In un'intervista della quale non si sentiva il bisogno, rilasciata al magazine dei Gunners, Wenger ha dichiarato quanto segue: "Non mi spiego la presenza degli arabi al City. Ci sto provando ma non riesco a trovare una risposta razionale alla mia domanda perchè l'hanno fatto.". Per questo signore francese l'investimento della ADUG rappresenta un vero e proprio mistero, dato che il City non vince il campionato da 40 anni ed un trofeo importante da 32. Ha aggiunto "di non credere che queste persone fossero tifose del City da bambini". Ha concluso dicendo che se proprietari multimillionari decidessero di lasciare un club all'improvviso, il calcio sarebbe ridotto in macerie.

Avessi io l'indole comica del francese sarei un personaggio di fama mondiale, come lui peraltro. Già distintosi per i suoi commenti invidiosi a proposito del Chelsea e definito qualche anno fa "guardone" da José Mourinho perché pareva interessarsi sempre e sempre di più degli affari dei blues di Londra invece che farsi gli affari suoi, ora è il nostro turno.

Mi piacerebbe sapere se Wenger, che ha speso nelle ultime stagioni più di £300 milioni tra ingaggi e stipendi (fonte BBC), non senta pericolosamente vacillare il ruolo del suo club ai vertici del football inglese ed europeo.
Mi piacerebbe sapere se lui da bambino fosse tifoso dell'Arsenal.
Mi piacerebbe sapere perché proprio lui e Naso Rosso Ferguson, da buoni amici, abbiano capeggiato la rivolta dei "buoni" contro i ricchi impostori arabi che vogliono rovinare il loro giocattolo, magari pretendendo di entrare nel G14, vergognosa "cricca" per continuare a spartirsi denaro, sponsor, etc.

Basterebbe che Wenger si leggesse l'intervista del nostro Chairman Al Mubarak per capire che l'impatto della nuova proprietà vuole essere strategicamente ed economicamente compatibile, che il piano per vincere è decennale, che l'Academy verrà potenziata e che il futuro del City vuole essere vincente ma soprattutto stabile e duraturo, su basi solide. Basterebbe che Wenger si ricordasse ogni tanto di comprare qualche giocatore inglese e di cominciare lui a pensare di potenziare l'Academy dell'Arsenal, nemmeno lontanamente ai livelli della nostra.

Mi pare che sia solo e soltanto l'invidia a muovere le parole del manager di North London, così come quella di Naso Rosso Mastrociliegia Ferguson. O forse la paura che nel giro di pochi anni il City of Manchester Stadium possa diventare un luogo più sexy di Emirates, con conseguente esodo di grandi giocatori verso nord. Io dico: sarebbe ora.

22.9.08

AIR CITY

Stupefacente, Straordinario, Meraviglioso. Da stropicciarsi gli occhi. Il nostro City stritola il Portsmouth, non una squadretta qualunque, con gol deliziosi e giocate sublimi. Difficile esaminare dal punto di vista tecnica così tanta delizia. Difficile sapere da dove cominciare. Si discuteva negli ultimi interventi su come fare giocare la squadra, sul modulo tattico, sulla necessità di mantenere un equilibrio ed un’adeguata copertura. Ebbene Mark Hughes ci ha “messo a posto” confermando la spregiudicatissima formazione di Nicosia. Il Portsmouth è molto più pericoloso? E chissenefrega!! Jo, Robinho, Elano, Ireland e SWP….tutti dentro, tutti a deliziarci, tutti a infliggere ai Pompeys una storica disfatta. Zabaleta fara rimpiangere Corluka? Nemmeno per sogno, l’argentino neo campione olimpico ha cancellato l’opaco debutto contro il Chelsea sfoderando un’eccellente prestazione. Fascia sinistra il nostro punto debole? Forse no, se il rispolverato e tanto discusso Garrido si confermerà sui livelli di ieri pomeriggio. Ragazzi, questa più che una squadra pare una portaerei. Teniamoci stretti, che si parte!!!

HART 6 Pochissimo impegnato, sull’unica occasionissima loro (Crouch) poco avrebbe potuto fare.
ZABALETA 7 Già si sentivano facili ironie, girovagando in giro per i vari forum. Punto e a capo.
GARRIDO 6,5 Che piacevole sorpresa, scende giù che è una bellezza.
DUNNE 6 Ha concesso a Crouch la palla gol. Però è tornato a segnare dopo 2 anni. Resta forse
l’unico punto debole della squadra.
RICHARDS 6,5 Cenni evidenti di ripresa.
KOMPANY 6,5 Davanti alla difesa, come un veterano.
SWP 8 Fantastico. Punto.
IRELAND 8 Fantastico. Punto.
ELANO 7 Si sacrifica molto, un po’ ne risente…ma che diamine….
ROBINHO!! 8 Fantastico. Punto.
JO 8 Fantastico. Punto.

E scusate il ripetermi…….

EPL 5 - CITY 6-0 PORTSMOUTH


E il sesto giorno Dio creò Manchester. In un pomeriggio perfetto il City ha brutalizzato il Portsmouth di Harry Redknapp (6-0) regalando alla gente un momento indimenticabile. Sono certo che moltissimi tifosi presenti ad Eastlands siano usciti dallo stadio pensando “è la più bella prestazione da decenni”. In varie occasioni, specialmente ai tempi di Kevin Keegan, i blues avevano giocato grandi partite ma il modo con il quale ieri è stata spazzata via una squadra in teoria del nostro livello è impressionante: la qualità del nostro gioco d’attacco è clamorosa ed alla fine Mark Hughes sorrideva in panchina al pensiero di tanta abbondanza. Aggiungiamo poi che questa magnifica prestazione cade nel giorno del completamento dell’acquisto del club da parte della A.D.U.G e dello Sceicco Mansour (martedì 23 è il giorno della ratifica della Premier League) e della presenza in tribuna del Dr. Khaldoon Al Mubarak, stretto collaboratore di Mansour ed eletto nuovo Presidente del Club: ciò conferisce un tocco di magia alla giornata e ci regala grandiosi prospettive per il futuro.

Sparky ha deciso di puntare sugli stessi undici che hanno vinto a Cipro in Uefa appena tre giorni prima, dimostrando così di voler assemblare la squadra con continuità e di non dare troppa importanza alla possibile stanchezza: Hart in porta, Zabaleta-Richards-Dunne-Garrido in difesa, Kompany davanti alla linea, Elano ed Ireland centrali, SWP e Robinho sulle ali a rifornire Jo unica punta. Se con il Chelsea il nostro atteggiamento spregiudicato ed offensivo non aveva portato buoni frutti, l’impatto per i Pompey è stato devastante: fenomenali le prove dei nostri funamboli in continui cambi di posizione, lanci perfetti a svariare su tutto il fronte d’attacco, movimenti senza palla velocissimi, tocchi di palla sontuosi, colpi di tacco ed incursioni al limite della perfezione. Ora Elano ora il monumentale Stephen Ireland si sono a turno scambiati il ruolo di proteggere la difesa affiancando Kompany e quello di offendere, innescando Robinho e SWP, sempre pronti ad “andare” senza palla ed a smarcarsi. Quando l’azione viene imbastita da giocatori di questa qualità tecnica le azioni da gol sono all’ordine del minuto: al decimo avevamo già collezionato un salvataggio di James su magia del nostro Perfect Ten ed un’altra difficile parata del nostro ex goalkeeper su sventolata in corsa di SWP magistralmente servito da un’apertura magica sempre del fantastico brasiliano. Come si dice il gol era nell’aria: minuto 13, Robinho ha pescato in profondità con un millimetrico passaggio a terra Jo ed il pennellone ha aggirato James come se fosse la cosa più normale del mondo insaccando l’1-0. Il passaggio smarcante di Robson De Souza ed il taglio di Jo hanno lasciato in bambola la difesa della south coast condotta (?!?) dal nostro ex Sylvain Distin, giustamente fischiato dal pubblico. Dopo meno di dieci minuti SWP ha guadagnato un angolo sul fronte sinistro dell’attacco (a dimostrazione di quanto si muova e di quanto le posizioni non siano statiche), Elano ha tirato direttamente in porta e sulla goffa ribattuta di James, Richard Dunne ha ribadito in porta il pallone del 2-0. A dir la verità qualcosa abbiamo concesso ai Pompey ed in particolare a Peter Crouch, difficilissimo da contenere nel gioco aereo data la stazza: la squadra di Redknapp ha avuto le occasioni per riaprire il match nel primo tempo ma fortunatamente ce la siamo cavata. In queste situazioni emerge ancora di più la netta differenza tra la qualità del nostro gioco offensivo e la relativa ‘normalità’ del reparto difensivo.
All’inizio della ripresa la prima ed ultima comparsa in vita del Portsmouth è stata al primo minuto o giù di lì quando Defoe ha sfiorato il goal mandando fuori il pallone e mandando metaforicamente in letargo tutti i suoi compagni. Di lì è cominciata una vera e propria mattanza: minuto 12 della ripresa, Zabaleta ed Ireland hanno pressato sulla nostra trequarti guadagnando il pallone, l’irlandese ha alzato gli occhi e con un passaggio ‘monstre’ ha trovato Jo in corsa, lanciato in pieno contropiede con Robinho. L’ex attaccante del CSKA ha controllato al volo ed ha messo a Robinho una palla su un piatto d’oro lasciando al mago brasiliano l’onore di spedire in rete con una facilità di calcio impressionante. 3-0 ed apriti cielo, lo stadio è esploso luccicandosi gli occhi. Il match è diventato ancora di più un monologo, una lezione di calcio, uno spettacolo. Minuto 23, ancora Stephen Ireland a mettere in profondità un lussuoso passaggio per l’accorrente SWP che appena dentro l’area ha scaricato sul primo palo la sfera del 4-0! Minuto 33 ed ecco il capolavoro di giornata: Richards è uscito dall’area intercettando un tentativo d’attacco avversario, ha messo la palla in banca e cioè l’ha consegnata ad Elano, l’ex Santos ha lanciato alla grande per Robinho che, affondando a sinistra, ha ubriacato il difensore mettendo in mezzo per l’arrivo di SWP; il nostro eroe ha pensato bene di mettere al centro con un colpo di tacco smarcando non uno ma DUE uomini, Kompany ed il giovane Evans con quest’ultimo ad anticipare il suo compagno e ad insaccare il 5-0. Alla festa del gol ha partecipato anche il neo-entrato Gelson Fernandes: lo svizzero ha sfruttato un cross perfetto di Javier Garrido siglando il 6-0 e mandando in visibilio assoluto il City of Manchester Stadium!
Credo che Hughes dovrà ricordare a tutti i ragazzi che non potrà andare sempre così e che è giusto mantenere i piedi per terra ma sono convinto che non vada tarpato l’entusiasmo di questo gruppo: questi giocatori dimostrano una grande voglia di divertirsi in campo ed uno spirito di sacrificio enorme e ciò riguarda anche i fenomeni. Siamo sulla strada giusta, boys….

Man City: Hart, Zabaleta, Richards, Dunne, Garrido, Kompany, Wright-Phillips, Ireland (Gelson 77), Elano, Robinho (Sturridge 85), Jo (Evans 71).Subs Not Used: Schmeichel, Michael Ball, Hamann, Ben-Haim.
Goals: Jo 13, Dunne 20, Robinho 57, Wright-Phillips 68, Evans 78, Gelson 83.
Portsmouth: James, Johnson (Pamarot 82), Distin, Campbell, Belhadj, Diarra, Davis (Diop 33), Kaboul (Utaka 46), Armand Traore, Crouch, Defoe.Subs Not Used: Ashdown, Hreidarsson, Mvuemba, Kanu.
Booked: Diarra.
Att: 40,238
Ref: Alan Wiley (Staffordshire).

HART sv
ZABALETA 7 Grande partita, è un altro giocatore rispetto al debutto.
RICHARDS 7 Ha in Crouch un cliente difficile ma se la cava bene.
DUNNE 7 Si fa sorprendere nel primo tempo da Defoe come con Anelka ma poi segna.
GARRIDO 7 In difficoltà all’inizio con Johnson ma poi è padrone della fascia!
KOMPANY 7 Grande filtro là in mezzo. Sempre più convincente.
ELANO 8 Grandi invenzioni, si prodiga anche in copertura.
IRELAND 9 Per me, il migliore.
SWP 8 Secondo tempo da circo.
ROBINHO 8,5 We’ve got Robinho, we’ve got Robinho….
JO 8 Gol, assist e grande presenza.
GELSON 7 Primo gol in campionato.
EVANS 7 Primo gol in campionato e grande grinta.
STURRIDGE sv

D-DAY


Lo Sceicco Mansour Bin Zayed Al Nahyan è il nuovo proprietario del Manchester City dopo la ratifica dell’acquisto del club per una cifra pari a £210 milioni. La firma dei documenti è avvenuta prima della partita contro il Portsmouth. Il nuovo presidente sarà il Dr. Khaldoon Khalifa Al Murbarak, presente ieri ad Eastlands. La Premier League ratificherà martedì 23 settembre.

“Vogliamo investire nel lungo periodo nel City tenendo in conto i tre pilastri sui quali poggia il club al momento: una grande base di tifosi appassionati, uno staff tecnico di prim’ordine e l’Academy migliore del paese. C’è un potenziale enorme da sviluppare”.

Il proprietario Mansour ha rilasciato una dichiarazione ufficiale rivolta ai tifosi:
“Come voi fans, noi siamo molto eccitati all’idea del futuro del club e speriamo che l’acquisto di Robinho sia considerato da voi come una nostra dichiarazione di intenti. La mia intenzione è quella di mettere a disposizione del City i migliori professionisti sia in campo che fuori. La mia richiesta al nuovo presidente Al Mubarak è quella di costituire un board degno della tradizione e del potenziale del City. Io e Khaldoon abbiamo deciso di non rilasciare più dichiarazioni per un po’ di tempo: ci siederemo con il manager e lo staff e vedremo dove potremo migliorare. Abbiamo il miglior giovane manager britannico e su di lui vogliamo costruire il futuro. Siamo ambiziosi ma non in modo irragionevole. Ci vuole tempo per costruire una squadra vincente in Inghilterra ed in Europa. L’Academy sarà ulteriormente sviluppata. Voglio investire nel lungo periodo e voglio gettare basi solide.

Mark Hughes ha accolto così i nuovi proprietari del Manchester City:
“Sono consapevoli di ciò che serve per diventare grandi, non accade tutto in una notte. Sono molto realistici e vogliono costruire un club solido”.

L’ex Presidente thailandese Thaksin, che resterà Presidente Onorario ha dichiarato:
“La mia posizione finanziaria è cambiata negli ultimi 15 mesi ed ho pensato che fosse nel massimo interesse del club rimettere il mio mandato nelle mani di persone che condividono con me le medesime ambizioni per il City. In particolare ringrazio lo Sceicco Mansour per aver aiutato me e la mia famiglia in un momento difficile. Sono cose che non si dimenticano”.

19.9.08

MAGLIE

Questa sezione riguarda le maglie "home" indossate dal City dalla fondazione ad oggi. Piano piano scopriremo tutte le casacche dal West Gorton in poi. A questo post, che resterà unico e che verrà aggiornato di volta in volta, si potrà accedere direttamente dal link nella colonna sinistra "Maglie".










JOE MERCER (OBE)

In questa sezione, alla quale si potrà accedere direttamente dal link nella colonna sinistra "Idoli di Manchester" passeremo in rassegna gli idoli leggendari della nostra pluricentenaria storia. Non è stato facile scegliere il primo perché i nomi in ballo erano tanti. Alla fine ho deciso di rendere onore al più grande manager di tutti i tempi in blue: JOE MERCER (OBE).

Il grande Joe (a destra) insieme a Malcolm Allison in the glory days

Molti tifosi sanno che Joe Mercer è stato il manager più vincente della nostra storia ma forse non ci si rende conto esattamente della sua popolarità a livello nazionale. All’Arsenal è considerato come uno dei capitani più importanti di tutti i tempi; all’Everton ed al Coventry è ricordato con grande affetto ed a livello inglese è stato celebrato negli anni 70 come il salvatore del calcio britannico. Inoltre il suo approccio molto umile e da uomo popolare gli è valso uno status da vera e propria icona televisiva negli anni 60 e 70. Joe venne amato ovunque.

Da giocatore vinse il campionato con l’Everton e due volte con l’Arsenal, ottenendo per i Gunners anche la fascia di capitano con la quale vinse la F.A Cup. Giocò la prima partita in nazionale poco prima della guerra mondiale ed arrivò ad esserne il capitano. Grande professionista, smise di giocare all’età di 39 anni a causa di un infortunio alla gamba.

Iniziò poco dopo la sua carriera di manager e parve uno sbocco naturale. Cominciò allo Sheffield United dove ereditò una squadra destinata alla retrocessione. Non riuscì a trasformare i Blades in una squadra da promozione ma riuscì nell’intento di dare un gioco piacevole alla squadra, rendendola un team difficile da affrontare, soprattutto in coppa. Si rese conto ben presto di non poter far crescere oltre il club di Bramall Lane e colse l’opportunità di diventare manager dell’Aston Villa. Quel Villa era in lotta per non retrocedere e Joe non riuscì a salvarlo ma ebbe carta bianca dalla dirigenza e grazie al suo lavoro, nel giro di due stagioni, vinse il campionato e la Coppa di Lega. Sia a Sheffield che a Villa Park venne riconosciuta la ‘mano’ di Joe: le sue squadre giocavano un calcio piacevole, offensivo ed eccitante e fu inevitabile che molti club di vertice si interessassero a lui. A metà degli anni 60 cominciò una vera e propria campagna popolare per farlo diventare allenatore della nazionale inglese. Joe non si sentiva pronto in quel frangente e declinò l’offerta. Negli anni 70 divenne caretaker manager ma dovette rinunciare all’impiego permanente per motivi di salute.

Joe arrivò al City nel 1965. Il medico personale gli sconsigliò vivamente di accettare l’incarico di manager ma come spiegò sua moglie Norah…”voglio che faccia il lavoro che ama piuttosto di vederlo seduto a casa e morire di crepacuore”. Non gli venne concesso di allenarsi con i giocatori durante la settimana e così decise di portare con sé un giovane coach, Mr. Malcolm Allison. Cominciò la partnership più importante della nostra storia. Joe disse allora: “L’occasione era incredibile. La gente mi aveva considerato fuori dai giochi. Avevo problemi di salute ma avevo grande fiducia nelle mie capacità. Allison fu splendido. Sapevamo di avere l’occasione della vita. Il Manchester City era in Seconda Divisione ma aveva grande tradizione ed un pubblico magnifico”.
La promozione nel 1966 – ed un bel percorso in F.A. Cup – fu seguita dalla vittoria nella massima divisione nell’Anno Domini 1968. Solo Wilf Wild era riuscito a portare il titolo inglese a Maine Road prima di Joe ma la sua squadra era stata sviluppata negli anni mentre quella di Mercer e Allison si trasformò nel giro di tre stagioni da squadra da metà classifica in Seconda Divisione in squadra Campione d’Inghilterra. Non basta: la stagione successiva, 1968-69, il City vinse anche la F.A. Cup (per la quarta volta) mentre l’anno dopo portò a casa sia la Coppa di Lega che la Coppa delle Coppe! Il City divenne una delle squadre più forti d’Inghilterra grazie al lavoro di uno dei manager più bravi della storia.
Purtroppo la partnership con Allison non durò: Malcolm desiderava sempre più prendere il comando mentre Joe – che intanto si era ripreso dai guai di salute – comprensibilmente voleva continuare il suo lavoro. In più la battaglia in atto per ottenere il controllo del club – che sarebbe poi finito a Peter Swales – vide i due accamparsi in fazioni avverse. Joe prese una parte che sfortunatamente per lui fu quella perdente. Le dimissioni arrivarono nel 1972.

Joe Mercer è andato in cielo il 9 agosto 1990: da vero fenomeno è riuscito ad andarsene proprio il giorno del suo (76°) compleanno.

18.9.08

LA NOSTRA STORIA


In questa sezione, alla quale si potrà accedere direttamente cliccando sul riferimento "City Retro", pubblicheremo articoli sulla storia del City. Per tutta la parte relativa alla storia dalla fondazione alla Seconda Guerra Mondiale ci limiteremo a segnalare le date fondamentali e gli avvenimenti principali mentre dal post war in poi approfondiremo le varie stagioni fino ad oggi. Un sito che si rispetti non può non avere una sezione storica! Buona lettura!



1879
Il club di cricket della St.Mark Church è fondato da Anna Connell, figlia del Rettore della Chiesa a West Gorton. Nelle sue intenzioni il club doveva fornire agli uomini della zona la possibilità di misurarsi in attività sportive ma sfortunatamente per lei non fu una grande idea pensare al cricket per i rigidi inverni britannici....

1880 ...ecco perché chiese aiuto a William Beastow ed a Thomas Goodbehere ed insieme a loro venne formata una squadra di calcio della chiesa...il St.Mark di West Gorton. In data 13 novembre dello stesso anno venne disputata la prima partita contro una formazione di una chiesa di Macclesfield.

1884 Il club ebbe una prima fusione con il Gorton Athletic ma dopo qualche mese vi fu una scissione che portò a due club nuovi: il Gorton AFC ed il West Gorton Athletic.

1887 Il club venne ribattezzato come Ardwick AFC (di cui si vede lo stemma nella colonna destra), divenne club professionista e si sistemò nel campo di Hyde Road.

1891 L'Ardwick vinse la Manchester Cup battendo in finale il Newton Heath poi denominato Manchester United. Nello stesso anno la Alliance League decise di accettare l'Ardwick all'interno della Lega.

1892 La squadra vince nuovamente la Manchester Cup battendo questa volta il Bolton Wanderers; la vittoria consentì al club di ottenere una membership nella Seconda Divisione della Football League.

1894 A causa di problemi finanziari l'Ardwick si trasformò in Manchester City Football Club.

1894 In data 16 aprile il Manchester City FC diventa public company.

1899
Il City vince la Second Division: è il primo trofeo e la prima promozione nell'èlite del football inglese, la First Division.

1904
Il 23 aprile il City vince la sua prima F.A. Cup! Battuto il Bolton Wanderers nello stadio del Crystal Palace. Grande secondo posto in campionato, stagione da incorniciare.

1905
La partita contro l'Aston Villa finisce sotto inchiesta ed alla fine ben 17 giocatori, il manager e due dirigenti dei blues vengono sospesi.

1910
Vittoria nel campionato di Second Division.

1920
Hyde Road diventa il primo stadio provinciale e Re Giorgio V visita il nostro stadio; sfortunatamente un incendio distrugge il Main Stand.

1923
La pietra miliare: i blues si trasferiscono nella Moss Side e precisamente nella nuova e fiammante casa di Maine Road.

1924
Billy Meredith gioca la sua ultima partita all'incredibile età di 49 anni: semifinale di F.A. Cup contro il Newcastle Utd.

1928
Il City è il club con la maggiore presenza di tifosi allo stadio di tutto il Regno Unito.

1934
Secondo trionfo in F.A. Cup! Battuto il Portsmouth; è l'anno anche del record di presenze in uno stadio (eccetto Wembley) perché 84.569 spettatori si presentano a Maine Rd per vedere il City battere lo Stoke City proprio in F.A. Cup.

1937
Per la prima volta nella storia il City è Campione d'Inghilterra

1938
Il Club retrocede in Second Division con il miglior attacco del torneo!

PORTSMOUTH FC


Ecco le statistiche complete degli incontri tra City e Portsmouth.

Partite giocate: 77

Vittorie City: 36

Pareggi: 17

Vittorie Portsmouth: 24

Gol fatti: 138

Gol subiti: 111

Vittoria più larga in casa: 5-1 [24/11/1956]

Vittoria più larga in trasferta: 4-2 [28/4/1956]

Sconfitta più larga in casa: 2-4 [19/4/1935]

Sconfitta più larga in trasferta: 1-4 [13/2/1954]

Maggiore affluenza in casa: 53,340 [11/1/1936]

Maggiore affluenza in trasferta: 93,258 [28/4/1934, FAC Final at Wembley]

Minore affluenza in casa: 10,000 [10/12/1932]

Minore affluenza in trasferta: 5,000 [18/2/1931]

UEFA - OMONIA 1-2 CITY


E'andata! Il City ieri sera ha vinto in casa dell'Omonia Nicosia (2-1) ed ha ipotecato il passaggio del turno. Il match è stato meno facile del previsto e ciò dimostra che in Europa le partite non sono mai facili e che il football cipriota è in grande crescita...basta dare un'occhiata alle prestazioni della Nazionale e di altre squadre di club. Jo ha firmato una doppietta che alza il morale del brasiliano e che ci consegna un posto (scongiuri a parte) nei gironi.
I ragazzi hanno dominato nel possesso palla ma non sono riusciti a tradurre la supremazia in vantaggio effettivo: la quantità di gol mangiati è incredibile! La punta brasiliana è stato suo malgrado protagonista negativo, prima delle due reti, non riuscendo a concretizzare palle gol servite su un piatto d'argento ma anche gli altri compagni - Robinho in testa - non hanno fatto meglio. Poco importa perché il vantaggio è rassicurante in vista del ritorno ad Eastlands tra due settimane; certo bisognerà migliorare sotto rete ma sono convinto che quando crescerà la condizione riusciremo a segnare moltissimo, dato il potenziale offensivo che abbiamo. Dopo aver subito il gol cipriota al minuto 4 della ripresa grazie ad una punizione di Klodian Duro sulla quale Hart non mi è sembrato completamente esente da colpe visto che la palla è entrata sul suo palo, siamo riusciti fortunatamente a pareggiare dieci minuti dopo quando Jo non ha potuto esimersi dal ribadire in rete praticamente sulla linea di porta un cross basso di SWP. Al minuto 72 invece Pablo Zabaleta ha messo un bel cross dall'out destro e Jo prima ha stoppato con la coscia e poi ha scagliato in rete la palla con un formidabile sinistro. Nel recupero è servita una prodezza di Hart su conclusione di Clayton per mantenere il punteggio e tornare a Manchester sereni e tranquilli. Domenica riceviamo il Portsmouth, squadra che personalmente non sopporto.

Omonia Nicosia: Giorgallides, Ndikumana, Wenzel, Pletsch, Aloneftis (Niculescu 74), Charalambous, Christofi, Duro, Kaseka, Okkas (Clayton 81), Aguirre (Bangura 45). Subs Not Used: Asprogenis, Alabi, Cafu, Maris.
Booked: Kaseka, Duro.
Goals: Duro 49.
Man City: Hart, Zabaleta, Richards, Dunne, Garrido, Kompany (Gelson 84), Wright-Phillips, Ireland, Elano (Hamann 85), Robinho, Jo (Sturridge 76). Subs Not Used: Schmeichel, Michael Ball, Ben-Haim, Evans.
Booked: Garrido, Robinho.
Goals: Jo 59, 72.
Att: 15,907

MAINE ROAD 1923-2003



11 maggio 2003: per il Manchester City Football Club un data fondamentale per ragioni storiche e per ragioni emozionali. Dopo 80 anni e 1753 partite di calcio di massimo livello il sipario è sceso definitivamente sul famoso stadio di Maine Road. Nell’ultima giornata della Premier League 200203 il City ha ospitato il Southampton in una gara naturalmente ‘da tutto esaurito’ data la speciale occasione. Quel pomeriggio è andato in scena un grande spettacolo, con la presenza nel post-partita di autentiche leggende viventi della nostra storia degli ultimi 80 anni, da George Smith a Bert Trautmann, da Colin Bell a Francis Lee e Mike Doyle.
Dobbiamo tornare a molti anni fa per registrare la prima partita mai giocata in quella che sarebbe stata la casa spirituale dei blues – per molti è ancora così, per me di sicuro – e precisamente al 25 agosto 1923: una folla di 58.159 persone vide il City battere 2-1 lo Sheffield United. Il 1923 fu anche l’anno in cui venne aperto Wembley (al Sud) e Maine Road, con i suoi oltre 80.000 posti era l’unico stadio nel paese a poter essere paragonato allo Stadio Imperiale della Capitale. Ancora il City detiene il record di spettatori per una partita non giocata a Wembley: 84.569 tifosi per City-Stoke City valevole per il 6° turno della FA Cup del 1934 (data: 3 marzo, risultato 1-0, gol di Eric Brook).
Migliaia e migliaia di tifosi del City hanno avuto il privilegio da allora di gustarsi le prestazioni di centinaia di calciatori con la tradizionale maglia celeste del City e di competere con le migliori squadre d’Inghilterra e di Europa. Ogni tifoso avrà le proprie memorie e tutti ricorderanno il proprio debutto. Ogni tifoso avrà la propria tribuna preferita – per molti il Kippax ma per altri Platt Lane, Main Stand o il North Stand. Oggi giochiamo in uno degli stadi più belli d’Europa ma non possiamo né vogliamo dimenticare questo leggendario stadio nella Moss Side.

Io nel 1996 arrivai a Manchester una domenica pomeriggio di agosto e, posati i bagagli all’ostello, chiesi indicazioni stradali per andare a vedere Maine Rd. La ragazza dell’ostello mi guardò con occhi increduli e mi chiese: “perché un ragazzo italiano di 24 anni arriva a Manchester e vuole subito a vedere lo stadio del City?!?”. Non le risposi nemmeno e mi persi così anche le sue premure nel ricordarmi che forse la Moss Side era una delle zone più pericolose della città. Meglio così perché non avrei certo rinunciato al mio sogno ma forse me lo sarei gustato un po’ meno. Presi l’autobus e mi feci scaricare proprio nei pressi dello stadio. Per intenderci: lo stadio era deserto, la zona anche e non c’era un’anima viva nei paraggi. I blues avevano battuto due sere prima l’Ipswich Town 1-0 con gol di Steve Lomas. Fu quella la prima partita della storia ad essere trasmessa in diretta dalla tv inglese e per questo venne anticipata al venerdì. In qualche modo la partita in questione è storica. Ne consegue che trovai lo stadio chiuso: niente negozio, niente museo, niente di niente. Respirai solo l’atmosfera. Indimenticabile.

In questa sezione verranno postati articoli su Maine Road e sulla sua storia. Si potrà direttamente accedere allo 'speciale' cliccando sull'immagine della colonna destra riferita a Maine Road ed al END OF AN ERA SPECIAL.

17.9.08

MICHAEL JOHNSON


Mentre la squadra si accinge a partire per Cipro per disputare giovedì sera l’andata del primo turno di Coppa Uefa contro l’Omonia Nicosia, la società mette a tacere le mille voci degli ultimi mesi e firma il rinnovo del contratto di uno dei più talentuosi giovani del club: Michael Johnson ha siglato un contratto che lo legherà a noi per i prossimi cinque anni. Non c’erano molti dubbi, per la verità. Chi vuole andarsene dal City, adesso? Vedran Corluka è stato definito infatti come “l’uomo che ha vinto alla lotteria una cifra scioccante e poi ha perso il biglietto”!
A proposito di Johnson e quindi del centrocampo: leggevo nei vostri commenti alcune considerazioni sulla “normalità” del nostro midfield. Io non sono d’accordo perché avere SWP, Petrov, Johnson, Hamann, Kompany, Etuhu, Ireland e Gelson significa avere grande qualità e buona quantità senza contare che Elano può essere considerato un centrocampista in fondo, sia pur d’attacco. Non sarà certo il più forte della Lega ma nemmeno può essere considerato solo “normale”. Il Chelsea proprio là in mezzo ci ha fatto capire quanto dobbiamo migliorare ma la base è ottima, secondo me. Ed ora incrociamo le dita: ci aspettano 3 partite nei prossimi sei giorni! Dopo Cipro, affrontiamo il Portsmouth ad Eastlands domenica ed andiamo a Brighton il 24 per il secondo turno della Coppa di Lega. C’mon you blues!

14.9.08

TROPPO CHELSEA, PER ORA

Finalmente il mio socio Matteo si è destato: troppo impegnato a navigare in rete per aggiornarmi e darmi le breaking news sugli arabi e sulla loro volontà di potenza, negli ultimi dieci giorni non ha avuto certo il tempo di scrivere articoli sulle questioni di campo. Ora che tutto si è più o meno calmato, eccolo in pole-position per contribuire ad allargare la nostra discussione. Era ora, visto che l'idea del blog è assolutamente di entrambi. Vediamo ciò che pensa sulla partita contro il Chelsea.

Per non perdere contro il Chelsea mi affidavo soprattutto alla cabala. Infatti da quando siamo tornati in Premier, su 12 incontri disputati contro i Blues, 11 erano state le sconfitte ed una sola la vittoria (stagione 2004-05). Ma con tutto quello che di meraviglioso ci è capitato negli ultimi giorni, una sorta di contraccolpo psicologico era da mettere in conto. Premesso che la causa principale della sconfitta odierna sta nel fatto che, una squadra già di per sé più forte di noi ha disputato una grande partita, dico anche che il nostro spregiudicato atteggiamento tattico ha facilitato loro il compito. Un po’ più di accortezza non sarebbe guastata, considerando le troppe novità/incognite schierate in campo. Quali? Robinho e Zabaleta al debutto, Jo e SWP al quasi debutto, i sudamericani rientrati solo ieri pomeriggio dalle fatiche internazionali ed un ambiente in totale e giusta fibrillazione. Già nel primo tempo si è potuto vedere la supremazia a centrocampo dei Blues vanamente contrastato da Kompany e da un Hamann molto meno incisivo di quello visto nella prima parte della scorsa stagione. Sempre in difficoltà il nostro centrocampo, che certamente avrebbe tratto beneficio ed equilibrio dalla presenza di Gelson, a discapito di uno dei tre trequartisti. Una serena critica a Mark Hughes, probabilmente coinvolto dall’euforia generale. Ci può stare, nessun problema. Se poi aggiungiamo un Micah Richards ancora lontano dalla migliore condizione, un Dunne che di conseguenza diventa un mediocre centrale ed uno Zabaleta che ha pagato per intero lo scotto del debutto e dei diversi ritmi esistenti tra Liga e Premier, ecco ampiamente spiegati i motivi di una chiara ed inevitabile sconfitta. Decisamente insufficiente l’arbitraggio con i suoi collaboratori. Convalidato al Chelsea un gol in fuorigioco, negato ad Anelka un chiaro rigore, espulso senza senso John Terry reo di aver commesso fallo da ultimo uomo, quando ultimo uomo non lo era affatto. Ora però archiviamo immediatamente e serenissimamente questa sconfitta e, pagato lo scotto del “Siamo diventati la squadra più ricca del mondo e ancora non ce ne rendiamo conto”, (ri) partiamo. Perché, sarà pure una frase fatta, ma sono assolutamente convinto che la stagione 2008-09 del City comincia ora. Troppe cose (meravigliose) sono accadute ultimamente per concentrarsi solo sui risultati del campo. E si (ri) parte da una classifica in Premier più che discreta, e con le 3 Coppe tutte da giocare. Organico eccellente, soluzioni tattiche infinite per l’attacco, un po’ meno per il centrocampo. Da oggi il pensiero fisso di società, squadra e tifosi deve essere solo e soltanto rivolto agli obiettivi da raggiungere sul campo con gioco e risultati. Stop ai rumours di mercato, ai giocatori da acquistare, alle vagonate di sterline da spendere. Stop alle parole, via ai fatti.

HART 6 Nessuna prodezza, ma nemmeno colpe sui gol.
ZABALETA 5 Svarioni e confusione. Non è certo questo il neo campione olimpico.
DUNNE 5 Senza il miglior Micah è un costante incubo. In occasione del terzo gol, Anelka gli mangia tre metri in un baleno e fulmina Hart.
RICHARDS 6 Attendo con ansia il Micah della passata stagione prima dell’infortunio.
BALL 6 Al momento non è certo lui il problema.
KOMPANY 6 Spesso in affanno, ma senza particolari colpe. Il centrocampo del Chelsea è troppo più compatto.
HAMANN 5,5 Spero di ritrovare al più presto quello straordinario ruba-palloni della stagione scorsa.
SWP 6,5 Buona partita, disorienta spesso i suoi ex compagni con repentini cambi di velocità.
IRELAND 6,5 Un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni, ma oggi l’avversario era tremendamente più consistente.
ROBINHO 6,5 Che emozione vederlo con la nostra maglia, che emozione il suo gol. Credo che ci farà divertire tanto tanto.
JO 6 E’ un bel giocatore, molto tecnico nonostante la sua stazza. Non so se farà tanti gol però. La sua caratteristica di svariare a destra e a sinistra lo sfianca riducendone la lucidità sotto porta.

13.9.08

EPL 4 - CITY 1-3 CHELSEA


Onore al Chelsea. La squadra londinese ha vinto con merito ad Eastlands ma mi sento di dover fare grandi complimenti al nostro City. La partita è stata bellissima, giocata per almeno un’ora su ritmi molto alti e noi, pur soffrendo moltissimo l’organizzazione di gioco e la notevole qualità tecnica dei blues di SW6, siamo stati all’altezza della situazione. Non dimentichiamoci che questa è la squadra che ha perso quattro mesi fa una finale di Champions’ League ai rigori nel modo che sappiamo, non potevamo certo pretendere di aver già raggiunto quel livello. Forse con il senno di poi possiamo riflettere sul modulo di gioco con il quale Hughes ha deciso di affrontare il team di Stamford Bridge: schierare SWP, Robinho e Jo era da un lato inevitabile ma dall’altro ci ha esposti notevolmente alle incursioni ed ai fraseggi della squadra di Scolari. La chiave del match è stata il centrocampo: noi con Hamann e Kompany al centro ed Ireland e SWP più avanzati mentre il tecnico portoghese ha messo Deco, Lampard e Mikel al centro con Malouda e Joe Cole a far da pendolo a seconda delle fasi di gioco. Ahimé Deco è un grande giocatore: bravo per quanto antipatico. I nostri due centrali in particolare hanno sofferto tantissimo la forza fisica, l’organizzazione e la qualità tecnica degli avversari mentre SWP e Ireland pur facendosi notare per corsa e precisione nei passaggi non sono stati così efficaci in fase di non possesso. Troppo spesso ci siamo fatti sorprendere dai break dei loro centrocampisti perché Didi e Vincent hanno corso tantissimo a vuoto. I difensori sono andati spesso in difficoltà ma la colpa non è soltanto loro. Nonostante questo, siamo stati in partita per tutto il primo tempo, concedendo varie occasioni ma anche creandone. Dopo un avvio a ritmi supersonici, al 13 minuto la prima svolta del match: come nelle favole più belle, Robinho ha trasformato in rete una punizione di prima, concessa giustamente per un fallo di Carvalho su Jo. Sembrava scritto: il funambolo brasiliano ha giocato un bel primo tempo nonostante la stanchezza della settimana in nazionale ma probabilmente ha sentito molto la partita psicologicamente perché ha cercato di strafare esagerando con i doppi passi ed altre prelibatezze tecniche, bellissime ma poco efficaci. Al suo fianco Jo ha giocato una partita più concreta, prendendo di testa tutte le palle lanciate in avanti, svariando continuamente sul fronte d’attacco, scambiandosi la posizione con il compagno di Selecao e con SWP. I tre promettono di fare faville in futuro: s’intendono alla grande tecnicamente e, migliorata la condizione, costituiscono una sorta di tridente dei sogni, a patto che Sparky trovi il modo di supportare tatticamente i tre non sbilanciando troppo l’equilibrio necessario. Jo in particolare mi ricorda molto Kanu sia per l’altezza che per le movenze. Per quanto riguarda l’altro debuttante Pablo Zabaleta si può dire che abbia faticato da morire per tutti i novanta minuti. Spesso l’argentino si è trovato da solo a fronteggiare Ashley Cole, Malouda ed alcuni spunti di Anelka sulla sua fascia proprio perché la posizione avanzata di SWP non è stata sufficientemente coperta dai due centrali di centrocampo, presi com’erano nel fronteggiare Mikel, Lampard e Deco.
Il Chelsea ha pareggiato con Ricardo Carvalho quattro minuti dopo il nostro vantaggio: il difensore portoghese ha sfruttato un rimpallo in area di rigore ma, nonostante il chiaro off-side di Joe Cole, è stato lasciato troppo solo dai nostri. La fine della prima parte ha lasciato l’impressione che il City fosse stato all’altezza ma che il Chelsea fosse in controllo tattico della contesa.


Purtroppo questa sensazione ha trovato un senso nella ripresa quando i londoners hanno siglato il 2-1 con Frankie Lampard al termine di una spettacolare azione di rimessa (viziata a mio avviso da un fallo ad entrata a gamba tesa su Kompany) e quando l’ex Anelka ha realizzato il 3-1 prendendo tre metri in un secondo a Richard Dunne, obiettivamente non all’altezza di una squadra con le nostre ambizioni, tanto più ora che il fenomeno Micah Richards non è al massimo della condizione. Lì la partita si è praticamente conclusa nonostante l’apprezzabile sforzo dei giocatori ed il supporto del pubblico. Registriamo un buon arbitraggio nonostante qualche grave errore singolo (due reti londinesi viziate da falli, City graziato su un solare fallo di Micah in area su Anelka e Chelsea bastonato per l’incredibile ed inesistente espulsione di John Terry) perché il metro è stato molto britannico, con poche stupide interruzioni per falli veniali. Sono disposto ad accettare sviste da parte della terna se il metro è uniforme e la continuità del gioco non viene compromessa.
Domani purtroppo sentiremo stupidi commenti sul fatto che gli arabi non possono comprare tutto e che comunque il Chelsea si è dimostrato ancora più forte. Ovviamente è così, vorrei vedere. Loro sono già squadra, noi ancora non lo siamo ma abbiamo un incredibile gruppo di giovani di talento e con la giusta pazienza ed il giusto inserimento in futuro di altri grandi giocatori saremo protagonisti.
Un’ultima annotazione: nella telecronaca di Nicola Roggero si è visto subito il cambio di rotta: da quando siamo stati acquisiti dallo sceicco Mansour il “giornalista” ha speso molto del suo tempo a coprire di elogi i nostri ragazzi ed il nostro ambiente. Non fidiamoci, è solo che ora andiamo di moda….

HART 6 –Nulla ha potuto sui gol.
ZABALETA 5 – In grande difficoltà al debutto, comunque stanco.
RICHARDS 6 – E’ il nostro riferimento in difesa, anche se non è al meglio.
DUNNE 5 – Non ha sfigurato ma il terzo gol del Chelsea...
BALL 6 – Il Chelsea ha sfondato sulla nostra destra, non dalla sua parte.
SWP 6 – Media-voto tra gioco offensivo e difensivo. Bentornato comunque!
HAMANN 6 – Ha fatto quel che ha potuto.
KOMPANY 6 – Vedi Hamann.
IRELAND 6 – Meno brillante che in altre occasioni ma positivo.
ROBINHO 6 – Grande gol, bel primo tempo, molto calato nella ripresa.
JO 7 – Per me il migliore.
GELSON sv
STURRIDGE sv

Man City: Hart, Zabaleta, Richards, Dunne, Michael Ball (Sturridge 84), Wright-Phillips, Hamann (Gelson 61), Kompany, Ireland, Robinho, Jo. Subs Not Used: Schmeichel, Elano, Garrido, Evans, Ben-Haim.
Goals: Robinho 13.
Chelsea: Cech, Bosingwa, Terry, Carvalho, Ashley Cole, Obi, Lampard, Deco, Joe Cole (Belletti 70), Anelka (Alex 79), Malouda (Drogba 70). Subs Not Used: Hilario, Ivanovic, Bridge, Kalou.
Sent Off: Terry (77).
Booked: Obi.
Goals: Carvalho 16, Lampard 53, Anelka 69.
Att: 47,331
Ref: Mark Halsey (Lancashire).

12.9.08

CARICA RAGAZZI!


Finalmente! Dopo i dieci giorni più vibranti, divertenti e sconvolgenti degli ultimi anni, torniamo a giocare! Nessuno di noi avrebbe potuto immaginare, al termine della bellissima vittoria di Sunderland uno sviluppo del genere. Sono arrivati gli arabi – a proposito il completamento dell’acquisto del club è in dirittura d’arrivo – e si sono presentati con Robinho nell’ultima ora di mercato. In più hanno promesso di rendere il City il club più grande d’Europa. Sono giorni che non si parla d’altro. Lo sceicco Mansour, vero proprietario del club, non ha gradito l’approccio mediatico del Dr. Al-Fahim mettendo addirittura in dubbio la sua presenza nel board di prossima costituzione. Vedremo nelle prossime settimane.
Intanto torniamo sulla terra: domani si gioca! Ospitiamo ad Eastlands il Chelsea di Felipe Scolari. Già ribattezzato come il “clash of the cash” il match promette scintille: noi abbiamo vinto alla grande due partite su tre, il Chelsea ci sopravanza di un punto nelle parti alte della classifica. Siamo andati a riprendere il quartetto sudamericano con un jet privato – Jo, Robinho, Elano e Zabaleta – per consentire ai ragazzi riposo ed allenamenti in più. Sarà durissima. Abbiamo grandi aspettative e grande pressione. La squadra dovrà probabilmente fare a meno di Michael Johnson ed anche Micah Richards è in dubbio; Martin Petrov non è convocato mentre Robinho e Zabaleta sono destinati a giocare una porzione di partita. Una sola considerazione: abbiamo intrapreso un percorso verso la gloria e non sappiamo quanto sarà lungo. Cerchiamo di non esaltarci troppo in caso di vittoria né di deprimerci nel caso andasse male. Lasciamo che Sparky metta il suo marchio nel nostro futuro in campo. Mi piace molto, il nostro manager. Sono certo che siamo in buone – anzi, ottime – mani.
Benvenuto Chelsea, questo è il City of Manchester Stadium!

11.9.08

CHELSEA F.C


Sabato ad Eastlands grande scontro con il Chelsea Football Club. Ecco le statistiche complessive:

Partite giocate: 135

Vittorie City: 42

Pareggi: 36

Vittorie Chelsea: 57

Gol fatti: 168

Gol subiti: 195

Vittoria più larga in casa: 6-2 [26/11/1977]

Vittoria più larga in trasferta: 4-1 [16/9/1978]

Sconfitta più larga in casa: 1-4 [3/5/1933; 1/10/1966]

Sconfitta più larga in trasferta: 0-6 [27/10/2007]

Affluenza più alta in casa: 53.322 [18/3/1972]

Affluenza più alta in trasferta: 68.000 [23/3/1986 FMC Final at Wembley]

Affluenza più bassa in casa: 6.402 [16/12/1987]

Affluenza più bassa in trasferta: 3.600 [30/4/1924]

10.9.08

2008|09: JO e ROBINHO



Non si commentano, si amano. Se escludiamo SWP, vero e proprio idolo ed autentica icona del club, sono i due verde-oro a farci sognare. In particolare chiedo una cosa a Robinho: metti a tacere tutti i deficienti che si sono permessi di aprire bocca sulla tua scelta….dai grandi a cui possiamo perdonare un po’ di demenza senile come Pelè……ai mediocri come Deco che si è preso la briga di parlar male due volte del City in pochi mesi, prima per la storia di Ronaldinho ed ora per te…..

2008|09: L'ATTACCO



Ho volutamente inserito alcuni centrocampisti d’attacco in questa sezione. A parte gli impresentabili Nery Castillo e Felipe Caceido a cui rendo il massimo rispetto ma che, fino a prova contraria, non considero giocatori sui quali fare affidamento; a parte il grande Valeri Bojinov, record man degli infortuni gravi e che rivedremo chissà quando, a supporto delle punte troviamo Elano Blumer. Certo, non è una punta vera e propria ma nella costante adozione di un modulo ad una punta centrale il brasiliano è il raccordo tra centrocampo e punta. Partenza memorabile la scorsa stagione (indimenticabile l’eurogol su punizione contro il Newcastle ad Eastlands) ma lenta ed inesorabile involuzione da gennaio in poi. Qual è il vero Elano? Potenzialmente è un crack, è partito bene (ad oggi è capocannoniere!) ma deve trovare continuità. Mwaruwari Benjani è stato acquistato a fine gennaio da SGE, ha impallinato il Salford United nella vittoria leggendaria ad Old Trafford di febbraio ma poi ha stentato a trovare la via della rete. E’ un giocatore molto fisico, credo che ne avremo bisogno. Assicura respiro alla squadra nelle fasi di difficoltà e rappresenta tatticamente un importante punto di riferimento. Darius Vassell è un giocatore di grande esperienza ma non ha certamente il talento che noi oggi ci aspettiamo da un giocatore del City! Non segna molto e non incide mai troppo. Non credo che durerà a lungo, ad Eastlands. Attendiamo invece grandi progressi dai due talentini dell’Academy (oh, ma quanto lavora bene Jim Cassell!!!!) e cioè Ched Evans e Daniel Sturridge. Che Dio li benedica. Pare che il Chelsea voglia Sturridge: non credo che lo avrà!

2008|09: IL CENTROCAMPO



A mio avviso il reparto più forte. Gioventù, esperienza, classe, tecnica, senso del gol, velocità, resistenza fisica. Abbiamo tutto. Cominciamo dalla fascia destra….beh! SWP, Shaun Wright Phillips! Altro da aggiungere? Al di là dell’affetto, un fenomeno e non credo di esagerare. Per motivi misteriosi a Londra non ha trovato la giusta consacrazione che sembrava inevitabile tre anni fa. Oggi abbiamo noi l’opportunità di dargli una vetrina degna del suo talento. Come rincalzo c’è un altro gioiello dell’Academy e cioè Kelvin Etuhu. Grande fisicità, grande corsa, un vero ‘prospetto’ di ala vecchia maniera, come dice Sparky. Deve lavorare ma i numeri ci sono tutti. In più fino ad ora a destra ha dominato il grande Stephen Ireland, giocatore troppo sottovalutato. Ad Eastlands contro gli Hammers ed a Sunderland ha giganteggiato: due assist ad Elano con il West Ham, rete ed altre prelibatezze allo Stadium of Light. La sua grande duttilità unita alla sua sopraffina tecnica lo rendono un giocatore di grande rendimento e grande affidabilità. Al centro rendiamo onore al grande tedesco Didi Hamann, cemento armato del nostro cuore di centrocampo, alla faccia dei “giornalisti” di Sky, sempre pronti a mortificarlo con considerazioni stupide e cattive sulla sua scorrettezza, magari dopo aver magnificato l’infame Roy Keane! Didi pressa alla grande, assicura un enorme filtro, ha esperienza, è una guida per i più giovani e dà l’esempio. Insostituibile. Sempre al centro Gelson Fernandes sembra non avere da Hughes la stessa stima che aveva da SGE: è molto giovane e credo che dobbiamo dargli la possibilità di crescere vicino agli altri. La scorsa stagione a mio avviso ha dovuto giocare una quantità di partite importanti esagerata, data la giovane età e la necessità di ambientarsi in England. Non sarà un fenomeno ma può essere utile alla causa. Michael Johnson invece ha tutte le caratteristiche giuste per diventarlo, un fenomeno. Si narra che la sua vita notturna non sia proprio da professionista ed oggettivamente mi sono andate di traverso le sue richieste di contratto dopo aver giocato soltanto una trentina di partite in Premier League. E’ un giocatore completo, fortissimo nelle incursioni e nel senso della rete ma deve migliorare tremendamente in fase di non possesso. Se lascia perdere i paragoni assurdi con Colin Bell e si mette a disposizione dello staff tecnico, lavorando e vivendo come un professionista, siamo a cavallo. Vincent Kompany mi è piaciuto subito: che forza, che filtro, che presenza! Certo deve confermarsi ma come hanno scritto Blue e Kuspide è un giovane seguito da tempo dai migliori club europei. Bene, l’abbiamo preso noi! Può giocare anche dietro – anzi è un difensore naturale – ed assicura palle recuperate e buona ‘distribution’. Titolare fisso, per ora. A sinistra c’è il grande, meraviglioso e fenomenale Martin Petrov. Una minaccia continua per gli avversari, una velocità supersonica, una capacità commovente di saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Quest’anno è pure partito bene ritrovando confidenza con il gol. SWP da una parte e Petrov dall’altra: a proposito di wings e calcio vecchia maniera! Bellissimo!

9.9.08

2008|09: LA DIFESA






Abbiamo un’ottima difesa, secondo me. Sia in termini di qualità che di quantità. I giocatori a disposizione consentono al manager Mark Hughes di garantire una buona rotazione dati tutti gli impegni che la squadra – si spera – deve sostenere tra la Premier e le Coppe. Diamo un’occhiata ai vari giocatori, cominciando dai portieri.
Joe Hart si è guadagnato sul campo la riconferma come ‘keeper titolare. La sua giovane età non gli ha impedito di guadagnarsi i pali blues durante la scorsa stagione, nonostante la concorrenza. Si può dire che con Eriksson sia partito come terzo portiere perché sembrava che Isaksson, infortuni a parte, potesse essere il portiere titolare e Kasper Schmeichel gli era stato preferito nella prima parte della stagione. Invece, con prestazioni maiuscole ed un continuo miglioramento, Sir Joe si è meritato la conferma. Il citato Kasper Schmeichel si è lamentato tutta l’estate ed ha chiesto ripetutamente la cessione. Il bimbo, evidentemente mal consigliato ed è strano a dirsi dato il cognome che porta, non ha forse la necessaria umiltà per rimettersi in gioco dopo aver perso il posto con Eriksson. Come secondo portiere è ottimo, a patto che si tranquillizzi. Sparky ha tentato di acquistare un portiere d’esperienza ed aveva pensato a Brad Friedel ma il trentasettenne americano si è poi accasato a Villa Park. Questo è un po’ il punto interrogativo della difesa: abbiamo due portieri giovanissimi ma manchiamo d’esperienza.
Passiamo alla linea difensiva: a destra è stato ceduto il croato Vedran Corluka nonostante la bellissima stagione scorsa. Mi pare chiaro che non fosse nelle grazie di Sparky altrimenti una sua cessione non sarebbe stata possibile. Al suo posto è arrivato l’argentino Pablo Zabaleta dall’Español di Barcelona. Fresco campione olimpico, Zabaleta è stato nelle mire di SGE per lungo tempo. Se ne parla benissimo, speriamo che sia all’altezza di Corluka e che si ambienti bene come il croato. A coprire Zabaleta troviamo Nedum Onuoha, ennesimo prodotto del vivaio ed il mitico (!) Danny Mills. Disponiamo sulla fascia quindi di corsa, tecnica, forza fisica e cattiveria, senza dimenticare che anche Micah Richards può ben adattarsi su quella fascia, visto che la ricopre spesso in Nazionale! Al centro il citato fenomeno MR rappresenta uno dei punti di forza della squadra. Tecnico, forte fisicamente, eccezionale nello stacco, veloce come un ghepardo…insomma…uno dei più forti difensori d’Europa! Accanto a lui il capitano da me mai troppo amato Richard Dunne. L’irlandese garantisce un buon rendimento, papere a parte. Sappiamo tutti che 1/2/3 regali all’anno da parte di Dunnie sono garantiti: speriamo si contenga. Come terzo centrale possibile abbiamo preso dal Chelsea Tal Ben Haim. Dopo aver fatto benissimo con il Bolton si è un po’ involuto a Stamford Bridge ma quanti giocatori hanno perso smalto a SW6! E’partito molto bene, con grande sicurezza e tenacia. Ottimo acquisto. A completare il quadro Glauber Berti, brasiliano che personalmente non conosco. In omaggio alla duttilità tanto richiamata ed invocata da Hughes non dimentichiamoci che disponiamo anche di Vincent Kompany, difensore centrale talmente versatile da essere oggi un perno del nostro centrocampo ma che all’occorrenza può essere schierato dietro con grande tranquillità! A sinistra manteniamo il punto debole del reparto arretrato: dopo un ottimo inizio il basco Javier Garrido si è perso l’anno scorso (ma è giovane e quindi possiamo sperare in una crescita) mentre Michael Ball è un buon giocatore di Premier, esperto ma mai troppo continuo e, secondo me, non troppo affidabile a grandi livelli. Credo che a gennaio potremmo vedere qualcuno di nuovo sulla left back.

ACADEMY

Questa pagina è dedicata alla stagione della nostra meravigliosa Academy, vincitrice la scorsa stagione della F.A. Youth Cup. L'Academy partecipa alla Premier Academy League ed è inserita nel girone C. Ci sono quattro gironi composti da 10 squadre cadauno. Ogni team gioca due volte con le squadre del proprio girone ed altre 10 partite contro squadre di altri gruppi per un totale di 28 partite. La vincente di ogni girone si qualifica per la semifinale dei play-off. In caso di vittoria nel girone C noi giocheremmo contro la vincente del girone D. Potete accedere a questa pagina, costantemente aggiornata, direttamente dal link della colonna sinistra "Academy"

Here's the fixtures:

23/08 - TOTTENHAM A 3:3
30/08 - LEICESTER H 4:1
06/09 - HUDDERSFIELD H 2:2
13/09 - MID'BROUGH A 9:2
20/09 - BARNSLEY A 6:1
27/09 - EVERTON H 1:0
04/10 - BOLTON A 2:1
11/10 - WBA H 2:1
18/10 - STOKE CITY H 3:1
01/11 - BLACKBURN A 8:0
08/11 - LIVERPOOL H 4:1
15/11 - CREWE AL. A 4:2
22/11 - WOLVES H 1:1
02/12 - SWANSEA CITY A 3:0 [F.A Youth Cup]
06/12 - MAN UNITED A 2:0
14/01 - PORTSMOUTH A 1:0
17/01 - BLACKBURN H [FA Cup Youth Cup] 2:0
24/01 - LIVERPOOL A 1:1
31/01 - CREWE AL. H 4:3
04/02 - NEWCASTLE UTD H [FA Cup Youth Cup] 4:2
14/02 - MAN UNITED H 1:0
21/02 - EVERTON A 3:1
07/03 - NORWICH CITY H [FA Cup Youth Cup]
14/03 - WBA A
21/03 - DERBY COUNTY H
28/03 - SHEFF UTD A
18/04 - SHEFF WED H
25/04 - NOTT'M FOREST A
02/05 - LEEDS UTD H

7.9.08

CANDIDO CANNAVO' IS A BLUE!

Sono piuttosto sorpreso ma la Gazzetta dello Sport ha pubblicato la mia lettera indirizzata a Candido Cannavò! Come vedete dalla risposta, Cannavò accetta i nostri rilievi e si dice disposto a seguire i blues con simpatia! Uno spettacolo, no? Piccola nota personale: la data è quella del mio compleanno!

5.9.08

RESERVES

In questa pagina si potrà seguire la stagione della squadra riserve, partita dopo partita. Basterà cliccare nel link accanto a sinistra "Reserves"

PREMIER LEAGUE RESERVES NORTH
SEASON 2008/09

02/09 - Wigan Athletic H 3:2 - Ball, Ramsey, Poole
16/09 - Everton A 0:1
30/09 - Hull City A 4:1 - Poole, Ball, Marshall, Daly
07/10 - Liverpool H 1:0 Sturridge
21/10 - Manchester United H 0-3
03/11 - Liverpool A 2:1 Marshall, Benjani
13/11 - Sunderland A 0:2
18/11 - Bolton H 2:1 Mc Donald, Mc Dermott
24/11 - Blackburn Rovers A 1:0 Weiss
09/12 - Middlesbrough H 3:1 Ball, Marshall, Clayton
20/01 - Wigan Athletic A 1:2 Ball
27/01 - Newcastle Utd H 3:0 Marshall, Daly, Weiss
17/02 - Hull City H 1:2
26/02 - Manchester United A
04/03 - Bury H [Senior Cup]
26/02 - Manchester United H [Senior Cup]
18/03 - Bolton A
24/03 - Blackburn Rovers H
06/04 - Newcastle United A
14/04 - Sunderland H
21/04 - Middlesbrough A
28/04 - Everton H

LETTERA ALLA GAZZETTA

Dopo aver letto che Candido Cannavò ci ha definiti un club di seconda scelta mi sono preso la briga di inviargli la seguente lettera. Non credo ovviamente che sarà pubblicata dall Rosea ma mi va di condividerla con gli amici blues. Eccola.

Egregio Direttor Cannavò,
premetto che nutro nei suoi confronti una sincera stima personale e professionale. Mi permetto però di dissentire completamente da una Sua considerazione pubblicata sulla Gazzetta del 4 settembre a proposito della squadra per la quale faccio il tifo da anni: il Manchester City Football Club, da Lei definito, a mio avviso in modo inopportuno, un club di seconda scelta.
Purtroppo nel mondo del calcio la grandezza di un club ha un solo criterio di definizione: il palmares. Chi vince tanto è un club di prima scelta, chi non vince di seconda, terza etc. Mi rendo conto che la bacheca sia molto importante ma non è l’unico modo di definire l’importanza di una squadra. Il Manchester City rappresenta una delle città più grandi ed importanti d’Inghilterra, ha un palmares comunque di tutto rispetto - 2 titoli, 4 Coppe d’Inghilterra, 2 Coppe di Lega, 1 Coppa delle Coppe - un pubblico eccezionale che va in massa allo stadio (40.000 spettatori tutte le partite) e che non hai mai mollato nei momenti difficili portando 30.000 supporter di media l’anno della Second Division (equivalente della nostra C1), uno stadio meraviglioso (il City of Manchester Stadium, teatro dell’ultima finale di Coppa Uefa) e migliaia di tifosi sparsi per il mondo. Questo è un club di seconda scelta? Anzi, in un mondo in cui tutto si misura a titoli e coppe, avere un seguito del genere con un palmares meno ricco di tanti altri prova esattamente il contrario. Purtroppo anche i giornalisti concorrono a nutrire questo principio errato per il quale in Europa esistono 8/10 club importanti e basta. A proposito: in questo frangente leggo articoli di grande venatura comica nei quali si grida l’allarme per i ricchi sceicchi arabi che comprando il City rovinano la purezza del calcio inquinando i veri valori dello sport! Incredibile! Mi piacerebbe chiederLe se per caso i club di prima scelta non abbiano beneficiato dell’elargizione di denaro profusa dai propri facoltosi proprietari per portare a casa i trofei. Qual è la differenza tra i proprietari di Real Madrid, Barcelona, Chelsea, Manchester United, Milan, Inter, Juventus, Bayern Monaco e gli arabi del City? Solo una: lo sceicco Mansour è soltanto molto più ricco degli altri!
La lascio con una piccola provocazione: se, come mi auguro, il City vincerà i trofei che noi tifosi meritiamo nel giro di breve tempo, si ricordi che non diventerà un club di prima scelta in quel momento…lo è sempre stato.
Con sincera ammirazione ed immutata stima

4.9.08

MA QUALE CRISI DI IDENTITA'!!!


Alla luce degli ultimi eventi, a proposito della nostra identità ho letto dal forum mancityfans.net questo topic e mi interessa postarlo qui e commentarlo:

Speriamo di non perderla. Speriamo di rimanere un club familiare, con prezzi giusti, una solida base di tifosi affezionati, nessun turista dalla Cina e dal Brasile. Spero anche che Hughes non prenda giocatori per il gusto di farlo. Certo, potremmo prendere Messi, Gerrard, Fabregas etc. ma non voglio diventare una multinazionale piena di stranieri come il Chelsea. O come i fottuti Harlem Globe Trotters. Voglio giocatori per i quali il City rappresenti qualcosa. Mi piacerebbe ancora prendere il meglio dei giocatori giovani britannici e dare loro l’opportunità di crescere. Al momento abbiamo un grande equilibrio: metà stranieri, metà britannici. Non voglio che acquistiamo giocatori di cui non abbiamo bisogno. Già giocatori come Benjani, Vassell, forse Bojinov, Onuoha sono virtualmente partiti (da gennaio almeno): non sarebbe una tragedia ma sento che stiamo perdendo qualcosa. Il nucleo giovane britannico della squadra deve restare: Hart, Richards, Johnson, Ireland (in realtà è irlandese ndr), SWP, Sturridge, Evans sono fondamentali per noi. Speriamo di continuare così. Chris

Leggendo in questi giorni praticamente qualsiasi riga venga scritta nel mondo sul nostro City, mi sono imbattuto anche e soprattutto nei forum di tifosi. L’opinione di noi tifosi mi interessa infinitamente di più di quella di giornalisti spesso invidiosi ed acidi (sull’argomento torneremo….). Questo messaggio rappresenta una parte di supporter un po’ storditi dall’arrivo degli sceicchi e che temono una perdita di identità del club, quasi una perdita di senso mi verrebbe da dire. Facciamo due considerazioni?
Il calcio “vecchia maniera”, il vecchio football non esiste più da tempo. Morto e sepolto. Il calcio con presidenti locali, con le maglie di lana numerate dall’1 all’11, con calciatori bandiera, con i tifosi allo stadio e solo allo stadio, il calcio senza TV, senza internet, senza you tube, senza niente, con le pubblicità degli artigiani sui pannelli dello stadio, tanto criticate da Garry Cook, non c’è più. Tutti d’accordo vero? Al di là dei gusti, è così per tutti se è vero che anche il tanto decantato Athletic Bilbao, ultimo baluardo di un calcio d’altri tempi, ha ceduto mettendo per due miseri milioni di euro annui lo sponsor sulla maglia! Ovviamente io preferivo il calcio anni 70/80 come molti di noi ma non è questo il punto. Le cose sono cambiate.
Che vogliamo fare? Abbiamo due possibilità: non seguire più il calcio oppure continuare a farlo. Non seguire più il City oppure continuare a farlo. Inutile dire quale sia la scelta di chi scrive ma anche di chi legge queste righe. Allora parliamone di questa sacra identità! Per me la nostra identità è rappresentata dal nostro fortissimo radicamento nella città di Manchester, dal nostro orgoglio di rappresentarla in giro per il mondo, dal nostro pubblico – fedele, testardo, cocciuto, inimitabile – dalla conoscenza delle nostre origini, dalla conoscenza della nostra storia, da Maine Road, da Blue Moon, dalla Moss Side, dai nostri idoli e dunque da Billy Meredith e Shaun Goater, da Roy Paul e Colin Bell, da Paul Dickov e Bert Trautmann, da Mike Doyle e Niall Quinn, da Joe Mercer e Malcolm Allison e quanti potrei ancora nominarne! Noi siamo Manchester, che piaccia o meno ai giornalisti di Sky. Lo United è un club pieno di trofei in bacheca ma davvero in città l’amore è pressoché a senso unico. Questo è. Potrà piacere o meno, potrà interessare o meno ma è così. Dice: ma ora i nuovi proprietari vogliono portare solo stranieri e pensare solo alla pubblicità ed al guadagno. Ma perché…i vecchi patron dell’era più recente come Francis Lee, David Bernstein e John Wardle erano così diversi, al di là dei risultati più o meno convincenti? Volevano forse rimetterci denaro per il gusto di farlo? Certo, portavano meno stranieri perché il calcio era diverso ma comunque sempre di più sono arrivati strangers, o no? Che differenza c’è tra acquistare Mikhail Kavelashvili o portare a casa Robinho? Tra prendere Kakhaber Tskhadadze o Martin Petrov? La differenza è che i primi sono dei mediocri mentre i secondi sono fenomenali! Ecco la differenza. Poi forse questi presidenti amavano il club più del Dr. Sulaiman Al-Fahim ma ahimé ciò non ha prodotto molto di buono. Dice: sì, ma ora arrivano i giapponesi allo stadio con le macchine fotografiche. E cinque anni fa non era così? Ora che la Premier League è un global brand è inevitabile. Dice: Sì, ma così si distrugge la Academy. Non sono d’accordo affatto: se un giocatore è bravo come Richards sarà titolare anche con gli sceicchi altrimenti lo presteremo in giro in attesa che diventi bravo ed alzi il livello qualitativo della nostra squadra! Sceglieremo i giocatori più funzionali al progetto che è quello – finalmente – di vincere.
Temo che il vero problema sia un altro: forse ci sono generazioni di citizens che considerano la sofferenza e la sconfitta come parti integranti della nostra identità? Ho paura che sia davvero così ed io mi ribello completamente! Abbiamo avuto problemi di tutti i generi negli ultimi fottuti 30 anni ma non è detto che dobbiamo prenderla in quel posto a vita, guardando gli altri gioire! Io voglio che il City vinca, altrimenti cosa tifo a fare?!?!?!? Ci siamo sempre stati e sempre ci saremo, indipendentemente dai risultati. Ma se vinciamo è meglio! Dopo anni di tragicomiche stagioni! Basta! Ora cambiamo la storia!!! Ce lo meritiamo!!! Tanto se poi dovesse capitare di fallire, non c’è problema: ci faremo inserire nella Blue Square Football Conference ed andremo a spulciare le cartine geografiche per sapere dove diavolo stia il Plainmoor, stadio del Torquay United, dove perderemo la prima di campionato senza dare un tiro in porta…..CITY TIL I DIE!

2.9.08

PERFECT 10


Ed ecco le prime parole del nuovo idolo Robinho al sito ufficiale mcfc.co.uk rilasciate dopo l'incontro con Sparky al City of Manchester Stadium: "Il City è un grande club, ha già una bella squadra ed i piani futuri mi hanno convinto che venire qui sia la scelta giusta per la mia carriera". Dopo aver appreso che centinaia di supporters sono usciti dal Citystore con la maglietta n°10, ha aggiunto: "Sono felicissimo e spero di segnare tanti gol per loro. Giocherò al fianco di Jo ed Elano, giocatori bravissimi che conosco bene. Ho parlato anche con il manager, so che è stato un attaccante fenomenale ed insieme a lui voglio vincere la Premier League. Sono qui per questo!".
BENVENUTO, ROBINHO!

ROCK'N'ROLL STAR


Non riesco a smettere di ridere. Ci provo da qualche ora ma senza successo. Avremo modo di discutere le scelte tecniche, le tattiche, i moduli di gioco e le speranze di raggiungere già questa stagione un benedetto posto in Champions' League. Ma ora non è il momento. Ora è il momento di gustare le conseguenze e l'impatto mediatico dell'arrivo degli Emirati Arabi sulla sponda blue di Manchester. Per anni siamo stati considerati la seconda squadra di Manchester. Per anni abbiamo dovuto specificare che eravamo tifosi del Manchester City. Che non ci piaceva sentire il nome Manchester in riferimento allo United. Abbiamo sofferto le pene dell'inferno. Siamo retrocessi nel 1995/96 per differenza reti all'ultima giornata con il manager di allora, Alan Ball, che negli ultimi minuti della gara casalinga contro il Liverpool, sul 2-2, pregava i suoi giocatori di far girare la palla perché sarebbe bastato un pareggio per restare su mentre invece avevamo assoluto bisogno di un altra rete per salvare la pelle. Abbiamo visto il cosiddetto terzo gradino del calcio inglese. Abbiamo amato questo leggendario club sopportando sconfitte memorabili contro il Mansfield Town in un'oscura serata di AutoWindscreen Shield davanti a tremila anime al Maine Road ed un'altra meravigliosa sconfitta nella bellissima cittadina di York, favolosa per le gite ma un po' meno per giocare - e perdere - una partita di calcio. Certo, negli ultimi anni siamo stati relativamente ben abituati: in Premier League da qualche stagione ma sempre all'ombra dei cugini e di mille altre squadre con la metà delle nostre potenzialità. Di pubblico. Di storia. Di fascino. 14 mesi fa il destino è sembrato voltarsi verso di noi con l'arrivo del magnate thailandese Dr. Thaksin Shinawatra che ha promesso mari e monti ma che nel giro di un annetto ha dovuto vendere il club perché inguaiato fino al collo con la giustizia di casa sua. E a chi vende?

Vende ad una vera e propria rockstar! Avete visto le foto? Il Dottor Sulaiman Al-Fahim è un quotatissimo uomo d'affari degli Emirati Arabi Uniti, leader della compagnia immobiliare Hydra Properties ed ha condotto in due settimane la trattativa per acquisire il nostro amato City. Pare che dietro di lui ci sia addirittura la Famiglia Reale degli Emirati Arabi Uniti, la famiglia Al Nahyan, con un patrimonio che si aggira intorno ai 14 bilioni di pounds grazie alla proprietà di fondamentali risorse come il petrolio ed il gas. Conosciuto come il Donald Trump del Golfo (!!!) il nostro nuovo proprietario possiede una fortuna personale di "dieci volte" superiore a quella del russo del Chelsea Roman Abramovic. Come finanziatori di appoggio vengono annoverati dalle cronache alcuni sceicchi tra i quali Mansour bin Zayed Al-Nahyan, cognato del Presidente degli EAU. Tutti innamorati del City! [Ovvio che il loro interesse è commerciale ma a me piace pensarla così...]. Nonostante le trattative per l'acquisizione del club siano in corso attraverso la due diligence il nuovo Dottor Al-Fahim non risparmia dichiarazioni alla stampa come le seguenti:



"Cristiano Ronaldo ha detto che vuole giocare nel club più importante del mondo. A gennaio vedremo se dice sul serio perché offriremo subito £134 milioni per portarlo da noi"



"Vogliamo Fernando Torres e Cesc Fabregas e tutti gli altri migliori giocatori del mondo perché vogliamo vincere tutto ed in pochi anni. I soldi li abbiamo, non sono un problema per noi"



"Diventeremo in breve tempo più importanti del Real Madrid e del Manchester United: il nostro club ha una base di tifosi, una storia, un prestigio incredibili. Ora finalmente ha un grandioso futuro davanti a sé".



Come si fa a non ridere di gusto? Sono già usciti articoli di invidiosi che chiedono di bloccare la vendita dei club inglesi agli stranieri. Certo, come se fossimo i primi. Il fatto è che una proprietà del genere sposta parecchio i rapporti di forza e questo non piace molto al cosiddetto sistema. Chiudo con una nota: parliamo del City, no? Mica possiamo escludere che durante la due diligence non emerga qualche intoppo che blocchi l'acquisizione del club! Ma intanto ci siamo veramente, veramente divertiti...