30.10.08

EPL 10 - BORO 2-0 CITY

Credo che non ci sia molto da dire. Chi si aspettava realmente un cambio di marcia? Penso pochi di noi. Il City è al momento una squadra più che mediocre, incapace di darsi una fisionomia e, peggio, un'identità. Siamo alla quinta sconfitta in dieci partite in Premier e nonostante il talento di alcuni giocatori la "testa" è quella di sempre. Non sono convinto che Hughes stia ottenendo il meglio dalla rosa a disposizione ma la realtà purtroppo è questa. Nella solita intervista post-match il nostro manager si è dilungato parecchio sugli errori dell'arbitro ed in particolar modo sul rigore che, a detta sua, ha cambiato il corso degli eventi. "Se fossimo riusciti a segnare per primi avremmo vinto". Io dico: se mia nonna avesse avuto le palle sarebbe stata un flipper! Non si può sempre andare avanti con i se e con i ma. Non si può scaricare su un errore arbitrale le responsabilità di una gestione ad oggi francamente insufficiente. Ora a Bolton magari riusciremo ad ottenere un risultato positivo per poi ricadere di nuovo: questo accade alle squadre mediocri. A me personalmente non interessa nulla degli obiettivi di Robinho in termini di gol, non interessa per niente parlare degli acquisti di gennaio, non importa della discontinuità. Importa solo lo stato di fatto: guardiamo la classifica e guardiamo il numero di sconfitte. Accettiamo quelle con Chelsea e Liverpool (e ci sarebbe da discutere...) ma con Wigan e Boro? Ed il massacro di Villa Park? Non mi va di commentare la partita di ieri sera, sinceramente. Se qualcuno vuole mandarmi il suo commento lo pubblicherò volentieri. Una nota positiva c'è però: non abbiamo preso otto gol questa volta....

Middlesbrough: Turnbull, Wheater, Riggott, Pogatetz, Taylor, Aliadiere, O'Neil, Digard (Arca 75), Downing (Adam Johnson 83), Sanli, Alves. Subs Not Used: Jones, Emnes, John Johnson, Grounds, Walker.
Booked: O'Neil.
Goals: Alves 53 pen, O'Neil 90.
Man City: Hart, Ben-Haim, Richards, Dunne, Onuoha, Kompany, Wright-Phillips, Ireland, Elano (Fernandes 67), Robinho, Sturridge (Evans 77). Subs Not Used: Schmeichel, Jo, Garrido, Hamann, Berti.
Booked: Kompany, Ireland, Robinho.
Att: 25,731
Ref: Lee Mason (Lancashire).

27.10.08

EPL 9 - CITY 3-0 STOKE


Il City ha battuto lo Stoke City nel pomeriggio di ieri ad Eastlands (3-0) grazie allo show personale del nostro gioiello brasiliano Robinho, autore di una favolosa tripletta davanti all'entusiasta pubblico del City of Manchester Stadium. Credo che ogni vittoria vada accolta bene per ovvi motivi e questa forse più di altre: certo lo Stoke non è il più temibile degli avversari (anche se aveva pareggiato ad Anfield qualche settimana fa) ma i blues hanno bisogno di cominciare a vincere con un minimo di continuità se vogliamo aspirare all'Europa. Le grandi squadre si costruiscono con le vittorie come queste, con la crescita dei piccoli passi ed il City troppe volte ha mancato in passato e nel presente questo obiettivo. Naturalmente occorre ora provare a dare una svolta alla stagione con una striscia di risultati utili consecutivi e di prestazioni all'altezza. Mercoledì abbiamo subito un'occasione a Middlesbrough, speriamo bene.
Non ho visto il match di ieri e quindi non posso addentrarmi nelle pieghe della partita; le considerazioni le faccio sulla base degli articoli letti su internet. Assente Jo per tonsillite, Sparky ha proposto là davanti il suo connazionale Ched Evans e dietro al ragazzino gallese la sua armata di funamboli: SWP, Ireland, Elano al rientro dopo la pausa di Newcastle ed il brasiliano Robinho, vero e proprio match-winner. Forse la necessità di impiegare tutta la classe, la tecnica e la fantasia di cui dispone per vincere, forse per una vera a e propria convinzione tattica, il manager gallese ha accantonato per il momento il modulo più accorto con Didi Hamann in mezzo al campo e ha dato fuoco alle polveri. Lo Stoke è apparso un osso duro fisicamente, specialmente nella prima frazione per poi cadere sotto le magie di Robinho ad inizio ripresa. La partità è stata abbastanza sotto controllo anche se Joe Hart, fresco di rinnovo quinquennale, si è dovuto produrre in almeno due parate decisive su tentativi di Ricardo Fuller dopo un errore incredibile di Ben Haim in fase di disimpegno e di Ryan Shawcross con colpo di testa su angolo. Ora andiamo al Riverside Stadium per affrontare il Boro: spero in una prestazione all'altezza.

I gol.

1-0 al 14': cross di SWP, sponda di Elano per il bimbo Ched Evans, assist del gallese per l'accorrente Robinho che di precisione batte il danese Sorensen.

2-0 al 47': splendida ripartenza del City con SWP che dà l'avvio all'azione, serve il neo entrato Daniel Sturridge (chissà perché Hughes gli preferisce Evans....mistero!), giocata brasiliana del giovane attaccante che serve alla perfezione il taglio di Robinho dentro l'area ed il mago n°10 conclude alla grande nell'angolo alla destra del portiere dello Stoke.

3-0 al 72': altra ripartenza, lancio di Ireland nello spazio aperto, SWP si lancia alla grande e dopo un rimpallo con un difensore la palla arriva ancora a Sturridge che con un magistrale passaggio a testa alta serve Robinho che con un tocco felpato di destro completa la sua prima hat trick portandosi a casa il pallone. Grande azione!

Man City: Hart, Richards, Dunne (Fernandes 76), Ben-Haim, Garrido (Onuoha 70), Wright-Phillips, Ireland, Kompany, Elano, Robinho, Evans (Sturridge 42). Subs Not Used: Schmeichel, Caicedo, Hamann, Berti.
Booked: Kompany.
Stoke: Sorensen, Griffin, Abdoulaye Faye, Shawcross, Higginbotham, Soares (Cresswell 69), Olofinjana, Diao (Whelan 76), Delap, Fuller, Sidibe (Kitson 66).
Subs Not Used: Simonsen, Cort, Amdy Faye, Wilkinson.
Goals: Robinho 14, 47, 72. Att: 44,624
Ref: Steve Tanner (Somerset).

25.10.08

CITY v STOKE PREVIEW

Il City affronta domani pomeriggio lo Stoke City ad Eastlands. Alla squadra biancorossa è legato il bruttissimo ricordo di quel 3 maggio 1998, giorno nel quale i blues di Joy Royle non riuscirono, nonostante la netta vittoria per 5-2, ad evitare la prima e si spera ultima retrocessione del club nel terzo gradino del calcio professionistico inglese e cioè la Second Division, oggi ribattezzata League Two. In quello scontro salvezza all'ultimo sangue, City e Stoke si giocarono la permanenza al termine di un'annata balorda: seguita da migliaia e migliaia di tifosi la squadra riuscì a strapazzare i Potters con una cinquina firmata da una doppietta di Shaun Goater e reti di Dickov, Horlock e Bradbury. Lo Stoke retrocesse ma noi anche perché tre squadre si piazzarono davanti di un misero punticino (Port Vale, Portsmouth e QPR). Quel giorno al Britannia Stadium il nostro manager Joe Royle fece la promessa ai tifosi che saremmo presto risaliti e quella promessa culminò con Wembley l'anno dopo e con la meravigliosa promozione in Premier l'anno dopo. Nel 1997/98 purtroppo finimmo ventiduesimi con soli 48 punti, con ben 11 sconfitte casalinghe a Maine Road.

Domani il match sarà di natura completamente diversa ma c'è comunque un ricordo: il manager attuale dei biancorossi è Tony Pulis, tecnico del Gillingham FC in quel meraviglioso 30 maggio 1999 quando vincemmo la finale dei play off con il miracolo. Hughes vuole vedere la squadra più forte sia fisicamente che mentalmente e per la verità anch'io. Ma è meglio non sbilanciarsi, date le circostanze. Speriamo di portare a casa i tre punti ma non ci giurerei.

Man City v Stoke City
Venue: Eastlands
Date: Sunday, 26 October
Kick-off: 15.00 BST (16 in Italia)

City (from): Hart, Richards, Onuoha, Garrido, Ball, Dunne, Ben Haim, Kompany, Hamann, Elano, Ireland, Wright-Phillips, Jo, Robinho, Schmeichel, Fernandes, Evans, Sturridge, Benjani.

Stoke (from): Sorensen, Griffin, Higginbotham, Faye, Sonko, Shawcross, Olofinjana, Diao, Delap, Soares, Whelan, Faye, Sidibe, Kitson, Creswell, Tonge, Simonsen, Dickinson, Lawrence

22.10.08

ALLEGRIA


Piove sul bagnato: Martin Petrov starà fuori fino a primavera (tradotto in inglese: fino alla prossima stagione visto che in Inghilterra i tempi di recupero si allungano sempre di almeno quattro mesi) a causa del maledetto infortunio al legamento del ginocchio occorsogli durante l'incontro della Bulgaria la scorsa settimana. Nel frattempo ricordiamo che Micah Richards, nell'eroica impresa di recuperare l'incontro di lunedì sera a Newcastle, si è infortunato alla caviglia e stiamo aspettando lumi sulla reale natura del danno. Che dire? Non è il nostro momento....speriamo che passi presto. In bocca al lupo intanto, fenomenale bulgaro: gli italiani malati di City ti sono vicini.

21.10.08

EPL 8 - NEWCASTLE 2-2 CITY


E così abbiamo visto anche questa! Il City peggiore della stagione (e non era facile…) impatta una partita giocata in modo quasi scandaloso al S. James’s Park di Newcastle (2-2) e guadagna un prestigioso decimo posto nella classifica di Premier League 2008/09, dopo otto giornate. Il match di ieri sera, purtroppo in diretta tv, ha mostrato una squadra completamente in balia della propria mediocrità, incapace di imporre il proprio gioco, la propria personalità, la propria forza morale. Mark Hughes non è stato capace finora di presentare una formazione degna di questo nome ed i risultati impietosi sono lì a dimostrarlo. Decimo posto in Premier, eliminazione dalla League Cup per mano del potentissimo Brighton, qualificazione ai limiti del miracoloso in Uefa (leggi: FC Midtjylland) con corollario di prestazioni da sonno contro l’Omonia Nicosia, pur meritevole team di Cipro. Mi sento di dire però che lo “spettacolo” di ieri sera supera tutte le molli esibizioni precedenti. Mi spiego: dopo due sconfitte consecutive siamo saliti al nord con un unico obiettivo e cioè vincere. Davanti a noi una squadra ai limiti della disperazione, societaria e tecnica, con un presidente in fuga, un tecnico attempato chiamato a fare il caretaker manager per tamponare la situazione ed il goleador principe, Michael Owen, in infermeria. Certo non potevamo dare per certa una vittoria, ci mancherebbe, ma al calcio d’inizio le mie (nostre) speranze erano più vive che mai. I primi minuti hanno confermato la sensazione, il City ha fatto ben girare il pallone ed al minuto 13 è arrivata la svolta che doveva cambiare il match: magistrale passaggio filtrante di SWP, taglio di Robinho e fallo dentro l’area da parte di Beye sul brasiliano. Rigore ed espulsione dell’ex giocatore dell’Olympique Marseille. Al di là delle proteste “italiane” del pubblico, il rigore è per me sacrosanto. Robinho si prende la responsabilità e dopo 14 minuti siamo avanti nel punteggio (1-0) e con un uomo in più davanti ad una squadra allo sbando. Cosa fa a quel punto una squadra forte…non dico grande ma semplicemente forte? Gestisce il gioco, aspetta la giusta occasione e chiude i conti. I blues gestiscono il possesso, creando qualcosa in avanti in particolare con una ripartenza a quattro di SWP, Robinho, Jo e Micah Richards che servito proprio dentro l’area ha scaricato addosso a Given il match point. Mancato il colpo del ko, il Newcastle si è rivitalizzato alzando il ritmo ed allentando il nostro dominio territoriale. Dal 30 minuto in poi ci siamo come sciolti, addormentati: puntuale come il destino è arrivato il gol del pareggio (1-1) addirittura di Shola Ameobi che non segnava da 2 anni solari e che ha sfruttato una casuale serie di rimpalli in area comunque propiziati dal pressappochismo leggendario del nostro Capitano (!!!) autore di un rinvio “stanco”, senza nessun nerbo e nessuna voglia di spazzare davvero l’area. 1-1 e fine primo tempo. All’intervallo io e Matteo abbiamo fatto qualche considerazione: al di là dell’oggettivo maggiore equilibrio tattico esibito grazie alla presenza di Didi Hamann al posto di Elano, il nostro problema fondamentale non è tattico ma mentale. In una situazione del genere, totalmente favorevole al di là dell’ambiente ostile di un pubblico pronto a fischiare sonoramente qualsiasi decisione della terna, una squadra con la S maiuscola porta a casa il primo tempo con un vantaggio netto ed inequivocabile. O no? Certo, dicevamo, c’è ancora tutta la ripresa….
Infatti, c’era ancora la ripresa: al rientro in campo, solo una squadra ha mostrato una totale voglia e concentrazione per vincere e non eravamo noi. I magpies ci hanno sovrastato per abnegazione, spirito di sacrificio, voglia, spinta…in una parola: carattere. Noi siamo semplicemente scomparsi dal campo. Questo è semplicemente inaudito ed inaccettabile. Come poteva mancare a quel punto la ciliegina, il ricamo più tradizionale? Angolo di Geremi, minuto 62 ed ennesimo insopportabile vergognoso goffo maledetto autogol del calciatore più impresentabile della storia del mondo: Richard Dunne, sbilenco rinvio, palla nel sette (nostro) e 1-2. Se il City vuole davvero nei prossimi anni provare a competere per vincere deve sbarazzarsi di questo incapace e nefasto giocatore, unico nel panorama mondiale a “garantire” una dote di autogol sicura ad ogni stagione. Dice: che sfortunato che è stato! No. A lui riesce benissimo tutti gli anni o quasi di combinare disastri del genere! Lungi da me dal voler addossare a questo drammatico personaggio tutte le colpe dell’indecorosa prestazione di ieri sera perché tutti (Hughes in testa) ne sono responsabili ma Dunne è francamente inguardabile. Negli ultimi dieci minuti questa banda di miliardari in mutande ha provato a spingere ed ha trovato il pareggio grazie ad un bell’assist di Robinho per Stephen Ireland che con un tiro al volo ha firmato il pari (2-2) a quattro minuti dalla fine. Quanto mai simbolica della nostra mediocrità totale l’esultanza dell’irlandese: invece di recuperare la palla e rimetterla al centro per cercare negli ultimi minuti di vincere, il pelato ha pensato bene di inscenare una specie di balletto contornato da una serie di compagni evidentemente felici per essere riusciti a rimediare un pareggio in una situazione come quella di ieri. Guardate la faccia nelle foto....contenti loro….
PS: Ho tolto il sondaggio sugli obiettivi stagionali: così, per cadere troppo nel ridicolo……

Newcastle: Given, Beye, Taylor, Coloccini, Bassong, Geremi, Guthrie, Butt, Duff, Martins (N'Zogbia 72), Ameobi (Carroll 79). Subs Not Used: Harper, Cacapa, Jose Enrique, Xisco, Edgar.
Sent Off: Beye (12).
Goals: Ameobi 44, Dunne 63 og.
Man City: Hart, Richards (Onuoha 58), Ben-Haim, Dunne, Garrido (Sturridge 83), Wright-Phillips, Kompany, Hamann (Evans 64), Ireland, Jo, Robinho. Subs Not Used: Schmeichel, Elano, Fernandes, Berti.
Booked: Garrido, Kompany.
Goals: Robinho 14 pen, Ireland 86.
Att: 45,908
Ref: Rob Styles (Hampshire).

HART 6 Senza infamia e senza lode.
RICHARDS 6 Ha fatto bene ma ha tolto tatticamente spazio a SWP.
DUNNE 4 Per favore portatelo via.
BEN HAIM 6 Prova ad impostare lui il gioco e non è peggio di altri.
GARRIDO 6 Vedi Hart.
SWP 5 Meno brillante del solito.
HAMANN 6 Fa quello che può.
KOMPANY 6 Anche lui come Hamann.
IRELAND 5 Impalpabile.
ROBINHO 7 Quasi morto ma: espulsione di Beye, gol dell’1-0, assist per il 2-2.
JO 5 Non incide.

HUGHES 5 Il vero nodo è qui: ha la squadra in mano dalla fine di giugno, in ritiro ma non si vede assolutamente nulla, né a livello di gioco né (peggio ancora) a livello di personalità.

17.10.08

NEWCASTLE v CITY PREVIEW

Ciao a tutti! Finalmente si torna in campo dopo la sosta per gli impegni internazionali. Saliamo a Newcastle lunedì sera per il nostro primo "Monday night" della stagione. Purtroppo le partite delle selezioni nazionali hanno lasciato il segno: Martin Petrov ha riportato un danno ai legamenti del ginocchio ed è fuori dalla convocazione di Hughes per il St. James's Park; i tempi di recupero sono da stabilire ma, considerando i tempi biblici con i quali i giocatori nel Regno Unito tornano a disposizione dei manager, non c'è da star allegri. Petrov era già reduce da vari infortuni e probabilmente è stato impiegato troppo con la Bulgaria. Alla sua assenza va aggiunta sicuramente quella di Pablo Zabaleta che sconterà il primo dei tre turni di squalifica dopo l'espulsione per fallo su Xabi Alonso nel match di Eastlands contro il Liverpool. Sparky spera di recuperare Robinho, sostituito da Dunga nel match contro la Colombia per un colpo subito; il manager riflette sui continui stop per le nazionali: "purtroppo l'inizio della stagione è sempre condizionato dai due lunghi stop per le partite delle selezioni nazionali. Ciò non consente di lavorare con i giocatori su un progetto di gioco. Ora possiamo concentrarci e migliorare fino alla fine dell'anno solare. Ci vuole del tempo per costruire una squadra e per far ambientare giocatori che non si conoscono e che vengono da paesi (e stili di gioco) molto differenti tra loro".

Nel Newcastle Utd mancherà Michael Owen che starà fuori una decina di giorni per una contrattura all'inguine. Habib Beye e Jonas Gutierrez faranno il loro rientro in squadra mentre Obafemi Martins ha 50 probabilità su 100 di essere della partita.

Newcastle v Man City
Venue: St James' Park.
Date: Monday, 20 October
Kick-off: 20.00 BST (ore 21 in Italia, diretta su SKY Sport 1)

Newcastle United (from): Given, Harper, Beye, Edgar, Enrique, N’Zogbia, Taylor, Coloccini, Cacapa, Bassong, Tozer, Butt, Guthrie, Geremi, Duff, Jonas, Doninger, Xisco, Ameobi, Donaldson, Ranger, Danquah.

Manchester City (from): Hart, Richards, Dunne, Ben Haim, Garrido, Ball, Wright-Phillips, Ireland, Kompany, Elano, Robinho, Jo, Schmeichel, Fernandes, Hamann, Evans, Sturridge, Etuhu, Glauber

14.10.08

STAGIONE 1947/48

Con la promozione ottenuta nella stagione 1946/47, il City ottenne nuovamente il suo status naturale e cioé quello di club di massima divisione. La tifoseria tornò a stringersi intorno alla squadra, riempiendo Maine Road come nelle migliori tradizioni. Un pubblico da record (71,364) fu testimone del derby contro il Manchester United il 28 settembre 1947. Sfortunatamente la partità finì in parità (0-0) e quando le due squadre si incontrarono per il match di ritorno, il 7 aprile 1948, ben 71,690 tifosi riempirono Old Trafford per assistere ad un altro pareggio, questa volta per 1-1 con rete blue di William Linacre. Nel frattempo il manager Sam Cowan aveva lasciato il club alla fine della stagione precedente per essere sostituito da Jock Thompson che guidò la squadra al decimo posto in campionato nella prima stagione in Prima Divisione dopo la fine della guerra. Thompson rimase in carica per tre anni (1947-50). La stagione 1947/48 non fu certamente memorabile e possiamo considerarla di transizione: in ogni caso fu un tentativo di dare al club una stabilità ad alto livello. Come vedremo l'obiettivo non venne raggiunto perché altri tempi magri erano più o meno alle porte, a Maine Road....

IL NUOVO BOARD

Il City ha annunciato la composizione dello staff dirigenziale nel quadro della nuova proprietà del Principe di Abu Dhabi Sheikh Mansour Bin Zayed Al Nahyan. Come annunciato nelle scorse settimane la società sarà diretta dallo stretto collaboratore ed amico personale del principe Dr. Khaldoon Al Mubarak e dal Presidente Esecutivo Garry Cook. Nel board trova posto anche il consulente della Famiglia Reale di Abu Dhabi Simon Pearce. Nato nell'Essex, Pearce è stato uno dei promotori dell'acquisizione del club per £210 da parte dello Sceicco Mansour e lavorerà accanto all'avvocato Martin L. Edelman. Edelman è un grande esperto di acquisizioni di club sportivi avendo condotto le trattative per l'acquisto della franchigia di Football NFL Miami Dolphins a febbraio 2008. Gli altri due posti sono stati assegnati a Taweesuk Jack Srisumrid (uomo di Thaksin Shinawatra) ed a Victor Restis.

13.10.08

STAGIONE 1946/47

Alla ripresa del calcio dopo la seconda guerra mondiale, il City era ansioso di riguadagnare il proprio status di club di Prima Divisione. La squadra era retrocessa in Seconda Divisione nel 1938, giusto un anno dopo aver conquistato, per la prima volta nella sua storia, il titolo di Campione di Inghilterra! La squadra che si presentò ai nastri di partenza per la stagione 1946/47 suonava piuttosto familiare ai tifosi con giocatori come Frank Swift, Sam Barkas, Les McDowall, Bert Sproston, Alex Herd e Andy Black; purtroppo il leggendario Peter Doherty, autore di ben 30 reti nell’anno del titolo, aveva firmato per il Derby County nel dicembre 1945 per un cifra pari a £7.000. Dopo aver battuto il Leicester City per 3-0 nel match inaugurale della stagione, i Blues persero soltanto due delle prime 12 uscite e tra il 16 novembre 1946 ed il 19 aprile 1947 rimasero imbattuti per ben 22 gare consecutive. Il 3 dicembre 1946 Sam Cowan rimpiazzò Wilf Wild come manager. Wild, che era in carica da 14 anni, era (allora) il manager più vincente della storia del club. I citizen andarono in testa alla Second Division per la prima volta a Capodanno con una superba vittoria (4-0) contro il Fulham. La promozione venne conquistata battendo a Maine Road il Burnley (1-0). Nonostante il tipico spreco di una serie incredibile di punti, il City vinse il titolo con 62 punti, quattro in più del Burnley secondo classificato. L’ultima partita della stagione, giocata il 14 giugno 1947, vide i ragazzi battere il Newport County per 5-1 con il leggendario George Smith autore di tutti i gol blues! Il nazionale gallese Roy Clarke, destinato a diventare un indimenticabile della storia del club, fece il suo debutto in blue proprio in quella partita.
Ecco le prime posizioni della classifica di Second Division 1946/47:

City 62
Burnley 58
Birmingham City 55

7.10.08

CALENDARIO UEFA

Ecco il calendario del Gruppo A di Coppa Uefa. Sono per la verità cambiate rispetto alle prime indiscrezioni. Riposiamo al primo appuntamento e poi quattro partite consecutive:

6 novembre: CITY v TWENTE FC

27 novembre: SCHALKE 04 v CITY

3 dicembre: CITY v PARIS SAINT GERMAIN

18 dicembre: RACING SANTANDER v CITY

SORTEGGIO UEFA


Ecco il sorteggio per i gironi di Coppa Uefa: il City è stato inserito nel Gruppo A insieme a Schalke 04, Paris Saint Germain, FC Twente e Racing Santander. Le partite totali saranno quattro, due in casa e due in trasferta. Le date sono le seguenti: 23 ottobre, 6 novembre, 27 novembre, 3/4 dicembre, 17/18 dicembre. Naturalmente in una di queste il City riposerà.

Il girone è tosto ma molto affascinante. Il City affronterà ad Eastlands lo Schalke 04 ed il Racing Santander mentre renderà visita al PSG ed al Twente allenato da Steve McLaren.

Riportiamo intanto le dichiarazioni di Paul Aldridge, chief operating officer dei blues: "Sono molti i gironi difficili ma credo che noi affronteremo uno dei più duri, incontrando ottime squadre di Spagna, Francia, Germania ed Olanda. Hughes conosce abbastanza bene ognuna delle squadre che andremo ad incontrare e ciò potrà aiutare anche se il compito è arduo".

Al momento il PSG è 11° in Ligue 1, lo Schalke è 5° in Bundesliga, il Santander è 14° nella Liga mentre il Twente è 8° nella Eredivisie olandese.

Uno sguardo agli altri gironi:

GROUP B

Benfica, Olympiacos, Galatasaray, Hertha Berlin, Metalist Kharkiv.

GROUP C

Sevilla, Stuttgart, Sampdoria, Partizan Belgrade, Standard Liege.

GROUP D

Tottenham, Spartak Moscow, Udinese, Dinamo Zagreb, NEC Nijmegen.

GROUP E

AC Milan, Heerenveen, Braga, Portsmouth, Wolfsburg.

GROUP F

Hamburg, Ajax, Slavia Prague, Aston Villa, MSK Zilina.

GROUP G

Valencia, Club Bruges, Rosenborg, FC Copenhagen, St Etienne.

GROUP H

CSKA Moscow, Deportivo La Coruna, Feyenoord, Nancy, Lech Poznan.

6.10.08

EPL 7 - CITY 2-3 LIVERPOOL


Per una volta partiamo dalla fine e cioè dai commenti del manager Mark Hughes al termine di questa partita dannata. Ecco Sparky: “Siamo molto dispiaciuti. E’ una dura lezione. Abbiamo meritato nel corso del match di essere in vantaggio. Abbiamo creato molti problemi ad un ottimo Liverpool. Aspettavamo una loro reazione e abbiamo purtroppo concesso loro di rientrare in partita. L’espulsione di Zabaleta ha cambiato il match: dovevamo cercare di resistere e portare a casa la partita. Già era difficile in parità numerica, figuriamoci in inferiorità ma comunque avevo fiducia nei miei giocatori. Peccato. Non siamo ancora maturi. Ho visto ottimi segnali, soprattutto nel primo tempo e cercheremo di prendere il buono di questa gara e lavorarci sopra. Abbiamo disputato un bella prima frazione ma dobbiamo assolutamente lavorare per cercare di mantenere quel livello per tutti i novanta minuti. Cresceremo molto dopo questa sconfitta”.

Che dire? Ognuno ha visto la partita a suo modo. Io l’ho vista come Hughes. Certo, è la quarta sconfitta in sette gare. Certo, siamo a metà classifica, abbiamo vari problemi di carattere tattico, di amalgama, di esperienza, di equilibrio e non è bello dover riprendere la fiducia avendo davanti un sacco di squadre. Ma io credo sia presto e d’altronde lo scorso anno di questi tempi eravamo tutti euforici per i risultati ma, ricorderete, dubbiosi sul gioco. Oggi i risultati sono nettamente peggiorati ed il gioco non convince molto di più ma io vedo del buono in questa sconfitta. Il primo tempo ha visto i nostri giocatori lottare su ogni pallone contro una delle serie candidate al titolo, dimostrando di saper reggere la pressione, psicologica e fisica della squadra di Rafa Benitez, abituata da anni al vertice e con una solidità che noi ora non possiamo avere. A parte i primi cinque minuti di (nostro) studio, la prima frazione è scivolata via con un City tosto, compatto, veloce nelle ripartenze e disposto a lottare sino all’ultimo. Forse i reds hanno tenuto palla più di noi e creato un paio di occasioni ma noi abbiamo tenuto alto il pressing e denotato un grande spirito di sacrificio in tutti gli uomini in campo. Non si può pensare di non concedere nulla al Liverpool e dunque l’equilibrio delle forze mi ha reso fiducioso. Tutti i nostri giocatori creativi sono stati disposti a rincorrere l’avversario, a muoversi senza palla (diversamente da Wigan domenica scorsa) ed a cercare sempre la soluzione in profondità. Elano in regia protetto da Kompany ha cercato di tessere il gioco ed è evidente che a lui sono state affidate le chiavi del centrocampo. Ireland si è mosso on eleganza duettando in particolare con lo straripante SWP, fresco di chiamata da parte di Fabio Capello in nazionale. Il nostro funambolo è nettamente l’uomo più in forma e continua ad essere un mistero il suo fallimento a Londra: veloce, scattante, con un dribbling baciato dagli dèi e in costante ricerca del tocco a saltare il diretto avversario. A sinistra Robinho è invece palesemente in ombra: è vero che si impegna al massimo ma probabilmente non ha ancora trovato il giusto modo di calarsi nell’ambiente nuovo. Ieri il 10 ha sbagliato tutto il possibile, compreso un incredibile occasione nella ripresa che avrebbe potuto, fuorigioco a parte, consegnarci i tre punti. Davanti Jo in grande abnegazione e movimento ma inevitabilmente mai protagonista sotto porta. Siccome il cuore del gioco è in mezzo al campo la vera questione è la seguente: il City può permettersi di schierare tutti questi calciatori di qualità e trovare nel tempo un equilibrio degno di questo nome? Molti pensano di no (anche tra di noi citizen), per me sì. Oggi il calcio è cambiato: dieci o quindici anni fa, il 4-4-2 ed il rigido equilibrio tattico erano Vangelo; difficilmente una squadra di vertice derogava da questa impostazione. Oggi non è più così: molte squadre schierano un’impressionante elenco di calciatori tecnici, più portati ad offendere che a difendere. Qualcuno ha visto il Barcelona di sabato sera dare sei (sei!) palle all’Atletico Madrid? Xavi, Iniesta, Eto’o, Messi, Gudjonsen vi sembrano giocatori poco offensivi? E’vero che la squadra catalana non ha vinto negli ultimi anni ma è oggettivo che segua un chiaro intento: giocare con tanti calciatori offensivi per un calcio d’attacco e di spettacolo. Che dire del Real Madrid ma anche dello stesso Manchester (Salford) United? I rags non schierano forse Rooney, Ronaldo, Anderson, Berbatov e/o Tevez? Mi sembrano tutti uomini, al di là del ruolo specifico, con una discreta propensione al gioco, no? Ovviamente occorre trovare un equilibrio e queste grandi squadre lo hanno trovato negli anni. Hughes che fa? Cerca di schierare il più possibile tutti i giocatori di qualità a disposizione con il chiaro intento di sfruttare la potenzialità offensiva della rosa. Può sbagliare, certo, e nel prossimo futuro magari cercherà di puntellare la squadra con innesti di centrocampisti moderni, capaci di assicurare qualità ma anche grande forza fisica ed impatto là in mezzo. Al momento potrebbe schierare solo Hamann e probabilmente non lo fa proprio per dare alla squadra una fisionomia marcatamente offensiva. Nella prima frazione ieri tutti i nostri creativi hanno giocato molto bene, secondo me. E’vero che alcuni di loro in questo modo non hanno possibilità di essere pericolosi negli ultimi trenta metri perché correndo qua e là magari perdono lucidità ma sono certo che puntando su questa impostazione, nel corso della stagione, riusciremo ad acquisire equilibrio mantenendo intatta la nostra creatività. Ricordiamo anche le assenze di Petrov, Johnson, Benjani etc. Nel secondo tempo il Liverpool è salito in cattedra, ha gestito il gioco e lì secondo me si è vista la caratura “morale” della grande squadra: non sono andati in bambola ed hanno fatto valere la forza del loro centrocampo d’acciaio con Gerrard, Mascherano e Xabi Alonso. Davanti il Nino e le nostre amnesie difensive hanno fatto il resto. Mi pare ovvio che il nostro centrocampo non abbia retto la foga, l’esperienza e la classe degli avversari, lasciando loro il pallino in modo sconcertante: si poteva fare meglio. Pazienza. Diamo tempo ai giocatori ed al manager, magari cerchiamo di migliorare le nostre carenze a gennaio ma non disperiamoci: quando arriverà la quadratura del cerchio smetteremo di perdere tutte queste partite….

I gol:
1-0 Splendida azione sulla destra, cross di SWP, appoggio di Robinho con l’aiuto di Arbeloa e gran tiro di Stephen Ireland sotto l’incrocio.
2-0 Magistrale punizione di Javier Garrido, proprio nel “sette”, per un fallo dell’ex Riera teso a bloccare lo slalom gigante di SWP.
2-1 Azione sulla fascia destra, cross di Arbeloa, buco in mezzo con Torres che ribadisce in rete. In difesa al centro abbiamo un leggerissimo punto debole ma è il caso di scriverlo tutte le volte?
2-2 Paperona di Joe Hart in uscita e pareggio del Nino Torres.
2-3 Naturalmente chi poteva segnare il gol della vittoria scouser in casa nostra?


Ragazzi, il dibattito è aperto: spero di non beccarmi degli insulti! Spero alla fine della stagione di aver visto giusto e, sono certo, lo sperate anche voi, al di là di come la pensiate.

Man City: Hart, Zabaleta, Dunne, Richards, Garrido, Wright-Phillips, Ireland, Kompany, Elano (Petrov 85), Robinho (Evans 80), Jo (Fernandes 70). Subs Not Used: Schmeichel, Hamann, Ben-Haim, Sturridge.
Sent Off: Zabaleta (67).
Booked: Dunne.
Goals: Ireland 19, Garrido 41.
Liverpool: Reina, Arbeloa, Carragher, Skrtel, Aurelio (Dossena 70), Mascherano (Keane 71), Kuyt, Gerrard, Alonso, Riera (Benayoun 81), Torres. Subs Not Used: Cavalieri, Agger, Babel, Leiva Lucas.
Booked: Arbeloa.
Goals: Torres 55, 73, Kuyt 90.
Att: 47,280
Ref: Peter Walton (Northamptonshire).

3.10.08

UEFA - CITY 2-1 OMONIA


Avanti così: il City ieri sera ha battuto l'Omonia Nicosia (2-1) conquistando l'accesso ai gironi di Coppa Uefa. Certamente non è il più affascinante dei risultati (4-2 complessivo nei due incontri) ma sarà meglio non fare troppo gli schizzinosi in Europa ed il risultato dell'Anorthosis in Champions'League dimostra che ormai anche il calcio cipriota, almeno ai massimi livelli, è competitivo. Elano al terzo della ripresa e SWP hanno siglato le reti della vittoria. Incredibile a dirsi: la partita è stata trasmessa in diretta da Sportitalia. Speriamo che si ricordino di noi anche nei gironi, il cui sorteggio avverrà martedì. Domenica pomeriggio, ad Eastlands, arriva il Liverpool; al proposito come poteva mancare una geniale dichiarazione di Dirk Kuyt a proposito della nostra nuova proprietà? Sapete cosa ha dichiarato l'olandese? "Non parliamo troppo del City e dei nuovi proprietari tra di noi, nello spogliatoio. I soldi non comprano la gloria e quindi è impossibile che qualche nostro grande giocatore, in particolare Gerrard, possa andare a Manchester". Ma qualcuno gli ha mai chiesto nulla, a Kuyt? Anche noi tifosi del City non ci occupiamo troppo di lui, per la verità!

Manchester City: Hart, Zabaleta, Richards, Ben Haim, Garrido, Wright-Phillips, Ireland, Kompany (Hamann 66), Elano, Robinho (Petrov 70), Jo (Evans 67). Subs not used: Schmeichel, Ball, Fernandes, Sturridge.
Booked: Ben Haim 89.
Goals: Elano 48, Wright-Phillips 55.
Omonia Nicosia: Giorgallides, Ndikumana, Wenzel, Pletsch, Zlogar, Kaiafas (Alabi 46), Bangura (Clayton 59), Okkas, Charalambous, Aloneftis, Christofi (Cafu 82). Subs not used: Asprogenis, Maris, Aguirre, Pantic.
Goals: Alabi 78.
Att: 25,304
Ref: Said Ennjimi.