27.2.09

UEFA 16r - CITY 2-1 COPENHAGEN


Una doppietta nella ripresa del sempre più influente Craig Bellamy ci spinge negli ottavi di Coppa Uefa e questo è davvero un gran bel risultato! Soprattutto se pensiamo al fatto di essere l'unico club inglese rimasto in questa coppa e alla figuraccia fatta ad esempio dalle squadre italiane! Hughes ha schierato la migliore formazione possibile in questo momento con l'eccezione di de Jong che non è stato inserito nelle liste Uefa. Già nel primo tempo eravamo stati pericolosi con i legni dello stesso Bellamy e di Robinho. Non direi che abbiamo spinto al massimo ma certamente i danesi non ci hanno creato troppi problemi in queste due partite. Affronteremo ora l'Aalborg negli ottavi (12 e 19 marzo) nel terzo scontro diretto con una squadra danese nella stagione europea.

Man City: Given, Zabaleta (Elano 82), Onuoha, Dunne, Richards, Wright-Phillips, Ireland, Kompany, Bridge, Robinho, Bellamy.
Subs Not Used: Hart, Garrido, Berti, Vassell, Caicedo, Evans.

Goals: Bellamy 73, 80.

FC Copenhagen: Christiansen, Pospech, Antonsson, Jorgensen, Wendt, Kvist, Kristensen (Sionko 46), Norregaard (Vingaard 76), Hutchinson, Almeida, Ndoye (Gronkjaer 59).
Subs Not Used: Coe, Niclas Jensen, Laursen, Nordstrand.

Booked: Kristensen, Wendt.

Goals: Vingaard 90.

Att: 26,018.

Ref: Selcuk Dereli (Turkey).

24.2.09

MARWOOD

Mark Hughes ha dichiarato in conferenza stampa: "Se riusciremo a migliorare la migliore posizione che il City abbia mai ottenuto nella storia della Premier, l'ottavo posto, allora la gente dovrà suo malgrado ammettere che la nostra è stata una buona stagione". Il gallese finge di dimenticarsi che la società non aveva mai speso £130 milioni per la campagna acquisti. Non mi sembra un particolare da poco. Spero soltanto che la prossima stagione il City possa essere guidato un manager degno di questo nome e che i giocatori acquistati quest'anno (molti dei quali buoni) possano affermarsi definitivamente. Nel frattempo il MCFC sta per annunciare l'ingaggio dell'ex ala dell'Arsenal Brian Marwood come nuovo football administrator del club. Anche lui, come Garry Cook, è un ex professionista Nike. Un'altra notizia - a mio avviso non buona - è che stiamo concludendo un accordo con la Umbro per la fornitura del materiale tecnico-sportivo. Ho sperato fino all'ultimo che dopo il termine del contratto con la Coq Sportif avremmo scelto l'Adidas e mi ero già immaginato una meravigliosa maglia color azzurro con le storiche tre righe bianche sulle spalle, sul modello di quella del Chelsea, colore diverso a parte. La Umbro ha fatto maglie molto belle una ventina d'anni fa ma non mi pare essere troppo all'altezza ora come ora. Ricordo che la cifra estetica della maglia è un problema cruciale di una squadra di calcio. Credo siate tutti d'accordo.

23.2.09

EPL 26 - LIVERPOOL 1-1 CITY


Il City ha pareggiato ieri pomeriggio ad Anfield contro il Liverpool (1-1) al termine di un incontro decisamente ben interpretato dalla nostra scalcagnata banda. Craig Bellamy ci aveva portati in vantaggio all'inizio della ripresa (minuto 6) al termine di una bella azione ideata da Robinho e proseguita da Vincent Kompany ma purtroppo Dirk Kuyt ci ha nuovamente castigati come all'andata a circa dieci minuti dal termine. Considero il match di ieri uno dei migliori della stagione per la nostra squadra e per una volta devo ammettere che lo schieramento scelto da Mark H. ha avuto una sua logica. Avere davanti il Liverpool, sia pure senza Gerrard e senza Xabi Alonso ma pur sempre il Liverpool, accresce il valore della nostra prestazione. Abbiamo certamente sofferto nella prima parte della gara ma nonostante il ritmo dei reds non abbiamo mai concesso veramente il fianco alla squadra di Rafa Benitez. Hughes ha impostato un evidente 4-5-1 con Given in porta, Richards-Dunne-Onuoha-Bridge in difesa, Ireland-deJong-Kompany-Zabaleta-Robinho in mezzo a supportare Bellamy in avanti. La presenza di tre mastini autentici nel cuore del centrocampo come Vincent, Nigel e Pablito ha garantito un filtro ed una compattezza a noi sconosciuti in questa tribolata stagione. MH ha scelto di sostituire SWP con Ireland molto spostato sull'ala preferendo incrociarne la posizione con Zabaleta - schierato addirittura a centro sinistra - a mio avviso per garantire il cemento armato là in mezzo. Mascherano e Lucas sono due grandi centrocampisti di filtro e probabilmente MH deve aver pensato di cautelarsi con i nostri tre giocatori più fisici nel centro del campo. Ireland non ha fatto troppa fatica a contenere l'ex Albert Riera, non in grandi condizioni, mentre Wayne Bridge ha naturalmente un po' sofferto Benayoun perchè come al solito Robinho non si è sprecato in ricorse là sulla sinistra. Il nostro equilibrio è stato però garantito e grazie a qualche verticalizzazione intelligente anche nella prima frazione ci siamo resi pericolosi, in particolare con una splendida azione Ireland-Robinho-Ireland conclusa incredibilmente con un tiro dell'irlandese in bocca a Pepe Reyna. Ovviamente anche i Reds hanno avuto le loro occasioni ma nel complesso abbiamo tenuto il ritmo della gara. Nella ripresa a mio avviso il City ha giocato nettamente meglio dei reds, compatibilmente con la differenza di forze in campo. Abbiamo colpito subito con Craig Bellamy, complice una deviazione di Arbeloa e poi abbiamo controllato il gioco e le avanzate degli avversari, creando contropiede veloci e ficcanti che hanno messo in evidente imbarazzo i padroni di casa. Kompany, de Jong e Zabaleta mi sono piaciuti moltissimo, Robinho è cresciuto, Bellamy ha svariato per tutto il fronte d'attacco ed anche la difesa non ha sofferto più di tanto. Purtroppo non siamo riusciti a portare a casa la vittoria perché in una ripartenza molto veloce i reds hanno pareggiato: Yossi Benayoun ha centrato dalla sinistra ed ha trovato il destro di Dirk Kuyt, fin lì invisibile o quasi, a spingere la palla nel sacco. Dopo il gol i reds hanno spinto e Shay Given ha risposto alla grande per negare il 2-1 proprio a Benayoun. Bravi ragazzi.

UPDATE: I VOTI

Given - Nessuna distrazione, due parate decisive nel finale. 7
Richards - I reds hanno spinto dalla sua parte ma lui ha fatto sempre buona guardia. 7
Dunne - sv
Onuoha - Sta trovando continuità. 6,5
Bridge - Buona partita, si sta ambientando. 6,5
Ireland - Spostato sull'out destro, comunque una garanzia. 6,5
de Jong - Cemento armato allo stato puro, tiene testa a Mascherano. 7
Kompany - Al centro assicura forza e compattezza. 7
Zabaleta - Prossimo ruolo: portiere! Bravissimo. 7
Robinho - Prima parte in ombra ma bel secondo tempo. 6,5
Bellamy - Non si ferma mai e sigla il suo gol numero tre. 7

Hughes - Indovina stavolta la strategia giusta, diamo atto. 7

Liverpool: Reina, Arbeloa, Carragher, Skrtel, Dossena (Aurelio 76), Benayoun, Mascherano (Babel 83), Lucas, Riera (El Zhar 63), Torres, Kuyt. Subs Not Used: Cavalieri, Hyypia, Ngog, Spearing. Booked: El Zhar.
Goals: Kuyt 78.
Man City: Given, Richards, Dunne, Onuoha, Bridge, Zabaleta, De Jong, Kompany, Ireland, Bellamy, Robinho (Caicedo 88). Subs Not Used: Hart, Garrido, Vassell, Evans, Elano, Weiss. Booked: Dunne, Kompany.
Goals: Bellamy 51.
Att: 44,259
Ref: Phil Dowd (Staffordshire)

CIAO CANDIDO


Ieri mattina è mancato a Milano il "padre" della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò. Mi sembra il minimo ricordarlo in questo blog visto che è stato uno dei pochi veri giornalisti - e non pennivendoli - degni di questo nome in Italia. Ricordiamo ovviamente con piacere anche il suo interesse nei confronti del City quando rispose ad una nostra lettera il 7 settembre scorso. Senza retorica, uno dei pochi veramente fuori concorso. Ciao Candido.

20.2.09

UEFA 16 - COPENHAGEN 2-2 CITY


Un vero peccato. Una delle partite più belle del City in questa stagione travagliata. Usciamo dal Parken Stadium con un pareggio (2-2) che in teoria ci fa ben sperare per il ritorno ma che non riflette per niente l'andamento della gara. Siamo andati due volte in vantaggio, con Nedum Onuoha al minuto 30 e con Stephen Ireland al minuto 61. Purtroppo due errori difensivi ci hanno puniti, sulle palle alte, ed il gol del definitivo 2-2 è arrivato nel recupero. Confermiamo le lacune tattiche di sempre ma almeno la squadra ha lottato. Si dirà che i danesi non sono il massimo. Per la verità neanche lo Stoke City, il Portsmouth, il Wigan lo sono. Sapete cosa intendo.

Given - Incolpevole sui gol, preoccupante una sua uscita nel primo tempo. 6
Richards - Ordinato e composto non ha sofferto troppo. Ben coperto da Zabaleta. 6,5
Dunne - sv
Onuoha - Colpevole sul primo gol danese ma segna il gol che ci porta in vantaggio. 6
Bridge - Soffre più di Richards ma la presenza di Ireland sulla sua fascia non garantisce la stessa copertura offerta da Pablito Zab. 6
Kompany - Sempre pronto alla lotta, mai troppo in difficoltà ma temo sia stanco - 6
Zabaleta - Il ruolo di interno di centrocampo lo limita perché si vede che non ha i "tempi" del centrale ma è una sicurezza in termini di grinta e voglia - 6,5
SWP - Ha perso un po' dello smalto iniziale ma è sempre una minaccia per gli avversari - 6
Ireland - Ribadisco: Player of the Year 2008/09. E' il nostro Paul Scholes. Si danna come un indemoniato, segna l'ennesimo gol della sua stagione e prova a migliorare la copertura con grande abnegazione nel pressing. La sua propensione a sganciarsi non aiuta Bridge ma i meccanismi miglioreranno. Il giocatore sul quale puntare nel futuro, oltre che nel presente - 7,5
Robinho - Inesistente. Si mangia il 3-1 come un bambino - 5
Bellamy - Anche lui si mangia un paio di occasioni ma almeno corre più di Robinho - 6

FC Copenhagen: Christiansen, Pospech, Laursen, Antonsson, Wendt, Kvist (Vingaard 60), Kristensen, Norregaard (Gronkjaer 70), Hutchinson, Almeida, Santin (Ndoye 59). Subs Not Used: Coe, Niclas Jensen, Nordstrand, Jorgensen. Goals: Almeida 56, Vingaard 90.

Man City: Given, Onuoha, Richards, Dunne, Bridge, Zabaleta, Kompany, Ireland, Wright-Phillips, Robinho (Caicedo 89), Bellamy. Subs Not Used: Hart, Elano, Vassell, Garrido, Evans, Weiss.

Booked: Bellamy, Richards.

Goals: Onuoha 29, Ireland 61.

Att: 30,159

Ref: Pavel Kralovec (Czech Republic).

19.2.09

NOI

Questa stagione rischia di passare alla storia come quella della Svolta. Se il City diventerà davvero una delle potenze del calcio europeo nel giro di qualche anno tutti ricorderemo gli eventi del famoso “September 1” e faremo a gara per raccontarci le emozioni suscitate dall’arrivo degli Amici Arabi. Nonostante il tentativo di quell’autentico pagliaccio di Michel Platini di porre un freno alla possibile scalata di Mansour e della sua Blue Army, credo che da sempre nel calcio la ricchezza sia stato un fattore importantissimo, magari non condizionante come oggi ma certo decisivo. E’ sempre stato arduo vedere club di basso livello acchiappare trofei a tutto spiano. Riconosco che in Inghilterra sia successo più volte ma dobbiamo tornare indietro negli anni 70; anche la famosa magia della F.A Cup nelle ultime stagioni, se si eccettua la finale vinta dal Portsmouth contro il Cardiff l’anno scorso, si è un po’ persa e direi che l’ultima vera sorpresa sia stata la vittoria del Wimbledon contro il Liverpool nel 1988. Cosa vuole Platini allora? Porre un tetto di spesa per il mercato, porre un tetto salariale del quale si parla da decenni ma che non è mai stato applicato, estromettere dalle Coppe Europee i club con i debiti. Grottesco che queste distinte idee gli siano venute dopo la nostra trattativa per portare Kakà nell’est di Manchester! Negli ultimi 10-15 anni i club potenti (…sì, anche il Bayern di quell’arteriosclerotico invidioso di Hoeness) si sono spartiti i migliori giocatori del mondo pagandoli a peso d’oro, concedendo loro degli stipendi ridicoli per quanto alti, hanno accumulato debiti in stile “General Motors”, hanno conquistato trofei ingiustamente perché basati su finanze che non appartenevano davvero ai club e questo buffone comincia a parlare ora perché c’è un club operaio (nel senso che non appartiene al Gotha) che vuole partecipare alla festa! Anzi, non partecipare, ma vincere il Primo Premio del Concorso! Se davvero l’odioso galletto francese vuole dare una svolta al calcio europeo vietando la partecipazione e l’accesso agli sponsor ai club con i debiti, lo faccia davvero e non rompa le palle a noi che abbiamo i conti a posto! Cominci a relegare gli squadroni a fare la Coppa del Nonno finché hanno debiti e non si preoccupi del City! Il problema – suo - è che se Platini desse davvero seguito alle sue parole, la prossima Champions non solo la giocheremmo ma probabilmente la vinceremmo pure, anche con MH in panchina! Mentre prendo atto della futura situazione, mi fermo però a pensare al City ‘old style’. Maine Road, il gol di Andy Morrison contro il Colchester United nel 1997/98, Wembley 1999, il pennellone Niall Quinn che nel 1995 guida il nostro attacco, la sconfitta a Birmingham contro l’altro City nel 1996/97 per 1-2 dopo essere passati in vantaggio al minuto 89 con Shelia, il gol di Radomir Antic del Luton Town che al minuto 90 ci manda giù nel 1983, le stradine della Moss Side, Ali Benarbia, l’odore di cipolla dei banchetti in zona Kippax (che ad Eastlands non si sentono più), eccetera, eccetera, eccetera. Comincio ad essere vecchio forse ma non ce la faccio proprio a non emozionarmi. In fin dei conti chi sceglie di essere del City compie una scelta ben precisa e consapevole. Sa da che parte si è messo. Sa contro che parte si è messo. Libero arbitrio, si chiama. Sorrido al pensiero di chi ci prende in giro rinfacciandoci che non vinciamo nulla da una vita: questa gente non capisce che noi abbiamo scelto di stare dalla parte dispari del pianeta! E’stata una nostra scelta stare di qua come è stata una loro scelta stare con i più forti. Non è un merito, non è insito nel DNA tifare United, è una scelta (comoda). Potevamo benissimo farlo anche noi, ma non l’abbiamo fatto. Volontariamente. Con un paradosso: io non mi sento minimamente inferiore nonostante la differenza tra le due bacheche, anzi. Io ho un complesso di superiorità grande come una casa perché so il valore della nostra scelta. So che prima o poi saremo ricompensati. So che prima o poi la ruota girerà. E magari per cinque o dieci anni assaporeremo il gusto del Trionfo. Ma in quel momento spererò fortemente di tornare alla nostra reale dimensione: stare sulla giostra, gioire (un po’), soffrire (molto), rappresentare la città di Manchester con il nostro orgoglio da Blue Army. E magari un giorno abbattere il City of Manchester Stadium e ricostruire il Maine Road. E magari avere ancora un manager che all’ultimo minuto dell’ultima partita della stagione urla ai suoi giocatori di fare melina perché basta un pareggio per salvarsi quando invece ci serve una vittoria. E magari un giorno tornare ad essere di proprietà non di un Principe Arabo ma di un imprenditore tessile mancuniano. Della serie: l’uomo comune che vince al Casinò, si gode la bella vita per un po’ e poi torna in sé. Che bello! PS. Guardo con orgoglio la foto del mio telefono cellulare e vedo la mia figlia grande sorridere con la felpa del City addosso datata 2005, con un bel 29 sul petto. Come sapete a Manchester stampano abbigliamento griffato City con il numero degli anni senza vittorie (ora possiamo aggiornare a 33…) del club. Mi dico: quando mia figlia gira per la città con la felpa del City, mostrando fiera l’identità del papà, devo essere felice o devo rammaricarmi per ciò che soffrirà e aspettare la denuncia per abuso di minore?

VIGILIA

Nel sito del Daily Mail c’è oggi l’ennesimo articolo dell’ottimo Ian Ladyman, cronista del City per il giornale, sui cattivi rapporti tra l’inutile idiota gallese, il nostro carissimo manager Mark Hughes e i due brasiliani Elano Blumer e Robinho. Premessa: se ad ogni giro di lancetta i media riportano contrasti, problemi e scontri tra il Capo Fabbrica del Football e due tra i suoi migliori operai non è perché tutti ce l’hanno a morte con noi in quanto ricchi o perché vogliono seminare zizzania nel nostro purissimo e candido ambientino. Nonostante la nostra improvvisa ricchezza non direi che siamo già nelle condizioni di farci odiare, dato che in campo facciamo poco più che tenerezza. Al massimo possiamo suscitare un pochino di invidia per quello che potrebbe essere ma non di più….non abbiamo certo il talento del Leeds, club che tutti sono disposti a continuare ad odiare nonostante sia in League One, come in virtù di un’eredità genetica. Sembra che i rapporti di MH, già abbastanza compromessi con Elano dall’inizio della stagione o quasi, stiano diventando difficili anche con Robinho. Elano è stato subito battezzato da MH come un uomo emblema del regime di Sven Goran Eriksson: pigro, svogliato, poco incline al lavoro e terribilmente dannoso per la salute della dressing room. Da un manager che dopo cinque minuti di insediamento a Carrington si è subito preoccupato di sputtanare la stagione scorsa (della quale Elano, tra alti e bassi, è stato protagonista) bollandola come disastrosa, non potevamo aspettarci di meglio. Io penso che entrare in un club in tackle scivolato, dal primo giorno, permettendosi di giudicare negativamente tutto e tutti, fiero e forte del proprio modo di essere, della propria dedizione al lavoro, alla disciplina, al rispetto ed in una parola alla professionalità sia semplicemente una stupidaggine. Sarebbe bastato, anche avendola sul serio quell’idea, attendere, provare a cambiare la predisposizione dell’ambiente verso la disciplina, provare a parlare con i giocatori tentando di convincerli – soprattutto quelli più bravi – ad intraprendere una strada diversa e tentando di proporre un’alternativa convincente di essere squadra. Della serie: io entro in un luogo di lavoro nuovo con tante responsabilità e per prima cosa cerco di portare dalla mia parte le persone più valide ed influenti in modo che mi aiutino ad ambientarmi e ad affermare il mio modo di essere manager. Bene, MH ha fatto esattamente il contrario ed i risultati li abbiamo davanti agli occhi. Si è praticamente messo contro non solo i brasiliani ma almeno tre quarti dello spogliatoio. Ora Ladyman scrive che Robinho si fa influenzare da Elano. Può essere vero oppure esagerato. Credo che Robinho sia grande abbastanza da essersi fatto un’idea personale del manager. Uno dei nuovi acquisti di gennaio – Given, de Jong, Bellamy, Bridge – è andato da MH, sempre secondo l’articolo del Mail, a lamentarsi dell’approccio dei due ex-Santos, suggerendo che sarebbe opportuno dare una bella sistematina alla coppia brasileira! La stessa talpa avrebbe pure aggiunto che i due paulistanos non si sono degnati nemmeno di rivolgergli la parola dal giorno del suo arrivo. Scommetto tutto, anche se appare troppo semplice, su Craig Bellamy: essendo lui un uomo di Hughes, Elano e Robinho non avranno trovato di meglio che accoglierlo in quel modo. Aspetto le vostre puntate su questa scommessa: chi dei quattro è la talpa? Per finire: credo che MH continuerà fino alla fine del suo incarico da manager a giustificare le penose prestazioni della squadra e la sua totale mancanza di carattere e chiarezza tattica dando la colpa al “sistema” ereditato da SGE. Su questo argomento non vengono accettate scommesse né puntate. Ora forza con la partita a Copenhagen.

Probabile formazione (4-2-3-1): Given; Richards-Dunne-Onuoha-Bridge; Kompany-Zabaleta; SWP-Ireland-Robinho; Bellamy.

18.2.09

COPENHAGEN v CITY

Domani sera il City torna in campo per la partita di andata dei sedicesimi di finale della Coppa Uefa 2008/09. Affrontiamo in trasferta (mi viene già da ridere) il FC Copenhagen. Per la gioia di tutti noi tornerà in campo l’inutile idiota irlandese Richard Dunne (effettivamente molti tifosi inglesi, a quanto leggo, ne sentivano la mancanza) al centro della nostra impenetrabile difesa ed anche SWP sarà a presidiare la sua fascia destra a meno che l’inutile idiota gallese Mark Hughes non lo sposti a terzino sinistro. A proposito di inutili idioti: visto che ne abbiamo uno dell’Eire e uno del Galles perché non ingaggiarne anche uno scozzese ed uno dell’Ulster? Non vogliamo farci tacciare di razzismo dai cittadini delle Home Counties no? [So bene che l’Eire non fa parte delle HC…era solo una battuta] Robinho e Richards, salvo aggressioni sessuali a studentesse dell’interno nord, dovrebbero essere del match, nonostante i recenti guai fisici.

Team (from): Given, Hart, Schmeichel, Richards, Onuoha, Dunne, Kompany, Bridge, Garrido, Zabaleta, Elano, Caicedo, Ireland, Wright-Phillips, Robinho, Bellamy, Vassell, Weiss, Logan, Evans, Berti.

NOTIZIE SPARSE

Sembra che MH stia discutendo il rinnovo del contratto di Stephen Ireland, nettamente Player of the Year (si può già ben dire). Il talento irlandese ha firmato meno di due anni fa un contratto fino al 2012 (per una cifra vicina alle 26.000 sterline alla settimana) ma già sono cominciati i colloqui per raddoppiargli lo stipendio. Ireland è migliorato da morire in questa stagione, ha sempre fornito un rendimento all’altezza, si è impegnato in tutti i match, garantendo classe, corsa, grinta, equilibrio in campo e qualche gol come ciliegina. Sarebbe una buona notizia…non bisogna dimenticare che il giocatore ha solo 22 anni!

Lo sfortunatissimo Valeri Bojinov è tornato in campo ed ha giocato 65 minuti contro l’Hull City con la squadra riserve. Anche questa è una buona notizia: è un giocatore che mi è sempre piaciuto, dal grande talento. Mi piacerebbe davvero avesse una possibilità con la nostra maglia. Anche lui è giovanissimo.

FUORI CASA

E’ davvero molto interessante leggere i contributi di tifosi/giornalisti/appassionati a proposito del manager Mark Hughes e del rendimento della squadra in questa travagliata stagione 2008/09. Al di là del rispetto che occorre sempre avere nei confronti delle opinioni altrui c’è un parametro di riferimento che normalmente nel calcio, ma non solo nel calcio, non mente: il dato oggettivo. La squadra è inguardabile, MH non ha la minima idea di come si imposti una formazione in modo semplice, affidando ad ogni giocatore il proprio ruolo, si perde in un vortice di soluzioni (?) tattiche cambiando e scambiando posizione alla metà dei calciatori della rosa, definisce “fantastico” il rendimento casalingo (ricordiamo 5 sconfitte!). Ma c’è un dato oggettivo che è incontrovertibile: il rendimento della squadra lontano da Eastlands. Nell’ordine:

17/08 Aston Villa 2-4
31/08 Sunderland 3-0
28/09 Wigan 1-2
20/10 Newcastle 2-2
29/10 Middlesbrough 0-2
02/11 Bolton 0-2
16/11 Hull City 2-2
06/12 Fulham 1-1
21/12 WBA 1-2
28/12 Blackburn 2-2
31/01 Stoke 0-1
14/02 Portsmouth 0-2

Dodici trasferte (su un totale di 19) hanno quindi portato una vittoria, quattro pareggi e sette sconfitte. 7 punti sui possibili 36. Ma possiamo consolarci: adesso cominciano le trasferte “facili” e cioè nell’ordine: Liverpool, West Ham, Chelsea, Arsenal, Everton, Man U, Tottenham. Quanti punti possiamo fare? Uno degli appunti che si potevano certamente fare alla squadra di Eriksson era l’orrendo rendimento contro squadre più deboli ed in particolare fuori casa. Mark Hughes ha speso £130 milioni per fare molto peggio.

14.2.09

EPL 25 - PORTSMOUTH 2-0 CITY


Se non fosse che stiamo sfidando qualsiasi cabala e qualsiasi calcolo delle probabilità non sarei troppo sorpreso di questa ennesima sconfitta in trasferta. Questa volta il nostro teatrino è andato in scena al sud, Fratton Park di Portsmouth per la precisione. I Pompey, allo sbando e senza manager, ci hanno tranquillamente impallinato (2-0) con reti di Glen Johnson e Hermann Hreidarsson negli ultimi venti minuti dopo che David Nugent aveva sprecato almeno tre occasioni per i padroni di casa. E noi? Inesistenti, lenti, impacciati e senza nessuna verve. City formato trasferta insomma e cioé 12 incontri, una vittoria a fine agosto e sette sconfitte. E non è che in casa facciamo molto meglio nonostante l'indifendibile manager abbia dichiarato che la nostra forma casalinga può definirsi fantastica! Niente: cambiano i giocatori, arrivano quelli che vuole lui ma la squadra semplicemente non esiste, non lotta e non gioca a calcio. Mansour è veramente tanto ma tanto ricco, altrimenti non si spiegherebbe il denaro che ha regalato ad un manager assolutamente inadeguato per la finestra di gennaio. Prossima fermata: Anfield.

Portsmouth: James, Johnson, Campbell, Distin, Hreidarsson, Pennant (Belhadj 86), Basinas (Mullins 67), Davis, Kranjcar, Crouch, Nugent.
Subs Not Used: Begovic, Pamarot, Utaka, Kanu, Gekas.
Booked: Hreidarsson.
Goals: Johnson 70, Hreidarsson 75.

Man City: Given, Logan, Kompany, Onuoha, Bridge, Zabaleta (Evans 78), De Jong, Ireland, Elano, Bellamy, Robinho (Caicedo 66). Subs Not Used: Hart, Garrido, Fernandes, Berti, Weiss. Booked: De Jong, Ireland, Bellamy.

Att:
20,018

Ref:
Lee Probert (Wiltshire).

13.2.09

PREVIEW: P'MTH v CITY

Il neo acquisto dei Pompey Jermaine Pennant è pronto a darci scacco domani nel recupero di Fratton Park. Papa Bouba Diop e Richard Hughes sembrano fuori causa ma hanno recuperato Armand Traore, Mark Wilson e Younes Kaboul. SWP comincia le sue tre giornate di squalifica per il calcio a Delap durante l'indegna trasferta di Stoke. Fortunatamente è confermata la squalifica dell'inutile idiota irlandese ma purtroppo è l'ultima giornata di sospensione.

Portsmouth v Manchester City
Venue: Fratton Park
Date: Sabato, 14 febbraio 2009
Kick-off: 16 ora italiana

NIENTE PIU' SCUSE

Mark Hughes ha impiegato il suo tempo in un duplice compitino da quando si è insediato al City of Manchester Stadium: da un lato criticare la squadra e la concezione di calcio ereditata da Sven Goran Eriksson - bollata come debole e semplicemente inadeguata rispetto alle esigenze della Premier League - e dall'altro presentare una squadra con un rendimento ben peggiore ed un'identità tattica ai limiti del demenziale. Penso sempre non sia semplice arrivare a trasformare un club mediocre come il City in un club di alto livello ma sono convinto che MH non abbia scelto il modo giusto per farlo, almeno fino ad ora. Sicuramente al suo arrivo ha trovato una rosa composta da calciatori di tutti i generi, difficile da amalgamare: alcuni erano stati acquistati da Stuart Pearce, altri da SGE, altri ancora provenivano direttamente dalla Academy e solo tre erano arrivati per mano sua e cioé SWP, Zabaleta e Kompany, non potendo ascrivere l'arrivo di Robinho ad una logica calcistica dipendente dai voleri del tecnico. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il City veleggia mestamente a metà classifica dopo essere anche rimasto impelagato nei bassifondi, è stato fatto brutalmente fuori dalle coppe nazionali da due club di lega inferiore, è in corsa in Uefa dopo aver scampato il pericolo danese la scorsa estate, gioca malissimo, è schierato peggio, non migliora la continuità né il livello di gioco nonostante i mesi di teorico allenamento e ha continuato a schierare giocatori francamente impresentabili a questi livelli: Dunne (ovviamente su tutti) ma anche Vassell, Ball, Garrido, Benjani, Gelson, etc. Tutto questo è negabile?
Gli arabi hanno incredibilmente tenuto in panchina il gallese, concedendogil pure il lusso di rinforzare la rosa spendendo un sacco di soldi e sono arrivati a gennaio quattro giocatori, tutti fortissimamente voluti da Hughes: Wayne Bridge, Nigel de Jong, Craig Bellamy e Shay Given. Se si eccettua l'affare Kakà, l'unico vero e proprio "fallimento" di mercato è stato il mancato arrivo di Roque Santa Cruza dal Blackburn o comunque di una punta centrale. Mi è parso giusto resistere alle esose voglie di Big Sam e non cedere alle richieste di £25 milioni, troppi per un buon attaccante ma nulla più. E' vero, resta il vuoto tatticamente (a parte l'acerbo Felipe Caicedo) non ne abbiamo di attaccanti di peso) ma non potevamo spendere tutti quei dindi per RSC, neanche noi! Ora gli uomini di MH nella rosa sono numericamente e quantitativamente preponderanti: il loro tratto comune non è tanto quello di essere stati acquistati direttamente dal manager quanto quello di avere caratteristiche tecnico-tattiche comuni che, opportunamente miscelate, possono essere complementari per alzare il livello della squadra. Questi calciatori hanno un'età compresa tra i 22 ed i 29 anni (Given a parte ma è un portiere), una discreta esperienza internazionale con almeno 25 presenze nelle rispettive selezioni (tranne Zabaleta, 8) e con stagioni di Champions alle spalle (sempre tranne Pablito che però ha giocato in Coppa Uefa) ed in particolare sono tutti piuttosto veloci/forti fisicamente e competitivi atleticamente. Certo che queste sono caratteristiche apprezzate da tutti i manager ma a ben guardare ognuno degli allenatori cerca qualcosa in particolare sul mercato: SGE cercva giocatori di talento ed esperienza all'estero, Wenger cerca normalmente giovanissimi da crescere in particolare in Francia e Spagna, David Moyes è solito setacciare la Football League e dunque le serie inferiori, Keegan voleva - ahinoi - solo le vecchie glorie o quasi, etc. Sono generalizzazioni ma nemmeno tanto. Ora a Carrington ci sono sette giocatori in particolare che possiamo definire "uomini di Hughes": Given, Kompany, Bridge, Zabaleta, SWP, de Jong e Bellamy. Aggiungo Ireland: è vero che sta maturando come età ma è pure vero che non aveva mai giocto così bene con questa continuità e che MH si è impuntato la scorsa estate bloccandone la cessione al Sunderland quando quel genio di Cook lo aveva già piazzato sul treno per il nord. Oggi Stephen è il fulcro della squadra ed è uno dei pochi a garantire sempre impegno, grinta, determinazione e grande qualità.
A questo punto, sebbene la stagione sia compromessa, c'è modo e modo di terminare. Possiamo vivacchiare, ottenendo una vittoria ogni 3 o 4 gare, un paio di pareggi per fermare l'emorragia fuori casa, cambiare continuamente modulo e giocatori impiegati e rinunciare definitivamente a fornire una migliore versione di noi stessi. Oppure possiamo sensibilmente migliorare le nostre performance, crescere di partita in partita, aumentare l'intesa e la qualità di gioco, smettere di perdere in trasferta e magari cominciare a vincere qualche volta, renderci onore in Uefa ed avvicinarci il più possibile al sesto posto dal quale distiamo 9 punti (Everton, 40) con un match da recuperare (domani a Portsmouth contro una squadra nel caos che ha già cambiato due volte il tecnico in questa stagione).
MH ha plasmato la rosa e soprattutto il gruppo dei probabili titolare come mai finora. Ovvio, ci sono ancora giocatori non scelti da lui (ma Elano è proprio irrecuperabile???!?) ma credo che quei sette e Robinho giocheranno la maggior parte delle gare di qui alla fine.
Avremo qualche gioia da questa tribolatissima stagione?

11.2.09

MANCHESTER CITY 2-0 ITALIA


Non ho visto la partita di ieri sera tra Brasile ed Italia, giocata all’Emirates, perché non amo troppo queste amichevoli tra nazionali. Ho visto però gli highlights ed ho letto i commenti. Ebbene il redivivo Elano Blumer e Robinho hanno dato spettacolo davanti ad un pubblico abituato al bel calcio e non so se ridere o piangere. I sentimenti sono ovviamente contrastanti: gonfiare il petto davanti alla grande dimostrazione di tecnica e brillantezza dei due nostri brasiliani, prevedendo per il futuro mirabilie e vittorie in goleada o masticare amarissimo pensando a come questi due giocatori passeggiano per il campo quando vestono la nostra gloriosa maglia? E’il Brasile a rivitalizzare i giocatori con il suo ambiente bailado ed il suo football danzante o è il City, grigio e cupo come la meravigliosa Manchester, ad intristire questi autentici funamboli della pedata? Dunga è forse un tecnico geniale o semplicemente Hughes non è capace di coccolare, valorizzare i grandi giocatori, progettando e realizzando un sistema di gioco che li esalti? Forse di tutto un po’? Robinho è sempre stato un fenomeno, almeno tecnicamente. Probabilmente non ha la testa in perfetta convergenza perché altrimenti non si spiegherebbero alcune sue scelte professionali né alcuni suoi atteggiamenti, tralasciando i noti problemi giudiziari che ormai riguardano la metà dei calciatori della Premier League. Ma perché quando gioca con noi spesso sembra Fantozzi e ieri sera sembrava, appunto, Robinho?

Elano è un grande giocatore solo con i piedi, per me. Chi può mettere in dubbio la sua magistrale tecnica? Chi può sindacare sulle sue qualità individuali? Chi però può negare le sue pause, i suoi molti momenti no, la sua sostanziale inutilità nel nostro sistema (?) di gioco? MH non lo valorizza? Probabilmente. Lui però non è certo un gladiatore né un trascinatore. Se ora si è rinfrancato, lo dimostri in allenamento e pretenda un posto in squadra. Con i fatti, non a parole. Dimostri di valere un posto in questo City! Data la concorrenza non dovrebbe essere proibitivo…

Se ripenso alla partita di Stoke (e a mille altre…) mi vien da piangere.

Nel weekend scendiamo nuovamente a Fratton Park sperando che la neve stavolta ci dia tregua. Parlando con Matteo (che ha problemi di connessione e quindi al momento non può scrivere) lui mi ha fatto notare la migliore disposizione possibile che potremmo schierare contro il Portsmouth nel recupero, mancando SWP: Given, Zabaleta-Richards-Onuoha -Bridge, De Jong e Kompany in mezzo, Elano-Ireland-Robinho a supportare Bellamy. 4-2-3-1. Matteo poi ha chiuso il discorso facendo autoironia e dicendo che sicuramente MH avrebbe rimesso in mezzo alla difesa Lardon….purtroppo temo che abbia ragione visto che Kompany ha saltato l’amichevole del Belgio contro la Slovenia causa infortunio (anche se credo anche che Lardon abbia preso 4 giornate e non le solite 3).

Vi abbraccio!

PS. Il Guardian ha pubblicato un dato sulla prestazione di Nigel de Jong contro il Boro: 51 passaggi corretti su 54. Non male per un centrocampista di filtro; vuol dire che si può contare anche per rilanciare l’azione. Speriamo continui così.

8.2.09

EPL 24 - CITY 1-0 BORO


Ciao a tutti! Intanto mi scuso per non aver aggiornato il blog nelle ultime settimane ma ho cambiato lavoro e non sono riuscito ad avere il tempo necessario. Sarebbero molti gli argomenti da trattare, data la pausa di commenti, ma sarà meglio concentrarsi sui più importanti. Dopo l'imbarazzante sconfitta a Birmingham contro il WBA prima di Natale (1-2), nelle ultime sei partite di campionato il City ha ottenuto quattro vittorie (Hull, Newcastle, Wigan, Middlesbrough - tutte in casa) un pareggio raggiunto nel finale (a Blackburn) ed una delle solite incredibili sconfitte a Stoke, avendo giocato un'ora in superiorità numerica. Che significato possiamo dare a questo scorcio di campionato? Uno solo: siamo praticamente fuori dalla lotta per non retrocedere e questo è davvero un sollievo. Ieri battendo il Boro ad Eastlands (1-0) con il secondo gol di Craig Bellamy abbiamo - forse! - messo la parola "fine" ai nostri problemi di classifica. Possiamo aggiungere che la nostra stagione stia per prendere una piega finalmente soddisfacente, dopo tutti i problemi? Risposta: NO. No, perché siamo riusciti nella leggendaria impresa di farci bastonare in casa dal Nottimgham Forest in FA Cup! Prendiamo per buona la vittoria di ieri contro il Boro per vari motivi. Intanto la squadra non ha subito reti. Abbiamo concesso qualche bella occasione agli uomini di Southgate ma il nostro nuovo portiere Shay Given ha sfoderato interventi da vero "guardiano del faro" mostrandoci la differenza tra un grande 'keeper ed uno buono come Hart. Given è stato l'ultimo acquisto del mercato di gennaio per noi e molti si sono chiesti se fosse davvero quella del portiere una delle nostre priorità. Probabilmente no ma certamente Given è più forte di Hart. Quindi in porta siamo migliorati, è un fatto. Ieri ci siamo schierati con Kompany ed Onuoha in difesa (Lardon è per fortuna squalificato), De Jong in mezzo a supportare Stephen Ireland vero e proprio faro della squadra. La chiarezza tattica non è ancora raggiunta per questa stagione dati gli acquisti e non lo sarà per niente, almeno fino al prossimo campionato. Bellamy è un bel giocatore, certo meno affascinante di un Kakà ma molto utile alla causa. Non è un fenomeno ma credo che se l'anno prossimo dovessimo fare investimenti su punte di "grido" lui potrebbe comunque far parte della rosa degli attaccanti. Ieri il gallese ha risolto il match con un bellissimo gol, frutto di uno scatto sulla destra e di un gioco di prestigio che ha eluso l'intervento del difensore al minuto 51. Nel frattempo Jo è andato in prestito all'Everton (ieri due reti al debutto di Goodison Park contro il Bolton, il doppio di quelle realizzate ad Eastlands in cinque mesi di Premier....) e non si è concretizzata per fortuna la trattativa per portare Roque Santa Cruz a Manchester. Roque è certamente un buon giocatore, le sue caratteristiche sarebbero state più utili di quelle di Bellamy perché ci manca un giocatore di peso là davanti ma £25 milioni sarebbero stati, anche per gli arabi, una cifra assurda per un giocatore ottimo ma non certo un fenomeno. E poi la stagione è compromessa: teniamoci i 25 milioni e cerchiamoci un vero fenomeno per l'attacco in vista della prossima stagione. A presto, ciao blues!

Man City: Given, Richards, Onuoha, Kompany, Bridge, Zabaleta, De Jong, Ireland, Wright-Phillips, Bellamy, Robinho (Caicedo 83). Subs Not Used: Hart, Elano, Vassell, Garrido, Fernandes, Evans.
Goals: Bellamy 51.

Middlesbrough: Jones, Wheater, Riggott (Hoyte 68), Huth, Pogatetz, Adam Johnson (Sanli 74), Bates, Digard (O'Neil 60), Downing, Alves, King. Subs Not Used: Turnbull, Emnes, Shawky, Arca.

Booked: O'Neil.
Att: 40,588
Ref: A Mariner (Coventry).