4.9.10

LO SPIRITO DEL FOOTBALL, I KAMIKAZE E NOI...



Abbiamo già trattato l’argomento qualche tempo fa ma credo che sia opportuno tornare a commentare, per l’ultima volta, la questione della ricchezza dello Sceicco Mansour e del City in rappporto agli altri club; con una succosa novità recente e cioè quella dell’imminente entrata in vigore del Fair Play finanziario. Intanto: forse è vero che noi tifosi blues a volte siamo un po’ imbarazzati dalla scioccante fortuna che ci è capitata ma ciò non significa che abbiamo perso contatto con la realtà o che addirittura abbiamo perso la nostra identità.

Qualche giorno fa l’Amministratore del nostro club, braccio destro di Garry Cook, Brian Marwood ha commentato le insinuazioni del simpatico Alex Ferguson sul nostro mercato ‘kamikaze’.
Molte persone non hanno idea della reale situazione del nostro club. Tutti parlano ma nonostante i nostri sforzi pare che non abbiano voglia di capire. Ho sentito commenti ridicoli al riguardo. Ognuno qui lavora sapendo bene quale sia la direzione verso la quale stiamo andando. Abbiamo accelerato il processo di investimento invece di svilupparlo in un tempo normale di cinque o dieci anni. Siamo fortunati ad avere una proprietà così ricca ed impegnata ma sappiamo cosa stiamo facendo, non siamo degli sprovveduti. Diciotto mesi fa stavamo lottando per non retrocedere, oggi abbiamo bisogno di spendere tanto per accorciare le distanze con i grandi club. Vogliamo giocare al più presto la Champions League. Il mercato è a dir poco bizzarro. Prendiamo Milner ad esempio: il prezzo l’ha fissato l’Aston Villa e non l’avrebbe venduto per meno di così. Ma siamo sicuri di aver fatto un grande investimento per il futuro: James potrà solo migliorare. Non ricordo condanne alle campagna di trasferimento del Manchester Utd o del Chelsea quando questi club hanno speso tanti soldi per rinforzarsi”.

Tutti aspettano come una mannaia l’entrata in vigore del Fair Play finanziario per porre un freno a questi folli che dirigono, senza rispetto per lo spirito del football (mi vien da ridere…), il City. Ma cosa prevede questo benedetto FPF, in breve?
Esso dal 2013/14 diverrà una delle condizioni per ottenere la licenza UEFA necessaria per potersi iscrivere alle coppe. È necessario premettere che il fair play finanziario sarà a pieno regime solo nel 2014/15, pur entrando in vigore la stagione precedente. Ogni club deve presentare la struttura completa del gruppo di cui fa parte, fino a determinare chi esercita l’effettivo controllo del club. Per ciò che ci riguarda direi che non ci sono dubbi, no?
Tale struttura deve obbligatoriamente comprendere chi ha in contabilità i costi e i ricavi “determinanti”, mentre non sono comprese quelle filiali non rilevanti o la cui attività è esclusivamente e chiaramente non calcistica. Il club deve inoltre presentare uno “stato finanziario annuale” alla data di chiusura dell’esercizio sociale precedente la richiesta della licenza, comprendente stato patrimoniale, conto economico, tabella dei flussi di cassa, un rapporto finanziario e un allegato coi metodi contabili usati ed altre notizie utili. Il club deve inoltre dimostrare di non avere pagamenti arretrati al 31 marzo 2014 verso altri club relativamente all’acquisto di giocatori, verso il proprio personale e verso le amministrazioni fiscali e previdenziali, il tutto relativamente alle posizioni antecedenti il 31 dicembre 2013.
Affinché il club rientri nei parametri di equilibrio finanziario, è necessario che la differenza fra ricavi e costi “determinanti”, calcolata complessivamente per il 2012, 2013 e 2014, sia positiva o al peggio pari a zero. Si può essere considerati comunque in equilibrio anche se tale differenza è negativa purché, considerando anche gli anni 2010 e 2011, non superi i 5 milioni di euro. Tuttavia, anche superando tale limite si può ottenere ugualmente la licenza, ma a due condizioni. La prima è che la differenza non superi i 45 milioni di euro (soglia che s’abbasserà nel tempo: per esempio dal 2015/16 al 2017/18 sarà di soli 30 milioni). La seconda è che tale deficit sia interamente coperto dagli azionisti e dalle “parti legate” al club. Tutto chiaro? Nella peggiore delle ipotesi succederà che l’amico Mansour (!) coprirà finanziariamente eventuali debiti. Non voglio essere arrogante naturalmente ma credo che quest’ultima condizione ci lasci piuttosto tranquilli, almeno fino a quando lo Sceicco deciderà di passare il proprio tempo a Manchester.

Nel frattempo, il manager che ha definito ‘kamikaze’ il nostro modo di agire (che volgarità e che termine poco appropriato da usare) dirige un club la cui crisi finanziaria sta letteralmente esplodendo: è stato rivelato che i tassi di interesse sul debito dello United (che dovrebbe aggirarsi intorno ai 700 milioni di sterline) sono cresciuti per l’insolvenza del club in riferimento a rate del debito non pagate. L’insolvenza delle rate, al 16 agosto 2010, ha portato il tasso di interesse sul debito dal 14,25% al 16,25% con un incremento del debito intorno ai 38 milioni di sterline.
La scorsa stagione Malcolm Glazer ha rifinanziato il club con un aumento di capitale in bonds, lasciando una clausola che gli permette di prelevare 95 milioni dei 95,5 delle riserve finanziarie dello United per pagare i propri debiti personali e delle altre aziende che dirige.
Magari la UEFA dovrebbe cominciare a preoccuparsi del vergognoso ammontare dei debiti di club come questo, magari evitando di farli partecipare alla Champions League e di organizzare la “madre di tutte le finali” come quella di Roma 2009 con circa 1000 milioni di euro di debiti tra i red devils ed il Barça.
Altro che Theatre of Dreams, questo è un Teatro dei Debiti...
Ecco cosa sogno personalmente per il mio City: vincere qualcosa grazie allo Sceicco, togliermi qualche soddisfazione e poi tornare ad essere il Gigante Addormentato di sempre; con la chicca di tornare magari al vero campionato inglese dei nostri giorni: la Championship!
;-)


2 commenti:

Noodles ha detto...

Bell'articolo. Finalmente so cos'è il fair play finanziario. A naso credo comunque che l'ultima società dell'universo a doversi preoccupare sia il Manchester City Football Club.

Anonimo ha detto...

Credo che il fair play finanziario sia l'ennesima bufala di Platini Blatter e tutti i servi che gli leccano il sederino.
Ora se basta metersi in regola pagando una penale (piccola o grande che sia) che senso ha?
Molto meglio fare come negli Usa: mettere un salary cup proporzionato alle entrate e se sfori c'è un multone che manco ti sogni (infatti non sfora nessuno: Miami ha preso i 3 fenomeni ma poi è dovuta a ricorrere a giocatori minori per coprire il roster).
E poi: quando spendevano Berlusconi, Tapie, Moratti, Perez, Abramovich dove erano questi fenomeni dell'Uefa?
Torno a seguire il mio Wimbledon in Conference.

Fafucione CrazyGang