10.11.10

SGUARDO ROSA SUL DERBY

Eccovi un articolo della Gazzetta di oggi, a firma di Giancarlo Galavotti, sul derby di Manchester.

MANCHESTER (GB), 10 novembre 2010 - Torna il derby di Manchester, e torna la "zero tolerance". La Premier League è il campionato più sicuro e meno violento del mondo, certo, ma ci sono comunque delle eccezioni. A cominciare da Manchester City-Manchester United.

Assetto da guerra 

Oltre venti arresti negli scontri di gennaio, fuori dal City of Manchester Stadium dopo l’andata della semifinale di Carling Cup. Cariche dei reparti di polizia a cavallo alla fine del derby di Premier League, in marzo. Un’altra ventina di arresti, un poliziotto ferito a un occhio. Alcolici vietati nella zona dal centro allo stadio, chi dà il minimo segno di ebbrezza viene fermato ai controlli dove le perquisizioni sono molto severe. A gennaio, per esempio, sono state sequestrate numerose palline da golf e freccette in tasca a tifosi dello United.

Una volta era sereno... 

Pensare che questo era il derby più tranquillo d’Inghilterra, fino alla Seconda guerra mondiale. Per la gente di Manchester era normale andare a vedere le partite in casa di entrambe le squadre, una settimana lo United, quella seguente il City. Dopo oltre 60 anni di armonia surreale (il primo derby è del 12 novembre 1881, quando il City era West Gorton e lo United era Newton Heath, due delle tante squadrette parrocchiali locali) la rivalità s’è fatta aspra e pericolosa. Soprattutto ora che il derby è la lotta di due superpotenze che si giocano lo scettro del calcio inglese e il City dello sceicco Mansour è deciso a mettere fine al ventennio di dittatura dello United. I primi segni di ostilità esplosiva risalgono agli anni Settanta, quando gli "scarponi" imperavano, e perfino un artista come George Best arrivò a spaccare una gamba a Glyn Pardoe, nel derby di Manchester del dicembre 1970.

Gli aneddoti 

Che fossero altri tempi e un altro calcio lo conferma il derby d’andata 1973-74: Mike Doyle del City e l’italo-inglese Lou Macari dello United furono espulsi dopo uno scontro, ma si rifiutarono di lasciare il campo. L’arbitro riportò le squadre negli spogliatoi, e fece riprendere la partita soltanto dopo che Doyle e Macari vennero convinti a restare dentro. Il derby di ritorno, 27 aprile 1974, resta però il più leggendario di tutti. Penultima di campionato, si gioca all’Old Trafford: lo United è sull’orlo della retrocessione, costretto a vincere e a sperare in parallelo nel successo del Norwich sul Birmingham. All’81’ Francis Lee del City s’incunea nell’area di rigore dei Red Devils e spedisce a Denis Law: circondato da tre difensori, lo scozzese, spalle alla porta, d’istinto calcia col tacco: gol. Ma invece di esultare, si avvia mestamente verso gli spogliatoi, subito sostituito. Law era stato portentoso per 11 anni con i Red Devils, prima di passare al Torino per una breve, controversa stagione. Poi era tornato a Manchester, ma al City, nel 1974. "Di tutti gli oltre trecento gol della mia carriera, quello è l’unico che proprio non avrei voluto segnare", ha confessato. Lo United sarebbe retrocesso comunque, ma Law decise di non giocare più da quel derby.

Arrivano i Diavoli Rossi 

Ritornati in prima serie dopo un anno, i Red Devils hanno sistematicamente surclassato i rivali, che una sola volta li hanno superati nella classifica del campionato in 36 anni: nel 1991. Ma il vento del Terzo millennio è cambiato. La scorsa stagione lo United l’ha spuntata tre volte nei minuti di recupero, in Premier League e in Carling Cup. Tutto lascia credere che anche il derby di Manchester numero 157 resterà in bilico fino all’ultimo secondo.

Nessun commento: