27.11.11

Come eravamo (belli)!!!

di Dario Gigante

A poche ore dalla sfida col Liverpool scrivo questo nuovo capitolo di City Retro, dove ripercorriamo tappe ed episodi della nostra storia, attingendo al mio archivio costruito in anni passati a tifare City. Anni fatti di qualche gioia e di tante frustrazioni...

E' passato un secolo. Il City che oggi pomeriggio alle 17 (ora italiana) scende in campo ad Anfield è primo in classifica con quattro punti di vantaggio sui cugini di campagna. A proposito: grazie al Newcastle. Dicevo, è passato un secolo. Il City ricco ed ambizioso di oggi non era nemmeno immaginabile in quella settimana di fine ottobre del 1995 quando i blues andarono a Liverpool per ben due volte nel giro di tre giorni per affrontare i reds prima nel terzo turno della Coppa di Lega (25 ottobre) e poi in campionato (28 ottobre).
A suo modo, fu una "tre-giorni" storica.


Manchester City FC 1995-1996

Il manager Alan Ball scelse questa formazione per la partita di Coppa: Immel in porta, Brightwell, Symons, Curle ed Edghill nella difesa a quattro, Summerbee (figlio), Lomas, Kinkladze e Foster nella linea mediana, Rosler e Quinn in avanti. Seguirono ad Anfield circa 4.000 indemoniati blues. I reds attaccarono subito a testa bassa e fu in particolare il grandissimo Jason McAteer a far girare la testa ai nostri guardiani di sinistra (Foster e Edghill), aprendo la difesa in due e lasciando spazio a due degli allora denominati Fab Four di Liverpool e cioé Steve McManaman e Jamie Redknapp. Il nostro portiere Immel fece due belle parate già nei primi minuti ma, come si dice, era solo una questione di tempo. Infatti al minuto 9 il difensore laterale destro John Scales portò i reds in vantaggio con conclusione su respinta corta di Kit Symons. 
Ball fece invertire la posizione ai due laterali, portando Brightwell a sinistra ed Edghill a destra ma il L'pool continuò a dominare il campo. Verso la fine del primo tempo sia Niall Quinn che Uwe Rosler ebbero delle occasioni ricordandosi che eravamo andati là quanto meno per giocarci il passaggio del turno e non per fare da sparring partner. Il primo tempo finì 1-0 per loro.

Nella ripresa tenemmo palla per i primi trenta minuti, mantenendo un possesso sterile ma dignitoso; la squadra tentò di gestire la situazione pur non creando occasioni significative per pareggiare, se si eccettuano due mezze palle goal prima di Kinkladze e poi del pennellone Niall Quinn. Al minuto 74 Robbie God Fowler battè Immel sul suo palo, dopo uno scambio con Ian Rush, infilando il pallone del 2-0 e della virtuale qualificazione dei rossi di Anfield. La squadra sbandò paurosamente. Si pensò che i giocatori volessero risparmiare qualche energia in vista della partita del sabato seguente ma non fu così, come poi scoprimmo nel modo più doloroso. Ian Rush siglò il 3-0 con un preciso colpo di testa e Steve Harkness (ruspante esterno sinistro con piedini non nobilissimi) mise in porta il 4-0, doloroso e bruciante. Beh, pensammo, potremmo sempre rifarci sabato, no?



I prodi ragazzi in blue attraversarono nuovamente la M62 e ritornarono sul luogo del delitto solo tre giorni dopo, appunto. Si giocava la giornata numero 11 in Premier League e la nostra situazione era la seguente: 10 partite giocate, 1 pareggio contro il Tottenham alla prima giornata (1-1 a Maine Road con goal di Rosler) e OTTO sconfitte consecutive nelle otto partite seguenti contro Coventry, QPR, Everton, Arsenal, Newcastle, Middlesbrough, Forest e United, prima di un pareggio boccheggiante contro il Leeds nell'ultimo turno di campionato disputato. I circa 3.000 tifosi provenienti da Manchester si persero i primi cinque minuti del match a causa di un ritardo dovuto a problemi trovati in autostrada. Fu un peccato perché si persero gli unici momenti in cui il City restò in partita. Ball schierò il biondo Gary Flitcroft al posto di Foster ma l'innesto non si rivelò decisivo.
Cross di Jason McAteer, respinta di Immel, tap-in di Ian Rush. Terzo minuto, primo attacco del Liverpool, 1-0. Minuto numero 5: Redknapp tirò una punizione a sorpresa, Keith Curle deviò goffamente dentro la nostra porta. 2-0 dopo 300 secondi di gioco. I blues riuscirono a fermare l'emorragia per tutto il primo tempo e ciò sembrò a tutti un grande successo.

Al terzo minuto della ripresa Mark Wright, difensore centrale della nazionale e dei reds, si incuneò in area, chiese ed ottenne un "uno-due" sulla fascia destra con Redknapp, crossò al centro e Fowler agganciando, irrise Brightwell e Symons ed infilò la rete di Immel nel modo più facile che sia immaginabile. 3-0.
Il City dava l'idea - e non soltanto quella - di poter incassare goal a qualsiasi attacco degli avversari. Il quarto sigillo era imminente: angolo di McAteer, testa di Neil Ruddock, subentrato a John Barnes, rete del 4-0, minuto 53. Altro giro, altro regalo: minuto 60, McAteer crossò dalla martoriata fascia destra, Rush di tacco servì Fowler e God infilò comodamente in rete. A mezz'ora dalla fine, 5-0 per il Liverpool, City indifeso ed impaurito. Umiliato ed irriso.
I 39.267 spettatori si gustarono - si fa per dire - anche il goal numero SEI dei reds. Ian Rush mise la firma al suo terzo goal in stagione, tutti contro di noi! La notoria ironia dei mancuniani si rivelò in tutto il suo fragore nei restanti minuti del match; invece dei cori di giubilo della Kop, per una volta furono i tifosi avversari ad essere protagonisti: "Alan Ball è un genio del calcio", "Edghill in nazionale", "Facciamo schifo e peggioreremo", "Ancora uno, ancora uno". Un disastro.

Ma non era ancora finita. Ci giocammo la salvezza in quella stagione proprio contro il Liverpool, il 5 maggio 1996 a Maine Road.

Ecco la classifica a novanta minuti dal termine:

Wimbledon 40
Sheffield Wednesday 39
Coventry City 37
Southampton 37
-----------------------------------
City 37
QPR 33
Bolton 29

Il City aveva la peggior differenza reti, rispetto a Coventry e Saints. Serviva la vittoria. Il calendario prevedeva le seguenti partite:

Southampton v Wimbledon
City v Liverpool
Coventry v Leeds
West Ham v Sheff Wed

I reds scesero in campo meno vogliosi del solito e nonostante un chiaro invito ai nostri giocatori a prendersi la vittoria e la salvezza, gli uomini del manager Roy Evans si trovarono in vantaggio di due reti, quasi contro voglia, al termine del primo tempo. City 0, Liverpool 2.
Con uno scatto d'orgoglio e di disperazione, i trentamila di Maine Road spinsero i blues ad una meravigliosa rimonta grazie ad un rigore di Rosler e ad una girata di Kit Symons. Poi successe ciò che veramente ci distingue e che ci rende unici, in barba a tutti i soloni che straparlano oggi dei nostri soldi.

Dalla panchina, Alan Ball e i suoi fidi scudieri, evidentemente sintonizzati con qualche radio indiana, urlarono ai propri giocatori di perdere tempo perché anche con un pareggio la squadra si sarebbe salvata, dati i risultati degli altri campi. I ragazzi cominciarono a fare melina, fidandosi delle indicazioni del football genius. Lomas portò la palla verso la bandierina del calcio d'angolo per obbedire agli ordini della panchina. I tifosi, allibiti, urlarono tutta la loro disperazione, scioccati dall'atteggiamento dei giocatori in quel momento. Ma quale radio stavano ascoltando in panchina? Quale? La partita terminò ed il City retrocesse. I risultati dagli altri campi non erano così favorevoli come sembrava.

Coventry 0-0 Leeds
Southampton 0-0 Wimbledon
West Ham 1-1 Sheff Wed

...e...

City 2-2 Liverpool.



La classifica finale fu:

Wimbledon 41
Sheffield Wednesday 40
Coventry City 38
Southampton 38
-----------------------------------
City 38
QPR 33
Bolton 29

Retrocedemmo per differenza reti.



Capito perché è ci è così tanto caro il detto: "Typical City"?

Buon Liverpool - City a tutti!

4 commenti:

Cioccio ha detto...

Dario,
Un post da brividi. Come solo tu sai fare!
Sei un pezzo di storia del City!!!

Anonimo ha detto...

Che spettacolo! Leggere city retro non ha prezzo...

Anonimo ha detto...

Ma come fai a sapere tutti questi dettagli come l'arrivo dei tifosi in ritardo?

Dario ha detto...

Ai tempi mi dilettavo a leggere le cronache del Sunday Times, nell'edizione che arrivava all'emeroteca di Ravenna al martedì mattina. Lessi lì questo particolare. Trovai conferma anni dopo sulla fanzine MCIVTA. Devo ammettere che qualche volta ebbi anche il coraggio di chiedere di fotocopiare qualche articolo che ci riguardasse! Sfortunatamente molto è andato perso durante i miei vari traslochi.
Grazie dei complimenti!