19.5.11

TEVEZ

L’Inter nei primi mesi dell’anno sembrava aver messo le mani sull’attaccante del Manchester City Carlitos Tevez, che sembrava in rotta con il club e con il tecnico dei Cityzens Roberto Mancini. Ora le cose sembrano cambiato nella squadra di Manchester, complice probabilmente la vittoria in FA Cup che ha dato maggior smalto e risalto oltre alla qualificazione in Champions League, la prima della storia del Manchester City. Il tecnico Roberto Mancini a Repubblica.it ha dichiarato: “Ha un contratto di 5 anni con noi e resterà qui. Ho parlato con lui spesso negli ultimi 20 giorni e mi sono fatto questa opinione
Si aprono quindi nuovi scenari per la trattativa che ha tenuto per un mese circa, tutti i tifosi nerazzurri sulla corda, il bomber argentino avrebbe quindi posto la qualificazione diretta alla Champions League del prossimo anno come condizione per la sua permanenza in Premier Leauge.
Niente Inter per l’argentino ma neanche Real Madrid che lo aveva cercato, secondo i giornali spagnoli, con insistenza nell’ultima settimana e staremo a vedere se negli ultimi 90 minuti della Premier di quest’anno la formazione di Mancini confermerà il traguardo raggiunto e a questo punto la permanenza di Tevez in blue.
In caso contrario sia Inter che Real Madrid potrebbero tentare nuovamente l’assalto al giocatore non del tutto convinto della sua permanenza allo stato attuale delle cose, secondo i più.


 

EPL 37 - MCFC 3-0 STOKE CITY


Da inguaribile pessimista avevo paura di uno “sbrago totale” dopo la vittoria in FA Cup, ma continuo a ricredermi sul carattere e la concentrazione della squadra costruita da Mancini. Non ho mai fatto mistero delle mie perplessità sulla scelta del Mancio come allenatore. Penso che sia un miracolato, nel senso che determinate condizioni molto favorevoli (Calciopoli) gli hanno consentito di far bene con le squadre che si è trovato ad allenare, ed ero convinto che in un ambiente in cui l’allenatore doveva necessariamente fare la differenza avrebbe trovato delle difficoltà. Devo ricredermi, per ovvi motivi. E devo aggiungere che vittorie come quella di ieri contro lo Stoke danno l’idea di come la squadra sia ancora determinata e “quadrata” nel perseguire un obiettivo che renderebbe fantastica una stagione gia comunque indimenticabile. Demolendo i nostri avversari abbiamo agguantato un terzo posto storico che, se confermato alla prossima di campionato, ci consentirebbe di accedere alla Champions senza giocare il preliminare, da sempre foriero di grossi problemi per la preparazione atletica, per il calciomercato, per una pianificazione della stagione fatta con criterio. E se una squadra risponde così anche con una pancia piena come la nostra significa che i ragazzi sono maturati e che il tecnico ha fatto, e sta facendo, un buon lavoro. La partita non ha avuto storia, ed ha confermato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il nostro obiettivo di mercato numero uno gioca con noi, veste la maglia numero 32 e risponde al nome di Carlos Alberto Tévez. Il primo gol di ieri è una perla che solo un fenomeno può regalare ai suoi tifosi: triangolo con Milner ad eludere l’intervento di un difensore e col pallone di ritorno doppio dribbling su due difensori e sassata sotto la traversa imprendibile per Sorensen. Minuto 14, difensori avversari portati via in stato confusionale, stadio (pieno) tutto in piedi, City terzo in classifica: spettacolo!
Dopo il momentaneo 2-0 di Lescott l’Apache conferma lo stato di grazia con una punizione dalla distanza che chiude il match sul 3-0 tondo tondo. Sipario.
Che dire? Viaggiamo sulle ali dell’entusiasmo, è chiaro, e siamo a soli 90 minuti dalla Champions diretta (che incidentalmente ha anche un peso nella composizione dei gironi), dipende tutto da noi. In ogni caso la squadra ha dimostrato di esserci, di essere cresciuta e di aver, secondo me, meritato la posizione che occupa. Mancio ha gestito diverse situazioni difficili (Balotelli su tutti, ma anche le entrate assassine di inizio stagione di de Jong, le esternazioni di Tevez a metà campionato, la delusione per Dzeko che non segna neanche a morire) ma soprattutto ha costruito un fortino inespugnabile che secondo me rappresenta la base da cui partire per raggiungere nuovi successi. Le vittorie si ottengono non prendendo gol, e il City ha capito come si fa (non a caso abbiamo la miglior difesa della Premier dopo il Chelsea di Carletto).
Alla prossima!

City: Joe Hart, Vincent Kompany, Joleon Lescott, Pablo Zabaleta, Micah Richards, Nigel de Jong, Adam Johnson (Shaun Wright-Phillips, 67), Yaya Toure, David Silva (Edin Dzeko, 57), James Milner, Carlos Tévez (Dedryck Boyata, 88).
Stoke: Thomas Sørensen, Ryan Shawcross, Marc Wilson, Andy Wilkinson, Danny Collins, Danny Pugh, Salif Diao, Dean Whitehead, Glenn Whelan (Ryan Shotton, 74), Jonathan Walters, John Carew (Rory Delap, 73).
Reti: Tévez 14, 65, Lescott 53.
Arbitro: Lee Probert
Stadio: City of Manchester Stadium
Spettatori: 45.103 


16.5.11

E IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU! F.A. CUP WINNERS!!!




Ricominciamo a vincere dopo 35 anni. Allora fu la Coppa di Lega, oggi la F.A. Cup che mancava nella nostra bacheca da 42 anni. Nel 1969 Neil Young, scomparso pochi mesi fa, siglò il goal che ci fece superare il Leicester City. Oggi Yaya Toure, che già aveva segnato la rete decisiva nella semifinale contro i cugini di campagna si ripete e, dopo 74 minuti di assedio alla porta dello Stoke City, segna il goal della vittoria ed entra nella storia del nostro club. E’ una vittoria importante che, insieme alla qualificazione in Champions League, rende indimenticabile questa stagione.

Vogliamo esprimere tutto il nostro affetto ai tifosi dei Potters, e rendere merito ai loro giocatori inaspettatamente arrivati in finale. Il fatto che l’allenatore dei nostri avversari fosse Tony Pulis sembra essere un segno del destino. Nel 1999 il manager guidò il Gillingham contro il City nell’incredibile finale dei play off per guadagnarsi un posto in First Division. Allora al 90° e al 95° Horlock e Dickov segnarono i 2 goal che ci permisero di raggiungere sul 2 a 2 i nostri avversari e di vincere ai rigori. Ieri il passaggio dalla terza alla seconda categoria dei campionati inglesi, oggi la F.A.cup. La nostra storia e il nostro presente. Noi non dimentichiamo da dove veniamo!

Un omaggio va a Roberto Mancini che ci ha guidato alla vittoria. Non era facile, perché la squadra era nuova e perché tutti erano pronti a sottolineare qualunque passo falso dei nuovi ricchi che pretendono di riscrivere gli equilibri del calcio europeo. Un ringraziamento va a tutti i giocatori che sono scesi in campo quest’anno. Un pensiero va a tutti i tifosi dei Blues, che sono rimasti fedeli in tutti questi anni di difficoltà, anche a quelli italiani, che per anni hanno dovuto dire “Manchester City, non United!”. Un pensiero va anche ai cugini di campagna che domani riporranno lo striscione allo Stadio di Old Trafford con il numero di anni trascorsi dall’ultima vittoria del City. Non so dove lo metteranno ma sono sicuro che nella sponda blue di Manchester i suggerimenti non mancano…. Infine un saluto ad Arsene Wenger che dichiarò dopo l’ingresso dello sceicco Mansour nel Manchester City: “Non mi spiego la presenza degli arabi al City. Ci sto provando ma non riesco a trovare una risposta razionale alla mia domanda perché l'hanno fatto?“. Glielo spieghiamo noi: per vincere, cosa che non riesce a lui!

Cosa ci riserva il futuro non lo sappiamo. Come prima cosa bisogna onorare la Premier League, anche perché l’Arsenal è a 2 punti ed il terzo posto, che ci consentirebbe di evitare i preliminari di Champions League, è alla nostra portata. Poi penseremo al mercato. Tanti i nomi che si sentono: da Fabregas a Ibrahimovic a Cavani. Probabilmente trattenere Tevez sarebbe l’acquisto più importante.

La cronaca

A Wembley, alle famose "3 o'clock", Manchester City e Stoke City si contendono la 151esima edizione dell'F.A Cup. Il City attacca fin dai primi minuti, e sfiora il gol in 4 occasioni: prima Sorensen si oppone a Tevez poi ci provano Kolarov e Kompany ed infine Tourè sfiora il palo della porta dei Potters. Dopo lo sforzo iniziale dei Citizen, lo Stoke riesce a rompere l’assedio. Sul finire riemerge il City che sfiora il vantaggio: un bellissimo tiro a giro di Balotelli trova ancora prontissimo Sorensen che compie una bellissima parata. Ancora il City vicino al vantaggio con Silva che, pochi minuti più tardi, conclude male a porta semivuota.

Il secondo tempo vede uno Stoke un po’ più deciso e verso la mezz'ora ha la palla del match-point: Jones vince un duello con Lescott, e si invola in area davanti ad Hart, che però è perfetto nell'uscita. Al 74° la svolta decisiva: Silva vince un contrasto e serve Balotelli; l'italiano prova in scivolata, ma una deviazione ne stoppa il tiro, arriva come un treno Yaya Tourè, che lancia un siluro da pochi passi su cui Sorensen non può fare niente. Dal gol la gara è solo di marca Citizen, con Balotelli e Silva abilissimi a tenere palla, e anche a sfiorare il gol. Finisce 1 a 0, con Balotelli nominato man of the match.

Le Pagelle

Hart: 7,5 Impegnato una sola volta. Salva il risultato sullo 0 a 0. Grazie!
Richards: 7 Si fa sentire in fase difensiva e si propone con continuità sulla fascia.
Lescott 6: Partita attenta. A metà ripresa però si perde Jones libero di battere solo davanti ad Hart.
Kompany 7,5 Non concede nulla a nessuno. Grandioso come sempre.
Kolarov: 7 spinge e copre con sicurezza.
De Jong: 7 il solito mastino.
Barry : 7 Se il Mancio non rinuncia mai a lui c’è un motivo.
Johnson: 6 Entra nella ripresa. In pochi se ne accorgono.
Yaya Toure 7,5 C’è sempre. Suoi i goal in semifinale e in finale che ci consegnano la coppa
Silva 6: Non il solito Silva. Si mangia un goal incredibile.
Viera: s.v. Entra a partita conclusa
Balotelli: 8 Una partita al servizio della squadra. Man of the match.
Tevez: 7 Capitano resta con noi
Zabaleta: s.v. Entra a partita conclusa

Le dichiarazioni

Ecco Roberto Mancini: “Siamo stati fantastici, posso solo dire che sono felicissimo per tutti i tifosi. Dopo molti anni vincere un trofeo è grandioso. Questo è solo un pezzo nella storia del City, il bello inizia ora. Il titolo dello United? Noi pensiamo solo a festeggiare il nostro, abbiamo battuto un grande Stoke oggi. Balotelli? Mario ha giocato molto bene e credo che per lui sia una coppa molto importante, lo aiuterà a maturare come uomo e migliorare come calciatore. Prima della partita lo avevo minacciato: se si fosse innervosito lo avrei sostituito anche dopo 15 minuti. Un giocatore col suo talento non può perdere la calma e compromettere la prestazione. Sono contento perché è stato bravo. Quest’anno era importante cominciare a vincere, in una settimana ci siamo assicurati la qualificazione in Champions League e la Fa Cup, due grandi soddisfazioni. Ora però dobbiamo compiere un altro passo e continuare il processo di miglioramento, perché il prossimo anno dovremo cercare di lottare per il titolo.”

Mario Balotelli: “Quella di oggi e’ stata una bella emozione, soprattutto dopo questo anno, durante il quale la gente ha parlato un po’ così di me . Io non ho mai detto niente, ho cercato di dimostrare sul campo, qualche volta ci sono riuscito, altre volte no. Oggi sono contento: era la finale, mi hanno detto che sono stato nominato ‘man of the match’: io non lo so, però penso di aver lavorato per la squadra e va bene così. Sono anche contento per la qualificazione in Champions League, perché’ era tanto tempo che non andavano in Champions League. Fortunatamente, e’ un caso che sono arrivato io, però e’ grazie a tutta la squadra che siamo riusciti a raggiungere due obiettivi importanti.”

Hart: “Non potrebbe importarmi di meno di come lo United reagirà al nostro titolo. Sono infastidito anche solo nel pronunciare il loro nome perché oggi la nostra vittoria non ha niente a che fare con loro”.

Yaya Toure: “E’ una vittoria fantastica, il Manchester City è un grandissimo club e merita successi del genere. Finalmente abbiamo trasformato i sogni dei tifosi in realtà, è fantastico per il nostro club conquistare un trofeo. Sono stato bravo nell’azione del gol, avevo tanti avversari davanti ma ho calciato bene. Il giorno in cui sono arrivato avevo detto che avrei fatto di tutto per portare dei trofei a questa squadra, per fortuna ci siamo riusciti. Vincere l’FA Cup e arrivare in Champions è un ottimo inizio, ora vogliamo festeggiare.”

Manchester City: Hart, Richards, Lescott, Kompany, Kolarov, de Jong, Barry (Johnson 73°), Yaya Toure, D Silva (Viera 90°), Balotelli, Tevez (Zabaleta 87°).
Stoke City: Sorensen, Wilkinson, Shawcross, Huth, Wilson, Pennant, Whelan (Pugh 84°), Delap (Carew 81°), Etherington (Whitehead 61°), Walters, Jones.
Marcatori: Yaya Toure 74°
Wembley Stadium
Spettatori: 88643
Arbitro: Martin Atkinson


12.5.11

TUTTI GENEROSI CON MANCINI...

Dalla Gazzetta dello Sport...

Londra, 11 maggio 2011 - Un’autorete di Peter Crouch manda il Manchester City “over the Blue moon” (Daily Mail), ma anche “into the promised land” (Daily Telegraph) e “in the big league” (Daily Star). Insomma, in Champions League, che era poi l’obiettivo minimo per questa stagione se Roberto Mancini voleva avere una speranza di mantenere il suo posto in panchina (e adesso si sussurra che sia pronto un rinnovo per due anni). Non a caso, “Job done for Mancini and City”, titola il Mirror Sports, sottolineando le parole dello stesso tecnico italiano. “Quando sono arrivato qui, avevo detto che il City poteva diventare uno dei primi club in Europa – ha spiegato il Mancio a fine gara - e questo è solo il primo passo. Sono molto orgoglioso, perché dopo molti, molti anni il Manchester City potrà giocare in Champions League e questo lo abbiamo ottenuto per merito dei giocatori che volevano la Champions e la meritano. E’ un sollievo averla raggiunta e sono felice perché questo è il nostro primo obiettivo”. Lo Stoke City, prossimo avversario nella finale di FA Cup, è dunque avvisato.

Il regalo di "Crouchie" — Peccato però che sabato a Wembley non ci sarà “Crouchie”, la cui sciagurata gaffe è costata al Tottenham la speranza dell’Europa che conta e che, quindi, per questo è finito alla pubblica berlina mediatica. E se il Guardian preferisce la cronaca (“City finally realise Champions League dream thanks to Crouch own goal”), il Daily Express opta per un gioco di parole con il nome dello spilungone attaccante che si fa verbo (“Spurs crouch at City’s feet”) per indicare il Tottenham ai piedi del City, mentre il “Daily Star” parla apertamente di regalo, spiegando che “Crouchie gifts City a top 4 spot”. E come celebrare al meglio l’approdo fra le grandi se non con un acquisto di quelli che faranno il botto? Detto fatto, ci pensa il Sun a lanciare la “bomba” con quel “Cesc in the City” che oltre a fare il verso alla popolare serie tv ipotizza il passaggio di Cesc Fabregas alla squadra dello sceicco Mansour per 50 milioni di sterline: 15 in più del prezzo fissato dall’Arsenal per lasciar partire il proprio capitano e, pertanto, fuori dalla portata di molti altri club che lo volevano, a partire dal Barcellona

EPL 36 . MCFC 1-0 TOTTENHAM HOTSPUR


IL MANCHESTER CITY E’ PER LA PRIMA VOLTA NELLA SUA STORIA IN CHAMPIONS LEAGUE. Ieri i nostri ragazzi hanno superato di misura gli Spurs lasciando il Liverpool a 7 punti con 2 partite da giocare. E’ qualificazione matematica. Non è stata una gran partita ma il risultato è arrivato. Vinciamo senza giocare bene e succede spesso; forse significa che stiamo diventando grandi… Cominciamo a mettere piede nell’olimpo del calcio e, ironia della sorte, lo facciamo grazie ad un autorete di quel Peter Crouch che l’hanno scorso segnò il goal con cui gli Spurs espugnarono il City of Manchester Stadium, relegandoci al quinto posto fuori dall’Europa che conta. A differenza dello scorso anno siamo a ridosso delle grandi (a 2 punti dall’Arsenal, a 5 dal Chelsea e a nove dai cugini di campagna). La squadra c’è e l’anno prossimo servirà solo qualche innesto mirato per fare il salto di qualità. Menzione particolare meritano alcuni giocatori. David Silva è ormai l’idolo indiscusso dei tifosi dei Blues: ieri un applauso scrosciante sottolineava ogni suo tocco di palla. Non va dimenticato Joe Hart che ci ha salvato in tante occasioni e che ha ripetuto la strepitosa annata dello scorso anno. Mancini lo ha lanciato (sempre presente quest’anno in Premier League) e ci ha visto bene. Yaya è stato spesso decisivo e ha portato quella mentalità che solo chi ha già vinto può avere. Aspettando la finale di F.A. Cup…

La cronaca

Grande cornice di pubblico. Cominciano all’attacco i citizen, con Silva che illumina e Richards che crea la superiorità numerica sulla sua fascia. La prima grande occasione capita sui piedi di Edin Dzeko, che triangola con Silva, ma non ha la freddezza di infilare Cudicini, bravissimo a respingere d’istinto. Il Tottenham cresce alla distanza, e comincia a macinare gioco. Lennon fa impazzire Zabaleta, che fatica molto a contenere i suoi inserimenti. Al 30° la svolta decisiva della gara: prima, dopo l'ennesima incursione di Lennon, Modric si divora il gol dello 0-1 poi Milner mette in mezzo sugli sviluppi di un angolo e Crouch, nel tentativo di anticipare Lescott, batte il suo portiere. Gli uomini di Mancini riprendono animo, e provano a chiudere il match con Silva e Dzeko ma senza esito. Sul finire del tempo, cresce il Tottenham, ma il risultato resta fisso sull'1-0. Il secondo tempo comincia con un miracolo di Hart, che devia in angolo un bel colpo di testa di Pienaar. Poi, per 20 minuti buoni, i padroni di casa arretrano paurosamente, e lasciano campo libero al Tottenham, che però non concretizza la netta superiorità territoriale. Ci prova Van Der Vaart, ma spesso gli capitano tiri sul destro, e i palloni si alzano sopra la traversa. Il City gioca di rimessa, e qualche volta arriva in area di rigore, ma una volta Milner, Dzeko e Tourè, peccano di imprecisione. C'è tempo per il rientro di Carlos Tevez e, da quando entra l'argentino, il City comincia a salire e a tenere il pallone. Vieira, servito da Tevez, sfiora il 2-0, con un colpo sotto respinto da Gallas a portiere battuto. L'ultima occasione è un contropiede di Tevez che prova a piazzarla, trovando un grande Cudicini. Poi, il fischio finale e la festa.

La prestazione

La partita non è stata bella. Il City parte forte: vuole archiviare la pratica Champions League e si vede. Siamo però passati in vantaggio su autorete subito dopo aver rischiato grosso. Questa volta la fortuna è stata dalla nostra parte. Come al solito, una volta in vantaggio, abbiamo lasciato l’iniziativa agli avversari e siamo arretrati troppo, anche se gli Spurs hanno avuto solo un’occasione per pareggiare. Solo nel finale siamo riusciti a venir fuori. Abbiamo concluso la partita con Tevez, Dzeco in campo, cosa che non pensavo che Mancini avrebbe fatto. Confortanti la prestazione di Richards e il quarto d’ora giocato da Tevez, recuperati per la finale di F.A. cup di sabato a Wembley. Dzeko continua a lasciarci perplessi in fase realizzativa.

Le pagelle

Hart: 7,5 Poco impegnato; quando serve compie il miracolo su Pienaar. Semplicemente il miglior portiere del Regno Unito.
Richards: 7 Buono il rientro. Si propone in attacco nel primo tempo corre e copre bene la sua fascia durante tutta la partita.
Lescott: 7: Sicuro e puntuale.
Kompany 7,5: Il solito Kompany.
Zabaleta: 4 Per lui Lennon è un incubo. In grande imbarazzo. Un sollievo per lui e per noi quando esce per un taglio al viso per un brutto intervento di Crouch.
De Jong: 6,5 Il solito leone.
Milner: 6,5 Suo il cross per Crouch :-) in occasione del goal. Svolge diligentemente il suo compito.
Yaya Toure: 6,5 Gioca più arretrato del solito se la cava bene nel ruolo che aveva a Barcellona.
Silva: 7,5 Un piacere vederlo giocare. Un piacere ancora più grande vederlo giocare con la nostra maglia.
A Johnson: 6 Presente. Nulla di più.
Dzeko: 5 Solo tanta volontà.
Kolarov 6,5 Entra al 57°. Limita le sfuriate di Lennon.
Tevez 7 Entra all’ 83° e si vede. La squadra sale e non è più in balia degli avversari.
Vieira: 6,5 Va vicino al goal, corre. Un vecchietto che ha ancora tanta voglia di giocare.

La dichiarazione del Mancio

"La scorsa estate ho avuto un incontro con la proprietà e mi è stato chiesto di andare in Champions League, ora ci siamo. Abbiamo avuto qualche problema all'inizio della stagione perché molti giocatori tornavano dalla Coppa del Mondo. Penso che il prossimo anno andrà meglio. Abbiamo comprato buoni giocatori che meritano di giocare in Champions, non in Europa League. E stata una qualificazione pienamente meritata perché siamo sempre stati nei primi quattro posti della classifica. E' stato un risultato difficile da ottenere, in Inghilterra ci sono sei-sette squadre davvero di qualità. Ma noi siamo migliorati molto rispetto all'anno scorso. In due o tre anni possiamo diventare una delle migliori squadre d'Europa"

Manchester City: Hart, Richards, Lescott, Kompany, Zabaleta (Kolarov 57), DeJong, Milner, Yaya Toure, Silva (Tevez 83mins), A Johnson (Vieira 66mins), Dzeko.
Tottehham: Cudicini, Corluka, Gallas (Kaboul 87mins),Dawson, Rose, Sandro, Palacios (Pienaar 31mins), Lennon, Modric, Van der Vaart, (Defoe 76mins)
Arbitro: Mike Dean (Bootle)
Marcatori: 30° Crouch (autorete)
Spettatori: 47069

9.5.11

EPL 35 - EVERTON 2-1 MCFC


Non ne posso più di perdere con l’Everton! Il City cade dopo essere passato in vantaggio; si fa prima raggiungere e poi superare, ma conserva ancora 6 punti di vantaggio sul Tottenham, che contro il Blackpool non ne approfitta e guadagna solo un punto: a White Hart Lane finisce infatti 1-1. Se questa sera il Liverpool supererà il Fulham si porterà a 4 punti ma con una partita in più. Superando il Tottenham nel recupero di domani il quarto posto comunque sarà matematico. Questa sera in ogni caso tutti a gufare i Reds. Certo che se avessimo vinto non ce ne sarebbe stato bisogno e il terzo posto sarebbe stato alla nostra portata. Aspettando la finale di F.A. cup…

La cronaca

Mancini lascia in panchina Balotelli e si affida a Edin Dzeko come riferimento offensivo, ma è David Silva l’uomo più pericoloso. Ogni volta che lo spagnolo tocca la palla nasce un’azione importante: sinistro a lato di poco al 9°, grande assist sprecato da Vieira due minuti dopo, poi al 29° Yaya Touré sfrutta l’appoggio e insacca con un gran destro in diagonale da posizione defilata. L’Everton reagisce solamente con uno sporadico colpo di testa di Rodwell al 40°. Il City ha lo spazio per far male in contropiede ma Touré spreca al 50’ la palla del 2-0 sparando addosso a Howard sull’ennesimo assist illuminante di Silva. L’Everton preme e al 65’ arriva il pareggio: punizione di Arteta sul secondo palo e Distin stacca bene e insacca, con Hart non perfetto in questa circostanza. Subito dopo il gol dell’1-1 il City si scioglie. Dopo un paio di mischie e un errore pazzesco di Beckford al 72°, arriva il sorpasso firmato Lion Osman: il centrocampista è abilissimo a inserirsi sul cross da destra di Neville per l’incornata del 2-1 che supera il nostro portiere. Hart poi evita il 3-1 respingendo un tocco sotto misura di Beckford. Inutile l’assedio finale del City.

La prestazione

Partita dai due volti. Dominio assoluto dei nostri ragazzi fino al pareggio dell’Everton. Poi, in maniera sconcertante, il City sparisce dal campo e subisce anche il secondo goal. Speriamo sia un episodio…

La dichiarazione del Mancio

“E’ incredibile come abbiamo perso questa partita! Alla fine del primo tempo pensavo che per noi fosse impossibile perdere. Abbiamo avuto molte occasioni per vincere la partita. Se non sei concentrato fino al 90° questo può succedere. Dobbiamo anche imparare che non è importante chi segna. I giocatori devono essere meno egoisti. Non penso che avremo problemi a qualificarci per la Champions League ma martedì contro il Tottenham sarà un mach durissimo. Non ci voleva questa partita prima della finale di F.A. cup. “ Il tecnico ha anche aggiunto che spera che Tevez possa rientrare già dal prossimo match.

Everton: Howard, Hibbert (Beckford 46mins), Baines, Heitinga, Jagielka, Arteta, Distin, Osman, Neville, Rodwell (Cahill 64mins), Anichebe (Coleman 85mins)
Manchester City: Hart, Zabaleta (Balotelli 81mins), Kompany, Lescott, Kolarov, DeJong (Jo 89mins), Vieira (Johnson 77mins), Silva, Milner, Yaya Toure, Dzeko
Spettatori: 37351
Abitro: Phil Dowd (Stoke)
Marcatori: 28° Toure , 65° Distin, 71° Osman

6.5.11

DALLA GAZZETTA

LONDRA, 6 maggio 2011 - Alex Ferguson ha definito la Premier un campionato tribale, ma le prime tribù che si contendono gloria e fama sono proprio quelle di Manchester. L'ascesa ad alti livelli del City di Roberto Mancini, con l'imminente qualificazione in Champions e la finale di Coppa d'Inghilterra alle porte, hanno semplicemente certificato la consistenza delle ambizioni dei Citizens.


Il City apre la cassa — "Verrà il giorno che ammaineremo la bandiera dello United", ha promesso Mancini: il passaggio obbligato è quello del potenziamento della squadra. E' quello che hanno in mente i dirigenti del City, a cominciare dallo sceicco Mansur, il proprietario, figlio dell'ex emiro degli Emirati Arabi. Pronte 80 milioni di sterline per comprare Gareth Bale, l'interessantissimo esterno dello Shakhtar Donetsk Douglas Costa, ma il grande colpo potrebbe essere l'acquisto di Kaka. Il City, secondo il Daily Mail, sarebbe pronto ad offrire il cartellino di Adebayor, più 22,5 milioni di sterline. Non solo: nell'operazione di rafforzamento è contemplata la conferma di Tevez, che Mancini non vuole assolutamente perdere.

Nuovo corso United — Il Manchester United non è turbato più di tanto dalle ambizioni dei cugini, ma Ferguson sta già pianificando la nuova stagione. Il primo obiettivo è quello di un portiere. Non ci saranno ripensamenti da parte di Van der Sar, che chiuderà la carriera con la finale di Wembley di Champions del 28 maggio. E' stato lo stesso Ferguson a consigliarlo di non tornare indietro sulle sue decisioni. Gli obiettivi sono De Gea (Atletico Madrid), Patricio (Sporting Lisbona), Muslera (Lazio), Reina (Liverpool). Un nome per l'attacco spuntato nei giorni scorsi è quello dell'argentino Osvaldo, ex Bologna e Fiorentina, oggi all'Espanyol, ma il vero colpo potrebbe essere l'onnipresente Bale.

Scontro su Bale — Il francese Evra è in calo, serve un nuovo esterno sinistro. Il problema di Bale per lo United non è il prezzo (il Tottenham chiede ufficialmente non meno di 80 sterline, ma è un bluff), quanto la posizione occupata dallo stesso Bale negli ultimi tempi. Recita più da esterno alto che basso, ma un'offerta del Manchester e il lavoro di Ferguson potrebbero riportare il gallese alle origini. Il cartellino di Bale potrebbe essere il tormentone di un derby di mercato: qui Manchester United, a voi Manchester City.

PILLOLE

Calciomercato.it


Il difensore del Manchester City, Vincent Kompany, giura fedeltà al suo attuale club e rivela al 'Sun', di voler terminare la carriera nei 'Citizens': "Sto guardando al futuro e sto pensando a lungo termine - le parole del belga riportate dal quotidiano britannico -. Qui al City sto benissimo e voglio diventare parte integrante di ciò che sta succedendo. Non mi è mai stato concesso nulla ed ho sempre lavorato duramente perchè penso che tutti noi compagni di squadra dobbiamo considerarci fortunati di poter prendere parte a questa splendida storia" Il ragazzo originario di Uccle, sta diventando un veterano della sua squadra. Arrivò dall'Amburgo al City nel 2008 su richiesta dell'allora tecnico Mark Hughes che cercava un centrocampista capace di destreggiarsi, al bisogno, anche in difesa. Con l'approdo di Roberto Mancini invece, Kompany è diventato uno dei più affidabili centrali difensivi della Premier League tanto da scatenare in passato anche l'interesse del Milan (leggi qui). Ora, a 25 anni compiuti, vuole assolutamente aiutare il suo club a vincere la FA Cup oltre che a conquistare un posto per la prossima Champions League.

CalcioNews24.com

Vincent Kompany è uno dei giocatori del Manchester City ad aver mostrato i migliori progressi nel corso dell’ultima stagione. Adesso il difensore belga spera in un finale vincente di stagione per sè e per il club inglese “E’ vero, ho fatto molti progressi, ma ho ancora tanto da dimostrare e da dare a questo club: sono impaziente del futuro – ha rivelato oggi il giocatore a fifa.com – . Non sono mai stato accolto così tanto bene da dei tifosi e da un Paese in generale come sta accadendo qui. Sono orgoglioso di far parte di questa squadra e di tutto quello che sta succedendo”.

TuttoMercatoWeb.com

Secondo Il difensore del Bolton Gary Cahill continua ad essere accostato con insistenza al Manchester City. Secondo il ‘Guardian’ la dirigenza dei Citizens potrebbe offrire 20 milioni di sterline ai Wanderers per assicurarsi il nazionale inglese.

L’attaccante del Manchester City, attualmente in prestito al Real Madrid, Emmanuel Adebayor, è richiesto ancora da moltissimi club europei di primo e secondo piano. Per lui, scrive oggi itasportpress.it, i turchi del Fenerbahce avrebbero già presentato un’offerta di circa 20 milioni di euro, una cifra superiore rispetto ai 15 richiesti dai Citizens per il giocatore togolese.

Il Manchester City fa la voce grossa. Il club inglese non vuole farsi prendere per la gola e farsi trovare impreparato quando, a fine stagione, Carlos Tevez chiederà di essere ceduto.Secondo il quotidiano inglese Independent, infatti, il Manchester City non ha intenzione di vendere il suo bomber e giocatore più rappresentativo per meno di 50 milioni di sterline, ossia 55 milioni di euro.L'Italia, riferisce il quotidiano, è la meta assolutamente più probabile, e solo l'Inter viene ritenuta in grado di sostenere una spesa di questo tipo. Sommando, però, la cifra necessaria per il cartellino a quella esorbitante dell'ingaggio dell'Apache, l'acquisto di Tevez diventerebbe assolutamente inavvicinabile anche per la società di Massimo Moratti, che da tempo ormai ha deciso di non sostenere spese così "folli".Stimare in 55 milioni di euro il prezzo di vendita di Tevez, quindi, equivale a dichiarare il giocatore incedibile, perché è escluso che l'Inter possa raggiungere, ma anche solo lontanamente avvicinare, una cifra di questo tipo.

IlSussidiario.net

Sembra destinato a lasciare l’Italia e la Serie A, il fenomenale talento dell’Udinese, Alexis Sanchez. Dopo una stagione superlativa in cui ha attirato su di se i principali riflettori delle big europee, l’attaccante nazionale cileno dovrebbe sbarcare a breve in Premier League, al Manchester City di Roberto Mancini.
Ne è convinto in particolare il noto esperto di calciomercato di Sky Sport, Gianluca Di Marzio, che tramite il proprio sito web ha snocciolato le ultime indiscrezioni sul bianconero: «Per il momento, non sono previsti colpi di scena: Alexis Sanchez è diretto verso Manchester, sponda City, dove da almeno due mesi stanno lavorando a fari spenti per concludere l’acquisto del cileno. I contatti tra le società sono continui, l’agente del giocatore (Felicevic) si è anche già visto segretamente con gli inglesi, l’affare si può fare. L’Inter ha poco tempo per rilanciare: sempre che non sia già troppo tardi…». Sulle tracce del giovane attaccante dell’Udinese vi sono diverse società italiane. In cima alla lista dei desideri vi sarebbe l’Inter, ma nelle ultime settimane anche il Napoli avrebbe effettuato una sorta di sondaggio per avere il Nino Maravilla.

4.5.11

EPL 34 - MCFC 2-1 WEST HAM UTD


Anche questa settimana il City chiude la giornata di Premier League. Questa volta la vittima è il West Ham superato per 2 a 1. Consolidiamo il quarto posto con 7 punti di vantaggio sul e Tottenham, che perde a Stamford Bridge immeritatamente e vittima di un palese errore arbitrale. A 7 punti è anche il Liverpool che però ha giocato una partita in più . Mancano 3 partite più il recupero con gli Spurs e l’accesso alla Champions League sembra cosa fatta. Aspettando la finale di F.A. cup per interrompere il nostro lungo digiuno...

La cronaca

Il City entra in campo, come sempre nelle ultime uscite, con Hart, Zabaleta, Kompany, Lescott, Kolarov, De Jong, Barry, Johnson, Yaya Toure, Silva e Balotelli. La partenza del City è impressionante. Al 3° Balotelli manda a lato di un soffio staccando di testa su calcio d’angolo. Al 10° De Jong porta in vantaggio il City con una rasoiata da 20 metri su corta respinta della difesa degli Hammers. Al 14° il raddoppio: Silva, testa alta, si inventa una splendida palla morbida che mette Zabaleta in condizioni di concludere davanti a Green e l’argentino non sbaglia. Sembra una passeggiata e invece prima al 31° un errore dei centrali difensivi mette Keane solo davati ad Hart che si oppone da campione, poi al 34° Ba pareggia colpendo, dimenticato da Lescott, dall’area piccola. La ripresa è un monologo dei Blues. Al 55° Silva lancia Balotelli che entra in area, tira e colpisce la traversa. Al 62° Silva mette in condizioni Balotelli di colpire a portiere Battuto ma la palla viene fermata sulla linea di porta dalla difesa degli Hammers. Green si oppone all’82°ad una conclusione di Dzeko dalla distanza e all’84° ad un tiro deviato di Silva. All’87° una conclusione da fuori area di Silva sorvola la traversa.

La prestazione

Vittoria indubbiamente meritata. Dopo l’immediato doppio vantaggio la difesa è un po’ distratta e i centrali non brillano come nelle ultime uscite. Dopo che il West Ham accorcia le distanze c’è solo il City in campo. Un po’ più di freddezza sotto porta ci avrebbe consentito di non concludere il mach con il risultato ancora in bilico.

Le pagelle

Hart: 7 - Sempre sicuro. Si oppone a Keane da campione.
Zabaleta: 7 - Corre, segna, difende.
Kompany: 6,5 - Con Lescott sbaglia il fuorigioco e concede un’occasione a Keane. Ma allora è umano…
Lescott: 5,5 - Si perde Ba in occasione del goal.
Kolarov: 6.5 - Una buona partita.
De Jong: 7 - Questa volta il mastino segna pure.
Barry: 6,5 - Dà ordine al centrocampo.
Johnson: 6 - Non è la sua miglior giornata.
Yaya Toure: 6 - Si vede meno che nelle precedenti uscite.
Silva 8: - Incontenibile. Classe da vendere. E’ presente in tutte le azioni importanti dei Blues.
Balotelli: 6,5 – Una traversa, un col mancato. Tanto impegno.

La dichiarazione del Mancio

La cosa importante è che abbiamo ottenuto i 3 punti. Abbiamo giocato un calcio fantastico per i primi 25 minuti poi, dopo i primi 2 goal abbiamo pensato che la partita fosse finita. Abbiamo fallito molte occasioni per il 3 a 1 e quando non chiudi la partita è molto pericoloso. E’ importante avere 7 punti in più del Tottenham e del Liverpool, mancano 4 partite e doppiamo conquistare almeno 6 punti. Oggi hanno segnato Nigel e “Zaba” ed è importante essere in grado di realizzare non solo con gli attaccanti.

City: Joe Hart, Joleon Lescott, Aleksandar Kolarov, Pablo Zabaleta, Vincent Kompany, David Silva, Gareth Barry (Edin Dzeko, 74), Nigel de Jong (James Milner, 45), Adam Johnson, Yya Toure, Mario Balotelli (Patrick Vieira, 86).
West Ham Utd: Robert Green, Lars Jacobsen, James Tomkins, Matthew Upson (Manuel Da Costa, 26), Jonathan Spector, Daniel Gabbidon, Luis Boa Morte (Victor Obinna, 79), Thomas Hitzlsperger, Freddie Sears, Robbie Keane (Carlton Cole, 66), Demba Ba.
Reti: De Jong 10, Zabaleta 15, Ba 33
Arbitro: H. Webb
Stadio: City of Manchester Stadium
Spettatori: 44.511