30.11.11

Arsenal - City: i voti


di Dario G.

Pantilimon 7 - Due belle parate nel primo tempo e grande attenzione nel secondo. Ottimo il secondo portiere!
Zabaleta 7 - Sempre presente e sempre fedele. Ha affrontato forse il loro migliore giocatore ieri sera, Oxlade-Chamberlain ed ha tenuto testa alla sua velocità.
Savic 7 - Avere Kolo vicino con la sua esperienza gli ha sicuramente giovato; il ragazzo si è dimostrato pronto per una partita importante. Affidabile.
Kolo 7 - Sicuramente meglio accolto di Nasri, ha messo a disposizione della retroguardia tutta la sua classe e la sua lunga militanza sui campi di calcio inglesi.
Onuoha 7 - Ha giocato la sua prima partita da mesi e non ha deluso.
de Jong 7 - Non ha giocato su grandi ritmi ma il suo apporto lo si avverte sempre....soprattutto quando non c'è.
Hargreaves 6 - Considerati tutti i suoi infiniti problemi fisici, ha giocato in modo più che dignitoso.
Kolarov 5 - Sostituito dopo mezz'ora e giustamente; l'errore è stato quello di schierarlo da interno in un centrocampo a tre, non propriamente la sua posizione.
Nasri 5 - Fischiatissimo dal suo vecchio pubblico, ha sentito la pressione e non ha giocato al meglio. Secondo il mio parere non si è ancora totalmente inserito nella nostra squadra.
Johnson 6,5 - Meraviglioso il passaggio di esterno per il gol del Kun!
Dzeko 7 - Ha lavorato tantissimo per la squadra ed ha perso un po' in precisione. Monumentale però la sua ripartenza che dà il via all'azione decisiva del match e del turno di qualificazione.
Aguero 7 - Determinante. 


29.11.11

ELC 3 Arsenal 0-1 City


di Cioccio

Arsenal: Lukasz Fabianski, Laurent Koscielny, Johan Djourou, Ignasi Miquel (Thomas Vermaelen, 80), Sébastien Squillaci, Alex Oxlade-Chamberlain (Andrey Arshavin, 87), Francis Coquelin, Yossi Benayoun, Emmanuel Frimpong, Marouane Chamakh, Park Chu-Young (Gervinho, 68)
City: Costel Pantilimon, Nedum Onuoha, Stefan Savic, Pablo Zabaleta, Kolo Touré, Aleksandar Kolarov (Sergio Agüero, 32), Samir Nasri, Nigel de Jong, Owen Hargreaves (Abdul Razak, 79), Adam Johnson, Edin Dzeko
Reti: Agüero 83
Arbitro: Lee Probert
Stadio: Emirates Stadium
Spettatori: 60,028

E' sempre bello battere il Sacerdotino Gallo! A domani per il commento.


28.11.11

Arsenal preview

  
di Cioccio

Domani sera affronteremo l’Arsenal all’Emirates Stadium per i quarti di finale di Carling Cup.  Entrambi gli allenatori faranno riposare i giocatori più affaticati. I Gunners rinunceranno probabilmente a Van Persie, Walcott , Ramsey e Diaby. Per il City non giocheranno Balotelli e Barry, che sono squalificati. E’ verosimile che riposino Aguero, Silva, Kompany e Lescott. Della partita saranno probabilmente le seconde linee Kolo Toure, Savic e Razak. Queste le probabili formazioni:


L’ex Samir Nasri dovrebbe scendere in campo e sicuramente l’accoglienza dell’Emirates Stadium non sarà benevola. Ha provato a gettare acqua sul fuoco il nostro “amico” Arsene Wenger: ”Ci aspettiamo rispetto per chi ha giocato con la nostra maglia. Martedì sera sarà più importante il tifo per la nostra squadra che un atteggiamento negativo nei confronti dei giocatori del City. Dobbiamo essere tutti uniti per vincere questa partita.” Gael Clichy, come Nasri passato la scorsa estate dai Gunners ai Citizens, sarebbe contento di vedere dal campo i suoi ex compagni: “L’Arsenal è un grande club e in quella squadra giocano molti dei miei amici. Non so ancora se martedì giocherò. Il nostro manager sta facendo ruotare molto i giocatori. Bisogna aspettare per vedere chi scenderà in campo. Sarei felicissimo di giocare questa partita.”

Un po’ di storia.  Entrambe le squadre hanno vinto la Coppa di Lega 2 volte: noi nel 1970 e nel 1976, l’Arsenal nel 1987 e nel 1993. L’ultima volta che abbiamo superato i Gunners a Londra è stato più di 36 anni fa, nell’ottobre del 1975. Dopo 5 sconfitte e un pareggio, al settimo tentativo siamo riusciti per la prima volta a battere l’Arsenal in Coppa di Lega nel dicembre del 2009, quando abbiamo vinto per 3 a 0 con reti di Tevez, Wright-Phillips e Weiss. In quell’occasione siamo approdati alle semifinali, l’unica volta negli ultimi 30 anni. E’ arrivato il momento di riscrivere la nostra storia anche in questa competizione.

L’appuntamento è per martedì 29 novembre alle 21 ora italiana.


27.11.11

EPL 13 - Liverpool 1-1 City



di Dario Gigante

Liverpool: José Reina, Glen Johnson, Daniel Agger, Martin Skrtel, José Enrique, Charlie Adam, Jordan Henderson, Dirk Kuyt (Andy Carroll, 84), Stewart Downing, Lucas Leiva, Luis Suárez.
City: Joe Hart, Gaël Clichy, Joleon Lescott, Micah Richards, Vincent Kompany, Yaya Touré, David Silva (Kolo Touré, 90), James Milner, Gareth Barry, Samir Nasri (Mario Balotelli, 65), Sergio Agüero (Edin Dzeko, 82)
Marcatori: Kompany 31, Lescott autogoal 33.
Arbitro: Martin Atkinson
Stadio: Anfield
Spettatori: 45,071

Usciamo da Anfield con un punto guadagnato e molto prezioso. Il City ha pareggiato questo pomeriggio a Liverpool per 1-1 contro i reds ed il risultato è maturato grazie alle reti di Vincent Kompany al minuto 31 ed al pareggio di Charlie Adam per la verità deviato in maniera molto più che decisiva da Joleon Lescott nella nostra porta il minuto dopo. Decisivo stasera Joe Hart con alcune favolose parate che ci hanno di fatto consegnato il punto in classifica di vantaggio che ci riprendiamo sui cugini di campagna. Mario Balotelli è stato espulso, secondo me ingiustamente, a pochi minuti dal termine.

Il primo tempo mi è parso molto equilibrato e il mio timore di affrontare questa difficile trasferta con le pile scariche a causa dell'eliminazione (quasi certa) in Champions si è subito dissolto. I ragazzi sono apparsi decisi, determinati e guidati dalla volontà di vincere la partita e devo dire che l'atteggiamento in campo mi ha molto confortato. La formazione è presto detta: Barry e Yaya a protezione della solita difesa a quattro (con Richards e Clichy al rientro dopo l'assenza di Napoli), David Silva, Samir Nasri e James Milner a supporto del Kun Aguero. Kenny Dalglish ha schierato un Liverpool molto abbottonato a centrocampo con un 4-5-1 abbastanza evidente, da trasformarsi in un 4-3-3 in fase di possesso palla, con Dirk Kuyt e Stewart Downing ad innescare Luis Suarez.

Il City è partito con il piglio della grande squadra, della prima in classifica. Paziente, compatto, determinato, corto, l'undici di Mancini ha controllato il possesso del pallone e del gioco, in particolare nella prima mezz'ora, grazie alle geometrie di Merlino Silva ed ha reso spesso inutile il pressing del Liverpool. Quando è arrivato il vantaggio mi è parso abbastanza meritato: angolo di James Milner ed apparente colpo di testa del capitano Kompany a firmare il vantaggio (1-0). In realtà il belga ha colpito il pallone con la spalla sinistra per spedirla all'angolo destro del portiere Pepe Reina, ovviamente incolpevole nella circostanza.

Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di gustarci il vantaggio che sul ribaltamento di fronte, il Liverpool ha pareggiato: un tiro dal limite dell'area di Charile Adam, probabilmente destinato sul fondo, è stato goffamente deviato da Joleon Lescott nella nostra porta, rendendo inutile il tentativo abbozzato di Hart di bloccarlo (1-1). Nel quarto d'ora restante del primo tempo, il Liverpool ha provato ad aumentare la pressione, andando pericolosamente vicino al vantaggio con Jordan Henderson e Glen Johnson ma anche noi abbiamo rischiato di tornare in vantaggio grazie al Kun proprio qualche secondo prima del fischio finale della prima frazione.

Il secondo tempo ha visto i reds prendere in mano le redini del gioco e noi probabilmente abbiamo accusato la stanchezza della partita di coppa, via via che passavano i minuti. Luis Suarez è salito in cattedra, svariando da una parte all'altra del fronte d'attacco, costringendo i suoi marcatori a falli da ammonizione e pian piano il centrocampo dei tre centrali di Dalglish ha preso controllo del match. Sono fioccate le occasioni o potenziali tali per il Liverpool ed in particolare l'olandese tutto fare Kuyt è andato vicino al bersaglio per almeno tre volte. Gli ultimi dieci minuti sono stati densi: Mario Balotelli, subentrato a Nasri al minuto 65, è stato espulso per doppia ammonizione (secondo fallo ridicolo su Skrtel, secondo me) ed i reds, fatto entrare Carroll, hanno veramente creduto di poterci battere. Joe Hart ha sfoderato due parate monstre sullo stesso Carroll e su Luis Suarez, mandando in visibilio i tifosi giunti da Manchester. Ad onor del vero, anche noi abbiamo avuto la chance di vincere quando Edin Dzeko, subentrato al Kun a 7 minuti dal termine, si è involato sulla fascia sinistra servendo a David Silva una palla d'oro; Merlino ha provato a scartare il reattivo Reina e giunto al tiro ha trovato l'opposizione di ben tre difensori avversari sulla linea di porta. Obiettivamente, sarebbe stato troppo....


Come eravamo (belli)!!!

di Dario Gigante

A poche ore dalla sfida col Liverpool scrivo questo nuovo capitolo di City Retro, dove ripercorriamo tappe ed episodi della nostra storia, attingendo al mio archivio costruito in anni passati a tifare City. Anni fatti di qualche gioia e di tante frustrazioni...

E' passato un secolo. Il City che oggi pomeriggio alle 17 (ora italiana) scende in campo ad Anfield è primo in classifica con quattro punti di vantaggio sui cugini di campagna. A proposito: grazie al Newcastle. Dicevo, è passato un secolo. Il City ricco ed ambizioso di oggi non era nemmeno immaginabile in quella settimana di fine ottobre del 1995 quando i blues andarono a Liverpool per ben due volte nel giro di tre giorni per affrontare i reds prima nel terzo turno della Coppa di Lega (25 ottobre) e poi in campionato (28 ottobre).
A suo modo, fu una "tre-giorni" storica.


Manchester City FC 1995-1996

Il manager Alan Ball scelse questa formazione per la partita di Coppa: Immel in porta, Brightwell, Symons, Curle ed Edghill nella difesa a quattro, Summerbee (figlio), Lomas, Kinkladze e Foster nella linea mediana, Rosler e Quinn in avanti. Seguirono ad Anfield circa 4.000 indemoniati blues. I reds attaccarono subito a testa bassa e fu in particolare il grandissimo Jason McAteer a far girare la testa ai nostri guardiani di sinistra (Foster e Edghill), aprendo la difesa in due e lasciando spazio a due degli allora denominati Fab Four di Liverpool e cioé Steve McManaman e Jamie Redknapp. Il nostro portiere Immel fece due belle parate già nei primi minuti ma, come si dice, era solo una questione di tempo. Infatti al minuto 9 il difensore laterale destro John Scales portò i reds in vantaggio con conclusione su respinta corta di Kit Symons. 
Ball fece invertire la posizione ai due laterali, portando Brightwell a sinistra ed Edghill a destra ma il L'pool continuò a dominare il campo. Verso la fine del primo tempo sia Niall Quinn che Uwe Rosler ebbero delle occasioni ricordandosi che eravamo andati là quanto meno per giocarci il passaggio del turno e non per fare da sparring partner. Il primo tempo finì 1-0 per loro.

Nella ripresa tenemmo palla per i primi trenta minuti, mantenendo un possesso sterile ma dignitoso; la squadra tentò di gestire la situazione pur non creando occasioni significative per pareggiare, se si eccettuano due mezze palle goal prima di Kinkladze e poi del pennellone Niall Quinn. Al minuto 74 Robbie God Fowler battè Immel sul suo palo, dopo uno scambio con Ian Rush, infilando il pallone del 2-0 e della virtuale qualificazione dei rossi di Anfield. La squadra sbandò paurosamente. Si pensò che i giocatori volessero risparmiare qualche energia in vista della partita del sabato seguente ma non fu così, come poi scoprimmo nel modo più doloroso. Ian Rush siglò il 3-0 con un preciso colpo di testa e Steve Harkness (ruspante esterno sinistro con piedini non nobilissimi) mise in porta il 4-0, doloroso e bruciante. Beh, pensammo, potremmo sempre rifarci sabato, no?



I prodi ragazzi in blue attraversarono nuovamente la M62 e ritornarono sul luogo del delitto solo tre giorni dopo, appunto. Si giocava la giornata numero 11 in Premier League e la nostra situazione era la seguente: 10 partite giocate, 1 pareggio contro il Tottenham alla prima giornata (1-1 a Maine Road con goal di Rosler) e OTTO sconfitte consecutive nelle otto partite seguenti contro Coventry, QPR, Everton, Arsenal, Newcastle, Middlesbrough, Forest e United, prima di un pareggio boccheggiante contro il Leeds nell'ultimo turno di campionato disputato. I circa 3.000 tifosi provenienti da Manchester si persero i primi cinque minuti del match a causa di un ritardo dovuto a problemi trovati in autostrada. Fu un peccato perché si persero gli unici momenti in cui il City restò in partita. Ball schierò il biondo Gary Flitcroft al posto di Foster ma l'innesto non si rivelò decisivo.
Cross di Jason McAteer, respinta di Immel, tap-in di Ian Rush. Terzo minuto, primo attacco del Liverpool, 1-0. Minuto numero 5: Redknapp tirò una punizione a sorpresa, Keith Curle deviò goffamente dentro la nostra porta. 2-0 dopo 300 secondi di gioco. I blues riuscirono a fermare l'emorragia per tutto il primo tempo e ciò sembrò a tutti un grande successo.

Al terzo minuto della ripresa Mark Wright, difensore centrale della nazionale e dei reds, si incuneò in area, chiese ed ottenne un "uno-due" sulla fascia destra con Redknapp, crossò al centro e Fowler agganciando, irrise Brightwell e Symons ed infilò la rete di Immel nel modo più facile che sia immaginabile. 3-0.
Il City dava l'idea - e non soltanto quella - di poter incassare goal a qualsiasi attacco degli avversari. Il quarto sigillo era imminente: angolo di McAteer, testa di Neil Ruddock, subentrato a John Barnes, rete del 4-0, minuto 53. Altro giro, altro regalo: minuto 60, McAteer crossò dalla martoriata fascia destra, Rush di tacco servì Fowler e God infilò comodamente in rete. A mezz'ora dalla fine, 5-0 per il Liverpool, City indifeso ed impaurito. Umiliato ed irriso.
I 39.267 spettatori si gustarono - si fa per dire - anche il goal numero SEI dei reds. Ian Rush mise la firma al suo terzo goal in stagione, tutti contro di noi! La notoria ironia dei mancuniani si rivelò in tutto il suo fragore nei restanti minuti del match; invece dei cori di giubilo della Kop, per una volta furono i tifosi avversari ad essere protagonisti: "Alan Ball è un genio del calcio", "Edghill in nazionale", "Facciamo schifo e peggioreremo", "Ancora uno, ancora uno". Un disastro.

Ma non era ancora finita. Ci giocammo la salvezza in quella stagione proprio contro il Liverpool, il 5 maggio 1996 a Maine Road.

Ecco la classifica a novanta minuti dal termine:

Wimbledon 40
Sheffield Wednesday 39
Coventry City 37
Southampton 37
-----------------------------------
City 37
QPR 33
Bolton 29

Il City aveva la peggior differenza reti, rispetto a Coventry e Saints. Serviva la vittoria. Il calendario prevedeva le seguenti partite:

Southampton v Wimbledon
City v Liverpool
Coventry v Leeds
West Ham v Sheff Wed

I reds scesero in campo meno vogliosi del solito e nonostante un chiaro invito ai nostri giocatori a prendersi la vittoria e la salvezza, gli uomini del manager Roy Evans si trovarono in vantaggio di due reti, quasi contro voglia, al termine del primo tempo. City 0, Liverpool 2.
Con uno scatto d'orgoglio e di disperazione, i trentamila di Maine Road spinsero i blues ad una meravigliosa rimonta grazie ad un rigore di Rosler e ad una girata di Kit Symons. Poi successe ciò che veramente ci distingue e che ci rende unici, in barba a tutti i soloni che straparlano oggi dei nostri soldi.

Dalla panchina, Alan Ball e i suoi fidi scudieri, evidentemente sintonizzati con qualche radio indiana, urlarono ai propri giocatori di perdere tempo perché anche con un pareggio la squadra si sarebbe salvata, dati i risultati degli altri campi. I ragazzi cominciarono a fare melina, fidandosi delle indicazioni del football genius. Lomas portò la palla verso la bandierina del calcio d'angolo per obbedire agli ordini della panchina. I tifosi, allibiti, urlarono tutta la loro disperazione, scioccati dall'atteggiamento dei giocatori in quel momento. Ma quale radio stavano ascoltando in panchina? Quale? La partita terminò ed il City retrocesse. I risultati dagli altri campi non erano così favorevoli come sembrava.

Coventry 0-0 Leeds
Southampton 0-0 Wimbledon
West Ham 1-1 Sheff Wed

...e...

City 2-2 Liverpool.



La classifica finale fu:

Wimbledon 41
Sheffield Wednesday 40
Coventry City 38
Southampton 38
-----------------------------------
City 38
QPR 33
Bolton 29

Retrocedemmo per differenza reti.



Capito perché è ci è così tanto caro il detto: "Typical City"?

Buon Liverpool - City a tutti!

26.11.11

Liverpool preview


di Cioccio

E’ una partita piena di incognite quella che si giocherà domani ad Anfield nella tana dei Reds. E’ un match che non può prescindere dal deludente risultato di Napoli, che martedì scorso ha praticamente sancito l’uscita di scena del City dalla Champions League. Come reagirà la squadra è assolutamente un’incognita. Prevarrà la fame di riscatto dei nostri ragazzi o la sconfitta del San Paolo incepperà qualche ingranaggio di quella macchina perfetta che è stato finora il City di Premier League? La trasferta di Liverpool non poteva arrivare in un momento peggiore: noi abbiamo perso qualche certezza e loro sono in ottima condizione. I Reds si sono imposti la scorsa settimana a Stamford Bridge, superando il Chelsea per 2 a 1, vengono da 7 risultati utili consecutivi e sono imbattuti in casa quest’anno in Premier League. 

Vediamo un po’ di statistiche. Il City ha incontrato il Liverpool 150 volte in campionato, vincendo 38 partite, pareggiandone  36 e perdendone 76.  Dei 75 incontri disputati ad Anfield, 13 li abbiamo vinti, 16 li abbiamo pareggiati e 46 li abbiamo persi. Il nostro miglior risultato sul campo del Liverpool è stato il 6 a 1 ottenuto il 26 ottobre 1929. Al Maine Road abbiamo fatto meglio l’11 settembre 1935, quando abbiamo superato i Reds per 6 a 0. Anche noi  siamo stati superati con lo stesso punteggio: è accaduto ad Anfield il 28 ottobre 1995. Lo scorso anno abbiamo superato il Liverpool 3 a 0 in casa (Barry e doppietta di Tevez) ed abbiamo perso con lo stesso punteggio in trasferta (Kuyt e doppietta di Carroll).

Per quanto riguarda le formazioni Kenny Dalglish dovrà rinunciare a Steven Gerrard infortunato. Per Roberto Mancini, a parte l'acciaccato Hargreaves, tutti sono disponibili. Queste sono le probabili formazioni:



Kenny Dalglish ha aperto le danze delle dichiarazioni con questa provocazione: "Aguero non l'ho visto giocare molto, ma conosco bene Suarez e preferisco lui." Noi il Kun abbiamo imparato a conoscerlo e ci accontentiamo...

Così Mancio "Sarà molto dura domenica. Il Liverpool è una squadra molto forte. Anche se sono 12 punti sotto io credo che sia un team che possa lottare per vincere la Premier League. Abbiamo giocato solo 12 partite di campionato e squadre come Liverpool, Arsenal e Chelsea possono ancora lottare per il titolo." Poi ha parlato di Craig Bellamy, che ha lasciato Eastland per tornare a Liverpool la scorsa estate: "Ho visto la partita contro il Chelsea ed ha giocato molto bene. Se lui è felice, io sono felice per lui."
  
L'appuntamento è per domani alle 17.00 ora italiana.
 

25.11.11

Un borghese piccolo piccolo


di Dario Gigante

Diciamo che a tutto c'è un limite. Dopo aver fatto i complimenti al Napoli, alla prestazione della squadra di Mazzarri, al coraggio dei giocatori unito ad una grande tecnica, alla correttezza dei tifosi dello Stadio San Paolo dopo le inutili preoccupazioni dei giorni precedenti al match, ci siamo inevitabilmente dovuti sorbire l'omelia del loro presidente (con la p minuscola) sul valore del cuore e sulla buona novella del calcio pulito che si ribella ai ricchi. Ci siamo sentiti dire che "con i soldi non si fa tutto" quando TUTTI sappiamo benissimo che nel calcio moderno vinci soltanto se hai alle spalle grandi disponibilità economiche. Probabilmente anche l'uomo produttore dei film più stupidi sulla faccia della terra lo sa.
Dico di più: in barba alla mia solita scaramanzia, TUTTI sanno che prima o poi il City vincerà, probabilmente in Inghilterra e poi - chissà - magari anche in Europa nei prossimi anni. Vinceremo perché i soldi di Mansour sono stati spesi bene anche se ci vorrà un po' di tempo.
Poi c'è il problema del limite. Il loro presidente l'ha superato con le sue ultime farneticanti dichiarazioni:
"Lo Sceicco Mansour considera il City una specie di giocattolo e potrebbe andare a spendere i soldi altrove nel caso non vincesse subito qualche trofeo".
A parte il fatto che un trofeo l'abbiamo già vinto, sarei curioso di sapere quali rapporti intrattenga Mansour con l'omino in questione (ammesso e non concesso che allo Sceicco piacciano i film idioti in lingua italiana) per consentire a quest'ultimo di parlare a nome suo. Come può De Laurentiis essere così sicuro che Mansour andrà via in caso di mancata vittoria? Entro quando, poi? Risposta: non lo sa.
Anzi Mansour ha speso una fortuna non solo per la squadra ma, come abbiamo già scritto su questo blog, per le strutture e per l'area di Manchester oggi conosciuta come Etihad Campus.
Come quasi sempre, l'Aurelio Nazionale (perché rappresenta al meglio le qualità tipiche di noi italiani...) ha deciso di fare il gradasso dopo una partita meritatamente vinta dalla sua squadra. Poteva vincere da signore ma signori non ci si inventa. Mi auguro solo che prossimamente si occupi sempre di più di Massimo Boldi, Christian de Sica e Sabrina Ferilli e sempre meno di noi.


23.11.11

I voti del San Paolo


di Dario Gigante

Concordo con quanto scritto nel report della partita. Abbiamo affrontato un grande Napoli, spinto oltre i propri limiti dall'entusiasmo e dalla voglia di passare un turno che sembrava quasi proibitivo. Nel complesso gli azzurri partenopei meritano di andare avanti e sono certo che non si lascerano sfuggire l'occasione in Spagna. Meritano perché nei due scontri diretti hanno giocato meglio di noi, perché hanno avuto un calendario più tosto del nostro (come successione di partite) e perché noi abbiamo collezionato un pareggio casalingo, due sconfitte ed una vittoria all'ultimo tiro contro una squadra allo sbando. Speriamo che la probabilissima eliminazione ci serva per il futuro e per accrescere la nostra esperienza. Forse Mancio ha fatto qualche scelta sbagliata ma è facile dirlo ora. Provo a consolarmi: l'Europa League ci porterà via meno energie in vista dell'obiettivo stagionale: diventare Campioni d'Inghilterra.... 

Hart 6 - Sono d'accordo con chi ha scritto che non ha colpe sul primo goal (il difensore sul palo deve occuparsi di quel pallone). Sul secondo poteva fare meglio? Non lo so, forse sì ma Cavani era molto vicino. Ha fatto qualche buona parata, per il resto.
Zabaleta 5 - Non ha tenuto il ritmo forsennato del Pocho Lavezzi e del sorprendente Dossena. Con il senno del poi mi chiedo: perché Richards in panchina?
Kompany 5 - Insufficiente come tutta la retroguardia. Si è perso Cavani nella seconda rete ed in generale non si è saputo opporre con concretezza alle folate partenopee.
Lescott 5 - Semplicemente non lo vedo all'altezza di un livello europeo come questo. Potrebbe essere un ottimo uomo della rosa, non dovrebbe essere titolare nel City arabo.
Kolarov 5 - Anche lui secondo me insufficiente. Con un po' di ironia mi ripeto e vado di parafrasi: con il senno del poi mi chiedo: perché Clichy in panchina? Io non mi sarei giocato una partita determinante lasciando in panchina la coppia di esterni più forte.
de Jong 6 - A me non è dispiaciuto, ha fatto il solito filtro e non è stato malaccio nella distribuzione dei palloni e nel possesso palla.
Milner 7 - Altra ottima prestazione. Jamie forse non è il più smagliante ma è certamente un gioiello. Tipico centrocampista british, tutto corsa, sostanza, coraggio, tackle ed anche buoni piedi e buona visione di gioco. Instancabile.
Yaya 5 - Quasi inguardabile.
Silva 6,5 - Merlino non si è tirato indietro ed ha cercato di dispensare lampi di classe non facendo mancare grinta e geometria.
Balotelli 7,5 - A mio avviso il migliore. Pur giocando con la febbre, ha segnato il goal dell'1-1, sfiorato più volte il pareggio nella ripresa e si è messo a disposizione dei compagni per tutti i novanta minuti.
Dzeko 5 - Qualche buon disimpegno nei primi 10 minuti, è via via scomparso...
Nasri 6 - Ottimo cross per Balotelli nell'occasione più ghiotta per pareggiare nel finale.
Johnson e Aguero SV


UCL 5 Napoli 2-1 City


E’ doveroso fare una premessa: è stata una grande partita di calcio, tra due squadre di carattere (com’è lontano il City stralunato e svogliato dello scorso anno in Europa League!), che hanno inseguito un risultato fondamentale per la stagione e l’hanno fatto ognuna con le armi che meglio la caratterizzano. Grande possesso palla e fraseggio per il Manchester City, velocità e ripartenze devastanti per il Napoli. Sono stati 90 minuti intensissimi, spettacolari solo a tratti, caratterizzati da un grande equilibrio e da una grande correttezza da entrambe le parti (i falli fischiati dall’arbitro si contano sulle dita delle mani!).

Scendiamo in campo esattamente come aveva preventivato il Mister nel prepartita, determinati nel tenere palla e condurre il gioco, scendiamo in campo per vincere. Il Mancio schiera il solito modulo ma lascia in panca Clichy per Kolarov e schiera Balotelli e Milner al posto di Aguero e Nasri. Il Napoli pressa e riparte quando riesce, ma in sostanza non ci sono grandi occasioni né da una parte né dall’altra. Serve una sinfonia di errori della nostra difesa per permettere agli avversari di portarsi in vantaggio dopo 17 minuti: angolo di Lavezzi dal lato destro della porta, deviazione impercettibile (più con l’intenzione che con il piede) di Cavani sul primo palo, deviazione successiva di Tourè, mancato interventi di kolarov che, in teoria, era in copertura sul palo, e smanacciata di Hart dentro la propria porta. Gol praticamente su corner e anticipo di quella che, secondo me, sarà una serataccia per coloro che hanno dato meno in questa sfida: Kolarov e Tourè.

Dopo il gol subiamo per qualche minuto l’inerzia della gara a favore dei partenopei ma al 34 minuto Balotelli rimette in pari il match con il suo nono gol nelle ultime 10 partite: rinvio sbagliato di Aronica sui piedi di Silva che ringrazia e piazza un diagonale verso De Santis, il portiere para come può ma non trattiene e sulla ribattuta Supermario mette dentro il più facile dei palloni.

Ancora una volta sono d’accordo con Mancini quando dice che abbiamo avuto un momento di buio nella prima parte del secondo tempo. Effettivamente entriamo in campo con le idee meno chiare, non riusciamo a gestire il gioco come vorremmo e non riusciamo a portare pericoli nell’area avversaria. Il Napoli invece rientra in campo con una determinazione ancora maggiore di quando lo aveva lasciato e trova il gol partita al minuto 50 con Dossena che mette in mezzo per il solito Matador, il quale non si lascia pregare e di prima insacca alle spalle di Hart. Nuova dormita, secondo me, di Yaya Tourè che si ferma al limite dell’area invece di seguire Cavani.

Mancano 35 minuti, ci sarebbe tutto il tempo per recuperare ma il Napoli si chiude molto bene, non lascia spazio tra le linee e anche Merlino Silva, nonostante qualche giocata che incanta anche il San Paolo, fatica ad accendere la luce. Qui mi sento di muovere una leggera critica al nostro allenatore. I cambi tra De Jong e Nasri e tra Dzeko e Aguero li avrei fatti prima: in particolare il Kun, nei 7, 8 minuti che gli sono stati concessi, ha dimostrato di avere il passo rapido che poteva essere utile per inventare la giocata e scardinare l’impianto difensivo di Mazzarri. Ma tant’è. E’ andata così, ci togliamo il cappello davanti all’avversario ma rendiamo anche merito ai nostri giocatori che hanno giocato una grande partita.

A questo punto, come scritto ieri sera, la nostra avventura in Champions può definirsi virtualmente conclusa: dovremmo vincere in casa con il Bayern Monaco mentre il Napoli perde in Spagna contro il Villareal a zero punti. Decisamente improbabile. Trovo più realistico fare tesoro di questa esperienza nel salotto buono d’Europa ed iniziare a pensare seriamente all’Europa League. Non mi dispiacerebbe consolarmi a fine stagione con la “coppetta” minore!

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Gargano, Inler, Dossena; Lavezzi, Hamsik; Cavani.
MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Hart; Zabaleta, Kompany, Lescott, Kolarov; De Jong, Yaya Toure; Balotelli, Silva, Milner; Dzeko.
Arbitro: Damir SKOMINA (Slovenia)
Marcatori: Cavani 17, 50; Balotelli 34


22.11.11

Fuori



Il Manchester City esce sconfitto dalla battaglia del San Paolo ed esce anche, salvo miracoli, dalla massima competizione europea. Partita magnifica per impegno, equilibrio ed intensità, dobbiamo soccombere davanti ad un grande Napoli e ad un grande Cavani. Resta ancora una partita, resta ancora l'Europa League.

A domani per il commento.

Napoli preview

di Cioccio

E' l'ora della verità. Il City scenderà stasera in campo al San Paolo per sfidare il Napoli. Se vinceremo la qualificazione agli ottavi di finale della Champions League sarà matematica, in caso di sconfitta sarà seriamente compromessa. Il pari ci consentirebbe di mantenere 2 punti di vantaggio sul Napoli, ma all'ultima giornata i partenopei giocheranno con il Villareal, ancora fermo a 0 punti, e noi contro il Bayern, che guida il girone. Oggi il San Paolo sarà pieno e sono previsti un migliaio di tifosi in arrivo da Manchester. Queste le formazioni che potrebbero scendere in campo.

Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Gargano, Inler, Dossena, Hamsik, Lavezzi, Cavani
Manchester City: Hart, Richards, Lescott, Kompany, Kolarov, Barry, Yaya Touré, Silva, Nasri, Aguero, Dzeko

Tutti sono consci della posta in palio questa sera. Così si è espresso Yaya: "Quella con il Napoli sarà la partita più importante della stagione, perché ci dirà se riusciremo ad andare avanti in Champions League. Ho sempre amato partite come questa in cui si vive un clima di grande euforia e di grande impegno. Credo che sarà una bellissima gara."
    
Il Mancio: ha dichiarato: "Veniamo in Italia per vincere. Non conosciamo altro modo di giocare. Non possiamo cambiare gioco solo per questa partita. Giocare per il pareggio non è nella nostra mentalità . Sarà una partita difficile ma siamo fiduciosi. Questa potrebbe essere la nostra ultima possibilità, perché in caso di sconfitta saremmo praticamente fuori."
     
Così Mazzarri vede il match: "Se stiamo attenti nella fase passiva come in quella attiva abbiamo le carte in regola per fare male al Manchester City. Affrontarli in questa situazione di classifica è già un gran risultato per noi. Tutto ciò che verrà in più sarà oro."

Stasera sapremo chi è il migliore.

21.11.11

Parla Mancini


Riportiamo l'intervista a Mancini di Marco Ansaldo pubblicata oggi da "La Stampa".
                                 
   
Mancini, in Italia si dice che la Coppa toglie forze al campionato. Se la stessa cosa vale in Inghilterra, il Manchester City può rinunciare alla Champions per difendere il primato in Premier League?
«Non voglio concedere niente. Gli obiettivi erano di superare il girone in Europa e migliorare il terzo posto in campionato. E quelli restano».

Anche se siete diventati i favoriti per il titolo?
«Il vantaggio è piccolo per le abitudini del calcio inglese. L'anno scorso il Chelsea con Ancelotti stava 7 punti davanti al Manchester United e ha finito a 9 punti di distacco. Da noi si gioca sempre e in tempi ravvicinati: ad esempio andremo in campo a Capodanno e poi il 3 gennaio contro il Liverpool che avrà avuto due giorni in più di riposo. Con quel calendario ogni calo di condizione si paga più che in Italia».

La sensazione però è che cominciate a comportarvi da grande squadra che non sbraca nei momenti di difficoltà.
«Le vittorie aiutano a vincere. Un club disabituato a farlo e una squadra nuova partono con l'handicap finché con i successi non si costruiscono una mentalità. Siamo più convinti di un anno fa ma almeno agli inizi la storia pesa. Ricordo quando si affrontava con la Samp il Milan: sembrava di cominciare sotto di un gol».

Oggi con chi prova questa sensazione?
«In Europa con il Barcellona, il Real Madrid, il Manchester United, il Chelsea, il Bayern. Anche il Milan e l'Inter hanno una consapevolezza del loro valore che supera la nostra».

Il 6-1 rifilato a Ferguson nel derby dimostrerebbe il contrario.
«Quella è stata una partita: la giocammo benissimo e gli episodi girarono a nostro favore a cominciare dall'espulsione. Quando Ferguson mi invitò a bere vino nel suo ufficio alla fine ero felice ma non mi sentivo assolutamente più bravo di lui».

Era un po' imbarazzato, lei che è molto più giovane, ad aver dato una simile lezione al Mito?
«Quando si veleggia verso i 50 anni non ci si sente molto giovani. Comunque avrò sempre un grande rispetto per chi sta da 25 anni nello stesso club vincendo tutto»

Un anno fa pensava di tornare in Italia. E adesso?
«Gli inizi sono difficili quando prendi una squadra italiana, pensi a prendere da italiano una inglese. La gente ti loda e ti ama se fai i risultati e non perché sei alto, bello e simpatico».

Dunque la amano?
«Adesso sì. I tifosi hanno cominciato presto, con altri c'è voluto più tempo ma ora sento di essere amato. Dopo il 6-1 nel derby anche un po' di più».

E se a Napoli dovesse uscire dalla Champions League?
«Ci sarebbe un po' di delusione perché avremmo fallito l'obiettivo degli ottavi di finale. Ma siamo un club ancora nuovo per la Champions e siamo finiti nel girone più difficile».

Cosa teme di Napoli. Sul sito del suo Manchester sono uscite raccomandazioni preoccupate per i tifosi al seguito.
«Sono consigli di routine. Nessuno, tantomeno io, pensiamo che Napoli sia un posto più pericoloso di altri. Mi aspetto un clima caldo, questo sì. In casa e di sera loro sbagliano pochissimo».

Anche se al Napoli non riesce il salto di qualità quando conta?
«Da noi vennero con l'entusiasmo dell'esordio in Champions e giocarono bene. Non so se l'abbiano mantenuto, devo ancora vedere il filmato della partita con il Bayern. So invece che passare il turno dipende da noi».

Per mettervi al sicuro dovreste vincere.
«Io punto a fare gol. Anche un pareggio dal 2-2 in su ci darebbe un vantaggio nell'ultimo turno».

Mazzarri sostiene che per il Napoli qualificarsi al vostro posto sarebbe un miracolo. Esagera?
«Il Napoli è stato per molti anni fuori dal giro che conta. Come noi. La situazione è la stessa».

Il bilancio e gli acquisti sono ben diversi non crede?
«Perché il Napoli di cosa ha bisogno? Ha giocatori forti in tutti i reparti e fortissimi in attacco».

È vero che lei voleva Hamsik?
«Da noi si adatterebbe bene ma non c'è mai stata una trattativa diretta. Il problema è che ormai se c'è un giocatore fuori dal comune i giornali ce lo appioppano».

Uno però glielo tolgono: Tevez.
«Non so neanche dove sia. Gli sarebbe bastato chiedere scusa a me e ai compagni e l'avrei riaccolto, almeno fino a gennaio. Invece niente. La vera colpa però non è sua».

Lo consigliano male. Lei pensa che arriverà a Milano?
«Non so. Andrà a chi è disposto a pagarci il suo prezzo. Non si fanno regali: piuttosto sta fermo».

Balotelli ha detto che lei è bravo perché l'ha migliorato sul campo e non ha cercato di insegnargli a vivere. È vero?
«Io devo insegnargli il calcio e penso di poterlo fare bene. Lui è un grande centravanti, sebbene talvolta l'abbia tenuto all'esterno. All'educazione invece devono pensare i genitori. Qualche scapaccione metaforico gliel'ho dato anch'io ma non fatevi ingannare: Mario è molto più educato e perbene di quanto si pensi».

E gli atteggiamenti?
«È un ragazzo di oggi. Sono tutti uguali: pensano di sapere tutto della vita e che tu non gli serva a niente. Avere un figlio di quell'età mi ha aiutato a capirlo. Però se li riesci a prendere nella maniera giusta, dietro quella patina di menefreghismo scopri che hanno dei valori oltre a delle insicurezze».

Lei come lo ha preso Balotelli?
«Gli ho detto che la ricreazione era finita e che nel calcio si invecchia in un attimo perciò è venuto il momento di esplodere e confermarsi. Guardi Adriano: a 21 anni si diceva che fosse il più forte del mondo ed è sparito. Mario non deve sprecare il talento enorme. Non deve farlo per sé, non per me o Prandelli».


20.11.11

Il City non si ferma più


di Cioccio

Il Manchester City è l'unica squadra in Premier League che non ha ancora conosciuto l'onta della sconfitta. Fino a venerdì oltre a noi solo il Newcastle, uscito battuto ieri per 3 a 1 dall'Ethiad Stadium, poteva vantare l'imbattibilità in campionato. Siamo in testa alla Premier; abbiamo il miglior attacco con 42 goal segnati e la miglior difesa, insieme al Newcastle, con solo 11 reti subite; abbiamo vinto 11 partite su 12. Questa squadra sta riscrivendo la storia dei Citizens frantumando un record dietro l'altro.

Anche ieri abbiamo impressionato vincendo senza incontrare grandi difficoltà. Per il City sembra sempre tutto facile, ma ieri non lo era affatto: abbiamo incontrato una squadra che aveva subito solo 8 reti e non aveva mai perso. La prima mezz'ora di gara è tutta nostra. Il possesso di palla è al 70% a favore dei Citizens e con una pressione del genere il goal prima o poi arriva. E così, proprio quando gli ospiti pensavano di poter raggiungere il riposo in parità, arriva il micidiale uno due del City. Prima Balotelli sigla un rigore ottenuto per un evidente mani in area di Taylor, su tiro di Yaya, servito da Aguero. Subito dopo Richards punisce una mancata chiusura ancora di Taylor con una conclusione vincente alla destra di Krul. Per avere brutte notizie all'Ethiad Stadium bisogna ascoltare gli altoparlanti che alla fine del primo tempo annunciamo che non sono più disponibili le patatine fritte. Al 72° del secondo tempo la solita magia di Merlino Silva libera Richards, che viene placcato in area da Ben Arfa. L'arbitro assegna il rigore e il Kun lo realizza. Partita finita. Resta solo il tempo a Gosling per siglare al 90° il goal della bandiera.

Alan Pardew ammette la superiorità dei nostri ragazzi: "Il City è la migliore squadra contro cui abbiamo giocato fino ad ora". Mancio è soddisfatto: "Avevo detto ai giocatori che avrebbero dovuto dare il massimo per vincere la partita ed è ciò che hanno fatto. E' sempre difficile quando si gioca dopo la pausa ed il Newcastle è una squadra forte. Abbiamo giocato molto bene. Sono contento della prestazione perché la squadra continua a migliorare. Adesso dobbiamo concentrarci sulla partita di Champions League di martedì. Conosciamo il Napoli. Loro sono molto in forma e dovremo giocare ancora meglio se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo."
  
A domani per la preview di Champions.


19.11.11

EPL 12 - City 3-1 Newcastle Utd


di Dario Gigante

C'è solo una squadra al comando della Premier League ed una sola imbattuta. Il City ha spazzato via il Newcastle oggi pomeriggio all'Etihad Stadium (3-1) e per via di questa vittoria rimane l'unico team senza macchia in questo entusiasmante campionato. Balotelli su rigore (netto), Richards ed il Kun (anche lui su rigore) hanno firmato la vittoria consecutiva in casa n°11. A domani per il commento. Buona serata!

City: Joe Hart, Joleon Lescott, Micah Richards, Vincent Kompany, Gaël Clichy, James Milner, Nigel de Jong, Yaya Touré (Gareth Barry, 85), Samir Nasri, Mario Balotelli (David Silva, 69), Sergio Agüero (Adam Johnson, 76).
Newcastle Utd: Tim Krul, Steven Taylor, Danny Simpson, Ryan Taylor, Fabricio Coloccini, Yohan Cabaye (James Perch, 85), Hatem Ben Arfa (Peter Løvenkrands, 76), Jonás Gutiérrez, Danny Guthrie, Demba Ba, Sammy Ameobi (Dan Gosling, 79).
Marcatori: Balotelli (rig) 40, Richards 44, Agüero (rig) 72, Gosling 90
Arbitro: Chris Foy
Stadio: Etihad Stadium
Spettatori: 47.408


AJ e Zabaleta: rinnovo!


di Dario Gigante

Con mia grande gioia, il mio personale idolo Adam Johnson ha firmato un contratto di quattro anni con il City legandosi al club fino al 2016 mentre il sempre fedele Pablito Zabaleta resterà a Manc fino al 2015. AJ era stato accostato ad altri club, Liverpool in primis, ma ha deciso di mettere radici al City:

"Non avrei firmato se non fossi convinto di avere un grande futuro qui. Non mi sono mai lasciato condizionare dalle voci ma devo ammettere che ora che abbiamo sistemato la faccenda del contratto sono sollevato. Voglio far parte del progetto di un club che aspira ad essere il più grande al mondo. E' un momento fantastico per il City. Voglio vincere tanto e guadagnarmi un posto anche in nazionale".

Meno loquace ma comunque chiaro Zab: "Non ci ho pensato due volte a firmare. Ho subito accettato la proposta!".

MCFC Annual Report 2010/11


di Dario Gigante

Il Club ha reso noto il bilancio nel quale si registra una perdita di ben £194,4 milioni. La cifra enorme sintetizza al meglio l'investimento che il nostro amico Mansour ha effettuato per trasformare il City da mediocre club di centro classifica a club di primo piano. Il board è convinto che questi investimenti fossero necessari e che da qui in avanti, poste le basi della "grandezza", il grafico finanziario vedrà la curva degli introiti salire sempre di più. Tre anni fa l'allora CEO Garry Cook disse: "Non abbiamo un budget illimitato, abbiamo un budget pianificato" Oggi, il Presidente Khaldoon al Mubarak ha dichiarato: "Abbiamo fatto tanto per la squadra ed i risultati sul campo li vedono tutti. Ma non dobbiamo dimenticare il lavoro fatto da altri punti di vista: il contributo offerto al miglioramento della città, le partnership commerciali, i miglioramenti alle strutture d'allenamento e sanitarie, le iniziative economiche per il potenziamento della struttura del club. Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente Garry Cook per l'ottimo lavoro svolto. Da oggi dovremo continuare a lavorare per rendere il City uno dei club più forti, sportivamente ed economicamente, del mondo, puntando tutto sull'autofinanziamento".

La perdita non sarà calcolata dal punto di vista delle regole del fair play finanziario perché è stata quasi tutta accumulata negli anni precedenti dell'entrata in vigore del nuovo protocollo UEFA. Il club parla - non a caso - di prospettive di autofinanziamento se pensiamo all'incredibile sponsorship di Etihad per il prossimo decennio (£35 milioni annui) ed i proventi della Champions League. I guadagni commerciali sono cresciuti del 49,7% fino ad una rendita di £48 milioni mentre i diritti televisivi, grazie anche e soprattutto alle prestazioni sul campo, si sono attestati su una cifra intorno ai £68,8 milioni con un incremento del 27,4%.

Ecco un estratto del comunicato ufficiale del club: 

"Eravamo consapevoli che le perdite avrebbero avuto un picco nell'anno finanziario 2010/11, a causa degli ingenti investimenti fatti dalla proprietà pianificati nel triennio 2008-2011"

Dal punto di vista sportivo purtroppo paghiamo le scelte sbagliate di Mark Hughes sul mercato. Intanto una premessa: la vera scelta errata è stata della società perchè non si doveva lasciare mano libera ad un acclarato incompetente come l'inutile idiota gallese per così tanto tempo. Detto questo, oggi ci troviamo a dover pagare profumatamente giocatori come Adebayor, Roque Santa Cruz, Bridge e questo non aiuta. Oggi abbiamo una rosa con due giocatori per ruolo, composta da ragazzi di enorme qualità ma giovani, importanti per lo sviluppo dell'identità tecnica della rosa, senza dover pensare ad ingenti investimenti sportivi per i prossimi anni. La differenza tra la strategia sul mercato di Mancio e quella di Hughes è evidente.

Il board aspetta ora il benestare della Municipalità di Manchester per i permessi necessari alla riqualificazione dell'area intorno allo stadio (che dovrebbero essere garantiti a dicembre); il progetto darà - tra l'altro - molto lavoro ai cittadini della zona e ciò dà l'idea di quanto profondo sia l'investimento di Mansour in questo club ed in questa comunità
Una nota per finire: il periodo di "monitoraggio" delle regole del FFP, voluto da Michel Platini, comincia nella stagione 2011/12 e un club non può accumulare perdite per più di £40 milioni in un periodo di tre anni finanziari. 
Aspettiamo i vostri commenti!  


18.11.11

Newcastle preview


di Dario Gigante

Ciao a tutti, due righe brevi di introduzione alla partita di domani: affrontiamo ad Etihad il lanciatissimo Newcastle United, vera e propria rivelazione della stagione fino a questo momento. Certo non ci aspettavamo di incontrare i magpies in uno scontro di vertice a questo punto dell'anno. Noi e loro siamo le uniche due squadre imbattute del torneo ed abbiamo le due migliori difese della Premier League: sarà una battaglia anche perché gli uomini di alan Pardew sono molto fisici ed hanno un grande livello di intensità fisica. Chi avrebbe mai immaginato di considerare Coloccini come uno dei migliori difensori del campionato? L'argentino era stato un autentico disastro nell'anno della retrocessione bianconera (2008/2009) ed oggi sembra risorto. Alan Pardew non ha mai cambiato la linea difensiva ed i risultati si vedono: far gol al Newcastle sembra essere un'impresa titanica. Naturalmente domani i nostri avversari del nord affronteranno un test molto delicato per loro perché noi abbiamo un attacco atomico ma se riusciranno a fermarci stabiliranno un nuovo record per il loro club (15 partite senza sconfitte).

Sergio Aguero probabilmente farà un test prima della partita perché la sua presenza non è sicura dopo il piccolo infortunio patito in nazionale (ricordiamoci che abbiamo il Napoli in Champions mercoledì). Tralasciando il "sempre-rotto" Owen Hargreaves, possiamo dare il bentornato a Vincent Kompany dopo il turno di squalifica mentre pare che Tévez sia scomparso in Argentina.

David Platt ha detto ieri che "il Newcastle è una squadra molto organizzata. Siamo andati a vederli a Stoke, hanno un gran ritmo e sono molto temibili. Sarà una partita difficile"



Domani potrebbe essere della partita Hatem Ben Arfa ed io ne sarei felicissimo per due motivi: il francese si ruppe la gamba la scorsa stagione proprio in casa nostra a causa di un brutale fallo di Nigel de Jong (ai limiti del codice penale) ed è bello rivederlo in campo a Manchester.
Il secondo motivo è mio personale: Ben Arfa è di proprietà dell'Olympique Marseille, altro club da me molto amato. Allez Hatem! Bentornato! (Basta che non segni però...)