13.1.12

A proposito di Wigan...



di Dario Gigante

Sabato 15 maggio 1999, Springfield Park. Quanto tempo è passato? Ho sempre una certa emozione nel ricordare una delle stagioni più incredibilmente e tipicamente City che sia possibile immaginare. Dopo l'infame retrocessione nella terza serie del calcio inglese nella stagione precedente, all'alba della stagione 1998/99 i blues allenati da Joe Royle sono naturalmente i super favoriti per l'immediato e pronto ritorno nell'allora First Division, oggi Championship. Non sorprenderà leggere che verso Natale, i citizen boccheggiano a metà classifica (dopo la famosa sconfitta a York per 1-2!), altro che riscossa. Poi, d'un tratto, la scintilla. Quindici vittorie nelle successive venticinque partite portano i nostri eroi ai play off per la promozione. Destinazione: Wigan, cittadina a due passi da Manchester. Teatro: Springfield Park, vetusto impianto destinato alla pensione proprio dopo quella sfida.
Wigan Athletic - Manchester City. Qualcuno sapeva dell'esistenza del Wigan prima di allora?

Migliaia di tifosi del City fanno la fila a Maine Road per ottenere il prezioso tagliando. Due paroline sul leggendario ed incredibile attaccamento della tifoseria proprio in quella stagione. Trentamila spettatori di media per un "gigante addormentato" scivolato nei bassifondi del football inglese. Il tifoso blue, unico in Europa. A Maine Road, a 20 miglia di distanza, la società decide di proiettare la partita per i tifosi rimasti a casa. Peccato che il maxi-schermo, piazzato nel Main Stand, sia troppo piccolo per i tifosi assiepati nel Kippax (la tribuna opposta). La partita quasi non si vede. Sembra di essere al pub, più che allo stadio!

Dicevo, le file ai botteghini. Alcuni sono più fortunati e vanno a Wigan. Dei quasi 9.000 spettatori che assistono alla partita, più di tremila sono i nostri. Tutti elettrizzati, gasati, speranzosi, fieri, fiduciosi di fare polpette degli avversari e di riconquistare almeno il secondo gradino del calcio della perfida Albione. Entrano le squadre in campo. Il City schiera: Nicky Weaver in porta, Lee Crooks, Richard Edghill, Tony Vaughan e Gerard Wiekens in difesa, Michael Brown, Kevin Horlock, Jeff Whitley e Terry Cooke a centrocampo, Shaun Goater e Paul Dickov in attacco.
Forza ragazzi......asfaltiamoli! Forza, forza eh!!! Mi raccomando!!!! Dai!

19 secondi dall'inizio: Wigan 1, City 0. Dopo il calcio d'inizio, fallo laterale per il City. Rimessa di Tony Vaughan per il Player of the Year Gerard Wiekens. L'olandesone attende l'uscita del poi eroe Nicky Weaver....aspetta....aspetta....aspetta e poi scatta in avanti lasciando la palla lì. Tanto Weaver sta per uscire, no? Risposta: no. Il carneade avversario Barlow rubacchia la palla e la insacca. 19 secondi sul cronometro. Una barzelletta!

Il City domina buona parte del primo tempo, nonostante il goal subito a freddo. Michael Brown colpisce un palo, Shaun Goater va vicinissimo al pareggio, mancando di poco la porta. I blues dimostrano abbastanza chiaramente la propria superiorità, senza però far breccia nella difesa avversaria. Half time: 1-0 per il Wigan. Anche il secondo tempo segue la falsariga del primo con occasioni di Lee Crooks, Tony Vaughan e Paul Braveheart Dickov. Il Wigan è stanco, appare in apnea. Grazie al cielo, ad un quarto d'ora dalla fine, Paul Dickov segna il goal del pareggio, mettendo il City nelle condizioni di favorito per il passaggio del turno, in vista della partita di ritorno a Maine Road.....l'atmosfera che regna a Maine Road quattro giorni è da finale di Champions....ma questa è un'altra storia......


4 commenti:

Cioccio ha detto...

Certo che il primo goal a 19 secondi dall'inzio è "Typical City"!!!

Anonimo ha detto...

MA COSA NE SAPETE VOI DELLE FINALI DI CHAMPIONS?

Dario ha detto...

Buongiorno "Anonimo", benvenuto. Vorrei tranquillizzarti: i ragazzi che scrivono per questo blog, data la non più giovanissima età, hanno avuto la fortuna di poter assistere a decine di partite di calcio, anche inglese ed europeo, comprese un paio di finali di Champions negli ultimi 25 anni. Un paio di loro hanno avuto anche la (superiore) fortuna di visitare Maine Road e di gustarsi la partita del City dal Main Stand. Posso dirti per esperienza diretta che tifare City in quello stadio è stata un'esperienza difficile da dimenticare, soprattutto se si è VERI appassionati di calcio e non solo appassionati delle squadre che vincono. La passione e la fedeltà dei tifosi del City sono infinite e valgono come la passione di chi va allo stadio per una finale di Champions, se non di più. Facile rendere elettrica l'atmosfera in una finale europea, quasi impossibile farlo in una partita di seconda divisione. QUASI impossibile: tranne che per pochi eletti, come i tifosi del Manchester City Football Club.

Noodles ha detto...

Ma chi è? Anonimo sotto spoglie di gobboreds??? Ma siamo di fronte a uno o a due simpaticoni??? Questo è il grande quesito!!! Mi aspetto a breve un altro straordinario commento tipo....ma cosa volete voi del City che non avete mai vinto niente!!! Ecco ciò che loro non capiranno mai, essendo calcisticamente vissuti sempre nella bambagia. Capire la bellezza, il fascino di tifare per una squadra che non vince mai. Perchè poi quando inzia a vincere, la gioia che si prova è circa ottocento volte superiore a quando loro esultano, si fa per dire, per l'ennesimo noiosissimo titolo.