4.4.12

L'allenatore nel pallone


di Gianfranco Paupini

Non me ne vogliano gli ottimisti a oltranza, di cui pure faccio parte: la sfida infinita tra le due anime calcistiche di Manchester sembra aver trovato un epilogo, e non è quello che avremmo voluto. I giornali, nelle ultime ore (ma già da qualche giorno), si sono sbizzarriti: Via tutti, rifondazione, arriva Cristiano Ronaldo, arriva Mourinho. Non so quante di queste voci siano fondate, non ho idea di quanto davvero sia arrabbiato o deluso lo sceicco Mansour. Quello che è certo è che c'è di che essere delusi e arrabbiati, e non è in queste condizioni, secondo me, che si prendono le decisioni importanti.

A parte gli articoli sui giornali e i presunti scoop di fantamercato, rimane da prendere atto di ciò che è sotto gli occhi di tutti: siamo scoppiati, non certo fisicamente, ma mentalmente. Non siamo riusciti a fronteggiare la pressione che esercita un primo posto in classifica. Lo spogliatoio si sta spaccando (evidentemente manca un leader, a mio parere) e le pantomime di Balotelli possono essere sopportate in tempi di vacche grasse, non certo quando sei sotto, in crisi, e devi tirare fuori le ultime energie (mentali) che ti sono rimaste per non soccombere.

De Jong dopo la sceneggiata di sabato ha dichiarato: "A volte Mario è un genio, ma a volte è proprio uno sciocco. Fa cose bellissime e poi stupidaggini. Un sacco di gente si aspetta da lui che tiri fuori il coniglio dal cilindro, e di conseguenza mario si sente "in dovere" di fare sempre qualcosa". Ma non solo: "Per molti allenatori mario sarebbe una causa persa sin dal principio, però lui è fortunato ad avere un tecnico come Mancini, che lo coccola, altrimenti sarebbe andato fuori dai binari molto tempo fa".

L'impressione è che De Jong riporti, in maniera molto diplomatica, il sentimento generale che serpeggia nello spogliatoio del City: La pazienza è finita, i giocatori sono nervosi e il piccolo fenomeno viziato ed insicuro non può più permettersi di fare i capricci. La situazione in generale sembra sfuggire di mano al tecnico, e le voci che lo accompagnano da qualche tempo a questa parte di certo non aiutano lui e non rasserenano l'ambiente.

Pur considerando questa stagione fallimentare dal punto di vista dei titoli vinti (se le cose non cambiano) resto convinto che l'allenatore abbia fatto un buon lavoro. La squadra, di fatto, ha giocato un campionato straordinario, Manchester quest'anno ha scavato un fossato tra se e il resto dell'isola. Non ci sono confronti, non c'è storia da mesi: la Premier in questa stagione assomiglia molto alla liga spagnola, di fatto divisa in due e con due squadre che giocano un torneo a parte. La squadra ha la migliore difesa della Premier e il secondo migliore attacco. Ha già raggiunto i 71 punti, gli stessi con i quali abbiamo concluso la scorsa stagione, e ce ne sono ancora 21 in palio. Abbiamo perso solo 4 partite, le stesse perse dallo United campione d'Inghilterra lo scorso anno.

Considerati i sorteggi sfortunati di FA e Carling Cup io direi che la delusione grande è arrivata dall'Europa: In Champions abbiamo davvero fatto una figuraccia, in Europa League saremmo quasi riusciti a ripeterla, non fosse stato per la splendida doppia partita contro campioni in carica. Questo dimostra ancora una volta che quello che ci manca non è nè tecnica nè fiato. E' esperienza.

Ora possiamo comprare a destra a sinistra, vendere o regalare chi vogliamo, ma la decisione vera da prendere è: Mancini è il nostro allenatore? Vogliamo davvero inaugurare una stagione lunghissima di successi portando avanti un progetto e valutando, come diceva un nostro lettore, i miglioramenti e non solo le coppe?
O facciamo gli "italiani", con un allenatore ogni sei mesi, una rifondazione ogni sessione di calciomercato, un viavai di campioni o presunti tali per una sofferenza che, la storia insegna, ha spesso portato più delusioni che successi?
Quando impareremo a "rubare" anche il meglio, dei nostri avversari? Indovinate quanti trofei vinse Mastro Ciliega nei suoi primi 3 anni allo United?

P.S.: Ci hanno messo qualche settimana ma alla fine giustizia è fatta! La Uefa ha sanzionato il Porto per i cori razzisti dei suoi tifosi contro Balotelli in occasione della partita di andata dello scontro di Europa League, la cifra è di "ben" 20000 euro! Questa la nota ufficiale:
"Il controllo e il corpo disciplinare Uefa ha inflitto una multa di € 20.000 al FC Porto per la condotta razzista dei propri tifosi durante il primo turno dei 16esimi della Uefa Europa League contro il Manchester City FC il 16 febbraio a Porto".
    

3 commenti:

ro_ve ha detto...

i paragoni andrebbero fatti con un minimo di onestà intellettuale: mancini ha speso 202£ (milioni di sterline) in 3 anni per i suoi colpi di mercato, ferguson nel periodo 86-89 non mi pare; inoltre le squadre del tecnico di jesi hanno fatto sempre fatto ridere in campo internazionale, a differenza di mastro ciliegia che con l'arbendeen vinse 2 titoli anche in europa con la squadra scozzese. secondo me il mancio qualora venisse confermato potrebbe anche farci vincere la premier 2012/3 ma per quanto riguarda la champions sono stra-pessimista, quindi vorrei un nuovo manager vincente che ci sappia dare l'esperienza che ci manca, soprattutto nella massima competizione europea, cosa che mancini non può fare.

Lele ha detto...

Io chiaramente spero si continui così, almeno per un anno o due, cerchiamo di fare un altro gradino e consolidiamo il livello raggiunto. Solo così abbiamo speranza di rimanere al top. La storia del calcio recente è piena di insegnamenti, di squadre che sono cresciute nel tempo e squadre che hanno speso e a forza di cambiare non hanno mai trovato la quadra o l'hanno trovata in 10 anni (come l'Inter o il Real, che comunque hanno blasoni diversi dal City che era uno o due anni fa). L'allenatore che ti porta la Champions non esiste, e a Londra (come altrove) ne sanno qualcosa, per la Champions lottano (realmente) squadre che sono al top dei propri campionati da ANNI, non da ieri. Noi al Top ci siamo ora, per la prima volta, il prossimo anno se non cambiamo tutto ripartiamo con ancora più credibilità. Abbiamo sbagliato a pensare a settembre di poter vincere tutto e subito, nel calcio non esiste, non ci sono proprio casi del genere, ma non abbiamo sbagliato a pensarlo in inverno, perchè avevamo la riprova sotto gli occhi, io quello che abbiamo fatto fino a ieri non lo dimentico. Siamo calati (o crollati) mentalmente, ma la mente si allena, in campo abbiamo giocatori più o meno validi, ma nessuno (tranne Yaya) abituato a certe pressioni. Penso a come siamo usciti dalla FA Cup con lo United, con Vinnie fuori dopo 10 minuti, siamo usciti dalla coppa ma lo United lì se l'è fatta sotto, ha capito chi siamo (o almeno chi eravamo in quel periodo), lo scorso anno una cosa del genere non sarebbe stata possibile, l'anno scorso passammo noi in Fa Cup, ma lo sapevamo, in cuor nostro, che loro erano ancora di un altro pianeta. Dobbiamo crescere, certo, ma siamo già cresciuti tantissimo, andiamo avanti così.

Dario ha detto...

Il dibattito è aperto e chissà quanto durerà. Almeno fino a quando il club non renderà nota la propria posizione. Credo che entrambi i punti di vista - quello di Lele e Gianfranco da una parte, quello di ro_ve dall'altra - siano rispettabili e contengano un fondo di verità.
Abbiamo fatto benissimo per sei mesi, migliorando tanto sotto il profilo tecnico e dell'auto consapevolezza. Abbiamo vinto un sacco di partite, umiliando lo United a casa sua. Il nostro gioco è diventato piacevolissimo a vedersi e per molte settimane abbiamo pensato di poter vincere il titolo. La prima importante crepa è arrivata a Napoli. E proprio da novembre abbiamo pian piano perso la nostra efficacia fuori casa. Nei mesi successivi abbiamo dovuto sopportare errori e follie arbitrali, squalifiche demenziali e cali di forma evidenti. Siamo usciti dalle coppe. Imperdonabile l'eliminazione di Europa League. A un mese e mezzo dal termine, la Premier è virtualmente persa: costante e progressivo il nostro calo, non ci sono dubbi. Gli uomini migliori in debito d'ossigeno, il manager in preda a una crisi di nervi. Lo spogliatoio non è più così unito come all'inizio.
Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
La mia idea pende - magari di poco - verso la seconda opzione. Mancini ha avuto totale libertà sul mercato, sia a livello di spesa che di scelte. Ha ottenuto l'assunzione del suo staff. Ha deciso chi tenere in rosa e chi far fuori. Ha fatto il bello ed il cattivo tempo. È vero che cambiare ogni anno è controproducente; è altrettanto vero che solo con la stabilità si costruisce una grande squadra. Il punto peró per me è un altro: Mancini è l'uomo adatto? Ha ragione ro_ve poi: lo è a livello europeo, guardando il suo curriculum? La mia risposta è che temo di no. Probabilmente cambierei Mancini (e mi dispiacerebbe un sacco, credetemi) ma accetterei ovviamente la conferma. La società farà la propria scelta: in ogni caso non sarà facile.