12.9.12

Le prime sanzioni di monsieur Platini

di Cioccio

Questa la motivazione con cui il Club Financial Control Body dell’Uefa ha annunciato la sospensione temporanea dei premi di partecipazione per 23 squadre iscritte alle competizioni UEFA 2012/13: "I club partecipanti alle competizioni europee per la stagione 2012/2013 dovevano fornire informazioni circa lo stato di tutti i pagamenti dovuti al 30 giugno 2012. Al riguardo, l’ufficio di controllo di Nyon ha identificato che debiti scaduti di un certo rilievo, verso altri club o verso il personale o in materia di tasse, esistevano in 23 casi"
Le squadre in questione sono:
FK Borac Banja Luka (BIH)
FK Sarajevo (BIH)
FK Željezničar (BIH)
PFC CSKA Sofia (BUL)
HNK Hajduk Split (CRO)
NK Osijek (CRO)
Club Atlético de Madrid (ESP)
Málaga CF (ESP)
Maccabi Netanya FC (ISR)
FK Shkendija 79 (MKD)
Floriana FC (MLT)
FK Budućnost Podgorica (MNE)
FK Rudar Pjevlja (MNE)
Ruch Chorzów (POL)
Sporting Clube de Portugal (POR)
FC Dinamo Bucureşti (ROU)
FC Rapid Bucureşti (ROU)
FC Vaslui (ROU)
FC Rubin Kazan (RUS)
FK Partizan (SRB)
FK Vojvodina (SRB)
Eskişehirspor (TUR)
Fenerbahçe SK (TUR)

Il City in questa fase non è stato coinvolto perché non ha ovviamente problemi di insolvenze: il nostro beneamato sceicco Mansour può tranquillamente fare fronte al passivo di 226 milioni di euro del bilancio del 2011 con gli spiccioli che ha nel portafoglio. Il nostro club potrebbe avere problemi dal 2014 quando entreranno in vigore tutte le regole del fair play finanziario che potremmo riassumere in tre punti:
1. Nessuna presenza di debiti arretrati verso altre società, dipendenti o autorità
2. Fornitura di informazioni finanziarie che riguardano il futuro
3. Obbligo di pareggio del bilancio
Chi non sarà in regola sarà escluso dalle competizioni europee. E' soprattutto il pareggio di bilancio che potrebbe mettere in crisi il City. Fondamentalmente una società dovrebbe essere in grado di autosostenersi, cioè di fare fronte alle spese con i propri introiti e non con iniezioni di liquidità da parte della proprietà. Platini ha spiegato in questo modo le motivazioni che lo hanno spinto ad introdurre la regola del pareggio di bilancio: "Il problema non è l'aumento degli incassi, ma quello dei costi, che finiscono per superare i primi. Per questo abbiamo sviluppato le regole di fair play finanziario, che premiano le società gestite in modo corretto. Sostanzialmente, tali regole dicono: 'Non puoi spendere più di quanto guadagni'. Ridaranno una maggiore razionalità al calcio e premieranno coloro che rispettano le regole e adottano un modello di impresa sostenibile."
Non è così semplice a mio parere. Le regole del fair play finanziario possono essere aggirate con le sponsorizzazzioni delle maglie o dello stadio. Chi e con che criteri stabilisce che l'importo pagato per porre il nome di un'azienda su una t-shirt sia adeguato? Chi e con che criteri stabilsce se il ritorno che ha l'azienda che sponsorizza il club vale l'investimento? Chi e con che criteri stabilisce che un mancato ritorno di questo investimento sia dovuto a malafede o a un errore? Perché se qualcuno vuole investire, eventualmente anche in perdita, il proprio denaro in un club calcistico non dovrebbe essere libero di farlo?  
Dubito che monsieur Platini sia un lettore di ManchesterCity.it. Non sapremo mai le sue risposte, ma voi dateci le vostre.


5 commenti:

Kuspide ha detto...

Se si continua ad introdurre regole restrittive e contemporaneamente a diffondere una cultura antisportiva non si riuscirà mai a vedere dei miglioramenti sostanziali. La realtà è questo sport porta un mare di soldi e la classe dirigente fa di tutto per non cambiare le cose. Lo sport "pulito" e sano nasce con la cultura della sconfitta, con i valori del confronto, con le lezioni che i presunti modelli comportamentali dovrebbero trasmettere ai bambini (e ai grandi). Oggi succede il contrario: il calciatore è l'esempio negativo di vizio, lussuria, menefreghismo e avidità nel 99% dei casi. Questi sono i messaggi che arrivano ai bambini da questo mondo. Per quanto riguarda le regole: invece che restrittive proviamo delle regole redistributive, in modo che chi vuole e può spendere di più possa farlo, ma con criterio. Esempio: in NBA esiste la Luxury Cap, chi supera il monte ingaggi stabilita dalla NBA deve alla lega l'ammontare della cifra che supera il tetto. Quest soldi vengono poi redistribuito alle squadre meno "abbienti". Questo significa che tu sepndi di più e i tuoi soldi vanno a rinforzare anche le altre squadre. Non sono un esperto ma dovremmo iniziare a dare un'occhiata in giro e provare a capire perchè in altri sport, in alcuni casi anche più ricchi del calcio, certo schifo (come quello che vediamo in Italia) non c'è. O almeno non si vede....

MF ha detto...

Il problema sarà proprio stabilire i criteri delle sponsorizzazioni.. Già hanno iniziato a dire che quella per l'Etihad non è regolare..ma per quella dell'Emirates nessuno ha mai detto nulla...
Alla fine non succederà niente o quasi..
Volevo invece chiedervi un'informazione: è vero che League Cup e soprattutto FA Cup qs anno non sono su SKY?? Ditemi di no....

Dario ha detto...

Kuspide 100%.
Nell'NBA esiste anche il draft che permette ai club più deboli di effettuare le prime scelte sui migliori giocatori del circuito universitario, in modo da potersi rinforzare.
Sulle coppe non so nulla....vedremo di informarci.

diggio ha detto...

questa cosa succede anche nell'NFL ossia nel campionato di football americano, le squadre che si sono qualificate per ultime nel campionato precedente hanno diritto a scegliere per prime i migliori talenti dalle università proprio per poter ogni anno livellare il campionato e dare la possibilità a tutti di giocarsi il titolo...

MF ha detto...

L'unica soluzione attuabile credo sia proprio il tetto salariale.. Altro è praticamente impossibile, il draft negli sport professionistici americani è una cosa stupenda che può stravolgere gli equilibri ad ogni stagione, ma ovviamente è fattibile solo là grazie ai campionati ncaa dei vari sport.