di Gianfranco Paupini
Non me ne vogliano gli ottimisti a oltranza, di cui pure faccio parte: la sfida infinita tra le due anime calcistiche di Manchester sembra aver trovato un epilogo, e non è quello che avremmo voluto. I giornali, nelle ultime ore (ma già da qualche giorno), si sono sbizzarriti: Via tutti, rifondazione, arriva Cristiano Ronaldo, arriva Mourinho. Non so quante di queste voci siano fondate, non ho idea di quanto davvero sia arrabbiato o deluso lo sceicco Mansour. Quello che è certo è che c'è di che essere delusi e arrabbiati, e non è in queste condizioni, secondo me, che si prendono le decisioni importanti.
A parte gli articoli sui giornali e i presunti scoop di fantamercato, rimane da prendere atto di ciò che è sotto gli occhi di tutti: siamo scoppiati, non certo fisicamente, ma mentalmente. Non siamo riusciti a fronteggiare la pressione che esercita un primo posto in classifica. Lo spogliatoio si sta spaccando (evidentemente manca un leader, a mio parere) e le pantomime di Balotelli possono essere sopportate in tempi di vacche grasse, non certo quando sei sotto, in crisi, e devi tirare fuori le ultime energie (mentali) che ti sono rimaste per non soccombere.
De Jong dopo la sceneggiata di sabato ha dichiarato: "A volte Mario è un genio, ma a volte è proprio uno sciocco. Fa cose bellissime e poi stupidaggini. Un sacco di gente si aspetta da lui che tiri fuori il coniglio dal cilindro, e di conseguenza mario si sente "in dovere" di fare sempre qualcosa". Ma non solo: "Per molti allenatori mario sarebbe una causa persa sin dal principio, però lui è fortunato ad avere un tecnico come Mancini, che lo coccola, altrimenti sarebbe andato fuori dai binari molto tempo fa".
L'impressione è che De Jong riporti, in maniera molto diplomatica, il sentimento generale che serpeggia nello spogliatoio del City: La pazienza è finita, i giocatori sono nervosi e il piccolo fenomeno viziato ed insicuro non può più permettersi di fare i capricci. La situazione in generale sembra sfuggire di mano al tecnico, e le voci che lo accompagnano da qualche tempo a questa parte di certo non aiutano lui e non rasserenano l'ambiente.
Pur considerando questa stagione fallimentare dal punto di vista dei titoli vinti (se le cose non cambiano) resto convinto che l'allenatore abbia fatto un buon lavoro. La squadra, di fatto, ha giocato un campionato straordinario, Manchester quest'anno ha scavato un fossato tra se e il resto dell'isola. Non ci sono confronti, non c'è storia da mesi: la Premier in questa stagione assomiglia molto alla liga spagnola, di fatto divisa in due e con due squadre che giocano un torneo a parte. La squadra ha la migliore difesa della Premier e il secondo migliore attacco. Ha già raggiunto i 71 punti, gli stessi con i quali abbiamo concluso la scorsa stagione, e ce ne sono ancora 21 in palio. Abbiamo perso solo 4 partite, le stesse perse dallo United campione d'Inghilterra lo scorso anno.
Considerati i sorteggi sfortunati di FA e Carling Cup io direi che la delusione grande è arrivata dall'Europa: In Champions abbiamo davvero fatto una figuraccia, in Europa League saremmo quasi riusciti a ripeterla, non fosse stato per la splendida doppia partita contro campioni in carica. Questo dimostra ancora una volta che quello che ci manca non è nè tecnica nè fiato. E' esperienza.
Ora possiamo comprare a destra a sinistra, vendere o regalare chi vogliamo, ma la decisione vera da prendere è: Mancini è il nostro allenatore? Vogliamo davvero inaugurare una stagione lunghissima di successi portando avanti un progetto e valutando, come diceva un nostro lettore, i miglioramenti e non solo le coppe?
O facciamo gli "italiani", con un allenatore ogni sei mesi, una rifondazione ogni sessione di calciomercato, un viavai di campioni o presunti tali per una sofferenza che, la storia insegna, ha spesso portato più delusioni che successi?
Quando impareremo a "rubare" anche il meglio, dei nostri avversari? Indovinate quanti trofei vinse Mastro Ciliega nei suoi primi 3 anni allo United?
P.S.: Ci hanno messo qualche settimana ma alla fine giustizia è fatta! La
Uefa ha sanzionato il
Porto per i cori razzisti dei suoi tifosi contro
Balotelli in occasione della partita di andata dello scontro di
Europa League, la cifra è di "ben" 20000 euro! Questa la nota ufficiale:
"Il controllo e il corpo disciplinare Uefa ha inflitto una multa di € 20.000 al FC Porto per la condotta razzista dei propri tifosi durante il primo turno dei 16esimi della Uefa Europa League contro il Manchester City FC il 16 febbraio a Porto".