23.3.13

L'uomo dello Sceicco


Ferran Soriano insieme al Presidente Khaldoon al Mubarak


"Ecco il mio City. Nuovi talenti, meno spese"

Giovedì scorso la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un'intervista all'Amministratore Delegato del City, Ferran Soriano. Abbiamo pensato di postarla in questo sabato di vacanza dalle partite. Buona lettura. setteblu

Orgoglio catalano, una carriera nata proprio nel Barcellona, come vice del presidente Joan Laporta, "fratello" di Txiki Begiristain (ora d.s. al City con lui) e mentore di Pep Guardiola. E il titolo del suo libro è una metafora di vita: "Il pallone non entra mai per caso". Cioè la sua ricetta per il calcio del futuro.

"Un anno puoi vincere per caso ma alla lunga servono programmazione ed investimenti per arrivare alla finale di Champions League".

Questa è la favola del Barcellona.
"Nel 2003 facemmo una ricerca. Per ogni giocatore approdato in prima squadra dalla cantera c'era stata una spesa media di 2 milioni. Un'inezia se si pensa ai costi attuali".

Ma è l'unica strada?
"La principale. Il principio d'appartenenza è fondamentale per dare un'impronta al club. Perciò incide anche il modulo di gioco. Già a 5 anni bisogna apprendere lo stile della società: poi i frutti arriveranno"

Le manca la Catalogna? (che domande argute, ragazzi! ndr)
Il sole, certo, è la mia terra. Ma è cambiato totalmente il mio modo di lavorare da quando sono al Manchester City. In Spagna il 60% del mio tempo era dedicato alla comunicazione, cioè alla politica. Ogni giorno devi conquistarti la fiducia dei soci-elettori. In Inghilterra, invece, devi dar conto solo alla proprietà e hai molto più tempo per operare"

Come vede il calcio europeo dalla sponda Premier?
"I fatturati parlano chiaro. Le società inglesi incassano il doppio delle altre leghe più importanti e conta molto la tradizioni, i rapporti con l'Asia. E' come un treno ad alta velocità"

Quindi non c'è gara?
Tutt'altro. In Germania hanno fatto un lavoro importante e sono cresciuti tanto sul mercato interno ma anche Italia e Spagna hanno grandi potenzialità. Inter, Juve, Milan e Roma, ad esempio, hanno un brand di notevole spessore ma va sfruttato meglio"

Come?
Innanzitutto costruendo stadi nuovi: strutture accoglienti con servizi che invoglino a spendere. Con l'eccezione della Juve è impensabile che i club milanesi incassino solo 30 milioni dai biglietti contro i 100 e passa delle rivali di Champions. Non c'è spazio per un nuovo stadio a Milano? Tipo un Allianz Arena o un Emirates?

E basta?
"Vanno venduti forse meglio i diritti televisivi esteri. I margini di miglioramento sono enormi"

La Premier ha anche un manager indipendente.
"Sino ad un certo punto, per la verità. I condizionamenti ci sono anche lì"

Intanto le concorrenti discutono i vostri sponsor. Non c'è aria serena.
"I rapporti stanno migliorando. Il calcio inglese apprezza il concetto che gli investitori sono benvenuti perché le ricadute positive non sono solo per chi spende ma per tutto il sistema"

Come la mettiamo con il Fair Play finanziario? La vendita di Balotelli dipende da questo?
"No. Mario è andato via per una sua scelta. La nostra squadra resta competitiva. Anzi, il nostro problema è quello di trovare giocatori più forti di quelli già in rosa. Non è facile"

Ora c'è il tappo alle spese.
"Negli ultimi tre esercizi ci sono state perdite di 200 milioni, poi di 100 ed ora si profila un rosso di 50. Ma abbiamo anche appena investito 150 milioni per le strutture del settore giovanile. E' un progetto fantastico, all'insegna della sostenibilità finanziaria"

Qual è il futuro di Roberto Mancini? Ci sono voci poco tranquillizzanti su di lui.
"Mancini è un vero campione, non aggiungo altro. E comunque non è facile rivincere in qualsiasi campionato, soprattutto in Premier"

Al City sono stati accostati i nomi di Lamela e Jovetic. Conferma?
"I rumours li associano al City ma non commento mai le voci di mercato"

Ha parlato con Guardiola? Come giudica la sua scelta?
"Certo, con Pep mi sento spesso. Ha fatto la cosa giusta. Il Bayern è un club importante e in grande ascesa"

L'attrae l'Italia?
"Mai dire mai. Si mangia bene, si vive bene. Ma ora sono concentrato solo sul City"


1 commento:

Lele ha detto...

Sono rimasto folgorato da quel calcio propositivo, tecnico, senza risse, che punta tutto su testa e qualità invece che su fisico e astuzia, in altre parole...soffro da tempo di Barcellonite. Ma al tempo stesso adoro il calcio inglese e in primis amo il City. Queste parole sono musica per le mie orecchie. Mi era chiaro da tempo che la società sapesse benissimo dove voleva andare, Soriano e Beguiristain ne sono stati una squisita conferma. Tempo e lavoro, spero ancora assieme a Roberto, il quale a mio avviso ha dimostrato molto in questi anni, errori anche, certo, ma voglia e qualità pari a quasi nessuno dei ragazzi in campo. In questi 3 anni siamo cresciuti, abbiamo vinto, siamo calati, abbiamo preso bei schiaffi, li abbiamo dati, abbiamo espresso un gran gioco e siamo stati capaci anche di dimenticarlo, abbiamo toccato picchi altissimi, abbiamo avuto pause imbarazzanti, una cosa che forse abbiamo mostrato sempre è la voglia e la caparbietà di non mollare mai. Vale per Mancini come per Vinnie, o per Aguero (ssl), nessuno è stato perfetto, a nessuno sarebbe stato giusto chiedere di esserlo.
Vorrei un bel repulisti questa estate, ma vorrei continuare così, con questo blocco, questa manager e questa società che mi piace ogni giorno di più. Se non sarà così, mi fiderò comunque. E prima che arrivi l'estate, voglio provare a riprendermi l'FA Cup.
Vai City, il futuro radioso che ti aspetta passa anche per stagioni meno brillanti come questa.