25.3.13

Norah Mercer (1920-2013)

Joe e Norah Mercer

Il 12 marzo 2013 ci ha lasciati Norah Mercer, vedova dell'indimenticato manager della prima era d'oro del City, Joe. Aveva compiuto 93 anni giusto il giorno prima. Vi riporto un articolo di Gary James, lo storico ufficiale del City, autore del libro "City - The Manchester Years" (che consiglio vivamente a tutti). Buona lettura, setteblu.

La prima volta che incontrai Norah era il 1988 mentre stavo facendo una ricerca per un libro sul derby di Manchester. Joe Mercer aveva dato disponibilità per scrivere una prefazione al libro e fui invitato a casa loro per parlare con l'ex manager. Sfortunatamente quel giorno la macchina sulla quale io e mio padre eravamo destinati a viaggiare ebbe qualche problema e finimmo con l'usare una specie di furgone per arrivare a casa loro. Arrivati alla fine della strada cominciammo a preoccuparci: stavamo per parcheggiare un brutto furgone davanti alla casa del più grande manager della storia del City. Non solo, eravamo anche 45 minuti in anticipo. Decidemmo di parcheggiare all'incrocio di una strada vicina - dalla quale potevamo vedere la casa di Mercer - ed aspettare nel furgone.

Giunto l'orario bussammo alla porta di Joe, lui uscì con un grande sorriso e ci invitò ad entrare. Norah venne fuori dalla cucina ed indicandoci con il dito disse: "Siete stati nascosti nel furgone per tre quarti d'ora, non ce n'era bisogno, potevate entrare!". Da quel momento Norah ci fece sentire a casa e diventò una grandissima amica per i 25 anni successivi.

Durante la sua vita Norah rimase vicino a suo marito in modo meraviglioso. Anche oggi le persone parlano delle mogli degli sportivi, spesso per il motivo sbagliato. Ai loro tempi, era improbabile che la moglie di un calciatore o di manager fosse conosciuta dai tifosi. Norah fu importantissima per suo marito e giocò un ruolo decisivo durante tutta la sua carriera, da quando suo padre aiutò Joe ad arrivare a Goodison Park nei primi anni della sua carriera, durante gli alti e i bassi della sua vita da calciatore (Everton ed Arsenal, oltre alla nazionale), nelle stagioni da manager (Sheffield United, Aston Villa, Coventry, City ed ancora nazionale inglese) e poi dopo il suo ritiro e nella malattia finale. 

Joe Mercer morì - come già ricordato in un precedente articolo di questo blog - nel giorno del suo compleanno all'età di 76 anni. Norah non ha mancato di continuare a mostrare interesse per il calcio in generale e per il City in particolare. Quando Joe se ne andò, chiesi a Norah il permesso di scrivere una biografia su suo marito. La sua risposta spiega bene il suo carattere: "Solo se per te non è un problema". Un problema? Dopo tutto ciò che Joe ha dato al calcio ed in particolare al mio City, mi sentivo in debito con lui ma era peculiare del carattere di Norah preoccuparsi che io non mi dessi troppo disturbo. 

Con il suo aiuto e quello di suo figlio David, scrissi quella biografia nei tre anni successivi e passai quindi molti giorni a casa loro ad ascoltare i suoi racconti sul calcio, sulla vita, chiedendole un sacco di particolari, sfogliando gli album di foto e godendomi ogni secondo della sua compagnia. Le mie visite in genere prevedevano che lei insistesse affinchè io mi fermassi a mangiare - io non volevo disturbare ma ben presto mi accorsi di quanto Norah fosse ospitale. Fu anche molto felice di conoscere la mia famiglia e la mia ragazza, diventata poi mia moglie nel 1992.

Una volta, mentre stavo facendo ricerche sul materiale che rigaurdava il periodo di Joe all'Aston Villa, Norah mi offrì una birra. Non potevo credere ai miei occhi: me la fece bere nel boccale della vittoria in Coppa di Lega dei Villans...ebbi una paura tremenda di rovinarlo!

Norah nacque a Liverpool nel 1920, figlia di Albert Dyson, grande tifoso dell'Everton. Essendo un uomo d'affari piuttosto conosciuto in città, non era strano vedere qualche giocatore dei toffee passare a casa per salutarlo. Un giorno passò proprio Joe. "Che emozione, Joe Mercer a casa mia, nel mio salotto! Allora io avevo 11 anni e lui 17 e mi trattò come una sorella più piccola". Sei anni dopo la natura della relazione cambiò e Norah divenne parte integrante della vita di Joe.

Nel marzo del 1941 si fidanzarono ufficialmente ed il 3 settembre di quell'anno si sposarono, con TG Jones dell'Everton a fare da testimone. 50 anni dopo Norah mi confessò che furono costretti a troncare la luna di miele per permettere a Joe di giocare con la maglia blue di Liverpool. "Partimmo sabato mattina presto e lui scese in campo nel pomeriggio. Ecco come partì il nostro matrimonio, con il calcio! E così continuò...."

Molti giocatori dell'Everton parlavano spesso con lei di calcio, sostenendo che ne capisse più di suo marito. "Che lui giocasse con l'Everton era un grande onore perché tutti eravamo evertonian allora. Ma il momento più bello di quel periodo culminò con la sua prima convocazione in nazionale. Scoprì della chiamata per radio....allora mica ti telefonavano per avvertirti". "Che felicità! Eravamo tutti lì. Era un onore giocare per l'Inghilterra. In una delle prime partite ad Hampden andammo tutti a vederlo, Joe venne nominato Man of the Match e l'Inghilterra vinse 2-1".

Durante gli anni della guerra, spesso la coppia si trovò divisa. Al termine dei combattimenti, sembrava che la carriera di Joe fosse giunta al termine ed un lavoro da droghiere lo aspettava, insieme al suocero. All'improvviso arrivò la chiamata dell'Arsenal e si miserò d'accordo per fare allenare Joe vicino a casa, consentendogli di raggiungere Highbury solo per le partite.

"Andavo più spesso che potevo, con il nostro piccolo David. In alternativa lo aspettavo la sera; lui prendeva il treno da Euston alle 5,30 ed arrivava a Wirral verso le 10,30. Abitavamo vicino alla stazione allora ed ero solita guardare ai binari in attesa di vederlo comparire. Una volta Joe si addormentò e si sveglio a fine corsa, ben lontano da casa! Chiese al controllore: 'Perchè non mi hai svegliato???' 'Per quello che hai fatto oggi alla mia squadra!' Credo l'Arsenal vinse quel giorno contro la sua squadra".

Finita la carriera Joe si dedicò alla panchina e cominciò la sua avventura a Sheffield con lo United per poi proseguire con il Villa ed il City. Da manager pareva avere più bisogno di avere la sua famiglia vicina. Norah supportò Joe durante tutti gli anni della sua carriera, soprattutto durante i periodi difficili finali al City. "Non voleva andarsene da Maine Road ma capì di non avere scelta. Ovviamente voleva che Malcolm (Allison, il vice) avesse successo e non lo incolpò del suo allontanamento ma i nuovi dirigenti avrebbero potuto trattarlo meglio, come meritava. Quando cambiò la proprietà ed i nuovi director si insediarono (1970-72) il club era cambiato. Solo nel 1993 quando arrivò al comando Franny (Francis Lee) mi chiesero di tornare a far parte della famiglia. Joe era morto ma fui felice di essere di nuovo invitata alle partite. L'invito è rimasto e da allora sono contenta di far parte del club nuovamente"

Joe morì di Alzheimer. Norah fece tutto ciò che era nelle sue possibilità per consentirgli di vivere dignitosamente i suoi ultimi giorni. Lei ha continuato a venire allo stadio fino ad ora. Era impegnata anche in altre attività, incluso il disvelamento del mosaico di Mercer presente fuori da Etihad, nella Joe Mercer Way nel 2005. Dovette sopportare anche la morte del figlio David nel 2007 a causa di un brutto male.

Nel 2010 notai che il nome di Joe non era sufficientemente ricordato dai "suoi" club e mi decisi ad aggiornare la sua biografia, ancora chiedendole il permesso. "Sei sicuro che a qualcuno interessi? Non farlo se non sei sicuro che ne valga la pena".  Il nuovo libro "Joe Mercer: Football with a smile" uscì nel 2010.

Nel settembre 2009 le chiesi un'intervista per un programma e le feci questa domanda: "Chi ti piacerebbe che vincesse la Premier League nel futuro?"

Lei mi rispose: "Dopo il City, intendi? Le mie top four sarebbero City, Everton, Arsenal e Liverppol ma a parte il City campione non saprei dirti l'ordine delle altre". Il 13 maggio 2012 Norah vide esaudirsi il suo desiderio ed era allo stadio quando il City battè il QPR mandando in delirio tutta la gente che porta la maglia blue nel cuore. Il primo titolo dai tempi di quello di suo marito. 

I miei pensieri sono con la nipotina Susan ed il resto della famiglia. Ciao Norah.


1 commento:

Noodles ha detto...

Peccato non aver vissuto quei tempi. Bello saper che Miss Mora era all'Etihad il 13 maggio. I retro sono tutti straboccanti di fascino. Questo lo è di più. Complimenti.