31.7.13

City 5-3 Milan


City: Hart, Richards, Kolarov, Lescott, Garcia, Fernandinho (Rodwell 46), Toure, Navas (Nasri 46), Silva (Milner 63), Dzeko (Barry 63), Jovetic (Negredo 46) 
Milan:Amelia, Traore, Constant (Emanuelson 65), Vergara (Pacifico 73), Antonini, Zaccardo, de Jong (Cristante 73), Petagna (Niang 46), Muntari (Poli 65), El Shaarawy (K Boateng 65), K-P Boateng (Pinato 79) 
Reti: Silva 3, Richards 19, Kolarov 22, Dzeko 32, 3, El Shaarawy 37, 39, Petagna 42
Arbitro: Peter Sippel (GER)
Stadio: Allianz Arena
Spettatori: 52.000

A domani per il commento.
     

30.7.13

Iniziamo senza Nastasic


di Cioccio

Arrivano le prime notizie sull'entità dell'infortunio di Nastasic e le novità non sono delle migliori: il nostro centrale ne avrà per almeno 3 settimane e quasi sicuramente salterà il debutto stagionale del City in Premier League il 19 agosto contro il Newcastle. E' probabile che non lo vedremo in campo fino alla fine del prossimo mese per dargli il tempo di ristabilirsi completamente.

Nastasic si è infortunato alla caviglia ad Hong Kong durante la finale del Barclays Asia Trophy vinta sabato scorso contro il Sunderland. Le condizioni indecenti del terreno di gioco non hanno agevolato i giocatori. Tre giorni prima nella semifinale contro il Sunderland sullo stesso campo si era infortunato il difensore del Tottenham Vertonghen . Manuel Pellegrini è stato fatalista nelle sue dichiarazioni post gara: "Fa parte del gioco, sono cose che possono succedere." Molto meno tenero è stato invece Paolo Di Canio, manager del Sunderland, che ha definito senza mezzi termini il prato dell'Hong Kong Stadium un "killer pitch". Io ribadisco che la preparazione di quest'anno mi sembra assurda: non si può fare il giro del mondo in due settimane, cambiare fuso orario continuamente e giocare su dei prati assurdi. Capisco le esigenze economiche della società ma così si rischia di compromettere l'inizio del campionato e della Champions League.
  
  
Se non arriverà il quarto centrale (è sempre caldo il nome di Pepe del Real Madrid), avremo modo di vedere se sarà Lescott ad affiancare Kompany al centro della difesa o se Pellegrini si affiderà a Richards, dandogli fiducia nel ruolo di centrale anche se ultimamente è stato sempre utilizzato come laterale destro. Richards difensore centrale è sempre stato un pallino di Setteblu ma Mancini non lo ha mai visto in quel ruolo. Vedremo Pellegrini...


City Top 50: No. 44



di setteblu

RODNEY MARSH

(1972-75)

(152 presenze, 47 goal)

Rodney Marsh venne acquistato da Malcolm Allison nel 1972 per l'allora cifra record di £200.000. Il City era in testa al campionato con 4 punti di vantaggio e quando la squadra perse il primo posto della First Division Marsh si prese tutte le colpe. In realtà era destinato a diventare un idolo del pubblico, accendendo la fantasia dei supporter grazie a 19 reti nella stagione 1972/73, guidando la squadra alla finale di League Cup nel 1974.
   

28.7.13

City Top 50: No. 45


di setteblu

DON REVIE

(1951-56)

178 presenze, 41 goal

Ricordato come l'uomo che fece grande il Leeds United, Revie fu una sorpresa per il City, vincendo il premio come Giocatore dell'Anno nel 1955 assegnato dai giornalisti britannici. Con Les McDowell alla guida, il City adottò lo schema poi ridenominato "The Revie Plan", con Don perno centrale dell'attacco e una serie di altri giocatori offensivi a girargli intorno, una sorta di centravanti boa come nella grande Ungheria degli anni 50.

27.7.13

City 1-0 Sunderland

 
City: Pantilimon, Zabaleta, Kompany, Nastasic (Lescott 75), Clichy (Kolarov 62), Milner (Navas 46), Garcia, Toure (Fernandinho 62), Silva (Nasri 46), Dzeko, Negredo (Barry 79)
Sunderland: Mannone (Westwood 46), Gardner, Brown, O'Shea, Colback, Johnson (Karlsson 61), Larsson, Cabral (Ba 46), Giaccherini (McClean 76), Sessegon (Mandron 88), Altidore (Wickham 46)
Reti: Dzeko 9
Stadio: Hong Kong Stadium
Arbitro: Lee Taylor
Spettatori: 40.000

Il City si aggiudica il Barclays Asia Trophy battendo in finale il Sunderland in un "anticipo" di Premier League. La squadra è in crescita e l'inizio della stagione si avvicina...


South China 0-1 City


South China: Zhang. Sealy (Luk 65), Kwok, Tse, Joel, Chak, Ticao, Cheng (Martins 46), Neaves, L Lee-Wai (H Lee-Wai 53), Barry 
City: Hart, Kompany, Zabaleta (Sinclair 76), Lescott, Clichy (Kolarov 46), Milner, Nasri, Barry (Negredo 56), Fernandinho (Garcia 65), Toure (Rodwell 56), Dzeko (Richards 76) 
Reti: Dzeko 21
Stadio: Hong Kong Stadium
Arbitro: Lee Taylor
Spettatori: 40.000

Mercoledì scorso è arrivata la prima vittoria dell'era Pellegrini. Il City ha superato il South China nella semifinale del Barclays Asia Trophy. In finale incontreremo il Sunderland.


26.7.13

City Top 50: No. 46


di setteblu

GARETH BARRY

(2009-)

122 presenze, 6 reti

Giocatore fondamentale nel percorso di crescita del club, nonostante i suoi limiti. Non affascinante come molti altri giocatori inclusi nella lista dei Top 50, non possiamo sminuire il ruolo e l'importanza di Barry nel cuore del centrocampo. Tutti gli allenatori lo hanno schierato titolare e gioca in nazionale da tempo e ciò sottolinea il suo valore. Probabilmente partirà e noi lo ringrazieremo come uno dei Campioni del 2012, quindi un Indimenticabile.
 
 

24.7.13

Black and Gold


di Cioccio

E' stato ufficializzato il nuovo away kit per la stagione 2013-14. Per la maglia da trasferta la Nike si è ispirata alle origini del City. Il nostro amato club fu fondato col nome di St Mark’s nel 1880. Fu poi ribattezzato Gorton AFC nel 1884 e Ardwick AFC nel 1887, prima di essere definitivamente chiamato Manchester City nel 1894. La maglia è divisa verticalmente in due metà di diverso colore, come quella con cui l'Ardwick AFC disputò la stagione 1890-91. I colori scelti dalla Nike sono il carbone e il nero per richiamare la divisa scura del Gorton AFC, la prima della nostra squadra di cui esiste una testimonianza fotografica.


Il logo della Nike, il nome dello sponsor e lo stemma della società sono dorati per ricordare i recenti successi del club. Dello stesso colore sono il numero e il nome del giocatore sulla parte posteriore della maglia. I calzettoni sono neri come i pantaloncini su cui è stampato il badge del City dorato.
 
 
Il kit è di poliestere riciclato e con questa scelta la Nike ha voluto sottolineare il suo impegno per la produzione di abbigliamento a basso impatto ambientale. Nel processo di creazione si utilizzano fino a 13 bottiglie di plastica che vengono tagliate a scaglie e poi fuse per formare il materiale che viene filato in tessuto, riducendo il consumo di energia fino al 30 per cento rispetto alla produzione del poliestere nuovo. Il kit pesa solo 150 grammi, il 23 per cento più leggero di quelli creati in precedenza dalla Nike.

A me piace questa maglia, anche se non la trovo all'altezza di quella bordeaux dello scorso anno che per me era fantastica. Voi che ne pensate?
 
 

23.7.13

City Top 50: No. 47


di setteblu

UWE ROSLER

(1994-1998)

176 presenze, 64 goal

Dopo Bert Trautmann, il secondo tedesco più amato nella nostra storia, è stato il capocannoniere della squadra per tre stagioni consecutive. Ha vinto il premio di "Giocatore dell'Anno" ed è rimasto anche dopo la retrocessione del 1996. Me lo ricordo come un giocatore molto efficace negli ultimi 16 metri, non certamente un campionissimo ma senz'altro un ottimo attaccante. I tifosi lo hanno voluto inserire nella Hall of Fame.


22.7.13

AmaZulu 2-1 City

 
Con qualche giorno di ritardo riportiamo il tabellino dell'ultimo incontro del Nelson Mandela Football Invitational che si è giocato il 18 luglio. Seconda partita del torneo e seconda sconfitta ma non stiamo certo a preoccuparci per i risultati di luglio. La squadra ha già lasciato il Sudafrica ed è ad Hong Kong per la prossima amichevole di mercoledì contro South China valida per il Barclays Asia Trophy. Assente giustificato Manuel Pellegrini in Cile per motivi personali. La squadra al momento è affidata a Brian Kidd.

AmaZulu FC: Kapini (Mathibe 45), Macala (Nyadombo 43), Teyise, Msekeli, Hlanti (Van Heerden 45), Madondo, Madubanya, Manqana (Mthiyane 75), Zondi, (Ngcobo 69), Dlamini G (Issah 45), Ndulula (Dlamini 43)
City: Hart (Pantilimon 64), Richards (Zabaleta 45), Kompany (Garcia 45), Nastasic (Lescott 69), Kolorov (Boyata 75), Nasri (Suarez 69), Toure (Rodwell 45), Milner (Razak 75), Sinclair, Fernandinho (Barry 69), Dzeko (Nimely 75)
Reti: Ndulula 20 mins, Milner 26 mins, Nyadombo 89 mins (pen)
Stadio: Moses Mabhida Stadium
Arbitro: Daniel Bennett
Spettatori: 25.000
 
 

21.7.13

Colpo grosso



di Kuspide

Avremmo dovuto postare la notizia molto prima, perchè è ufficiale già dall'altro ieri sera, ma ci sembrava doveroso rendere omaggio ad uno dei più grandi campioni che abbiano giocato per il City, quel Bert Trautmann che ci ha lasciato proprio in questi giorni e di cui Dario ci ha magnificamente raccontato la storia, davvero incredibile.

Ma la storia non si ferma, come ebbi modo di scrivere qualche settimana fa. E la nostra storia ora è nelle mani, anzi nei piedi del giovanotto che vedete nella foto. Stevan Jovetic ha firmato, calcherà il prato di Etihad e porterà la maglia numero 35.

Noi italiani conosciamo bene il giocatore, perchè negli ultimi 5 anni ha giocato nella Fiorentina, con cui ha esordito in Serie A a soli 18 anni. Il ragazzo ha regalato numeri da fuoriclasse, si è concesso qualche pausa di troppo ed ha vissuto anche un periodo molto difficile tra il 2010 e il 2011, quando si fermò per un'intera stagione a causa di un infortunio al crociato. Ma i numeri ci sono, l'età è quella giusta (compirà 24 anni a novembre) e la speranza è che riesca a tirare fuori a Manchester tutto il potenziale che ha dimostrato di avere a Firenze. Io ho molta fiducia, credo davvero che questo sia un colpo grosso.

Il prezzo è il nostro solito marchio di fabbrica, quei trenta milioni di euro al di sotto dei quali le squadre avversarie non si siedono nemmeno a parlare con noi. Di questi trenta, quattro saranno corrisposti ai Della Valle sotto forma di bonus legati alle prestazioni del giocatore. Per una volta comunque questi 30 ci stavano tutti.

Non resta che sederci comodi e goderci le sue giocate insieme a Silva e Aguero: benvenuto Jo-Jo!


20.7.13

Bert Trautmann OBE (1923-2013)


di setteblu

Pochi giorni dopo George Smith, ci ha lasciati anche uno dei giocatori più amati e particolari di sempre: è morto ieri il leggendario Bert Trautmann, portierone del City degli anni 50. La storia di Bert è veramente particolare e merita di essere raccontata.

Quando Frank Swift si ritirò dal calcio nel 1949 dopo 16 anni a difendere la nostra porta (morendo poi come inviato nella strage di Monaco nel 1958), nessuno poteva immaginare che qualcuno potesse sostituirlo in campo e nel cuore dei tifosi. Che il suo erede sarebbe diventato addirittura più grande di lui era semplicemente impensabile, soprattutto se pensiamo al suo curriculum in quel momento: paramilitare dell'Aviazione hitleriana, prigioniero di guerra dopo la fine della WWII, portiere di una squadra dilettantistica in una cittadina - St. Helens - più famosa per il rugby a 13 che per il calcio. Ebbene, Bert Trautmann giocò 545 per il City, vincendo una FA Cup nel 1956 contro il Birmingham City a Wembley giocando gli ultimi 20 minuti circa con il collo rotto.

Bernhard Carl Trautmann nacque a Brema il 22/10/1923 e partì come volontario paramilitare a soli 17 anni. Dopo mille peripezie durante la guerra ("crescere nella gioventù hitleriana ti annullava completamente....c'erano i nemici da combattere e quando li facevi prigionieri e li sentivi piangere per la propria madre o il proprio padre ti rendevi conto che il nemico era un essere umano vero"), venne catturato dalle forze inglesi e deportato in un campo prigionieri nel Lancashire. Dopo la fine della guerra decise di restare in Inghilterra declinando la possibilità di tornare in Germania.

Quando il City lo acquistò nel 1949 dopo averlo visto in un'amichevole, 40.000 persone protestarono fuori Maine Road chiedendo di fermare il trasferimento. Gli abbonati minacciarono di boicottare la squadra e di non rinnovare la tessera mentre centinaia di persone spedirono lettere di protesta al club chiedendo di bloccare l'acquisto. Il rabbino di Manchester, Dr. Altmann, chiese a tutti di dare una chance al portiere. "Grazie ad Altmann, dopo un mese tutto si sistemò. Io andai alla comunità ebrea cercando di spiegare il mio punto di vista. Cercai di spiegare le condizioni in cui si viveva in Germania a quei tempi. Chiesi a quella gente come si sarebbe comportata se fosse stata in quelle condizioni, sotto quel genere di dittatura".

Trautmann diventò popolarissimo in Inghilterra, il suo modo di fare entrò nel cuore degli inglesi che si resero conto di che genere di persona si trattasse. Bert era solito essere acclamato anche dai tifosi avversari quando il City giocava in trasferta. Nel 1956 il City tornò a Wembley a giocarsi una finale dopo aver persa quella contro il Newcastle l'anno prima. Ad un quarto d'ora abbondante dalla fine, con il City in vantaggio per 2-1, si verificò uno scontro in area del City apparentemente normale: Peter Murphy si lanciò verso un pallone nell'area piccola e Trautmann si buttò a proteggere i pali con il consueto coraggio. Il ginocchio di Murphy entrò in contatto con il collo di Trautmann. Dopo i soccorsi in campo, i medici si resero conto che il City sarebbe rimasto in 10 visto che allora non erano ammesse le sostituzioni e che Bert non era più nelle condizioni di proseguire. Il portiere tedesco decise di rimanere in campo nonostante il dolore incredibile, aiutando i suoi compagni ad alzare il trofeo con un paio di parate quasi miracolose date le condizioni. Pochi giorni dopo, i risultati degli esami clinici: il collo era rotto.
"L'ho raccontata milioni di volte questa storia, tutti me la chiedono sempre. Fui molto fortunato: potevo morire o restare paralizzato".

Trautmann vinse il premio di Giocatore dell'Anno  votato dai giornalisti e fu la prima volta per un giocatore straniero. Tornò a giocare l'anno dopo e continuò col City fino al 1963, anno della retrocessione in Second Division, ritirandosi nel 1964. Bert non giocò mai per la nazionale tedesca perchè l'allora Commissario Tecnico Sepp Herberger scelse di non chiamare giocatori dall'estero. Al suo Testimonial Game e cioè la sua partita di addio, più di 60.000 spettatori arrivarono allo stadio...non male per un giocatore decisamente indesiderato all'inizio della sua avventura in blue. Bobby Charlton, in quell'occasione, lo definì uno dei più grandi portieri di sempre. Nel 2004 venne nominato Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico per il suo lavoro come Presidente di una Fondazione per i rapporti anglo-tedeschi.

Nella visita a Manchester del nostro club, io e Matteo chiedemmo alla guida del Tour allo stadio se avesse notizie di Bert: "sta bene,è molto abbronzato perché vive in Spagna e lì il tempo è decisamente più bello che qui a Manchester". Purtroppo le cose devono essere peggiorate negli ultimi tempi. Chiunque abbia mai letto un libro sulla storia del City si è certamente innamorato della particolare vicenda di quest'uomo, capace di vincere i pregiudizi inevitabili dell'inizio ed entrare nella storia di questo meraviglioso club.

La tifoseria lo ha amato davvero. Ne è testimonianza una meravigliosa battuta apparsa su un nostro forum da parte di un tifoso. "Bert Trautmann uno dei migliori di sempre? Non mi pare proprio. 545 partite e zero goal".  

Ciao Bert, Idolo e Mito intramontabile.


18.7.13

George Smith 1921-2013


di setteblu

Il 14 luglio ci ha lasciati George Smith, l'uomo che riuscì a sopravvivere ad un proiettile durante la Seconda Guerra Mondiale per diventare una star con la maglia del Manchester City FC.

Se n'è andato a 92 anni, il più anziano giocatore della nostra storia ad essere vivo fino a pochi giorni fa. Faceva l'attaccante centrale e firmò per il City nel 1938. Incredibilmente dovette aspettare ben otto anni prima di debuttare con la maglia blue a causa della guerra e dell'incidente che quasi lo ferì a morte.
Uno dei primi a rendergli onore è stato il leggendario Bert Trautmann. Il portierone tedesco non ebbe un'accoglienza calorosa al suo arrivo in città dopo la guerra e trovò una mano amica proprio in George Smith.

"Sono addolorato per la morte di George. Fu uno dei giocatori che meglio mi accolse al mio arrivo. Era una grande attaccante, nonostante la sua orribile esperienza durante la guerra"

Nato a Fleetwood nel 1921, George si trasferì a Salford da ragazzo e giocò nell'Adelphi Lads Club prima di essere prelevato dal City, diventando subito molto amico con Trautmann, Frank Swift e Matt Busby. Partì per la guerra con i King's Africa Rifles e si trovò suo malgrado sotto il fuoco di un aereo della South African Air Force, finendo per essere colpito da un proiettile in un gomito.
Dopo la guerra riuscì a giocare indossando un guanto per nascondere le ferite e si impegnò alla grande per dimostrare tutto il suo valore.
Nel 1946 segnò tutti i goal, ben quattro, in un derby giocato a Maine Road, allora teatro di entrambe le squadre della città per permettere allo United di sistemare Old Trafford, uscito danneggiato dalle bombe tedesche. 
Nel libro sulla nostra storia di Gary James c'è una sua frase:

"Non sono mai stato un grande bevitore e non sono mai andato fuori dalle righe ma devo dire che battere lo United in quel modo e segnare quattro reti fu un momento indimenticabile".

George Smith ha giocato 166 partite tra il 1946 ed il 1951, aggiungendo altre 250 presenze per il Chesterfield tra il 1951 ed il 1958. E' morto serenamente ad Unsworth al Fairfield Hospital, lasciando la figlia Lynne e cinque nipotini. Gli altri suoi figli, Ian e Paul, sono morti prima di lui. Ciao George.

Avanti un altro


Lo ammetto, per l'ennesima volta durante questa sessione estiva di calciomercato ho aperto Wikipedia ed ho digitato il nome del neoacquisto della mia squadra del cuore. Non perchè non lo conoscessi, almeno di nome, ma perchè non avevo idea di quale fosse il curriculum vitae di un giocatore per il quale abbiamo condotto una trattativa serrata durata diverse settimane. 

Non significa niente, potrei essere io poco pratico di cose calcistiche, o potrebbe essere lui (il neoacquisto) ad essere pronto ad esplodere con la sua nuova maglia anche se finora non ha fatto parlare molto di se. In ogni caso eccolo qui, il bomber venuto a rimpazzare Tevez e Balotelli, l'uomo con cui Edin Dzeko si contenderà la maglia di titolare nella stagione che sta per iniziare.

Alvaro Negredo, attaccante spagnolo, mancino, classe 1985, passa ufficialmente dal Siviglia al City per 25 milioni di euro.

Così come è stato per i precedenti acquisti del duo Ferran/Tixti, anche in questo caso un ombra di scetticismo ci oscura il viso. Il nostro nuovo uomo gol ha sempre fatto il suo dovere, bisogna ammetterlo. Dal 2007 è sempre andato in doppia cifra, e lo scorso anno ha segnato 31 reti in 42 presenze. Non è il colpo che aspettavamo e non è il nome in grado di infiammare gli animi e le speranze dei tifosi blues, ma e' un buon attaccante in grado di fare la sua parte quando servirà e capace di starsene tranquillo in panchina qualora non ci sia bisogno di lui. Per 75000 sterline a settimana si può fare.

Benvenuto quindi a "el tiburon" e speriamo di vedere ricompensata presto la fiducia che il club ripone in lui.
 

17.7.13

Meteore




Sul sito ufficiale figura ancora tra i difensori in rosa. Il Club non ha dato nessuna comunicazione, ma di fatto Maicon non è più un giocatore del City. Il laterale destro brasiliano torna in italia, per la precisione a Roma, dove giocherà a fianco di Totti e compagnia. 

Il club capitolino ha atteso qualche ora per l'ufficializzazione perchè doveva prima liberare un posto da extracomunitario, ma il giocatore si sta allenando da ieri a Brunico con i suoi nuovi compagni. Nessun rimpianto, direi, per un giocatore che ha visto il campo 13 volte in una stagione e che non è mai stato nemmeno l'ombra del grandissimo campione che abbiamo potuto ammirare all'Inter.

Sarà stato un problema di ambientamento, sarà stato a causa degli infortuni, oppure semplicemente abbiamo preso un giocatore bollito. Difficile dirlo, probabilmente ne sapremo di più tra qualche mese, quando avrà avuto modo di dimostrare il suo reale valore con la maglia giallorossa.

A quanto si apprende dai giornali il brasiliano avrebbe accettato una risoluzione consensuale del contratto che lo legava al City per altre 2 stagioni. Maicon aveva firmato infatti un triennale per i Citizens giusto l'ultimo giorno di mercato dello scorso anno, garantendosi un netto annuale di 5 milioni di euro ed una vecchiaia più che tranquilla. Difficle conoscere l'entità dell'esborso con cui il City ha convinto il terzino a svincolarsi, ma di sicuro ci liberiamo di un altro ingaggio faraonico che davvero non aveva giustificazione.

In ogni caso auguriamo a Maicon un in bocca al lupo per tutto.



City Top 50: No. 48

di setteblu
 
 
NIALL QUINN

(1990-1996)

243 presenze, 78 goal

Un grande pennellone irlandese, acquistato da Howard Kendall nel 1990, mise a segno 22 reti nella sua prima stagione, diventando subito un Idolo a Maine Road. Ebbe molti infortuni durante il suo periodo a ManC, ma tutti ricordano la serietà e l'impegno dell'irlandesone volante. Giocó la sua ultima gara con la maglia blue nel giorno della cocente delusione di City -Liverpool che sancì la nostra retrocessione nella famosa giornata del 5 maggio 1996.
 

16.7.13

City Top 50: No. 49


di setteblu

SHAUN WRIGHT PHILLIPS

(1999-2005; 2008-2011)

273 presenze, 46 goal

Forse il talento più fulgido uscito dalla City Academy in era moderna, SWP è stato una grande ala, veloce e creativa, con un grande tiro da fuori. È stato il protagonista di un significativo periodo della nostra storia recente, probabilmente il giocatore che più ha acceso la fantasia prima dell'arrivo di Mansour.

"Sweepy" ha vinto 4 volte il premio come "Giovane Giocatore dell'Anno", guadagnandosi nel'estate del 2005 un super contratto al Chelsea allora (come oggi) allenato da Jose Mourinho.

Che ricordi avete di SWP?
 
 
 
 

15.7.13

Supersport 2-0 City


Supersport United: Williams (Fernandez 32,(Pule 62)) Moloi (Moeketsi 43), Fransman, Diouf (Pietersen 80), Mdledle, Gyimah, Doutie (Maluleke 62), Maluleka, Nyondo (Niang 32( Mulenga 62)), Mathebula (Erasmus 62), Chenene (Grobler 62)
Manchester City
Primo Tempo: Hart, Richards, Kompany, Garcia, Kolarov, Barry, Fernandinho, Razak, Suarez, Nasri, Dzeko
Secondo Tempo: Pantilimon, Facey, Lescott, Boyata, Nastasic, Rodwell, Huws, Sinclair, Milner, Yaya Toure (Cole 83), Nimely
Reti: Niang 56 mins, Erasmus 82
Stadio: Lotus Versfeld - Pretoria             
Spettatori: 12.000
 
 

12.7.13

Uno Jo-Jo oscilla tra City e United


Stevan Jovetic: City o United?

di Cioccio
 
Fali Ramadani, procuratore di Stevan Jovetic, ha incontrato mercoledì scorso la dirigenza del City. Da quanto trapela si sarebbe raggiunto un accordo per un quinquennale da 4,5 milioni di euro netti a stagione. Pare però che Fali Ramadani, dopo la passeggiata nel centro di Manchester, voglia fare anche una scampagnata fuori città per una chiacchierata con gli emissari dello United prima di dare l'assenso definitivo al trasferimento in maglia blue di Jovetic. L'attaccante montenegrino è molto vicino al City in questo momento. Speriamo che Soriano e Begiristain sappiano  gestire la situazione e che la conclusione di questa trattativa sia diversa da quella dell'affare Isco, scippatoci dal Real Madrid sul filo di lana.

A favore del City giocano l'amicizia tra Jovetic e Nastasic e l'ottimo rapporto con la Fiorentina. Già lo scorso anno si è concluso con reciproca soddisfazione lo scambio Nastasic-Savic con lauto conguaglio a favore dei Viola. Le due società stanno trattando e il City vorrebbe pagare il montenegrino 25 milioni di euro, 5 in meno rispetto alla clausola di rescissione. L'accordo si troverà sicuramente, quindi tutto dipende da Jovetic e dal suo procuratore.

Al City sembra regnare l'ottimismo. Pellegrini si è infatti sbilanciato dichiarando: "Probabilmente nei prossimi giorni avremo delle novità importanti". Si dice che il nostro manager sia entusiasta, avendo ricevuto ottime referenze sul giocatore sia da Nastasic che da Fernandez e Pizarro, i suoi connazionali cileni che hanno giocato la scorsa stagione insieme a Jo-Jo nella Fiorentina. A breve sapremo se la maglia di Jovetic sarà Blue o rossa. Speriamo che sia Blue.

Nel frattempo non si placano le voci che parlano del forte interessamento del City per Alvaro Negredo. Se l'attaccante del Siviglia dovesse seguire Jovetic all'Ethiad, il reparto offensivo dovrebbe essere completo. A meno che non si decida di lasciar pardire Edin Dzeko, una follia che spero non si faccia.

 

8.7.13

Il primo giorno di scuola

Bentornato Capitano

di Cioccio

Si torna al lavoro. Manuel Pellegrini era già sbarcato al Carrington Training Centre ma oggi ha incontrato per la prima volta la maggior parte dei suoi uomini di ritorno dalle vacanze. Assenti giustificati David Silva e Jesus Navas, che hanno da poco concluso la Confederations Cup con la nazionale spagnola. Si è presentato all'appello invece Fernandinho, che ha cominciato oggi la sua nuova avventura da Citizen. Gli diamo il benvenuto a Manchester. Siamo tutti un po' perplessi per gli oltre 30 milioni pagati per il suo acquisto ma non è certo colpa sua questa piccola follia del Board. Speriamo che ci  stupisca e che dimostri di valere tutti quei pound.

Benvenuto Fernandinho
Questo sarà l'ultimo ritrovo al Carrington Training Centre, l'anno prossimo dovrebbe essere infatti già operativo il nuovo impianto: la futuristica City Football Academy. I nostri ragazzi rimarranno a Manchester solo un paio di giorni perchè già mercoledì si trasferiranno in Sudafrica dove svolgeranno la prima parte della preparazione. Sono in programma anche 2 amichevoli. Il 14 luglio incontreremo  lo Supersport United al  Lotus Versfeld Stadium di Pretoria. Quattro giorni dopo saremo invece di scena a Durban contro l'Amazulu FC al  Moses Mabhida Stadium. Da Durban, dopo sole 15 ore di volo, i nostri ragazzi sbarcheranno ad Hong Hong per giocare il 24 luglio il Barclays Asia Trophy contro il South China. La tappa successiva sarà a Monaco di Baviera il 31 luglio, quando sfideremo il Milan all'Allianz Arena nella semifinale dell'Audi Cup. Dopo questo torneo ad Helsinky disputeremo l'ultima gara amichevole contro l'Arsenal il10 di agosto, una settimana prima del nostro debutto in Premier League contro il Newcastle. Insomma un precampionato all'insegna della tranquillità e del chilometro zero. Speriamo di non pagare a caro prezzo questo giro del mondo!


Si parte, anche se probabilmente tra i nuovi arrivi e le cessioni ci sara un po' di via vai intorno alla corte di King Pellegrini. In bocca al lupo ragazzi!


5.7.13

Il Villareal di Manuel Pellegrini


di setteblu

Da poche settimane si è insediato il nuovo manager, Manuel Pellegrini e siamo tutti molto curiosi di vedere come giocherà il City, che tipo di modulo adotterà e che genere di filosofia di gioco imporrà alla squadra. Può essere utile dare un'occhiata alla sua creatura più splendente e cioè il Sottomarino Giallo, il Villareal, una delle squadre più spettacolari e disciplinate viste in Europa negli ultimi anni. Disponendosi con un modulo particolare, il 4-2-2-2 adottato e reso celebre dalle squadre brasiliane negli anni 80, Manuel Pellegrini ha plasmato una compagine unica nel suo genere.

Conosciuto come il "rettangolo magico", il 4-2-2-2 si fonda su una forte organizzazione ed un continuo movimento. I due centrocampisti davanti alla difesa sono forse gli uomini più importanti della formazione perchè forniscono protezione ai difensori centrali e coprono i terzini quando questi si sganciano. Il movimento dei giocatori è semplice ed al tempo stesso complesso, costantemente alternando una fase di copertura ed una più propositiva, creando le basi per i triangoli.


Nella fase di non possesso, i quattro difensori giocano con una linea molto alta, puntando molto sul fuorigioco. Davanti a loro, i centrocampisti centrali seguono il movimento orizzontale della palla, fornendo un costante scudo di protezione al cuore della difesa. I centrocampisti d'attacco davanti a loro si piazzano larghi sulla fasce, garantendo interdizione nei confronti dei laterali avversari. Diversamente dal 4-4-2 dove i centrali di centrocampo alternano interdizione ed incursioni in avanti, in questo schema i due centrocampisti centrali sono molto difensivi: senza palla, essi mantengono la posizione, sempre formando un rettangolo con i difensori centrali (ecco da dove viene il soprannome "rettangolo magico") e in fase di non possesso della palla proteggono i terzini laterali.

La profondità in avanti viene data proprio dai due laterali ai quali Manuel Pellegrini chiede di correre incessantemente durante la gara; quando si portano in avanti, i centrocampisti centrali scalano al loro posto allargandosi per evitare eventuali ripartenze avversarie. Tutto il movimento e lo sviluppo del gioco si basano sulla creazione di triangoli. Ogni azione dipende di fatto dal movimento dei terzini: quando il terzino sale, il centrocampista d'attacco si accentra e l'attaccante in zona si allarga leggermente sulla fascia. Come si vede dal disegno qui sotto, quando Venta sale, Cazorla si accentra così da creare un triangolo con lo stesso Venta e Llorente.


Il movimento in avanti di Venta crea possibili triangoli su praticamente tutte le zone di campo: Llorente-Venta-Cazorla, Rossi-Pires-Capdevila, Llorente-Cazorla-Pires, Rossi-Cazorla-Pires, Rossi-Pires-Llorente. Quando si perde il possesso, Eguren e Senna scalano nello spazio lasciato vacante dai terzini.

Nel caso in cui i terzini invece decidano di non salire optando per mantenere una posizione più coperta, i centrocampisti centrali si allargano leggermente sulle fasce, fornendo la giusta ampiezza al gioco. In questo caso, le punte arretrano nel cuore del centrocampo creando collegamenti tra entrambe le linee di centrocampisti ed attaccanti, come si evince qui sotto.


Ancora, le possibilità di triangolo sono infinite: Cazorla-Llorente-Pires, Cazorla-Sena-Pires, Cazorla-Senna-Venta, Pires-Llorente-Rossi, etc. Inoltre il movimento di Cazorla e Llorente costringe i difensori avversari a scelte rischiose: se il centrale di sinistra segue le tracce di Llorente, apre molto spazio davanti a Rossi ma se sceglie invece di stazionare nella sua posizione allora consente una eventuale superiorità numerica a centrocampo dei sottomarini gialli. Stesso discorso vale per l'altra zona di campo con il difensore centrale di destra. I centrali avversari hanno due possibilità: o restano in zona o avanzano ed è questa decisione che stabilisce quale movimento debba essere fatto dagli uomini di Pellegrini e quale spazio debba essere esplorato.

Manuel Pellegrini preferisce giocare con due punte contemporaneamente: un uomo forte fisicamente ed uno più veloce. Ad entrambi gli attaccanti è richiesto di muoversi molto e di dare via il pallone di "prima", scambiando velocemente lo stesso con i compagni. Il movimento finale però è molto differente: mentre l'attaccante forte fisicamente punta l'area di rigore, l'altra punta rientra fuori dall'area per creare triangoli e favorire l'ingresso in area dei centrocampisti d'attacco.

Vi lascio con tre dubbi. Il primo: ho sempre letto che Begiristain vuole che Pellegrini e tutte le squadre del City (fino alle giovanili) adottino il 4-3-3; come si concilia con il modulo adottato dal manager cileno?
Il secondo: quale sarebbe la punta "forte" fisicamente da schierare al centro dell'attacco, se è vero che la società sta cercando di piazzare Edin Dzeko?
Il terzo: se la punta "piccola" (mettiamo, Aguero) esce per consentire gli inserimenti dei centrocampisti, mi aspetto che questi ultimi abbiano parecchi goal nelle proprie corde. Noi però abbiamo Samir Nasri, David Silva ed ora Jesus Navas, non propriamente tre fenomeni d'area di rigore. L'unico sarebbe Yaya, molto probabilmente destinato ad essere il centrocampista centrale molto difensivo insieme al carneade Fernandihno.

Sapete che vi dico? Mah....