4.3.14

Una lacrima sul viso


Questo blog è stato aperto il 13 maggio 2008, 2 giorni dopo una pesante sconfitta del City per 8-1 contro il Middlesbrough. Allora non c'era traccia nè di sua maestà Mansour, nè del Kun, sempre sia lodato, nè di Yaya, santo subito. Una delle prime immagini scelte per l'intestazione del nostro sito fu quella del "Bimbo Citizen" che piange. La potete vedere in alto a destra. Il bambino per noi rappresentava la soffrenza della nostra tifoseria che allora era a bocca asciutta da 38 anni. Quella tifoseria che ogni anno all'Old Trafford vedeva aggiornare un orologio che contava il numero di anni della nostra astinenza. Quella tifoseria che provava l'onta della seconda e terza categoria mentre i cugini di campagna nell'era di Mastro Ciliegia vincevano qualunque cosa al di qua e al di là della Manica. Una foto di un altro bimbo in lacrime era esposta anche al museuo della società a Maine Road. Il piccolo tifoso divenne noto come "The crying fan". Anche alla società non era quindi passata inosservata l'attitudine alla sofferenza dei suoi supporters.

Come potevamo, viste queste premesse, non essere colpiti dalle lacrime del bimbo del Sunderland mostrato dalle  telecamere  dopo la rete di Navas? Come potevamo non riconoscerci un po' in lui? A quel bimbo vorrei raccontare che a volte la vita sa essere una favola. Può capitare che Cenerentola diventi una principessa. Può capitare che un giorno d'estate ti svegli come tifoso di un club con una storia travagliata e vai a dormire come tifoso di quello più ricco del mondo. Tutto è possibile, noi Citizens ne siamo la prova.

Al "Crying Kid" del Sunderland e a tutti gli splendidi tifosi dei Black Cats auguro buona fortuna. Non si può dimenticare il loro boato e il loro Poznan in faccia ai cugini di campagna al goal di Aguero, sempre sia lodato.


1 commento:

Lino1672 ha detto...

Avevo notato anch'io quel bambino...e per un attimo mi aveva rovinato la festa....vedere quel piccolo dolore , lacrime innocenti,mi aveva portato un po'di malinconia....auguro a quel bimbo di gioire nella vita, innanzitutto, e per la propria squadra.