16.5.14

Season Review 2013/14: Champions League


Eccovi il primo post di una serie che intende ripercorrere questa magnifica stagione 2013/14. Nei prossimi giorni cercheremo di proporvi le nostre riflessioni sulle varie competizioni, sul manager, sui giocatori e apriremo il sondaggio per votare il nostro Player of the Year. Oggi l'argomento è la Champions League.

L'obiettivo minimo è stato raggiunto. Dopo un paio di stagioni negative (sfortunato nel 2011/12, inguardabile nel 2012/13), il City in questa stagione ha rispettato il pronostico e raggiunto la fase eliminatoria diretta, nella quale è stato eliminato senza troppe discussioni dal FC Barcelona.

Il girone non era dei più difficili: oltre al Bayern Campione d'Europa ed appena preso in mano da Pep Guardiola, abbiamo avuto in sorte il CSKA Mosca ed il Viktoria Plzen, non esattamente due avversari insormontabili.

Data l'esperienza precedente non ero così tranquillo sul passaggio del turno ma i ragazzi non hanno deluso. La partita di apertura in Repubblica Ceca (3-0) subito ha fugato i dubbi sul nostro approccio alla massima competizione europea. 

La sfida al grande Bayern (1-3) mi ha fatto rivivere le emozioni molto negative della partita della stagione precedente contro il Borussia Dortmund: i gialloneri pareggiarono all'Etihad ma crearono una ventina di palle goal e riuscirono nell'impresa incredibile di non batterci. La squadra di Klopp ci dominò come poche altre squadre sono riuscite a fare ed il Bayern - ben più esperto - ha vinto il match comodamente, senza mai dare la sensazione di soffrire contro i nostri. Serata triste.

Il 23 ottobre a Mosca il City ha vinto (2-1) grazie alla doppietta del Kun Aguero, nonostante i russi fossero passati in vantaggio alla mezz'ora; sembrava inevitabile proseguire nell'incubo europeo ma i blues hanno saputo reagire, chiudendo già la prima frazione in vantaggio.

Le successive due partite a Manchester sono state due passeggiate di salute: 5-2 al CSKA e 4-2 al Viktoria Plzen. Il passaggio del turno non è praticamente mai stato in discussione.

La partita a Monaco contro il Bayern ha portato gioie abbondanti (3-2 in rimonta, con goal decisivo di James Milner) quanto polemiche furiose per l'errore di Manuel Pellegrini nella gestione della differenza reti: il manager dichiarò di non sapere che il City sarebbe passato da primo in classifica segnando il quarto goal e la cosa non mancò di sorprendere noi tifosi quanto la stampa.

La sfida negli ottavi di finale contro il Barca è stata molto affascinante ed è stata vissuta come un vero e proprio Evento da tutta la gente di Manchester. La squadra ha mostrato di condividere questa atmosfera da Evento, probabilmente rispettando troppo l'avversario e giocando con il freno a mano tirato, soprattutto nella sfida casalinga (0-2). Rimango convinto che la partita fu decisa da un doppio arbitrale ma ciò nulla toglie ai meriti dei blaugrana, capaci di batterci anche al ritorno senza mai soffire veramente (2-1).

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Beh, dipende sempre molto dal rendimento nelle altre competizioni. Sfido chiunque a considerare negativa la stagione per il rendimento europeo, sicuramente non esaltante. Nel merito, il City ha fatto nulla più del minimo sindacale e del suo dovere; i blues non hanno dimostrato di essere cresciuti come ci saremmo aspettati in ambito europeo. Guardiamo al PSG o addirittura all'Atletico Madrid: questi club hanno raggiunto risultati ottimi (i francesi) e quasi leggendari (i colchoneros) con la stessa esperienza che abbiamo noi. Quali sono i motivi? 

Il City in Europa deve dimostrare più di ciò che ha dimostrato in queste tre stagioni. Anche se, detto tra noi, firmerei per le stesse delusioni europee in cambio di qualche altro titolo di Premier League. Sono provinciale, io. Che ne dite? Il dibattito è aperto: se qualcuno di voi recupera dalla Gioia dell'11 maggio e vuole partecipare...è benvenuto!


1 commento:

Marco D. ha detto...

Dico la mia per rompere il ghiaccio, sicuramente si poteva fare meglio, i paragoni con Psg e Atletico mi sembra calzino a pennello, credo tuttavia che il lento crescendo possa produrre piacevoli sorprese per le prossime stagioni, stiamo rimanendo ai vertici in Inghilterra, questo ci darà inevitabilmente sicurezza e farà spero crescere sia l'autostima che la personalità. Purtroppo l'esperienza necessita tempo, ripartiamo da quanto di bello fatto sopratutto in Premier questo inverno e nel finale della stessa, dove abbiamo dimostrato autorità con le piccole e capacità di controllo con le grandi.
I risultati arriveranno anche in Europa, ne sono sicuro, serve tranquillità, se la società saprà trasmetterla allora faremo cose belle.