23.7.14

Lezione di civiltà




Non si trattava di una partita di Champions e non c'erano in ballo punti o trofei, d'accordo, ma l'episodio è degno comunque di essere riportato, anche perchè nasce in un mondo dove l'omertà e la legge dello spettacolo la fanno da padroni incontrastati a dispetto di qualunque sciagura. The show must go on, avrebbe detto qualcuno, ma non al City.

Ieri, durante un'amichevole della nostra Under 21 contro i ragazzi del Rijeka, in Croazia, il tecnico delle giovanili, Patrick Vieira, ha ritirato la squadra dal campo al termine del primo tempo per delle offese razziste all'indirizzo del diciannovenne centrocampista francese Seko Fofana. A quanto pare gli insulti sarebbero arrivati da un avversario in campo. La società inglese ha denunciato l'accaduto alla Federcalcio Croata ed ha comunicato sul sito ufficiale la notizia con queste parole: "A seguito dell'episodio in questione, avvenuto alla fine del primo tempo sul campo di Novigrad, in Croazia, i vertici del City hanno deciso di far uscire i giocatori dal campo e annullare la gara".

Nulla di più di una goccia nel mare del razzismo, chiaro, ma forse una lezione importante per tutti i ragazzi che vivono in un mondo i cui valori fondamentali di lealtà, correttezza e sportività vengono spesso dimenticati.


 

 

13 commenti:

Maxadri58 ha detto...

Senza voler generalizzare, ma in Crozia gli episodi di intolleranza, verso persone di razza e religione diverse da quelle "omologate" in loco, si sprecano. Spesso i luoghi prescelti sono quelli sportivi. Anche chi compare in rotocalchi calcistici, sotto contratto in Italia con Sky, nasconde un retroterra politico e di pensiero poco edificante (il mio riferimento, voluto ed esplicito, è Boban).
Benissimo ha fatto il City a prendere le distanze da questa gentaglia. Chi ama, come il sottoscritto, il mondo, le lingue, le culture, non può esimersi da prendere posizione a sua volta.

Cioccio ha detto...

Orgoglioso dei miei colori!

Maxsince80 ha detto...

chiedo scusa la firma corretta al post è Maxsince80

Kuspide ha detto...

Sempre "senza generalizzare" Max ma in quanto a razzismo ed inciviltà c'è da vergognarsi di essere italiani, altro che Croazia.

Lino1672 ha detto...

L'uomo è l'unico animale che non impara mai dai propri errori!
Certe volte sono davvero stanco di sentire certe notizie , con quello che succede nel mondo .......vergogna!

Maxsince80 ha detto...

@Kuspide: ho tralasciato la realtà italiana per non scrivere un romanzo. Il razzismo non ha, purtroppo, confini geografici e, perdonami il gioco di parole, neanche di razza.
La tua precisazione la ritengo preziosa e mi trova perfettamente d'accordo.
Prima di eclissarmi, desidero esprimere il mio personale piacere nell'avere potuto leggere sul nostro blog l'articolo in questione e, la percezione, pur non conoscendo personalmente nessuno di voi, di trovarmi in buona e intelligente compagnia.

Denis80 ha detto...

Scusate ma io non sono d'accordo di lasciare il campo in seguito a insulti razzisti, anche se giovani di soli 20 anni sono già professionisti pagati e non mi sembra il caso di abbandonare la partita per un 'negro di m'. Inoltre è anche un messaggio sbagliato, ammettendo la 'diversità' di una persona di colore. Che poi sul fatto che sia un oscenità che in un'amichevole si dicano frasi razziste sono d'accordo

Noodles ha detto...

Così dovrebbero fare tutti, come Vieira. Dalle partite fra neonati, a quelle fra miliardari. Ma queste ultime, non verranno mai fermate. Mai. Noi poi, il regno degli ipocriti, ci limitiamo esclusivamente a tavole rotonde, quadrate e ovali. Possibilmente apparecchiate da buon cibo e ottimo vino.

Anonimo ha detto...

La semifinale di champions inter - milan fu fermata e vinta a tavolino dal milan per colpa dei tifosi intersiti.
Non vedo perchè un episodio di razzismo grave non possa valere allo stesso modo.

Lloyd

Photo Sphere ha detto...

Io sono d'accordo con Denis80, secondo me se abbandoni il campo non fai altro che il gioco di chi insulta (tifosi o giocatori che siano). La risposta migliore sarebbe quella di andare avanti ed ignorare queste persone, in modo da non dargli importanza, e punirle in seguito, una volta finita la partita.

@Lloyd: La semifinale Inter-Milan non fu sospesa per razzismo ma per motivi molto più gravi. I tifosi dell'Inter lanciarono petardi e fumogeni in campo, ferendo anche Dida, e di fatto la partita non poteva proseguire.

Marco D. ha detto...

@ Kuspide: condivido, l'italianità non è un valore aggiunto già da un pò di tempo, e non voglio difende gli stupidi omofobi croati...

Anonimo ha detto...

Mica l'ho mai sostenuto difatti.
La mia provocazione è: Non possono essere in alcun modo comparabili le due situazioni?
Imho, se una bella semifinale di coppa venisse interrotta da un organo, per un motivo del genere, si risolverebbe una volta per tutte la questione.
Sei un imbecille? Vieni multato e punito. Il club ti penalizza perchè sei un imbecille, e la prossima volta ci pensi due volte.
Fai l'imbecille ed esci dalla champions a tavolino? Non ti permetterai mai più di pronunciare un insulto razzista.

setteblu ha detto...

Fortunatamente il City gioca in Inghilterra ed episodi orrendi come questo sono praticamente sconosciuti, oggi, lassù. Lasciamo il calcio italiano e quello croato nell'abisso della loro stupida inciviltà. Bravo Vieira e brava società.