8.10.15

Antico testamento

Paul Dickov, Wembley Stadio Imperiale, 30 maggio 1999

Premessa necessaria: sono tifoso della Fortitudo Bologna. A metà degli anni 90, con la squadra povera e sfigata finalmente diventata ricca e competitiva, venni a sapere in gradinata che un tale - non ne ricordo il nome, chiamiamolo "Gary" - aveva smesso di frequentare il palazzo perchè, stufo dei continui acquisti a suon di miliardi di lire, "non riconosceva più" la sua vecchia Fortitudo. Cioè, quella povera e sfigata ma alternativa. Beninteso, la Fortitudo non mancò di rimanere fedele alla sua tradizione genetica perdendo otto finali scudetto su dieci. Più una di Eurolega, -44 a Tel Aviv, ma questo, Gary, nostro fratello di fede, non poteva saperlo nè prevederlo.

Ho sempre rispettato i sentimenti di chiunque ma confesso che mi parve stranissimo il suo: dopo anni di bastonate, arriva un patron ricchissimo (soprannominato L'Emiro, corsi e ricorsi storici…) e tu volti le spalle perchè non ti piace la nuova dimensione? Com'è possibile? Soprattutto perché "Gary" era veramente fortitudino dentro, abbonato da secoli, sempre in trasferta, comunque e ovunque. Non parliamo di un simpatizzante.

Sono giorni che voglio scrivere questo pezzo. Ho avuto remore ma poi, conversando con alcuni di noi/voi, ho deciso di scriverlo. Ebbene, sono io diventato come Gary. E non parlo della Fortitudo (giammai) ma del City. L'ultima estate è stata per me di grande sofferenza, sembra buffo da dire ma è così.

Come alcuni di voi avranno avuto modo di intendere nei miei vari commenti, ho preso ormai totalmente le distanze dalla nuova dimensione blue, iniziata con mia grande gioia anni fa ma sfociata, anzi naufragata nei mesi scorsi a causa di una scellerata, comica, farsesca, inaccettabile, invereconda campagna trasferimenti.

Non ho scoperto ad agosto che il City non è più il mio City, quello povero e sfigato. Ho goduto immensamente per le vittorie di questi anni. Ho accolto Mansour e i suoi milioni di sterline con giubilo perchè finalmente potevamo essere alla pari degli altri…anzi, qualcosa in più.

Probabilmente covavo questo sentimento da tempo, non lo so. Vedere il City trasformato in una specie di Real Madrid d'Oltremanica mi ha schifato. Vedere che il mio club è stato geneticamente modificato grazie (grazie?) ai soldi mi ha profondamente ferito. Un conto è avere i soldi per competere e vincere, altro è ciò che abbiamo visto in questi mesi.

Marco D. mi ha fatto notare che molti tifosi oggi godono moltissimo del benessere del club ed ha ragione; credo che il tifoso blue oggi sia cambiato in modo irreparabile dal mio punto di vista. Qualsiasi blue, oggi, desidera ardentemente vedere ciò che sta vedendo. Scialacquare treni di denaro per comprare chiunque, a qualunque prezzo, senza sensi di colpa.

La cosa non mi piace. Anzi, mi fa orrore. Non riconosco più la mia famiglia. Ma ormai il trend ha un biglietto di sola andata. D'ora in poi i tifosi del City pretenderanno sempre di più giocatori super-pagati, con stipendi ridicoli. Non si accontenteranno più di giocatori normali. Questo è il danno più grave.

Questa è maleducazione sentimentale. Questo scempio di denaro cambierà definitivamente il DNA del club. Dei tifosi, dicevo. Dei giocatori, anche. Chi verrà al City se non pagato vergognosamente? Chi mai potrà avere il sangue caldo nelle vene a queste condizioni?

E i dirigenti? Cercheranno di migliorare la squadra con il lavoro, le idee, la passione? Oppure lavoreranno sapendo di avere un budget illimitato? Dovrei apprezzare questa specie di galacticos d'Albione?

La risposta è nei sentimenti, come dicevo. Oggi io non provo alcun entusiasmo per questa squadra. Per questa dirigenza e questi giocatori. Meglio: per questo ridicolo calcio moderno che, ahimè, il City rappresenta così bene.

Ho letto che Cristiano Ronaldo percepisce qualcosa come 33 volte lo stipendio del giocatore di rugby più pagato al mondo, Dan Carter. E non pensate male: Dan Carter è neozelandese, paese non certo povero dove il rugby conta più dell'amore per la propria madre.

E' calcio quello di oggi? O una colossale operazione di marketing, sponsor e divisione di diritti tv? Ecco, il City oggi rappresenta perfettamente la direzione che il calcio ha preso: un business, modello americano, dove la differenza tra un club e l'altro è il denaro e la capacità di produrlo.

Credo che dovrebbero essere i tifosi a ribellarsi a questo scempio ed invece mi trovo circondato da soggetti che giustificano ed auspicano questo stato di cose.

Ribadisco: non è cambiato tutto quest'estate. Dall'addio di Marwood all'arrivo dei detestati (da me) Soriano e Begiristain la china è stata evidente. Si è cominciato (qualche mese prima) da Fernandinho a 30 milioni di pound per arrivare ai "Big Three" di agosto.

Il bambino che ancora vive in me non sceglierebbe mai il City oggi. Che futuro abbiamo davanti? Una Premier League trasformata in una specie di calcio scozzese, o spagnolo dove solo due o tre club veramente competono. Ad un abisso di distanza dagli altri. E' così divertente? O peggio, appagante?

Ho sempre partecipato emotivamente alle partite del City. Ho sempre messo tutto me stesso nel guardare le sfide dei blues, sentendo empatia per i miei giocatori, sentendomi amico loro, parte del tutto.  Condividevo la voglia di combattere, di farcela o di arrendermi quando l'avversario si dimostrava più forte. Ho amato follemente gente come Kit Symons, Uwe Rosler, Andy Morrison, Kevin Horlock, Shaun Goater e Paul Dickov perchè sentivo che mi potevano veramente rappresentare a livello umano. Come scrisse Nick Hornby in Febbre a 90, io muovevo le manovelle e loro erano i miei giocatori...della mia squadra di calcio balilla.

Posso oggi davvero godere di un sonante 6-1 contro il povero Newcastle, ben sapendo che le forze in campo sono in rapporto di 100 a 1? Posso davvero entusiasmarmi per il titolo che arriverà a maggio (ne sono convinto) sapendo che in realtà non c'è stata una vera lotta? Il Chelsea è nel suo anno dispari e lo United - sempre prodigo di spese ignoranti anch'esso - non pare essere al nostro livello. Non riesco proprio a farmi palpitare il cuore sapendo che sto barando, che sto mettendo sul rettangolo verde risorse che il mio avversario può solo sognarsi. E se alla fine di maggio non vinceremo il titolo, sarà comunque un caso e sarà comunque per l'anno prossimo, quando magari spenderemo ancora di più. In una stupida guerra al rialzo.

Posso fingermi fratello di un moccioso coi brufoli che prende 14 milioni di sterline all'anno? E che se andrà male verrà sostituito da un altro che ne prenderà 20? 

Dove lo trovo il batticuore? Non lo trovo più, questo è il punto. 

Posso o devo sentirmi in colpa per questo?

Il City è morto, per me. 

O meglio: è quanto mai vivo e lotta insieme a noi! Io ed i ragazzi del blog abbiamo diviso i nostri compiti: loro continueranno ad occuparsi dei brufoli di De Bruyne e del taglio di capelli di Otamendi mentre io riaprirò i libri di storia per ripercorrere i City Retro e le gesta antiche. E mi occuperò solo di quelle.

Quelle povere e sfigate. E' molto più appropriato per un tipo come me.

City, City, the best team in the land, in all the world.

City Til I Die.



25 commenti:

Denis80 ha detto...

Sono abbastanza d'accordo ma credo che sia una tendenza che vada oltre il calcio e lo sport. (Ci vediamo domenica a Imola!)

Cioccio ha detto...

Rispetto la tua posizione e condivido buona parte di quanto ha i scrirro

Emanuele ha detto...

Rispetto tutto ciò che è stato scritto e in parte lo condivido ma qui non si parla solo del mondo del calcio ma si parla di economia ed è un discorso più ampio, nel calcio non c'è più spazio per i giocatori "bandiera" o l amore per la maglia, ormai il calcio è diventato un business dove la prima regola di un'azienda è" per fare soldi bisogna investire tanti soldi" in poche parole non so se avete letto una frase del ds del wolfsburg sul prezzo di acquisto per de bryune: se negli ultimi anni i prezzi per le macchine sono aumentate di conseguenza sono aumentati i prezzi dei giocatori... Per chi non avesse capito il mio discorso cerco di essere più chiaro possibile: se volete un city vincente allora esultate ogni qual volta che spenderanno tantissimi soldi per un giocatore e lo strapagheranno invece se volete un city che non spenda soldi pieno di giocatori sconosciuti l unica soluzione è prendete una macchina del tempo e tornate negli anni 80-90 perché adesso stiamo vivendo un periodo chiamato progresso e queste sono le conseguenze

setteblu ha detto...

Ciao Emanuele, condivido ciò che dici. Infatti a me non è mai interessato vincere come obiettivo unico della mia passione. Esistere, esserci, lottare e farmi onore: questi sono i valori che mi hanno mosso sin da piccolo. È proprio una questione di mentalità. Naturalmente rispetto chi ne ha una diversa dalla mia.
PS. Denis, ci incontreremo al palazzo prima o poi! Con Tirzan!

Cioccio ha detto...

La macchina del tempo sono i CityRetro di setteblu! :-)

setteblu ha detto...

@Emanuele: un unico appunto: non sono sicuro che l'attuale stato di cose sia definibile come "progresso".

Mat ha detto...

Vi seguo di tanto in tanto, anche se non sono ne tifoso ne simpatizzante City, ma avete un bello spazio e mi interessa il calcio in generale, ed è interessante leggere cosa ne pensano gli altri della propria squadra. Tra l'altro scrissi qualche volta tempo fa.
Questo scritto di Dario avrei potuto scriverlo io (anche per il tifo della Fortitudo),eccetto per il tifo al City. Io ho la mia squadra del cuore e fiero di tifarla, si mantiene ancora "romantica" (tifo Athletic), però mi rendo conto che il mondo del calcio sta cambiando, cosi come il mondo attorno. Penso che prima o poi, più prima che poi, tutto quanto esploderà. Questo non è progresso, anzi è regresso, basta vedere i danni che sta facendo questo tipo di economia, anche sportiva. Giocatori bruciati, tifosi sempre più clienti e meno "tifosi", in Europa solo 6-7 squadre che possono davvero competere per certi traguardi. Fondi d'investimento e altre "bellezze" simili...
Anche lo United per anni ha speso il "giusto" e ora si sono spappolati il cervello, il Liverpool spende spende malissimo, il paradosso estivo è stato l'Arsenal (parlo solo di PL essendo un blog di una squadra di PL),che ha comprato solo Cech ed è stato uno "scandalo", come se bisogna per forza comprare 4-5 giocatori ogni estate. Io penso che i soldi servano, come in ogni cosa non nascondiamoci, anche a Bilbao è stato fatto lo stadio nuovo per incrementare le entrate, però si possono anche gestire bene. Si possono mandare osservatori a comprare giocatori forti ma sconosciuti ai più, si possono formare giocatori in casa e trattenerli poi,etc una squadra si può fare anche spendendo poco, una squadra competitiva. Il BVB ha costruito una squadra competitiva spendendo poco, poi i soldi per trattere certi giocatori non c'erano, il City avrebbe potuto fare lo stesso, scovare talenti e trattenerli anzichè rivenderli avendo soldi. Invece si è scelto di strapagare buoni giocatori. Peccato per questo calcio che sta andando alla deriva.
Poi ovviamente è un punto di vista, cosi come quello di chi invece gode a vedere grandissimi nomi (che sono comunque spinti dai media spesse volte),spendere cifre assurde, e poi magari non vincere comunque niente. Un pò come quelli che vogliono prendere una Ferrari o una Lamborghini, ma alla fine più di 140 in autostrada non puoi fare, e allora puoi prenderti anche un'Alfa Romeo (signora macchina comunque).

setteblu ha detto...

Ciao Mat, grazie per la visita e per le belle parole sul blog.
Inutile dire che condivido ciò che pensi…se poi aggiungi Athletic e BVB hai capito come colpirmi! :-)
Se l'Athletic è un'Utopia irrealizzabile fuori Bilbao, il BVB è esattamente come vorrei che fosse il City.
Chissà se tutto ciò esploderà prima o poi.
So solo che me lo auguro.

Alessandro Bevilacqua ha detto...

Caro setteblu, hai perfettamente ragione. I tempi cambiano però.
Io li vedo come l'onda di un mare, basta solo rimanere aggrappati agli scogli oppure lasciarsi andare tra le onde. Si fanno delle scelte nella nostra vita.

Per dirti, fino a qualche tempo fa io andavo tranquillamente a camminare tra la gente con la maglia del City (approposito ne possiedo un bel po...). Ora francamente non lo faccio quasi più anzi qualche settimana fa dei ragazzini hanno riconosciuto una mia maglia del City da allenamento del 2001 (se non sbaglio) marcato "Le coq sportif".
La cosa mi ha dato un pochino fastidio, qualche anno fa avrei fatto i salti di gioia.
Sono più legato alla Umbro e alla Robe di Kappa del 97 e al loro restyling. Della Nike fino ad ora non ho comprato nulla, brutte a vedere e di qualità scarsa...

Il City è una squadra di calcio, nel calcio se vinci è meglio, se stai parcheggiato a metà classifica per 100 anni che si gioca a fare?
Vincere è anche bello, se ci sono i tifosi occasionali pazienza.
Se i magpies si beccano 6 palloni sono contento, nel 2012 abbiamo vinto un campionato all'ultimo secondo dell'ultima partita, nel 2014 quasi alla penultima di camponato... io la vedo così, per quanti anni abbiamo fatto il mercato con giocatori a costo zero? Quante volte c'è andato il campionato? Troppe volte, ma adesso tocca a noi...
E tranquillo, le persone che hai trovato al Maine Road quando hai avuto la fortuna di andarci, le ritroverai al COM... magari dietro ad una fila di cinesi che scattano foto...

Poi cmq c'è pur sempre il Maine Road FC... ;-D un vero salto nel passato :-)

MCTID

setteblu ha detto...

Bello ed interessante il tuo commento, Alessandro. Divertente l'episodio dei bambini (capitato anche a me, fastidio compreso 😊).
Il tuo punto di vista è certamente saggio perché dimostri elasticità per stare al passo con i tempi.
Non vorrei giocatori a parametro zero ma credo che tu abbia capito ciò che intendo.
Ciao!!!

setteblu ha detto...

PS. Che sia il caso di aprire una "finestra" sul Maine Road FC?

Lloyd ha detto...

Assolutamente si! :D

Mat ha detto...

Grazie Dario!!

Sul commento di Alessandro, penso che in sè non ci sia niente di sbagliato nel voler vincere, bisogna distinguere il fatto di insegnare che nello sport è importante partecipare, cosa che concordo, dal fatto poi emozionale che vincere è meglio, specialmente per un tifoso. Io contesto solo il fatto di certi ingaggi e cartellini, sia chiaro non solo del City, che non hanno niente a che vedere col calcio o lo sport in se.
Anzi dirò di più, io contesto i cartellini in sè, gli ingaggi alla fine vediamola anche in maniera "positiva" più alti sono più soldi in tasse ricadono sulla comunità. I cartellini sono la vera stortura del calcio, perchè, penso non esistano in altri sport,se fossi un ingegnere (esempio)che lavora per una ditta e una ditta concorrente vuole che lavori per loro, mi offrono un ingaggio più alto ma non devono pagare un costo per me. Questa stortura poi porta anche le squadre ad essere sempre vittime di ricatti da parte dei giocatori. Io ho "apprezzato" lo United questa estate che non ha ceduto su DeGea, o anni fa l'Athletic con Llorente. Chiaro che un giocatore possa cambiare squadra ci mancherebbe altro, però non penso sia giusto che metta nelle condizioni di spalle al muro la società, che alla fine ha creduto in lui.
I cartellini poi, che sono gestiti in maniera diversa da nazione a nazione, (intanto la UE pare voglia mettere al bando i fondi d'investimento in Europa, era ora),variano incredibilmente i loro prezzi a volte creando paradossi ancora più grandi. Basta mettere una clausola in alcuni casi e se c'è qualcuno disposto a pagarla si compra, ma il problema è che a volte quei giocatori non valgono quei soldi, aumentando di conseguenza i costi di altri. Secondo me iniziassero ad abolire i cartellini il calcio cambierebbe e non poco.
Detto questo, il BVB appunto è un buon punto di partenza, però in generale si può fare un buon mercato, con ottimi giocatori, spendendo il giusto. Il problema del City, principalmente, assieme a tutte le squadre di PL sono anche i soldi che ha dietro, dalle TV, perchè se è vero anche che il Newcastle ha meno soldi del City ma ha più soldi dalle TV della Juve, per dire. Forse pure più del Bayern. Purtroppo penso sia proprio il modello della PL che sta "uccidendo" il calcio. Anche questa estate sono stati spesi tanti soldi quanto Liga,Serie A e BL messe assieme. Il paradosso poi è che in CL e EL le squadre inglesi fanno pietà. Questo vuol dire che non si compra qualità vera per i soldi spesi.
Peccato.

(Alessandro, io non sono mai stato al Main Road e non sono mai stato al COM, però mi pare che l'atmosfera sia ben diversa. Forse chi c'era al Main Road non c'è più al COM, così come chi c'era ad Highbury non ha posto all'Emirates, o chi c'era all'OT ora ha fatto un'altra squadra. Anche a Bilbao purtroppo c'è questo fenomeno, chi c'era a La Catedral, ora fa fatica a trovare posto al San Mames Barria, le squadre stanno facendo sempre più questa operazione per avere clienti e non tifosi. La Herri Norte, il tifo organizzato bilbaino, è riuscita ad avere un altro settore nello stadio per tifare, ma rimane sempre uno spicchio piccolo, pensando allo spazio che aveva a La Catedral. In tutti i casi penso sia anche una questione di biglietti sempre più cari. Al BVB ad esempio li tengono bassi.)
Detto questo, l'unica cosa importante è seguire con passione quello che si ritiene importante per noi, che sia la squadra sotto casa o una squadra planetaria, un cantante sconosciuto o la rockstar, etc...se c'è passione non c'è peccato.

lucaluca88 ha detto...

Mat io sono d'accordo con te su quasi tutto quello che dici ma non sul discorso dei cartellini. Se i cartellini fossero aboliti ed i trasferimenti regolati con il metodo "lavorativo" (l'esempio che hai fatto tu), le squadre piccole sparirebbero in pochissimo tempo. Avremmo i vari Barcellona o Real Madrid che, oltre ad una storia ed un palmarès importante, potrebbero contare su ingaggi da 20 milioni all'anno per ogni calciatore. E un giovane promettente del Siviglia (giusto per citare un altro club spagnolo), che di milioni ne guadagna forse 1.5, andrebbe sicuramente in una di quelle due squadre. Sarebbe diverso invece nel caso in cui i contratti fossero inscindibili: un giocatore ha firmato con una squadra per cinque anni e per cinque anni rimane nella squadra, non un minuto meno e non un minuto più, poi è libero di andare dove gli pare. Però mi sembra di aver capito che questa cosa non sia possibile, perchè contrasterebbe la legge della CE sul libero scambio...

Alessandro Bevilacqua ha detto...

x setteblu: a riguardo del Maine Road FC...
Penso di si, del resto è la squadra dei tifosi del Man City, fondata nel 1955 se non erro.
Ma io ho poca dimistichezza con le squadre di conference e NONLeague... Come si fa?
Cmq esiste un sito internet loro, su twitter pure, su fb mi sembra di si...
Ieri sera ho visto un po di foto... ESTASI...

MCTID

Alessandro Bevilacqua ha detto...

apro una parantesi per tutti i ragazzi.
volevo ricordarvi una bellissima flag toro/man city (i nostri unici tifosi amici...) "Accetta chi siamo - Rispetta chi eravamo - Embrace who we are - Respect who we were"

MCTID

Alessandro Bevilacqua ha detto...

cmq sia non so se l'avete letto...

inerente alla partita dell'argentina dell'altro giorno...

MCTID

Alessandro Bevilacqua ha detto...

probabile che il Kun si sia rotto abbastanza bene, forse anche 6 mesi...

MCTID

Mat ha detto...

@Luca88

Chiaro che in questo sistema ormai sia dura,però se ci pensi bene agli inizi il calcio non prevedeva cartellini,soltanto eventuali indennizi per la formazione (come ci sono ancora nei casi dei giocatori giovani presi). Però si potrebbero trovare controsoluzioni, chiaro che qua si parla di casi e ipotesi, tipo un tetto agli ingaggi per le squadre,cosi chiaro che se il tetto massimo è di 50 milioni per squadra, il Real di turno non può strapagare un giocatore, mettere un limite massimo di trasferimenti, etc...prevedere un sistema di retribuzione inversamente proporzionale,l'ultimo guadagna di più del primo,come l'NBA per dare chance a tutti di poter vincere. Imporre un limite minimo,alto di giocatori formati in casa e presenti in rosa, tipo il 50% dei giocatori. Le soluzioni volendo ci sono, si possono mischiare tra di loro chiaramente,etc...anche perchè non mi pare che i club in generale, nonostante i cartellini, siano comunque in buona salute,anche le piccole...in Spagna soltanto l'Athletic e l'Eibar sono in positivo, in PL soltanto Swansea e Spurs sono in attivo, in Germania sono tutti in positivo,ma alla fine è il Bayern che vince o che perde, ergo non so che campionato possa essere.
Penso che andando avanti cosi, ripeto, il calcio esploderà...o ci sarà una superlega con 15-20 squadre in tutta Europa e le altre faranno campionati a parte.

setteblu ha detto...

Condivido totalmente il parere di Mat. La domanda però è: ai tifosi interessa veramente fare riforme per cambiare il calcio? A voi la risposta.
Ad Alessandro: a breve una rubrica sul Maine Road FC!

ESPERIA ha detto...

Caro fratello ti conosco troppo bene per non essere d'accordo con te. Ne abbiamo parlato tante volte e sai benissimo che mi sto allontanando dal calcio moderno. Il mio Liverpool che spende 300 milioni in due anni fa rivoltare nella tomba Bill Shankly. Io credo che ci sia un limite etico e morale, ma si sa ormai non sono più valori alla moda in questo tempo.
Tranquillo, abbiamo sempre il nostro Wimbledon che ci fa trepidare!
Sarà un piacere leggere del City retro.
Un abbraccio

setteblu ha detto...

Il Wimbledon che compra preferibilmente calciatori della zona così non è costretto a pagare gli affitti degli appartamenti! Che è gestito di fatto dal Dons Trust (tifosi!) e che non potrebbe mai essere ceduto al petroliere per evitare lo scempio del 2001...come dice Kuspide quando mi sfotte: manca solo la maglia di lana grezza 😊. Ti abbraccio

Mat ha detto...

Non so Dario, riguardo la tua domanda. Penso che come ogni cosa che accade nella società civile ci sia una parte che vuole cambiare e una parte no. Però alla fine sono le lobby che decidono. Nel calcio ovvio che non cambieranno mai, vedi anche i casini che ci sono nella Fifa e nella Uefa e sono tutti ancora li. Ci sono tifosi che vogliono il cambiamento e fanno qualcosa a riguardo, penso ai vostri cugini dello United che se ne sono andati e hanno formato lo United of Manchester, ora ci sono quelli di Liverpool che hanno fondato lo United of Liverpool, in Spagna penso all'Eibar, oltre all'Athletic, o penso in Francia dove mediamente i club non spendono troppo, e soprattutto non sono in rosso (tolti alcuni come Psg, Marsiglia, Lione-per lo stadio nuovo)...certo sono in un modo o nell'altro realtà non vincenti in termini di trofei, ma non dopano la competizione, forse se tutti si comportassero cosi si tornerebbe ad avere competizione. Aggiungo poi, e chiudo, che lo scandalo più grande non sono magari i 100 milioni del City, che poi ti vince almeno il campionato, sono magari i 40-50 milioni delle medio-piccole che poi magari rischiano di retrocedere, o i debiti improponibili di quasi tutte le squadre.

Mat ha detto...

Comunque per rispondere, penso che in generale sia no. I tifosi, ma non quelli di calcio, quelli che seguono le mode e il mondo parallelo che si crea rispetto al calcio, quelli che stanno sui siti e altri network sperando che il club acquisti questo o quello, penso siano contenti con la situazione attuale.

setteblu ha detto...

È ciò che penso anch'io. Ed è la cosa più triste.